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Guccini a Reggio Emilia: più di 20.000 visitatori per la mostra

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REGGIO EMILIA, 21 ottobre 2026 – Si è conclusa con numeri straordinari ed un’emozione diffusa la mostra “Francesco Guccini. Canterò soltanto il tempo”, ospitata dal 18 aprile al 18 ottobre allo Spazio Gerra di Reggio Emilia. Un percorso lungo sei mesi dedicati a uno dei maestri assoluti della canzone d’autore e della cultura contemporanea italiana, capace di richiamare in città 20.271 visitatori provenienti da ogni parte d’Italia.

Un bilancio ben al di sopra delle aspettative per un’iniziativa capace di attraversare l’universo artistico e umano del cantautore emiliano, mettendo in dialogo costante parole, musica e memoria.

Promossa dal Comune di Reggio Emilia (Assessorato Cultura e Giovani) e realizzata da ICS – Innovazione Cultura Società ETS, con la collaborazione diretta dello stesso Guccini, l’esposizione ha registrato un afflusso costante sin dai primi giorni di apertura.

«Dopo l’inevitabile affollamento dell’inaugurazione, abbiamo potuto registrare la partecipazione di un pubblico ampiamente intergenerazionale, con una maggiore incidenza nella fascia d’età compresa tra i 40 e i 60 anni – spiegano i curatori Stefania Carretti, Lorenzo Immovilli ed Erika Profumieri –. Anche nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto, nonostante il caldo a tratti torrido, tantissima gente ha continuato ad affollare le sale.»

A segnare in maniera indelebile la parte finale del percorso espositivo è stata la prematura scomparsa di Francesco Guccini, avvenuta il 6 agosto scorso. Nei due mesi conclusivi della mostra, l’evento si è trasformato in un punto di riferimento per quanti hanno voluto rendere omaggio alla sua figura e riscoprire la profondità del suo lascito. Si è così registrata un’ulteriore impennata di presenze, culminata nei dieci giorni finali con un sold-out permanente delle prenotazioni e l’estensione straordinaria dell’orario di apertura a ingresso gratuito per tutta la settimana di chiusura.

Migliaia tra pensieri, ricordi e dediche sono stati lasciati nell’angolo messaggi e sul libro firme, testimoniando il viaggio di persone giunte da ogni angolo della penisola. Molti anche i visitatori che hanno scelto di ritornare due o tre volte, per approfondire i contenuti o per rituffarsi nella profonda commozione che le canzoni, le immagini e le frasi di Guccini hanno saputo suscitare.

La mostra non è nata come una semplice celebrazione, ma è stata il frutto di un lavoro preparatorio durato ben due anni. Un ciclo di incontri in cui Francesco Guccini ha condiviso ricordi, riflessioni e aneddoti legati alla propria produzione musicale e letteraria. Da quel dialogo continuo ha preso forma il concetto cardine dell’esposizione: il tempo come filo conduttore dell’opera gucciniana e la parola come strumento primario per raccontare la vita, la storia e le radici della memoria collettiva.

L’allestimento si è articolato sui quattro piani di Spazio Gerra, per una superficie di circa 350 metri quadrati. Il percorso si suddivideva in nove gruppi tematici adagiati attorno a nove celebri brani del Maestro.

A comporre la narrazione non vi erano soltanto preziosi materiali d’archivio – tra fotografie d’epoca, oggetti personali originali e riproduzioni – ma anche nuove opere firmate da illustratori e fotografi contemporanei. Un dialogo visivo e concettuale che ha richiamato le grandi fonti d’ispirazione di Guccini: la letteratura, la storia, la cultura popolare, l’illustrazione e il legame profondo con l’Appennino.

Con questo progetto, lo Spazio Gerra conferma il proprio ruolo di primo piano nel panorama culturale reggiano e nazionale. Centro espositivo fondato nel 2008 dal Comune di Reggio Emilia e dal 2014 gestito in convenzione da ICS – Innovazione Cultura Società ETS, la struttura ha firmato negli anni celebri mostre dedicate ai linguaggi e alle icone della cultura contemporanea (tra cui le esposizioni dedicate ad Augusto Daolio, al jazz, alla disco music e, recentemente, il progetto di Paolo Simonazzi Tra la via Emilia e il West).

«L’esperienza che ha unito i visitatori, gli organizzatori e l’intera città di Reggio Emilia alla figura di Francesco Guccini lungo quest’ultimo difficile periodo della sua esistenza rimarrà viva e indelebile – concludono i curatori –. Un privilegio che ha rappresentato per tutti motivo di conoscenza, commozione e crescita individuale e collettiva».

redazione@varese7press.it

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