Sesto San Giovanni, istituito il RAB per monitorare impatto ambientale della Biopiattaforma

SESTO SAN GIOVANNI, 29 settembre 2020-Si è svolto ieri 28 settembre, alle 18.30 presso la Sala Consiglio del Comune di Sesto San Giovanni, l’incontro dedicato alla firma del Protocollo d’Intesa tra le amministrazioni comunali, aziende e associazioni del territorio, necessaria per istituire il Residential Advisory Board (RAB), organismo consultivo autonomo e indipendente che avrà il compito di monitorare e controllare l’attività e l’impatto ambientale della Biopiattaforma di Sesto San Giovanni nella sua fase autorizzativa, realizzativa e operativa.

“Nel 2018 con BiopiattaformaLab abbiamo cominciato a costruire un dialogo con il territorio, un percorso di scambio e confronto che grazie alla volontà e all’impegno di tutti i soggetti coinvolti si è costantemente evoluto e migliorato. Il RAB oggi rappresenta un nuovo tassello verso il percorso di sviluppo sostenibile del territorio, che non è solo avere a cuore l’impatto sull’ambiente, ma è “calarsi nella comunità”, intercettando le esigenze e le istanze dei suoi abitanti”, ha commentato Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP.

Il progetto, che trasformerà il termovalorizzatore di Sesto San Giovanni e il

Alessandro Russo firma l’accordo di intesa

depuratore adiacente in una Biopiattaforma carbon neutral dedicata all’economia circolare, vede la costituzione del RAB come il frutto delle istanze del processo partecipativo BiopiattaformaLab, avviato nel novembre 2018. Sia nella fase di realizzazione che nella successiva fase di funzionamento dell’impianto realizzato da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, e da CORE, Consorzio Recupero Energetici, il confronto con i cittadini resterà infatti un punto di riferimento costante, per garantire la trasparenza su tutte le informazioni legate all’attività dell’impianto.

“E’ anche grazie a questa iniziativa che siamo riusciti a realizzare il progetto, ha sottolineato Marco Cipriano, amministratore unico di Core S.p.a. Senza la partecipazione e il consenso del territorio, non si può completare l’infrastruttura per l’economia circolare“.

“La firma del protocollo d’Intesa per l’istituzione del Residential Advisory Board rappresenta un passaggio molto importante sulla strada della realizzazione della Biopiattaforma Cap-Core a Sesto San Giovanni. Il confronto coi cittadini, già cominciato due anni fa e molto proficuo, è fondamentale all’interno di un percorso partecipativo che vede coinvolti tutti gli attori principali del territorio: per approfondire e monitorare, in massima trasparenza, i vari step di un progetto unico in Italia per quanto riguarda la sostenibilità e l’innovazione, ha commentato Roberto Di Stefano, Sindaco di Sesto San Giovanni. Siamo molto soddisfatti di questa firma perché le proposte e le esigenze dei cittadini continueranno a essere al centro di un dialogo condiviso”.

Il protocollo affida al RAB il compito di monitorare gli impatti sull’ambiente, sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini e dei Comuni coinvolti nella realizzazione dell’impianto. Può richiedere inoltre approfondimenti, verifiche e interventi specifici e tra le sue finalità deve incentivare il dialogo tra le parti coinvolte nel progetto, al fine di promuovere una sempre più diffusa sensibilità ambientale.

Il documento è stato sottoscritto dai 14 rappresentanti che andranno comporre il Residential Advisory Board: 2 appartenenti alle aziende che hanno realizzato il progetto (Gruppo CAP e CORE), 5 membri tra le amministrazioni comunali coinvolte (Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Cormano, Pioltello, Segrate), 1 membro della Consulta dell’Ambiente di Sesto San Giovanni e sei rappresentativi delle associazioni del territorio (Associazione Sottocorno, Comitato Cascina Gatti, Il Punto Verde, Salviamo il paesaggio, Rete Amtimafia Martesana APS, Ecomuseo Martesana).

Il progetto definitivo del nuovo polo di Via Manin, completato nel novembre 2019, è stato consegnato alla Regione Lombardia per l’avvio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR), che comprende tra gli altri il VIA (Valutazione Impatto Ambientale). A partire da settembre 2020 sono cominciati gli incontri della Conferenza dei Servizi, che prevedono ulteriori verifiche a livello tecnico e strutturale, fase propedeutica alla gara per la realizzazione esecutiva dell’impianto.

