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Giunge alle fasi finali il percorso assembleare elettivo dell’Azione cattolica ambrosiana

MILANO, 24 gennaio 2024-Giunge alle fasi finali il percorso assembleare elettivo dell’Azione cattolica ambrosiana. Dopo che negli scorsi mesi gli iscritti delle associazioni territoriali (parrocchie, unità pastorali e decanati) si sono ritrovati per eleggere i loro responsabili e discutere le linee per il prossimo triennio, sabato 27 e domenica 28 gennaio si riuniranno le sette assemblee delle zone pastorali della diocesi. Lì sarà discussa la bozza del documento programmatico che sarà infine emendato e votato all’assemblea diocesana che si riunirà l’11 febbraio nell’Aula magna dell’Università Cattolica. Ulteriore tappa sarà e la XVIII Assemblea nazionale che si svolgerà dal 25 al 28 aprile a Roma, durante la quale è in programma anche un incontro del popolo di Ac con papa Francesco in piazza San Pietro.

Le assemblee si svolgeranno nelle zone pastorali della diocesi con il seguente calendario:

Sabato 27 gennaio 2024

Zona 1 – Milano, chiesa di San Giorgio a Palazzo (piazza San Giorgio 2), ore 15

Zona 2 – Varese, Cripta della chiesa di via Petracchi, 4 a Masnago, ore 15

Zona 3 – Costa Masnaga (Lecco), Casa di Ac di Costa Masnaga, ore 15

Zona 4 – Rho, Oratorio San Paolo, ore 15

Zona 5 – Monza, Oratorio Triante, ore 16

Zona 6 – Melzo, oratorio Sant’Alessandro in videoconferenza con la parrocchia del Sacro Cuore ad Abbiategrasso ore 14.30;

Zona 7 – Cologno Monzese, Parrocchia San Giuseppe, via Milano 99 (MM2 Cologno Sud) ore 15.30.

Domenica 27 gennaio 2024

Zona 3 – Costa Masnaga (Lecco) Casa di Ac di Costa Masnaga, ore 15

«Il cammino assembleare che l’Azione cattolica ambrosiana sta attraversando si sta rivelando particolarmente vivace e partecipato», commenta il presidente diocesano, Gianni Borsa. «Si tratta di rinnovare tutte le cariche associative e, allo stesso tempo, di verificare il profilo dell’Ac diocesana e progettarne i passi futuri. Nei gruppi di Azione cattolica a tutti i livelli è in atto un confronto che ruota attorno ad alcune domande di fondo: a che punto è la nostra associazione? Perché e per chi vogliamo essere e fare l’Azione cattolica? Come può rimodellarsi l’Ac per stare al passo con il “cambiamento d’epoca” che interpella la realtà ecclesiale non meno di quella sociale e civile? In quali ambienti vitali e luoghi esistenziali farci trovare pronti, per continuare a seminare fatti di Vangelo? Si tratta di argomenti presenti nel documento assembleare che verrà discusso, emendato e votato l’11 febbraio in Assemblea, contenente le linee guida per il prossimo triennio».

 

«Dai nostri numerosi gruppi locali», prosegue il presidente Borsa, «emerge un’immagine di Ac che cerca di essere fedele al Vangelo, vicina all’esistenza quotidiana delle persone, sempre pronta a dare una mano nelle parrocchie, nelle comunità pastorali e nelle Assemblee sinodali decanali. Una Ac in cui la spiritualità e la formazione siano d’aiuto affinché ciascun socio abbia strumenti per vivere, da laico, nelle realtà della famiglia, del lavoro, della cultura, del volontariato, della politica. Un’Ac capace di immaginare – e di osare – il futuro, come abbiamo scritto nel Documento assembleare. Stiamo seriamente rimettendoci in gioco su vari fronti: l’identità, la missione, le tre “dimensioni” della vita laicale e dell’Ac stessa: pregare, pensare, appassionarsi. Vorremmo continuare a vivere con intensità la fede personale e portare un contributo costruttivo nelle nostre comunità e nella Chiesa ambrosiana sollecitati e sostenuti dall’esperienza associativa. Una Ac in cui ciascuno – ragazzi, giovani, adulti – è protagonista. Desideriamo stringere alleanze con le altre associazioni e movimenti ecclesiali e aprirci ad altre realtà impegnate a costruire il bene comune. Anche nella Chiesa si sente la necessità di aprire le porte, di uscire, di portare il Vangelo nelle strade delle nostre città. Desideriamo provarci. Con gioia e passione rinnovate».

 L’assemblea diocesana elettiva si terrà l’11 febbraio nell’Aula Magna dell’Università Cattolica con il seguente programma:

Accoglienza

9.30 Saluto iniziale

Intervento dell’arcivescovo Mario Delpini

Relazione del presidente diocesano Gianni Borsa

Dibattito e votazione sul documento assembleare

Votazione del nuovo Consiglio diocesano

16.30 Santa Messa nell’Aula Magna

Il documento assembleare, che delinea il programma per il prossimo triennio associativo, è frutto di un lungo lavoro di discussione e raccoglie le linee emerse dal percorso triennale “Essere e fare l’Ac nel tempo nuovo” che fin dal 2020 sta impegnando l’associazione nel pensare ciò che vuole essere nel futuro. Un percorso, frutto di un lavoro di pensiero e di scrittura condiviso, in maniera unitaria e intergenerazionale.

Delle tre parti di cui è costituita la bozza di documento, da discutere e modificare nelle assemblee, la prima, intitolata “Il contesto e il cammino”, vuole essere la cornice di riferimento dentro la quale leggere le peculiarità del tempo attuale «carico di sfide, di novità, di rapide e persino frastornanti trasformazioni» per comprendere quale possa essere il senso della presenza dell’Ac nel presente e nel futuro della Chiesa.

La seconda parte offre degli spunti «per interrogarci su quali siano la nostra identità, missione e dimensioni. Laici interessanti a lasciarsi convertire il cuore dall’incontro con l’umanità in tutte le sue fragilità e povertà, disponibili a mettersi al servizio insieme a tutte le realtà presenti nei nostri territori per la costruzione di comunità accoglienti, aperte, fraterne, e di una Chiesa che sia la “casa di tutti, tutti, tutti!!” sognata anche da papa Francesco.

La terza parte tratteggia le direzioni verso cui indirizzare le scelte concrete: il ritorno all’essenziale, cioè alla dimensione contemplativa, alla Parola e al metodo formativo Vita-Parola-Vita; il servizio ad una Chiesa locale che sia luogo di collaborazione, corresponsabilità, sinodalità, fraternità negli ambiti della vita, della scuola, del lavoro, dell’impegno sociale e politico; lo stile del confronto, dell’ascolto, dell’inclusione da esprimere sia nel dibattito su questioni cruciali del nostro tempo, sia nelle relazioni con le persone; la centralità e il protagonismo dei giovani già a partire dal presente».

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