ROMA, 10 agosto 2026- «Esprimiamo la nostra più sentita vicinanza alle famiglie coinvolte in una vicenda che tocca aspetti profondissimi e delicati della vita delle persone».
Con queste parole il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), Vincenzo D’Anna, è intervenuto con una nota ufficiale in merito all’errore verificatosi presso il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.
Nonostante la gravità dell’accaduto, la Federazione ci tiene a contestualizzare l’evento per evitare allarmismi ingiustificati. «Pur trattandosi di un evento isolato e rarissimo, che non deve mettere in discussione l’elevato livello qualitativo raggiunto dalla PMA italiana, riconosciuto anche a livello internazionale – sottolinea D’Anna – è doveroso ribadire che la sicurezza del paziente deve essere sempre la priorità, insieme alla formazione continua dei professionisti».
I Biologi Embriologi lavorano quotidianamente seguendo protocolli rigorosi, con moderni sistemi di tracciabilità dei gameti e degli embrioni e procedure di controllo definite dalla normativa vigente e dalle Linee guida del Ministero della Salute.
«La prevenzione del rischio – osserva il presidente della FNOB – passa anche attraverso un aggiornamento costante e una sempre maggiore attenzione alle procedure di sicurezza». Propriamente in quest’ottica, la FNOB, tramite la Fondazione Italiana Biologi (FIB), ha promosso la Scuola Permanente di Embriologia. Il programma didattico include infatti un modulo dedicato alla Gestione del rischio clinico in PMA, focalizzato su tracciamento, sicurezza e corretta comunicazione.
Oltre alla formazione, la Federazione evidenzia la necessità di un intervento sul piano legislativo per definire meglio ruoli e ambiti d’azione all’interno dei centri specializzati. «I recenti fatti – sostiene D’Anna – ripropongono l’esigenza di una regolamentazione più puntuale dei Centri di PMA, con una chiara distinzione di competenze e responsabilità: ai ginecologi la parte medico-chirurgica, ai Biologi quella embriologica. Un quadro normativo chiaro consentirebbe di evitare sovrapposizioni e di individuare senza equivoci responsabilità e procedure».
Un ulteriore nodo critico sollevato dalla FNOB riguarda la mancata istituzione della Scuola di specializzazione in Embriologia Clinica, un percorso indispensabile per consolidare e qualificare la formazione specialistica dei biologi in un campo ad alta complessità.
«Gli errori, quando si verificano – conclude D’Anna – devono essere analizzati con responsabilità e trasformati in occasioni di crescita. La tutela delle coppie e la sicurezza dei percorsi di procreazione medicalmente assistita devono essere l’obiettivo comune di tutto il sistema».




