La delusione del Comitato Difendiamo Via Selene: ” Oramai é chiaro dove vogliano deviare il traffico pesante”

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VARESE, 23 agosto 2021-Abbiamo recentemente appreso dai giornali, nonostante fossero stati avviati dei timidi segnali di condivisione, dell’accelerazione del nuovo progetto viabilistico relativo alla Via Piana di Luco a Bizzozero.
Nonostante qualcuno abbia cercato di appiccicarci addosso l’etichetta di “quelli che si preoccupano solo dei 100 metri di Via Selene”, sin dall’inizio della nostra battaglia avevamo posto il tema della visione generale su questo territorio, prima ferito dall’arrivo dell’ecomostro commerciale, e poi minacciato da questa “meravigliosa tangenziale” che intende percorrere il PLIS e congiungersi con la via Selene, mettendo pesantemente a rischio la valletta formata dalla palude Stoppada e dal rio Selvagna.
Se poi volessimo vedere la tempesta perfetta, basterebbe che il centrodestra vincesse le prossime elezioni e ci ritroveremmo pure la ormai mitica bretella Gasparotto Borri.
In ogni caso, ormai, il re è nudo: non sfugge a nessuno che si intende scaricare traffico pesante e leggero su questa sorta di tangenziale sud, (persino proveniente da Schianno e qui sarebbe interessante sapere, in modo chiaro, cosa ne pensano gli abitanti del paese confinante e della potenziale ztl che rischia di diventare permanente durante l’intera giornata) ed è altrettanto evidente che, grazie a questa ennesima lingua di cemento, si spianerebbe la strada (è proprio il caso di dirlo), rendendola nuovamente appetibile, alla cosiddetta zona industriale di Schianno stessa.
Le nostre preoccupazioni sono le medesime che abbiamo già a lungo evidenziato per quanto riguarda il collegamento di Via Selene con la IV rotonda.
A nostro avviso è assolutamente necessario migliorare l’accesso a Via Piana di Luco con la prevista rotonda, come necessarie sono le opere idrogeologiche e fognarie previste, ma riteniamo inutilmente sovradimensionata la modifica della via.
La necessità di migliorare l’accesso dei mezzi pesanti all’area industriale di Schianno si può ottenere con una diversa sistemazione della attuale sede stradale, tenendo conto, assolutamente e prioritariamente, della salvaguardia ambientale dell’area naturalistica.
Sarebbe sufficiente, ad esempio, mantenere le attuali dimensioni stradali con la creazione di uno o più slarghi di scambio, per consentire un facile transito dei pochi mezzi pesanti transitanti in quell’area.
A nostro avviso, quindi, sia la Via Selene che la Via Piana di Luco necessitano delle stesse considerazioni e cioè: la tutela dell’ambiente non può sopportare la realizzazione di questa nuova viabilità!
Vorremmo poi rimarcare che porre la questione nei termini: “Via Piana di Luco non si tocca, si faccia Via Selene” (ovvero Mors tua Vita mea) non è corretto, e vale lo stesso al contrario. Quello che appare chiaro, molto chiaro, è che l’Amministrazione ha giocato a dividere le parti, per poi deluderle entrambe, sia il Comitato Difendiamo Selene che gli Amici di Bizzozero.
Infine, il Comitato Difendiamo Selene ha avviato da tempo, con l’attuale Amministrazione, i Tavoli di Coordinamento Ambientale per lo studio e una vera tutela della Palude Stoppada, ora più che mai a rischio, a seguito della costruzione della IV rotonda e dell’immobile commerciale.
Il coinvolgimento di stakeholders molto rilevanti (Università dell’Insubria, LIPU, Italia Nostra, Lega Ambiente) proprio a difesa dell’area della palude Stoppada, e di conseguenza di tutta la valletta che arriva alla Piana di Luco, è stata per noi motivo di grande conforto e di prezioso sostegno, anche perché abbiamo sempre pensato che il loro primo pensiero fosse la salvaguardia del PLIS.
Cosa è cambiato allora? Perché, ad esempio, Lega Ambiente diceva a noi del Comitato Difendiamo Selene, in quel caso oppositori, che pur di difendere il PLIS, aveva deciso di sacrificare Via Selene? Perché ha cambiato idea? E lo chiediamo anche all’Assessore De Simone, perché non ce lo ha detto subito? O forse, ancor più grave, non ne sapeva nulla?
Siamo delusi, lo ammettiamo, perché avevamo deciso di fidarci (un po’ come quei nativi americani nelle riserve) ed il risveglio è stato brusco. Ciò nonostante, restiamo disponibili a parlare, a cercare soluzioni sostenibili che conservino la natura e non la sottomettano, ancora una volta, all’arroganza umana.
E se non sarà così, andremo fino in fondo per far valere le nostre aspettative, pronti a dire, come i nativi prima ricordati, “Hoka Hey, oggi è un bel giorno per morire”.
Con viva cordialità
Comitato spontaneo Difendiamo Selene.

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