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Vertenza Barco di Saronno: sciopero e presidio contro i 71 licenziamenti. Sindacati e politica uniti

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Presidio lavoratori davanti ai cancelli

SARONNO, 2 novembre 2026- di GIANNI BERALDO

 Una giornata di forte mobilitazione segna il futuro dello stabilimento Barco di via Banfi. Oggi, lunedì 2 novembre, i lavoratori della sede centralissima di Saronno hanno incrociato le braccia per otto ore, dando vita a un partecipato presidio che ha coinvolto le maestranze di entrambi i turni di lavoro.

Dalle 10 della mattina circa cento dipendenti si sono riuniti in un’assemblea sindacale proprio davanti al cancello principale della fabbrica, ricoperto dalle bandiere di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, per fare il punto su una crisi che mette a rischio 71 posti di lavoro, suddivisi tra 46 contratti a tempo indeterminato e 25 lavoratori interinali.

La vertenza è esplosa a seguito dell’annuncio della multinazionale belga – specializzata nella produzione di strumenti medicali e monitor ad altissima definizione per il settore ospedaliero – di voler trasferire oltre metà della produzione in Cina. Un’operazione che mette in serio pericolo la tenuta occupazionale dello stabilimento di Saronno e l’intero indotto del territorio.

I rappresentanti delle sigle sindacali hanno ribadito con forza le priorità per affrontare la trattativa:

Ritiro immediato dei licenziamenti annunciati dalla proprietà.

Attivazione degli ammortizzatori sociali per tutelare i lavoratori.

Presentazione di un piano industriale in grado di offrire prospettive di sviluppo certe per il sito produttivo.

Al presidio di via Banfi è arrivato anche il fermo sostegno delle istituzioni e della politica cittadina. Tra gli esponenti presenti per portare la propria solidarietà ai lavoratori si sono uniti la sindaca Ilaria Pagani, il presidente del Consiglio comunale Francesco Licata, il segretario cittadino del Partito Democratico Giorgio Marturano e Massimo Uboldi del Movimento 5 Stelle.

La presenza trasversale della politica saronnese testimonia la grande preoccupazione per il potenziale impatto socio-economico che il ridimensionamento della Barco potrebbe causare alla città e alla provincia di Varese.

La tensione resta alta in vista del prossimo appuntamento istituzionale: il nuovo confronto tra la direzione aziendale di Barco e i rappresentanti dei lavoratori è fissato per giovedì 5 novembre a Varese, data in cui si cercherà di riaprire i margini di trattativa e scongiurare i tagli al personale.

redazione@varese7press.it