GORLA MAGGIORE, 22 aprile 2026 – In una giornata densa di significato, il centro culturale NUMM ha ospitato un testimone d’eccezione della storia italiana: Giuseppe Costanza, autista personale e uomo di fiducia di Giovanni Falcone per otto anni.
L’incontro, organizzato ieri, mercoledì 22 aprile, dal Comune di Gorla Maggiore in collaborazione con l’I.C. “A. Moro” di Solbiate Olona, ha visto la partecipazione attiva degli alunni della scuola secondaria di primo grado “A. Volta”.
Evento seguito anche da Flavia Caprioli, inviandoci il resoconto di questa importante e significativa giornata.
Giuseppe Costanza, oggi settantanovenne e Medaglia d’oro al valor civile, ha ripercorso con estrema lucidità i
momenti tragici e privati vissuti accanto al giudice Falcone. Dalla nascita del Pool antimafia sotto l’intuizione di Rocco Chinnici, definito da Costanza un “genio”, fino ai dettagli di quel fatidico 23 maggio 1992, l’ospite ha offerto agli studenti un resoconto nitido della strage di Capaci.
Durante l’incontro, Costanza ha condiviso ricordi personali che hanno umanizzato la figura del magistrato, come il racconto della telefonata ricevuta da Falcone alle 7 del mattino sul telefono fisso di casa per comunicare il suo arrivo a Palermo. Ha descritto con emozione il momento in cui, dopo l’atterraggio, Falcone decise di mettersi alla guida per stare accanto alla moglie, Francesca Morvillo, e il drammatico istante dell’esplosione, preceduto da un breve scambio di battute sulle chiavi dell’auto che ha segnato per sempre la storia del nostro Paese.
L’evento ha rappresentato il culmine di un percorso sulla legalità durato un intero anno scolastico, durante il quale i ragazzi hanno approfondito il fenomeno mafioso e il sacrificio di chi lo ha combattuto. Il Sindaco Pietro Zappamiglio, nell’introdurre l’ospite, ha sottolineato come la mafia sia un sistema culturale che deve essere contrastato quotidianamente con la conoscenza e l’onestà. Particolarmente significativo è stato l’intervento del Prof. Antonio Fraiese, che ha ricordato agli studenti come quel giorno la storia fosse letteralmente davanti ai loro occhi attraverso la voce di un testimone diretto.
Costanza non ha nascosto le ferite del dopo-strage, parlando di ben 23 anni di “emarginazione” e silenzio istituzionale. È stata una domanda del nipote nel 2013 a spingerlo a rompere quel muro, portandolo a scrivere il libro “Stato di abbandono” e a iniziare un instancabile tour nelle scuole di tutta Italia. L’incontro si è concluso con la proiezione di un filmato dedicato a Falcone e Borsellino, accompagnato dalle note della canzone “Pensa” di Fabrizio Moro, lasciando ai giovani il “testimone” della memoria affinché diventino il seme del cambiamento per il futuro dell’Italia.
All’evento hanno partecipato anche la Dirigente Scolastica Maria Concetta Tripoli, l’assessore alla Cultura Cinzia Montini, Marilù Reale (Consigliere UCIIM Varese), il comandante dei Carabinieri Canistrà e i rappresentanti del Consiglio Comunale dei Ragazzi, Allegra Rotaris e Mohamed Sarar.




