Cronistoria della ex Caserma Garibaldi, tra inciampi istituzionali, occasioni mancate e giravolte della Lega

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Il sindaco Galimberti oggi in conferenza stampa nel cortile della ex caserma

VARESE, 13 ottobre 2021-Riqualificazione della ex Caserma: tutto fermo per diversi anni e ai cittadini costerebbe altri 2 milioni e mezzo in più, tra nuove progettazioni, lavori e cause legali. È questo quello che accadrebbe se si prendesse sul serio in considerazione l’ennesima capriola della Lega che per conto del candidato di Salvini propone l’ennesimo cambiamento di destinazione dell’edificio acquistato da Fontana nel 2007, per il valore di circa 2 milioni di euro, e poi lasciato al degrado fino al 2019.

Non entro nel merito delle idee di cosa farci dentro – prosegue Galimberti – È dal 2010 che la Lega cambia idea su cosa fare della Caserma e infatti per 12 anni non sono mai partiti i lavori. Solo con la mia amministrazione siamo riusciti ad imprimere quella accelerata che ci ha portato oggi ad avere un cantiere già operativo.

Dodici anni dunque: questa la storia recente della ex caserma Garibaldi, un percorso tortuoso per i continui inciampi e giravolte della Lega che ora vorrebbe far perdere di nuovo a Varese una grande occasione di rilancio e di riqualificazione dello stabile.

Ma sull’ultima idea del candidato della Lega va fatta qualche precisazione. Innanzitutto la superficie della ex Caserma è insufficiente ad accogliere tutto il personale del Comune. Personale a cui si dovrebbe aggiungere l’utenza, ovvero i cittadini che dovrebbero accedere ai servizi. Inoltre, cambiando progetto, andrebbero eliminate molte delle opere già realizzate, e pagate fino ad ora perché incompatibili con la nuova destinazione. In più, non si potrebbe spostare la Biblioteca dei Ragazzi, che nel nuovo Polo dovrebbe avere un ruolo rilevante con un progetto dedicato ai giovani. In questo modo però verrebbe meno anche la possibilità di realizzare lo studentato di Biumo, con il rischio di perdere anche quel finanziamento.

Cronistoria della ex Caserma

Anno 2007
Il Comune di Varese con la prima giunta Fontana acquista l’immobile della ex caserma Garibaldi per circa 2 milioni di euro.

Per prima arrivò l’idea della Lega di farci un teatro. Ma poi si scoprì che non era possibile.

Nel 2010 poi la doccia fredda:
con il decreto legge n. 85 del 28 maggio 2010 si apprende che il Comune, allora guidato da Fontana, avrebbe potuto acquisire l’immobile della ex caserma gratuitamente, risparmiando così l’importo speso

2014. La Lega cambia idea e propone un Polo Culturale
viene avviata la nuova fase progettuale con un accordo di programma che prevede di dare una vocazione culturale all’immobile, con la creazione di un polo culturale.

2016
l’accordo di programma prevede di raffinare il progetto per il restauro della caserma, a cui viene aggiunto un tassello importante, con l’arrivo dell’Archivio del Moderno: un’istituzione importante in grado di dare una connotazione internazionale al polo culturale.

2017/18
la progettazione arricchisce ulteriormente il progetto, per rafforzare ancora di più la vocazione culturale del nuovo polo, con l’inserimento di spazi espositivi, aree multimediali, aule studio per gli studenti, spazi per eventi, per dare alla città di Varese un luogo da vivere all’insegna della cultura.

Anno 2019. Inizio dei lavori di riqualificazione sotto la giunta Galimberti
avvio lavori di riqualificazione dell’edificio. In questa fase si fa più fitta la collaborazione con enti e università per la definizione del polo culturale.

Settembre 2021 Colpo di scena
La Lega propone di bloccare tutta la realizzazione avviata fin qui, abbandonando la vocazione culturale e di polo per i giovani e universitari. Conseguenze dirette della proposta leghista: blocco dei lavori per ritornare alla fase di progettazione; la perdita della possibilità di spostare la Biblioteca dei Ragazzi e impedire di conseguenza la realizzazione dello studentato di Biumo Inferiore, perdendo così il finanziamento di 8 milioni; blocco della realizzazione del polo culturale e per i giovani; rischio concreto che l’Archivio del Moderno decida di andare in un’altra città.

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