La guerra e il significato di un’immagine

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VARESE, 9 aprile 2022- Sono passati decenni, oramai, da quando, leggendo  una famosa rivista  settimanale nel lontano 1984, mi imbattei, così come poi lo faranno milioni di altre persone, in un’immagine che divenne cult.

In quell’articolo si parlava di guerra in Afganistan. L’mmagine che mi colpì, quasi fulminando la mia attenzione, era quella di Sharbat Gula, una ragazza afgana, evidentemente distrutta dal dolore e con degli occhi, seppur incorniciati dalla paura, di un bellissimo verde smeraldo.

L’immagine fu immortalata, in un campo profughi afgano, dal noto fotografo di fama mondiale Steve McCurry.

Lo sguardo parlava da sè.

Inquadrava, come nessuno avrebbe mai potuto fare di meglio in quel momento, la paura dettata da una guerra che, come tutte le guerre del mondo, condiziona e non poco il sentimento terribile che si può provare in casi come questi.

Cosa si può provare, cioè, nel vedere gente che muore dilaniata dalle bombe, donne violentate e poi trucidate e bambini non risparmiati dalla cosa più assurda che l’uomo possa mai aver contemplato.

La stessa cosa mi è capitata (quasi fosse una sorta di deja vu) in questi giorni.

Anche questa volta, sfogliando però pagine sul web, mi sono imbattuto in un’immagine artistica di Mauriz, l’artista di Molina Aterno ( paese dell’entroterra abruzzese) figlia di un poliziotto penitenziario, che mi ha dato un pò il senso di questa assurda guerra.

Il dipinto che impersona  una ragazza avvolta in uno “meraviglioso” sguardo triste.

Lo stesso sguardo che al pari di quello della Sharbat è lì quasi intento a contemplare l’operato di uomini che, in maniera del tutto diabolica, decidono, buttando al vento la vita di migliaia di persone, le sorti dell’umanità.

Nell’osservare quella che, al pari della foto di Sharbat altro non è che un’opera d’arte, mi sono reso conto che il bello, come lo può  essere il volto immortalato da McCurry e l’immagine dipinta da Mauriz, e l’etremamente brutto, quale può esserlo la guerra ( qualunque essa sia) spesso viaggiano insieme.

Resta ovvio che eterna, si spera, possa essere solo tutto ciò che nasce di bello dall’arte.

Il volto di Sharbat e quello della ragazza dipinto da Mauriz lo sono, la guerra no!

THE WAR AND THE MEANING OF AN IMAGE

It has been decades, now, since, reading in a famous weekly magazine back in 1984, I came across, as millions of other people will do, in an image that became a cult.In that article we talked about the war in Afghanistan and the image that struck me, almost dazzling my attention, was that of Sharbat Gula, an Afghan girl destroyed by pain and with emerald green eyes framed by fear.The image was immortalized by the well-known world-famous photographer Steve McCurry in an Afghan refugee camp.

The look spoke for itself.

It framed, as no one could ever have done at that moment, the fear of a war which, like all wars in the world, affects not a little the feeling one can experience in seeing people who die torn apart by bombs, women raped and then slaughtered. and children not spared from the most absurd thing man could ever have contemplated.

The same thing happened to me (as if it were a kind of deja vou) these days. As we know, the war in Ukraine as well as the Afghan one is claiming defenseless victims and which have absolutely nothing to do with it.

Also this time, leafing through pages on the web and reading about the artistic exploits of Mauriz, a girl from Molina Aterno (a town in the Abruzzo hinterland in the province of L’Aquila), I came across an image that gave me a little sense of this absurd war and which has no meaning.

It is the painting of a girl wrapped in a “wonderful” sad look. The same gaze that, like that of Sharbat, is intent on contemplating the work of men, as in the case of the war in Ukraine, who in a completely diabolical way throw away the lives of thousands of people.

In observing what, like Sharbat’s photo, is nothing more than a work of art, I realized that the beautiful as the face immortalized by McCurry and the image painted by Mauriz can be, and the extremely ugly what war may be, whatever it is they often travel together. It remains obvious that it is hoped that only everything that is beautifully born from art can be eternal. The face of Sharbat and that of the girl painted by Mauriz are, not the war !!!!!

Il Componente dell’Esecutivo Nazionale

Mauro NARDELLA  

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