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Sostenere la ricerca sulle malattie respiratorie dei neonati: una donazione della Casa di Chiara Onlus all’Università dell’Insubria

VARESE, 16 maggio 2023 – Una donazione per sostenere la ricerca sulle malattie respiratorie dei neonati, migliorandone la qualità di vita. Il gesto generoso e significativo arriva dall’associazione La Casa di Chiara Onlus, che ha scelto di acquistare un Respiratory function monitor (Rfm) per la Scuola di Pediatria dell’Università dell’Insubria diretta dal professor Massimo Agosti, responsabile della Neonatologia e della Pediatria dell’Asst dei Sette Laghi. Questo macchinario per la rianimazione neonatale, costato 18mila euro, è molto utilizzato in Olanda, Canada e Austria, mentre in Italia è ad oggi presente solo in due ospedali milanesi, oltre che a Varese.

Ne hanno parlato con la stampa, all’Ospedale del Ponte di Varese, il professor Agosti, il presidente della Casa di Chiara Onlus Marco CiriglianoAnnalisa Li Bassi della direzione medica di Asst Sette Laghi, e l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, tra le prime sostenitrici dell’associazione.

«Oggi riceviamo un dono importante per la sala parto e per l’inizio vita dei neonati – ha detto il professor Massimo Agosti –. La ricerca in questo ambito in Italia, e nel nostro territorio in particolare, sta crescendo molto negli ultimi anni ed interventi quali questo della Casa di Chiara (che già in passato ci aveva donato un’incubatrice d’avanguardia) ci permettono di alzare sempre più l’asticella per sconfiggere le malattie respiratorie ad esordio neonatale precoce, proprio perché ci aiutano a comprendere i complessi meccanismi fisiopatologici respiratori nella transizione dalla vita intra-uterina a quella extra-uterina. La bellezza di questo apparecchio è che sintetizza molto bene lo spirito medico: ci permette di soccorrere il neonato in difficoltà ma anche di studiare, fare ricerca e formazione, utilizzandolo su modelli. E questo è l’unico modo per fare bene il medico: studiare, ricercare e applicare».

«Crediamo con assoluta certezza – dice Marco Cirigliano – che la cura è possibile con la scienza. La storia di Chiara ci ha fatto capire che la ricerca è fondamentale e questa donazione risponde proprio a questo importante binomio, rappresentato bene dal professor Agosti, con il quale negli anni è nato un rapporto non solo professionale ma di grande stima e amicizia. Siamo altresì orgogliosi di poter aiutare il nostro territorio, che reputiamo per competenza essere punto di riferimento per la nostra Regione e il nostro Paese. La Casa di Chiara, che con vari eventi durante l’anno raccoglie fondi per poterli mettere a disposizione della scienza, è una casa di tutti».

«Ringrazio la Casa di Chiara per questa donazione fatta all’Università, ma di fatto anche ai nostri medici e soprattutto ai bambini che nascono qui – ha detto la dottoressa Annalisa Li Bassi –. L’evento di oggi consolida la collaborazione tra gli enti del terzo settore e le istituzioni per la promozione del bene comune. Ringrazio l’associazione e l’università, senza la quale l’ospedale non potrebbe continuare a crescere e migliorare nell’assistenza alla cittadinanza».

«La mia presenza – è intervenuta Isabella Tovaglieri – è una presenza di amicizia con Marco Cirigliano, nata sul banco del consiglio comunale anche se su schieramenti opposti.  Ma questo è la dimostrazione che quando si hanno idee e la volontà di perseguirle ci si unisce. Marco continua a mettersi al servizio della comunità e lo ringrazio per la donazione e per avermi invitata. Ringrazio l’università e l’ospedale per aver posto in essere questa partnership per far sì che questa donazione abbia effetti positivi che travalichino la sola pediatria dell’Ospedale del Ponte, con uno sguardo a lungo termine. I risultati non si vedono sempre subito, ma è fondamentale continuare a fare ricerca».

La ricercatrice dell’Università dell’Insubria Ilia Bresesti, che ha lavorato a Milano e a Oxford prima di arrivare a Varese, spiega il funzionamento del Respiratory function monitor: «Sullo schermo sono visibili una serie di informazioni aggiuntive rispetto a quelle standard, riusciamo a monitorare in real time ciò che sta succedendo durante la transizione. Abbiamo informazioni immediate riguardo all’efficacia di quello che stiamo facendo. Abbiamo inoltre la possibilità di registrare tutto attraverso una videocamera e quindi tutta la rianimazione può essere vista a posteriori».

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