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Parola ai lettori: Sospensione di Schengen e tensioni diplomatiche. Ceuta e Meloni

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VARESE, 9 agosto 2026-Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Massimo Cattin, che torna a riflettere sui recenti sviluppi legati agli eventi di Ceuta, analizzando le ripercussioni diplomatiche, la gestione della sicurezza nazionale e il profilo politico della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Spettabile Redazione,

permettetemi di tornare sulla vicenda di Ceuta e delle sue conseguenze.

Avevo già espresso una criticità su come i media abbiano dato un’insufficiente informazione su quelle 60.000 persone che, chissà per quale motivo, in due giorni si sono date appuntamento nell’enclave spagnola.

Nel mio ragionamento alla fine avevo posto un quesito: se la decisione della Presidente del Consiglio Meloni di sospendere l’area Schengen con la Spagna sia stata una decisione fuori luogo e di propaganda, anche perché di confini terrestri diretti con la Spagna non si può proprio parlare. La stessa riunione sul caso in Unione Europea ha dato merito alla Spagna di aver agito in maniera positiva, esprimendo quell’accordo e quella solidarietà che dall’Italia non sono mai arrivate.

A quel punto ci si sarebbe aspettato una retromarcia nella decisione di sospendere Schengen. Invece no: inspiegabilmente dal nostro Paese, per giustificare la decisione, è emersa la motivazione di una scelta cautelare a tutela della sicurezza nazionale. Ci si dovrebbe chiedere: quando mai questa presunta sicurezza è stata messa in pericolo dalla Spagna?

Meloni, invece di prendere decisioni sagge e coerenti con la reale situazione, continua nella sua battaglia ideologica e di propaganda, mettendo in difficoltà i propri cittadini che dovranno recarsi in Spagna. Non è difficile pensare che non saranno ben accolti in quei luoghi di villeggiatura, a differenza degli spagnoli che in Italia saranno ricevuti diversamente, anche perché non credo ci siano italiani che comprendano il senso della scelta di Meloni.

Si tratta di un conflitto che sta uscendo da ogni logica di relazioni tra Paesi europei, i quali dovrebbero avere la peculiarità di un confronto basato sui reali bisogni dei popoli, piuttosto che su una lotta per il potere. Questo modo di fare politica, a mio avviso, toglie ogni dubbio sul fatto che Giorgia Meloni non abbia i minimi presupposti per poter ambire a diventare in futuro, come si è detto, la Presidente della Repubblica. Le mancano le basi, le manca quell’equilibrio di analisi e la complessa capacità di evitare di mettere il proprio ego davanti a temi che dovrebbero essere affrontati con più serenità e lucidità.

Cordiali saluti,

Massimo Cattin