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Ex macello viale Belforte, la proposta di Varese Social District: “Bonificare e abitare prima di costruire”

VARESE, 7 giugno 2024-Cosa sarà del progetto di recupero dell’ex Macello Civico di Varese? Nulla sembra muoversi dopo la chiusura senza esito nei mesi scorsi del bando comunale rivolto ad operatori privati che metteva sul piatto anche un finanziamento PNRR da 10 milioni di euro.

 Il progetto, dichiarato di pubblico interesse, destinava quelle risorse per recuperare e rifunzionalizzare l’area ex Macello mentre le risorse private dovevano essere destinate alla costruzione di appartamenti di qualità a costi accessibili sull’area oggi deposito delle Autolinee Varesine.

Sono 33.000 metri quadri di proprietà comunale e potrebbero essere il cuore del rilancio del quartiere Belforte.

Come Terzo Settore varesino, riuniti nel comitato Varese Social District, siamo stati impegnati negli ultimi anni a fianco del Quartiere Belforte e dei suoi abitanti, enti e associazioni nell’analizzare la situazione, coinvolgere stakeholder e professionisti e proporre soluzioni molto concrete ed economicamente sostenibili basate sulle “buone pratiche” in uso in altre realtà.  Ci sono state riunioni, incontri, presentazioni pubbliche e ne sono derivate due fasi di progettazione architettonica basate su Rigenerazione Urbana e autosostenibilità del progetto, come prevede il Codice del Terzo Settore che parla esplicitamente di “coprogettazione”.

Lo schema proposto al Ministero e ritenuto meritevole dei fondi PNRR era semplice: il Terzo Settore prendeva in carico senza scopo di lucro la gestione, manutenzione e sviluppo dell’area sociale e culturale finanziata dal PNRR per creare occasioni di lavoro e socialità (ex Macello) mentre un soggetto privato doveva costruire appartamenti nella zona oggi Autolinee e gestirne la vendita o affitto a costi accessibili per giovani famiglie mono reddito, anziani, giovani professionisti secondo le regole in uso nel cosidetto “social housing” e in base agli accordi da definire con il Comune.

Un bando così complesso e sfaccettato può andare deserto o non trovare un attuatore finale per mille motivi: momentanea stasi del mercato, assenza di visione sul medio e lungo periodo di chi deve investire oppure imprevisti ostacoli finanziari e legislativi. Può capitare.

Ma quale sia il futuro, le bonifiche e sostituzione delle copertura in eternit andrebbero avviate al più presto tenuto conto che in ogni progettazione ipotizzata sarebbero stati comunque costi a carico del Comune di Varese, proprietario dell’area.

Non si può delegare a  futuri ipotetici interventi di finanza privata la gestione e cura del patrimonio pubblico, soprattutto in quartieri che necessitano un urgente rilancio.

Svuotata ripulita, bonificata e messa in sicurezza, laddove necessario, l’area potrebbe essere nel frattempo “abitata” parzialmente nelle aree fruibili con iniziative culturali e sociali, anche autogestite e promosse dalla stessa comunità, nel rispetto dei regolamenti vigenti. Mostre, concerti, installazioni, cinema all’aperto, mercatini. La cittadinanza e le associazioni sono “soggetti adulti”; sanno gestire i beni pubblici se vengono temporaneamente affidati. Occorre “creare comunità” e ridare vita laddove per anni ha regnato l’abbandono. Accade così nelle principali città europee e in piccoli centri urbani anche in Italia.

Il valore dell’area stessa, soggetta da anni ad abbandono o a un utilizzo industriale (deposito autobus), non potrebbe che aumentare con le bonifiche eseguite e dare maggiori certezze a eventuali operatori del settore privato profit o del privato sociale. Il Comune potrebbe così un domani reperire risorse utili come opere in compensazione per creare una piazza e un luogo vivo e insieme ottemperare al pubblico interesse.

Avviare le bonifiche e sostituire sull’ex macello le coperture in Eternit sarebbe un segnale concreto della politica, un segnale di apertura, di interessamento e di vicinanza concreta alla popolazione, alle sue domande ma anche alle sue capacità di risposta.

Per Varese Social District:

 Maurizio Ampollini

Roberta Bettoni

Francesco Carcano

Davide Zanzi

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