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Quando la cura diventa amore: il docufilm del Ponte del Sorriso strappa applausi a Varese

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Emanuela Crivellaro prima della proiezione del docufilm

VARESE, 16 maggio 2026 – di GIANNI BERALDO

Alla fine della proiezione, durata circa mezz’ora, il pubblico è esploso in applausi scroscianti.

A noi, invece, è rimasto un profondo senso di gioia e commozione, unito a un pizzico di smarrimento. E forse persino di impotenza.

Parliamo del docufilm intitolato ‘Sorrisi che curano’, presentato questa mattina alla Sala Marte al Miv di Varese, dove i veri “attori” sono i volontari della

Un frame del film

Fondazione Il Ponte del Sorriso e i tanti piccoli bambini o adolescenti pazienti del Polo Materno Infantile dell’ospedale Del Ponte di Varese.

Mezz’ora di immagini e interventi davvero emozionanti e di pregevole fattura, sia a livello di presa cinematografica che di fotografia. Un ottimo lavoro prodotto da Giovanni Geografo con la regia affidata a Marco Radice, entrambi dell’agenzia di produzione Terrainvista con sede a Varese.

Il documentario si apre significativamente con le parole di Massimo Agosti, primario della Neonatologia (oggi assente perché

Gli autori del documentario

impegnato in un convegno fuori regione).Il primario ha espresso concetti di profonda gratitudine nei confronti di tutti i volontari impegnati tutto l’anno con il Ponte del Sorriso, evidenziando al contempo la grande professionalità di tutti gli operatori sanitari. Una sinergia vincente, quella tra medici, infermieri e volontari, che in molti anni ha permesso di realizzare il sogno di avere un Polo Materno Infantile d’eccellenza a Varese.

Ma soprattutto, ha messo in luce quel grande lavoro definito come “l’altra metà della cura”, riservata a tutti i bambini e adolescenti ricoverati. Questo è possibile grazie alle capacità, all’umanità e alla voglia di donare parte del proprio tempo libero da parte dei volontari, divenuti ormai indispensabili per i professionisti sanitari che con loro condividono le giornate nei vari reparti.

L’idea di realizzare un documentario sulle attività svolte dalla Fondazione è nata dalla presidente Emanuela Crivellaro, oggi presente in sala insieme al marito Roberto Cappello, responsabile progetti della Fondazione. Con loro, ad assistere alla proiezione, c’erano anche il Consigliere regionale Emanuele Monti, il Direttore della direzione medica dell’Asst Settelaghi Antonio Triarico, l’assessore comunale Roberto Molinari, oltre a diversi medici dell’ospedale Del Ponte, che non potevano certamente mancare a un simile evento.

Le immagini, come già evidenziato, sono visivamente molto potenti. Mostrano bambini ricoverati che, inizialmente spaesati e impauriti, vedono poi i propri volti distendersi grazie ai giochi e alla cura affettiva dei volontari (oltre a quella naturale dei genitori), i quali si danno un gran daffare per rendere meno pesante l’esperienza del ricovero. Il docufilm immortala anche il lavoro in reparto, affrontato dal personale sempre con un grande sorriso, senza dimenticare le varie attività ludiche proposte costantemente.

Il tutto intervallato dalle storie ed esperienze raccontate in prima persona dai protagonisti: tra loro educatrici e volontarie, alcune pure di una certa età che si prodigano per alleggerire le giornate ai bambini, creando la giusta empatia – come fossero i loro piccoli nipoti – ma sempre senza lasciarsi coinvolgere troppo a livello emotivo, proprio come richiede una certa etica trattandosi comunque di piccoli pazienti.

Tra i passaggi più significativi spicca quello di una commossa Crivellaro, che racconta quanto siano fondamentali per tutti questi bambini le “due cure”: la primaria, ossia quella medica, e la secondaria, incentrata sul creare un ambiente e un rapporto capaci di rendere meno traumatico sia il trattamento terapeutico che la degenza stessa. Una degenza che, ricordiamo, i bambini affrontano sempre con la presenza costante dei genitori.

Nuclei familiari che, in alcuni casi, vengono ospitati nei mini appartamenti allestiti nella vicina Casa del Sorriso, un altro progetto vincente della Fondazione.

Crivellaro con Monti e Molinari

Il consigliere Monti, prima della proiezione, ha promesso che questo lavoro cinematografico verrà presentato anche in Regione Lombardia. Nel frattempo Emanuela Crivellaro sta già pensando di promuoverlo nel resto del Paese perché, come dice lei stessa:  “Qui raccontiamo quanto l’arte, la narrazione, la creatività, l’immaginazione e la fantasia, siano strumenti indispensabili per aiutare i bambini a guarire giocando, affrontando il percorso di cura a volte difficile da comprendere per un bambino”.

redazione@varese7press.it