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Il Prefetto di Varese convoca Amazon: vertenza Malpensa-Montichiari, 190 lavoratori a rischio

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Il presidio davanti Davanti Amazon Malpensa

VARESE, 9 agosto 2026-La convocazione di Amazon da parte del Prefetto di Varese per il 12 agosto prossimo rappresenta un primo, importante segnale di fronte a una vicenda che sta assumendo contorni sempre più gravi. La decisione delle istituzioni arriva all’indomani della mobilitazione dei lavoratori, scattata a seguito dell’annuncio di ben 190 licenziamenti.

Amazon intende trasferire le proprie attività operative dallo hub di Malpensa verso lo scalo di Montichiari, lasciandosi alle spalle i lavoratori e il rispettivo quadro di tutele. È questo il nodo cruciale della vertenza. Le modalità con cui l’operazione sta procedendo, condotta senza un preventivo e trasparente confronto con le rappresentanze sindacali, trasformano il trasferimento nel Bresciano in una mera operazione di taglio costi, il cui prezzo viene scaricato interamente sul personale.

Dopo lo sciopero proclamato la scorsa settimana, i lavoratori, riuniti in un’assemblea notturna a Malpensa, hanno deliberato di proseguire la protesta per difendere l’occupazione. Al loro fianco si sono schierate diverse forze politiche, con il PD di Varese che ha sollecitato l’intervento diretto di Regione Lombardia, l’ente regionale che ha già confermato la propria disponibilità ad aprire un tavolo ufficiale.

A gravare sul clima della trattativa è tuttavia un episodio pesante: al tavolo istituzionale promosso la scorsa settimana da MLE per esaminare la tenuta occupazionale dell’area merci adiacente al Terminal 2 di Malpensa, si è registrata la completa diserzione sia di Amazon sia di GDA, il nuovo appaltatore bresciano subentrante nella movimentazione merci.

Si tratta di un’assenza definita del tutto inaccettabile da Europa Verde. Chi governa il trasferimento delle attività e chi subentra nell’appalto non può sottrarsi al dialogo sociale mentre è in ballo la tenuta economica di centinaia di famiglie. Un comportamento che stride fortemente con la narrazione di un’operazione presentata come piano di sviluppo e crescita, peraltro mai condiviso con gli enti locali e con il territorio.

Spostare il baricentro operativo da Malpensa a Montichiari appare infatti come un pretesto per comprimere i costi del

Prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello

lavoro, erodere le tutele contrattuali e sostituire l’attuale bacino di lavoratori con manodopera a minor costo. Più che di fronte alla nascita di un nuovo polo logistico, ci si trova di fronte a una palese dinamica di dumping occupazionale e salariale.

In vista dell’incontro convocato in Prefettura a Varese per il 12 agosto, Europa Verde chiede che la presenza al tavolo di Amazon e GDA sia considerata vincolante e senza possibilità di sottrarsi al confronto. In quella sede dovranno essere chiarite le garanzie sul futuro occupazionale dei lavoratori di Malpensa, le reali condizioni contrattuali che verranno applicate nel nuovo sito, l’attivazione vincolante della clausola sociale a tutela dei redditi e i livelli salariali previsti per il personale che opererà a Montichiari.

Amazon è chiamata ad assumersi fino in fondo la responsabilità sociale d’impresa di fronte alle istituzioni e al territorio. I lavoratori e le lavoratrici non possono essere trattati come una semplice voce di costo da movimentare al pari dei pacchi e delle merci.

Dario Balotta

Responsabile Trasporti Europa Verde e Portavoce di Brescia