Il R.A.B. (Residential Advisory Board) Biopiattaforma è composto da:

  • Massimiliano Corraini – Associazione Sottocorno,
  • Cesare Seregni – Comitato Cascina Gatti,
  • Orazio La Corte – Il punto verde,
  • Diego Copetti – Salviamo il paesaggio;
  • Samuele Motta – Rete Antimafia Martesana APS;
  • Tommaso Chiarella – Ecomuseo Martesana;
  • Roberto Bonato – Consulta dell’ambiente di Sesto San Giovanni;
  • Mattia Andreosso – Comune di Cologno Monzese;
  • Lia Brasacchio – Comune di Sesto San Giovanni;
  • Guido Bellatorre – Comune di Segrate;
  • Mirko Dichio – Comune di Pioltello;
  • Massimo Ghidoni – Comune di Cormano;
  • Matteo Colle – Gruppo CAP;
  • Davide Scaglione – Core Spa.



Flowe al fianco di Plastic free per la Giornata di Raccolta della Plastica

VARESE, 28 settembre 2020 – 40 eventi in 40 location di tutta Italia, 5000 persone coinvolte e 30.000 kg di plastica raccolta: ieri, domenica 27 settembre, si è svolta la giornata di sensibilizzazione sull’inquinamento del Pianeta organizzata dalla onlus Plastic free e supportata da Flowe, società benefit del Gruppo Bancario Mediolanum che mira a educare i giovani sui temi dell’innovazione e della sostenibilità economica, sociale e ambientale. Volontari dell’associazione, cittadini e tutti i dipendenti Flowe hanno battuto le strade e le spiagge maggiormente inquinate d’Italia per raccogliere sacchetti, oggetti e rifiuti abbandonati, in ottica di impegno concreto e per dare un segnale forte. I migliori risultati si evidenziano a Genova, con 970 kg di plastica raccolti, e a Ravenna, con circa 365 partecipanti.

La giornata è stata supportata, sia in loco sia sui social, anche dal canale editoriale digitale theShow




Giornata Zero Emission: piantati 20 alberi di ulivo al Convento Francescano di Monza

MONZA, 21 settembre 2020- Si é tenuto oggi presso il Convento francescano di Monza un evento celebrativo connesso alla  Giornata Zero Emission. Tale Giornata Mondiale, anche nota come ZE-Day  www.zeroemissionsday.org, è stata ideata nel 2008 e ricorre ogni anno in questa data per sensibilizzare sulle problematiche causate dalle emissioni di gas serra. L’obiettivo dello ZE-Day è quello di coinvolgere le persone verso scelte più rispettose del clima nella loro vita personale.

Energy Saving Spa ( www.energysaving.it), azienda monzese operante sin dal 2000  nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibiltà ambientale (quest’anno ricorre il suo 20° di costituzione), ha deciso di celebrare lo ZE-Day in un modo speciale:  mettendo cioè a dimora 20 alberi di ulivo, molti dei quali presso il  Convento Francescano di Monza (Santuario di Santa Maria delle Grazie, Via Montecassino 18). La piantumazione è avvenuta nel primo pomeriggio all’interno del Convento, alla presenza di Frate Celestino Pagani (responsabile della Mensa del povero e responsabile agronomo della comunità francescana monzese) e di Don Massimo Pavanello, coordinatore della Pastorale “Laudatò sii” nell’Arcidiocesi di Milano.

Gli ulivi messi a dimora, uniti alle piantumazioni effettuate in sito dai frati francescani negli anni più recenti e all’installazione di un impianto fotovoltaico, hanno consentito il conferimento da parte di Energy Saving al Convento monzese della Certificazione “Zero Emission”.

Il Convento francescano è quindi il primo al mondo certificato Zero Emission, cioè con la propria “impronta carboniosa” totalmente compensata e azzerata con equivalenti azioni sostenibili. L’emissione annua di gas serra del Convento francescano (con gli annessi Santuario, Ostello della gioventù e Mensa francescana dei poveri) nel 2019 è stata di complessive 110,77 Tonnellate di CO2, ed è stata totalmente neutralizzata con le seguenti quattro modalità:

Installazione di impianto fotovoltaico in autoconsumo e immissione in rete;

Acquisto di energia elettrica da fonte rinnovabile con Garanzia d’Origine;

Piantumazione arborea con varie essenze, effettuata in sito;

Dotazione ed annullamento di certificati CER da produzione rinnovabile.

Questa Certificazione “Zero Emission” pone il Convento francescano monzese all’avanguardia ambientale e come qualificato esempio sul territorio, per un pieno rispetto dell’ambiente e del clima e in largo anticipo con l’obiettivo europeo “Green Deal” di totale neutralità ambientale al 2050. E’ senz’altro questa una Certificazione dal sapore “francescano”: rispettosa e amica di quel Frate Sole menzionato da San Francesco 800 anni fa nel suo celebre Cantico delle Creature.

