VARESE, 29 dicembre 2025–di GIANNI BERALDO
C’era un tempo in cui si pensava che, senza il traino di Alitalia, per Malpensa sarebbe iniziata una lenta e inesorabile agonia. Il 2025, invece, si chiude con una verità diametralmente opposta, scritta nei numeri record che arrivano dallo scalo della brughiera: 31 milioni di passeggeri. Non è solo un traguardo statistico, è la prova di una resilienza infrastrutturale che non ha eguali in Europa.
Il Natale dei grandi numeri
Mentre i terminal si riempiono del caos ordinato tipico delle feste — tra valigie di ogni forma e il viavai concitato di chi cerca il proprio gate sotto le luci degli addobbi — i dati ufficiali certificano un’efficienza impressionante. Dal 19 al 28 dicembre, Malpensa ha mosso 890.000 persone.
Per rendere l’idea della pressione operativa gestita dal Terminal 1 e dal Terminal 2, si parla
di una media di 89.000 passeggeri al giorno, con picchi vertiginosi di 4.000 persone ogni pochi minuti. Un ritmo da “macchina perfetta” che non sembra risentire dell’assenza di un vettore di riferimento nazionale.
La rivincita dopo il “dehubbing”
Il dato più politico di questo successo, riguarda la capacità di ricostruire da soli un network globale. Dallo scorso 8 gennaio, Alitalia/ITA ha cessato definitivamente le operazioni su Malpensa, completando un processo di allontanamento iniziato nel lontano 2008. Eppure, l’aeroporto non è mai stato così vivo.
Il record di quest’anno, che polverizza i 28,9 milioni del 2024 (già in crescita dell’11%), è il risultato di una strategia precisa.Tra queste la Ricerca di player stranieri. Lo scaloinfatti è diventato terreno di conquista per i grandi vettori internazionali.
Altra strategia vincente la ricostruzione dei collegamenti intercontinentali, che ha trasformato Malpensa in un hub naturale per il Nord Italia, capace di attrarre flussi indipendentemente dalle rotte romane.
Verso un 2026 di sfide
Superare il muro dei 31 milioni significa entrare in una nuova dimensione. Come sottolineato dall’Associazione Aeroporti Lombardi, questo primato è il frutto di un “duro lavoro di ricostruzione”. Malpensa oggi non è più un aeroporto in attesa di un protettore, ma un’azienda che corre più veloce della politica che l’aveva data per spacciata.


