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Donato un ecografo palmare per l’Oncologia dell’Ospedale di Varese

VARESE, 29 maggio 2024-Il Dipartimento di Medicina e Innovazione Tecnologica – DIMIT  dell’Università degli Studi dell’Insubria ha ricevuto in dono dal Lions Club Varese Città Giardino un ecografo palmare, che ha concesso in comodato d’uso gratuito, all’Oncologia di ASST Sette Laghi, diretta dal Prof. Francesco Grossi.
Lo strumento donato è un dispositivo innovativo, che offre una soluzione portatile per varie esigenze cliniche. I suoi punti di forza sono la connessione versatile e la trasmissione delle immagini tramite Wi-Fi 5G interno, eliminando così la necessità di reti esterne.
Si tratta di un apparecchio di piccole dimensioni e leggero, ideale per il posizionamento di accessi venosi in pazienti ambulatoriali e per eseguire paracentesi sotto guida ecografica grazie al quale il personale medico può effettuare facilmente e in sicurezza questa procedura in qualsiasi luogo, anche in virtù della doppia batteria integrata che assicura più di otto ore di autonomia. Un’altra particolarità di questo nuovo apparecchio è la possibilità di archiviare immagini, video e misure con possibilità di facile trasmissione, visualizzazione e gestione.
Secondo i dati dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) – dichiara il Prof.

L’ecografo palmare donato

Francesco Grossi, Direttore dell’Oncologia – in Italia ci sono circa 3,6 milioni di pazienti oncologici, con circa mille nuovi casi diagnosticati ogni giorno. Per il trattamento delle neoplasie si utilizza frequentemente la chemioterapia e l’immunoterapia oltre alle terapie di supporto che vengono somministrate attraverso la via endovenosa spesso non facilmente accessibile. Per facilitare il posizionamento dell’accesso venoso specifico è fondamentale l’impiego dell’ecografo, poiché permette la valutazione del patrimonio venoso del paziente (anche direttamente al suo letto, senza doverlo trasferire), per la scelta del presidio più idoneo e per indirizzarlo all’impianto nel contesto migliore possibile. Anche l’ascite, ovvero l’accumulo patologico di liquido nella cavità peritoneale, è una complicanza comune ai pazienti oncologici. La paracentesi è una metodica che permette di rimuovere il liquido in eccesso e che può richiedere l’uso di un ecografo sia per la funzione diagnostica (anche tramite funzioni avanzate ECO-COLOR DOPPLER) sia per visualizzare e guidare l’ago durante la procedura. La presenza dell’ecografo wireless Cerbero 4.0 nel reparto di oncologia di Varese offrirà al nostro personale medico-infermieristico la possibilità di interventi più efficaci direttamente al letto del paziente, per una migliore strategia terapeutica e di trattamento dei nostri pazienti”. 

“Desidero esprimere a nome dell’Azienda – tiene a sottolineare il Direttore generale di ASST Sette Laghi, Giuseppe Micale – il sincero ringraziamento al Lions Club Varese Città Giardino e al Magnifico Rettore dell’Università dell’Insubria, Angelo Tagliabue. Questa donazione, che coinvolge Ospedale e Università, ribadisce l’importanza della collaborazione tra queste istituzioni, premessa fondamentale per promuovere la ricerca, la formazione e la cura della salute nella nostra comunità“.
La sinergia tra il territorio e le istituzioni – commenta il Magnifico rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, Angelo Tagliabue – è fondamentale per il bene comune e in questo l’Università può e deve svolgere un ruolo di trait d’union, accanto ad ASST Sette Laghi, rispetto a realtà virtuose, come il Lions Club Varese Città Giardino, che danno il loro contributo alle necessità terapeutiche e assistenziali e a quelle di ricerca”.
La donazione dell’ecografo palmare rappresenta un service che è stato effettuato in memoria di Carla Piumini Brovelli, nostra socia recentemente scomparsa a causa di brevissima malattia, con lo scopo di contribuire ad alleviare la sofferenza dei pazienti oncologici – spiega il Presidente del Lions Club Varese Città Giardino, Rosemarie Contu –  Carla è sempre stata un’entusiasta della vita, tanto da non tollerare la solitudine che spesso si accompagna alla malattia: per questo ha sempre offerto il suo tempo ai malati. La raccolta fondi è frutto del tempo generosamente  dedicato dalle nostre socie, un club da oltre 30 anni tutto al femminile”. 
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