La Certificazione Zero Emission rappresenta un nuovo strumento di comunicazione che consente alle organizzazioni private e pubbliche (aziende, enti, comunità) di dare la massima visibilità alle azioni di sostenibilità ambientale che da queste vengono poste in atto (risparmio energetico, installazione di impianti da fonte rinnovabile, acquisto di energia elettrica e gas naturale rinnovabili, piantumazioni arboree, ecc.), evidenziandole sotto un unico strumento di visibilità nei confronti di terzi. In un momento come l’attuale, in cui è opportuno porre in atto comprovate azioni di sostenibilità ambientale, esibire la label Zero Emission offre la massima garanzia per dimostrare di essere costantemente operativi, sul fronte della ben nota tematica “Green Deal 2050”.

Per ulteriori informazioni:  www.energysaving.it/energy-management/zeroemission/




TEDxCountdown, dibattiti e film autoprodotto a Varese su cambiamenti climatici

VARESE, 18 settembre 2020 – Dibattiti e un film autoprodotto realizzato a Varese per riflettere sui temi di cambiamento climatico e benessere sociale: TEDxVarese presenta TEDxCountdown, una serie di iniziative che dal 10 al 18 ottobre approfondiranno la tematica della crisi ambientale, presentando azioni alla portata di tutti che possono portare a un miglioramento concreto. La proposta nasce con l’obiettivo di stimolare gli individui e le comunità a riscoprirsi parti interdipendenti di un sistema, che devono impegnarsi per pianificare il futuro in modo più sostenibile e resiliente e cercare insieme un nuovo equilibrio.

Il percorso TEDxCountdown prevedrà iniziative “collaterali” rivolte a diversi pubblici che si svolgeranno sabato 10 e 17 ottobre – incontri dedicati ai soggetti economici, sociali, del mondo dell’educazione e della ricerca del territorio, ma anche attività per gli studenti delle scuole – e avrà culmine domenica 18 ottobre con la trasmissione di un film realizzato da TEDxVarese che presenterà idee di valore sul tema del cambiamento climatico, raccontate da cinque esperti in un luogo evocativo di Varese. Un’esperienza che avrà un risvolto concreto anche “visibile”: sabato 10 ottobre prenderà il via la piantumazione di 500 piante nella città di Varese, realizzata da TEDxVarese in collaborazione con il Comune e con l’azienda Simeoni.

“Con TEDxCountdown vogliamo fare tesoro del forte richiamo alla responsabilità individuale per il bene comune che è stato sollevato dall’emergenza sanitaria Covid-19 – ha dichiarato David Mammano, organizer e licensee di TEDxVarese. Di fronte all’impossibilità di realizzare un evento ‘di massa’ come gli anni scorsi, invece di arrenderci abbiamo voluto ‘alzare la posta’ lanciando un’iniziativa nuova, impegnativa, diversamente coinvolgente, che come già fatto con Digitale per Varese vuole ricordare a tutti l’importanza di operare in ottica di comunità e ribadire che un gesto anche piccolo compiuto da ciascuno può avere ripercussioni inaspettate sugli altri: solo ragionando in questo modo sarà possibile progettare nel concreto un futuro migliore”.

Sarà possibile partecipare alle iniziative comunicando sul sito tedxvarese.com la propria iscrizione agli eventi – fino all’esaurimento del numero di posti disponibili, definito in modo da ottemperare i requisiti per la salvaguardia della sicurezza sanitaria nell’ambito dell’emergenza Covid-19 – o candidandosi per essere “watch party organizer” e ospitare un watch party del film di TEDxVarese.

Le iniziative collaterali sabato 10 e 17 ottobre

Sabato 10 ottobre

Si terrà dalle ore 9 alle ore 13 presso il MA*GA di Gallarate l’iniziativa “Come salvare il mondo in un museo”, che radunerà studenti del territorio per vivere un’esperienza educativa innovativa e sostenibile. Contestualmente, docenti, formatori e leader del sistema scolastico si confronteranno sulle buone pratiche per le realtà educative e formative. I partecipanti all’iniziativa saranno selezionati da XX, partner di TEDxVarese.

Avrà sede dalle ore 15 alle ore 17 presso la Camera di Commercio di Varese il TED Circle “Impact driven sustainability”, dedicato al mondo economico e imprenditoriale della Provincia di Varese orientate dall’impatto stimato. Sarà possibile iscriversi al Circle sul sito tedxvarese.com.

