La povertà lavorativa è ancora una realtà in Europa con l’Italia al quarto posto

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VARESE, 7 dicembre 2022-Nel parlamento italiano la scorsa settimana sono state respinte 4 mozioni in favore dell’introduzione del salario minimo, mentre ne è stata approvata una contraria, proveniente dalla maggioranza. La mancanza di un salario minimo (in Italia sostituito dalla contrattazione collettiva, di settore) incide sulla povertà tra i lavoratori. Si tratta del fenomeno per cui delle persone, pur essendo regolarmente occupate, si trovano al di sotto della soglia di povertà relativa. Nel 2021 in Ue questa condizione riguardava l’8,9% di tutti i lavoratori. L’Italia, con l’11,7%, riportava il quarto dato più elevato del continente.

Negli anni oltretutto la situazione è rimasta sostanzialmente invariata, e anzi in 10 paesi (tra cui anche il nostro) la cifra è aumentata nel corso dell’ultimo decennio. A subirla più pesantemente sono gli stranieri, i più giovani e chi vive in famiglie caratterizzate da bassa intensità lavorativa. Tuttavia è un problema che riguarda anche chi lavora molto: in Italia ad esempio è sotto la soglia di povertà l’8,3% degli adulti parte di famiglie a elevata intensità lavorativa.(fonte Openpolis.it)

 

 

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