Ci scrive un’insegnante varesina: ”Si parla di scuola spesso senza sapere il vissuto reale dei giovani che la frequentano”

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VARESE, 25 agosto 2021-Egregio Direttore,

le scrivo per condividere qualche riflessione sull’inizio del nuovo anno scolastico; d’altra parte, come una saggia amica mi ha detto, la fine di agosto rappresenta il Capodanno dei docenti e degli studenti e, quindi, il momento della programmazione generale e personale. Confesso che provo un profondo disagio; gli organi di stampa cominciano, come ogni anno, a parlare dell’imminente inizio della scuola, dei dirigenti, dei docenti e di tutte le criticità annesse all’avvio del nuovo anno scolastico.

Si riparla, come sempre, di “classi pollaio”, di turn over di insegnanti e del loro numero insufficiente, della mancanza di dirigenti e di personale Ata, quest’anno si aggiungono le discussioni sul green pass e sulle quarantene degli studenti.

Ma ai ragazzi chi chiede davvero il parere? Chi li coinvolge? Chi li ascolta? Si parla di scuola spesso senza sapere il vissuto reale dei giovani che la frequentano e delle condizioni in cui i docenti lavorano. Ma quest’anno credo si debba avere il coraggio di abbandonare tutti gli slogan che ci seguono e ci perseguitano da sempre. Quest’anno i nostri ragazzi hanno più bisogno di sempre, di chiarezza, di certezze, di accompagnamento alla ripresa, di recuperare una quotidianità laboriosa e serena che permetta loro di reintegrare le competenze umane, sociali, scolastiche che il fallimento della Dad ha lasciato. Mi colpisce sempre più quanto si sia parlato, negli ultimi due faticosi anni, e ancora si parli, di giovani, dei loro bisogni, dei disagi che la pandemia ha acuito, delle mancate opportunità di esperienza a cui sono stati costretti, e quanto sempre meno si dia loro la parola. Si parla di loro, ma non si parla con loro, si chiede loro di seguire percorsi di educazione civica, che dovrebbero favorire una vera cittadinanza attiva e poi, a parte tanta propaganda, le istituzioni danno loro pochissimo spazio di partecipazione.

Credo che tutti noi adulti dovremmo abbandonare giudizi superficiali e pregiudizi sui giovani, non esistono “i giovani”, esiste “ogni singolo giovane” a cui dovremmo dare lo spazio quantomeno dell’ascolto. Torniamo umili di fronte a loro, ascoltiamoli con curiosità e interesse, riscopriamone la forza e la passione, coinvolgiamoli in tutto ciò che li riguarda. Uno dei tanti momenti preziosi in cui possiamo farlo è rappresentato dalle imminenti elezioni amministrative. Chi si propone per amministrare la città ha, soprattutto in questo momento difficile, il dovere morale, oltrechè politico, di pensare ad adolescenti e giovani e di offrire loro i giusti strumenti per comprendere quali programmi includeranno i loro bisogni e le loro necessità.

Raccontiamogli in modo chiaro, concreto e senza slogan, i nostri programmi, diamogli la possibilità di capire davvero chi votare e perché. Augurandomi che tutte le liste che si sono presentate lo facciano, la ringrazio per lo spazio che mi ha concesso.

Alessandra Ferrario

Candidata lista Davide Galimberti sindaco-VaresePraticittà

 

 

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