Milano: mancanza di investimenti e attenzione sulle strutture di detenzione milanesi e lombarde

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MILANO, 16 febbraio 2022-“Il carcere di San Vittore sembra un manicomio”.  Con queste parole il garante dei diritti dei detenuti, Francesco Maisto, ha descritto la situazione della casa circondariale milanese. L’occasione è stata quella della seduta di una sottocommissione del Consiglio comunale meneghino, tenutasi lunedì scorso.
La presidente della commissione regionale  Antimafia, Monica Forte, rilancia l’allarme: “In questi anni ho potuto visitare diverse strutture di detenzione e quanto denunciato dal garante dei diritti dei detenuti rappresenta una situazione purtroppo comune in Lombardia. Abbiamo però anche esempi virtuosi e Regione deve fare di tutto per sviluppare modelli del genere”.

Dalla relazione del garante Maisto, è emerso come non solo il sovraffollamento sia

La rivolta al carcere di San Vittore

una grossa problematica, anche la mancanza di personale e supporto (anche psicologico) ai detenuti. Monica Forte: “Non si è investito abbastanza. Ricordo che lo scopo della detenzione in carcere sia quello rieducativo, non punitivo. Bisogna riabilitare i carcerati, lo prevede la nostra Costituzione. Negli ultimi anni ci sono state troppe contraddizioni, da una parte si chiede vengano ammorbidite le pene per chi è detenuto con il regime del 416 bis e dall’altra non si attivano tutti i percorsi idonei a sostenere il ritorno alla normalità per chi è detenuto per i cosiddetti reati minori. Le persone vengono lasciate in stanza sovraffollate e troppo poco si fa per la loro formazione, aspetto fondamentale per il reinserimento nel mondo del lavoro e quindi nel tessuto sociale. Continuerò a portare il mio contributo affinché le autorità regionali e nazionali tornino ad investire su questo settore, non solo per il bene dei detenuti ma anche per la società civile che rappresentiamo e diciamo di voler difendere”.

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