LEGNANO, 18 settembre 2026-Non si placano le polemiche all’indomani del Pride di Legnano. Attraverso una nota ufficiale, la sigla politica Avalon – Lealtà Azione Legnano ha espresso una dura presa di posizione nei confronti degli organizzatori della manifestazione e dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Lorenzo Radice, accusandoli di aver strumentalizzato i simboli della città senza valorizzarne la reale memoria storica.
Al centro della contestazione c’è il profondo divario tra le dichiarazioni della vigilia — nelle quali i promotori rivendicavano il proprio legame con la comunità e con il Monumento al Guerriero — e i contenuti emersi durante gli interventi dal palco. Secondo Lealtà Azione, nel discorso tenuto da Francesco Funaro ai piedi della celebre statua sono stati evocati otto riferimenti del panorama dei diritti civili e culturali internazionale (da Harvey Milk a Martin Luther King, fino a Marsha P. Johnson, Rosa Parks e Michela Murgia), senza tuttavia dedicare alcun passaggio alle figure che hanno segnato la storia locale.
In particolare la presenza, a pochi metri dal raduno in Largo Medaglie d’Oro, della targa commemorativa intitolata ad Aurelio Robino, Carlo Borsani, Raoul Achilli e Mauro Venegoni. Proprio l’omissione di Venegoni, figura simbolo dell’antifascismo e della Resistenza legnanese, viene evidenziata dal gruppo come un paradossale corto circuito politico da parte di chi rivendicava la rappresentanza del territorio.
Per Lealtà Azione, l’episodio dimostrerebbe come l’identità cittadina sia servita unicamente da cornice scenografica per il manifesto dell’evento, traducendosi in un’inclusione di facciata che ha finito per escludere proprio la memoria e i personaggi della comunità locale.
