La ”tokenizzazione” é la nuova frontiera del collezionismo: tra gi artefici anche un italiano

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blue Baroque di Matteo Mauro

VARESE, 5 maggio 2021-C’è chi colleziona francobolli, monete, fumetti, quadri, sculture, opere d’arte in generale. Chi è appassionato di motociclette o colleziona autovetture d’epoca; ma anche chi, con più modestia, colleziona le figurine dei calciatori o i poster delle band musicali.
La storia del collezionismo ha origini antiche che risalgono fin all’antica Grecia passando per i romani e giungendo ai giorni nostri grazie agli impulsi Quattrocenteschi che ci hanno accompagnato fino ai giorni nostri.

Nell’epoca della digitalizzazione globale anche questo fenomeno non poteva essere ignorato dalla tecnologia e, di fatto, proprio il 2021 sarà probabilmente ricordato come l’anno della nascita del collezionismo digitale. Esperimenti clamorosi si sono avuti all’inizio dell’anno con la vendita di beni “non tangibili” come il primo tweet di Jack Dorsey, il fondatore di Twitter, che ha venduto all’asta l’Nft (Non- fungible ticket, certificato digitale) del tweet per quasi 3 milioni di euro.

Ma il “colpo grosso” è stato realizzato dalla famosa casa d’aste Christie’s che ha battuto l’Nft dell’opera d’arte digitale “The First 5000 days” di Beeple (nome d’arte di Mike Winkelmann, artista statunitense di 39 anni) per la cifra record di 69 milioni di dollari.
Gli Nft, nati per tutelare le opere d’arte e le creatività virtuali, ossia che circolano nella “rete delle reti” sui computer e i device di tutto il mondo, hanno, quasi immediatamente, trovato una nuova via di sviluppo. I primi a vedere le potenzialità di questi algoritmi son stati i complessi museali tra i quali, il più attivo, si sta dimostrando il Guggheneim Museum di New York che è alla ricerca di personale competente in tecnologia Nft.

Ma anche gli artisti hanno capito le potenzialità che i Non -fungible ticket possono avere
non solo per la tutela del copyright, ma anche per generare una seconda vita (e nuove potenzialità di business) alle proprie opere fisiche. Tra questi, il primo italiano ad avere intrapreso la strada della “tokenizzazione” dell’intera sua collezione è Matteo Mauro, artista italiano classe 1992 di origini catanesi che ormai da anni lavora a Londra e che ha deciso di tokenizzare tutte le sue opere dando la priorità
di acquistare gli Nft a prezzo di costo ai proprietari delle sue creazioni: «Stiamo tokenizzando tutte le opere che, ad oggi, sono già state acquistate da collezionisti e galleristi e che ne detengono la proprietà fisica – racconta Matteo-; al termine di questa prima fase, metteremo all’asta gli Nft che non sono stati reclamati: si tratta di centinaia di Nft». Ma cosa significa, in soldoni, possedere un Nft di un’opera fisica? «Le
possibilità di sviluppo degli Nft sono innumerevoli e non riguardano solamente il mercato dell’arte -continua Matteo-. Ci troviamo di fronte a nuove possibilità di generare asset finanziari legati al mondo del collezionismo. Se, ad esempio, il Louvre procederà alla creazione di un Nft della Gioconda di Leonardo, ad esempio, ciò potrà comportare la generazione di un nuovo e univoco certificato che non andrà assolutamente ad intaccare le proprietà fisiche del quadro -che è e resta del Louvre-, ma una proprietà astratta, ossia un asset nuovissimo, non tangibile, ma virtuale che, sempre virtualmente, darà la possibilità a chi ne ha le possibilità, di “possedere” la Gioconda, anche se non si tratta del dipinto vero e proprio, ma della sua codifica algoritmica».
Nel 2020, il giro d’affari della crypto art è stato valutato in 10 milioni di dollari; nei primi mesi del 2021 è raddoppiato, raggiungendo i 20 milioni di dollari (senza contare le battute d’asta di Beeple e del tweet di Dorsey) e le percentuali di crescita, stando agli esperti, sono esponenziali. «Ci troviamo in una nuova era per i collezionisti -conclude Matteo-, ma anche per gli artisti, non solo quelli che realizzano opere digitali. Io, ad esempio, sto tokenizzando tutte le opere che, in questi anni ho realizzato con la convinzione, nel futuro, di affiancare al lavoro concreto anche la realizzazione di un asset digitale contribuendo alla nascita di un mercato parallelo reso possibile da questa nuova, sicura e affascinante tecnologia basata sulle blockchain».

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