VARESE, 20 ottobre 2026-Terreni e immobili tramandati di generazione in generazione che, all’improvviso, restano bloccati da vincoli risalenti anche a più di un secolo fa. È il dramma silenzioso di molte famiglie italiane che scoprono l’esistenza dell’enfiteusi – un antico diritto reale di godimento – proprio al momento di vendere una proprietà, richiedere un mutuo o avviare un investimento. Un istituto giuridico obsoleto ma ancora capace di paralizzare il mercato e generare richieste di pagamento inaspettate.
Nonostante gli interventi legislativi negli anni ’60 e ’70 e le successive pronunce della Corte Costituzionale, la materia continua a soffrire di un’evidente incertezza normativa. Per superare questa stasi, è stato recentemente assegnato alla Commissione competente del Senato il disegno di legge n. 1677, recante “Norme in materia di enfiteusi”, d’iniziativa della senatrice Maria Nocco (Fratelli d’Italia).
L’enfiteusi attribuisce a un soggetto il diritto di godere di un fondo altrui con l’obbligo di migliorarlo e di pagare un canone al concedente. Per acquisire la piena proprietà, l’enfiteuta può ricorrere all’affrancazione versando una somma di denaro. Il vero nodo del contendere è sempre stato la quantificazione di questo importo.
Il ddl Nocco risponde introducendo un criterio unico e oggettivo: il capitale di affrancazione sarà pari a quindici volte il reddito dominicale del fondo, basato sulle tariffe catastali e rivalutato secondo l’indice ISTAT.
«È inaccettabile che ancora oggi cittadini e famiglie debbano fare i conti con situazioni giuridiche risalenti talvolta a oltre un secolo fa. La nostra proposta intende stabilire regole trasparenti: chi vuole affrancare un terreno deve poter conoscere con certezza quanto deve corrispondere, senza affrontare percorsi giudiziari lunghi e onerosi», spiega la senatrice Maria Nocco.
Conciliazione obbligatoria e norme transitorie
Oltre alla certezza sul prezzo, la proposta introduce il tentativo obbligatorio di conciliazione prima di adire le vie legali, favorendo accordi stragiudiziali e alleggerendo il carico dei tribunali.
Il nuovo criterio sarà applicabile anche ai rapporti già esistenti prima dell’entrata in vigore della legge; nei giudizi ancora pendenti sarà invece possibile formulare un’offerta basata sui nuovi parametri.
Infine, per accelerare i tempi di approvazione, il provvedimento è stato depositato anche sotto forma di emendamento al DL Giustizia alla Camera grazie alla collaborazione con l’onorevole Giovanni Maiorano.
«Dietro queste controversie – conclude la senatrice – ci sono i sacrifici di più generazioni. La certezza del diritto è fondamentale per permettere ai cittadini di valorizzare ed ereditare serenamente il proprio patrimonio».
