Frontalieri e accordo fiscale: via libera da parte del Senato. Soddisfatto Alfieri, primo firmatario del testo

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VARESE, 19 gennaio 2023-L’accordo fiscale sui frontalieri fra Svizzera e Italia ha superato un primo ostacolo al Senato di Roma. L’intesa è stata approvata giovedì in Commissione congiunta Esteri e Finanze e presto arriverà nell’aula del plenum, prima di passare alla Camera. Ad annunciarlo è stato il primo firmatario del testo di ratifica, l’esponente del PD Alessandro Alfieri.

L’intesa “tutela i comuni che potranno continuare ad erogare i servizi per i propri cittadini

Alessandro Alfieri

grazie al sistema dei ristorni che rimane garantito e alla creazione di un fondo specifico per progetti infrastrutturali e socioeconomici destinati ai territori di confine. Inoltre l’accordo consente a chi oggi è un lavoratore frontaliere di mantenere l’attuale regime fiscale fino al raggiungimento della pensione”, ricorda in particolare Alfieri.

L’accordo, chiamato a sostituire quello in vigore ormai da quasi 50 anni (è del 1974), era stato siglato a Roma poco prima di Natale del 2020 dal viceministro italiano Antonio Misiani e dalla segretaria di Stato svizzera per le questioni finanziarie Daniela Stoffel. Era stato approvato in via definitiva dal Consiglio degli Stati il 13 dicembre 2021 e poi dal Nazionale il 1° marzo dello scorso anno.

Distinzione fra frontalieri nuovi a attuali

Il processo di ratifica italiano è seguito con attenzione in Ticino, dove lavorano 78’000 frontalieri. Le lungaggini dovute al cambiamento di Governo a Roma hanno dato spunto anche ad atti parlamentari di deputati ticinesi a Berna. Bellinzona si attende dal nuovo regime maggiori entrate fiscali: in Svizzera resterà in particolare l’80% del gettito per i nuovi frontalieri, che saranno tassati anche in Italia. È più del 70% che previsto dall’intesa del 2015, mai ratificata.

Alle persone che lavorano o hanno lavorato nei Canton Ticino, Grigioni e Vallese tra il 31 dicembre 2018 e la data di entrata in vigore del testo – detti frontalieri attuali – si applica invece un regime transitorio. Questa categoria di lavoratori continuerà infatti ad essere tassata esclusivamente in Svizzera, la quale verserà ai Comuni italiani di confine fino all’anno fiscale 2033 una compensazione finanziaria del 40% dell’imposta alla fonte prelevata nella Confederazione.(fonte Rsi.ch)

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