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Ospedale Del Ponte di Varese: «Non fermate il terzo lotto». La lettera aperta del Comune a Regione Lombardia

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La facciata dell'ospedale Del Ponte ancora in attesa di rifacimento

VARESE, 11 settembre 2026-Una profonda preoccupazione per il futuro della sanità cittadina e regionale, ma anche un accorato appello al senso di responsabilità istituzionale. Il sindaco di Varese, Davide Galimberti, la vicesindaca Ivana Perusin, l’assessora ai Servizi Educativi e Pari Opportunità Rossella Dimaggio e la consigliera delegata alle Politiche per gli Adolescenti Francesca Strazzi hanno indirizzato una lettera aperta all’Assessorato al Welfare di Regione Lombardia.

Oggetto del contendere è la recente decisione di non finanziare il completamento del terzo lotto dell’Ospedale Filippo Del Ponte di Varese, una struttura che rappresenta da anni un punto di riferimento fondamentale per la tutela della salute della donna, del neonato e del bambino a livello sovracomunale.

Nella missiva, gli amministratori ricordano come l’Ospedale Del Ponte non sia una semplice struttura di quartiere, ma una vera e propria cittadella della salute specializzata nell’assistenza integrata e multidisciplinare per la fascia d’età da 0 a 18 anni e per la salute femminile.

L’assetto attuale è il frutto di un percorso partecipato e condiviso nel tempo tra medici, istituzioni, tessuto associativo e cittadini. Proprio in quest’ottica, nel 2023 il Consiglio comunale di Varese aveva approvato a larga maggioranza il Progetto Unitario proposto da ASST Sette Laghi, confermando la centralità strategica dell’opera.

Il blocco dei fondi regionali destinati al terzo lotto porta con sé una serie di criticità evidenziate dai firmatari della lettera:

Dispersioni di denaro pubblico: Rinunciare al completamento significa vanificare gli investimenti già effettuati per lo studio di fattibilità, la pianificazione e la progettazione esecutiva dell’opera, trasformando risorse pubbliche già impiegate in una perdita netta per la collettività.

Penalizzazione dell’assistenza ai pazienti fragili: Senza il terzo lotto non sarà possibile completare la necessaria integrazione dei servizi, provocando una frammentazione logistica che penalizza l’efficienza operativa e i percorsi di cura dei piccoli pazienti.

Sfiducia nella rete del volontariato: Negli anni, il terzo settore e il mondo dell’associazionismo locale hanno sostenuto l’ospedale con donazioni e campagne di sensibilizzazione. L’arresto del progetto rischia di tradire questo patrimonio di fiducia e generosità.

Mancanza di confronto istituzionale: La scelta di non finanziare l’opera non è stata preceduta da un adeguato dibattito pubblico, né con la cittadinanza né all’interno della stessa struttura ospedaliera.

Accanto al tema strutturale del terzo lotto, la lettera solleva un’ulteriore urgenza: il completamento della facciata dell’ospedale, rimasta incompiuta e priva di una sistemazione adeguata ormai dal lontano 2022.

In un quartiere che negli ultimi anni ha visto importanti interventi di riqualificazione urbana, la struttura ospedaliera si presenta con un’immagine esteriore penalizzante, non allineata all’altissimo livello delle competenze mediche che operano al suo interno. Gli amministratori sollecitano dunque un intervento rapido per garantire sia il decoro dell’immobile sia la sicurezza e l’efficienza complessiva degli accessi.

L’appello conclusivo della Giunta varesina è un invito a revisionare le scelte di programmazione sanitaria:

«Un ospedale materno-infantile pediatrico rappresenta un indicatore fondamentale di cura del futuro e della qualità della vita urbana. Chiediamo a Regione Lombardia di rivedere la decisione assunta, per reinserire il completamento del terzo lotto dell’Ospedale del Ponte tra le priorità infrastrutturali della sanità lombarda, stanziando le risorse necessarie».

redazione@varese7press.it