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Il sindacato di base ADL non ci sta: martedí presidio all’inaugurazione nuovo Terminal 2 Malpensa

SOMMA LOMBARDO, 29 maggio 2022-Domani mattina verrá riaperto il rinnovato Terminal 2 dell’aeroprto internazionale della Malpensa.

Alla sua inuagurazione é prevista la preseza di molti personaggi importanti a livello istituzionale, compreso il presidente della regione Attilio Fontana.

Ma non sará festa per tutti. Come ad esempio il sindacato di base ADL che opera negli aeroporti di Linate e Malpensa e che domani hanno organizzato un presidio proprio al Terminal 2.

«Di volta in volta hanno preteso centinaia di ettari di territorio, per innalzare capannoni, mentre i lavoratori aeroportuali nel frattempo hanno perso diritti normativi e economici!

Negli ultimi anni, i lavoratori scappano da Malpensa, dove il lavoro è diventato sottopagato, precario, usurante e non più conciliante con la vita famigliare e sociale», queste alcune rivendicazioni di ADL che aggiungono.

«La politica Lombarda ha sfruttato al massimo gli aeroporti lombardi, collocando presso la SEA SPA e le sue partecipate, dirigenti con stipendi e bonus da favola.

Mentre il comune di Milano lo ha utilizzato come bancomat, senza preoccuparsi di come venivano prodotti i profitti di SEA.

Nessuna tutela per i lavoratori, che in questi anni hanno dovuto subire l’esternalizzazione delle attività di SEA, che pur di risparmiare ha gettato al vento il know-how degli impianti aeroportuali.

Appalti affidati da SEA, che hanno ridotto gli stipendi e i loro diritti dei lavoratori, che in alcuni casi sono pagati a €. 5,49 l’ora lordi».

Rivendicazione che tocca altri punti cpme la «concorrenza tra le aziende di Handler, basata esclusivamente sui tagli del costo del lavoro, a discapito dei dipendenti.

Con la L.146/90 ai lavoratori aeroportuali è stata limitata la possibilità di fare delle lotte sindacali per rivendicare diritti, contratti nazionali che non vengono rinnovati da anni, contratti integrativi che non si riescono a rivendicare.

Ad ogni rinnovo contrattuale la parte datoriale riesce a togliere diritti normativi ed economici, come il pagamento della malattia, con l’integrazione da parte del datore di lavoro che viene garantita solo per i primi eventi dell’anno, con grave disagio economico per i lavoratori»

Infine «Di contro, agli stessi, vengono imposti turni di lavoro con orari estremi e carichi di lavoro che stanno causando seri problemi alla loro salute. DVR che non sono stati aggiornati rispetto all’aumento dell’esposizione all’inquinamento atmosferico e acustico, e dei carichi di lavoro, a cui sono soggetti negli ultimi anni i lavoratori.

Oltre al danno la beffa.

Come rappresentanti dei lavoratori diciamo basta a questa nuova forma di schiavismo!!

L’aeroporto non deve creare ricchezza solo per le imprese, il gestore aeroportuale, i dirigenti e il Comune di Milano, ma deve garantire un lavoro con uno stipendio dignitoso, e condizioni lavorative che tutelino la salute».

redazione@varese7press.it

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