Si svolgerà dalle ore 15 alle ore 17 presso il Museo Pogliaghi il TED Circle “Come salvare il pianeta da casa”, appuntamento dedicato al mondo scientifico e delle istituzioni durante il quale si approfondiranno gli effetti concreti del cambiamento climatico sul territorio e si delineeranno le strategie di mitigazione. Sarà possibile iscriversi al Circle sul sito tedxvarese.com.

A partire dalle ore 15 presso il Parco di Villa Mylius sarà possibile assistere alla piantumazione del primo dei 500 alberi che grazie a TEDxVarese e ad altri partner renderanno ancora più verde la città di Varese. Per l’evento è richiesta l’iscrizione sul sito tedxvarese.com.

Sabato 17 ottobre

Si terrà dalle ore 11 alle ore 13 presso la Sala VareseVive il TED Circle “Cibo sostenibile. Assaggiamo”, che radunerà operatori della filiera della ristorazione – da ristoratori a rappresentanti della GDO, fino ad agricoltori e allevatori – impegnati a confrontarsi sul tema della sostenibilità del settore. Sarà possibile iscriversi al Circle sul sito tedxvarese.com.

La trasmissione del film domenica 18 ottobre

Un racconto a più voci sui temi del cambiamento climatico e del benessere sociale, con la partecipazione di speaker di rilievo nazionale e internazionale che interverranno da un luogo rappresentativo per la città di Varese: questo il cuore del percorso TEDxCountdown di TEDxVarese, su cui ulteriori dettagli saranno resi noti nelle prossime settimane.

Nell’attesa, sarà possibile contribuire a dare eco all’iniziativa candidandosi sul sito tedxvarese.com per diventare “watch party organizer” e ospitare presso la propria abitazione, il proprio locale, il proprio ufficio altre persone per una visione condivisa del primo live del film. Per diventare “host” sarà necessario rispettare alcuni requisiti e le indicazioni riportate in un documento disponibile sul sito di TEDxVarese, che tiene conto delle disposizioni per la salvaguardia della sicurezza sanitaria.

Ulteriori informazioni su TEDxCountdown sono disponibili sul sito tedxvarese.com.




Gruppo CAP lancia “Let’s Green!”, il primo concorso che premia le buone pratiche di sotenibilità

VARESE, 17 settembre 2020-Risparmio idrico ed energetico sono il mantra di famiglia? In casa e in ufficio sei considerato un asso della raccolta differenziata? Hai insegnato al vicino di casa a impiegare l’acqua utilizzata in cucina per bagnare le piante del terrazzo? Oppure fai parte di una scuola o di un’associazione che adotta pratiche virtuose quotidianamente? Se le azioni green rientrano nell’elenco delle priorità quotidiane è il momento di partecipare a Let’s Green!, il concorso che ha l’obiettivo di diffondere e premiare le buone pratiche di sostenibilità.

Ideato e promosso da Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città Metropolitana di Milano, Let’s Green! è un’iniziativa che combina un contest online con un roadshow ricco di laboratori a tema per grandi e piccoli e proposto per promuovere l’attenzione e il rispetto per l’ambiente.

“Sostenibilità è la parola chiave che definisce l’impegno di Gruppo CAP nel fornire ogni giorno acqua di ottima qualità, servizi di depurazione e fognatura in linea con i più avanzati standard di tecnologia internazionali e modelli di sviluppo del territorio che adottino la logica dell’economia circolare, afferma Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Stiamo lavorando perché la cultura dell’ambiente diventi una scelta quotidiana, la scelta di tutti. Vogliamo premiare comportamenti e pratiche reali che entrino a far parte del DNA dei cittadini. Dunque, cosa aspettiamo? Let’s Green!”.

Da oggi 17 settembre al 30 novembre Let’s Green! offrirà agli oltre 2 milioni di cittadini, alle scuole e alle associazioni dei 132 Comuni della Città metropolitana di Milano e agli Istituti scolastici dei Comuni soci di Gruppo CAP delle province di Monza e Brianza e Pavia, la possibilità di vincere tanti premi green semplicemente dimostrando il proprio impegno nei confronti dell’ambiente. Scopo dell’iniziativa è quello di premiare il “Comune più green” attraverso le buone pratiche dei suoi cittadini, delle sue associazioni e delle scuole che lo popolano.

Per partecipare basterà andare sul sito letsgreen.gruppocap.it e raccontare le proprie pratiche o i progetti (a seconda delle categorie di appartenenza) più “eco-friendly”. Ogni testimonianza green consentirà ai Comuni di accumulare punti, mentre tutti coloro che parteciperanno, oltre che contribuire alla vittoria del proprio Comune, avranno la possibilità di vincere migliaia di premi non solo belli, ma utili allo sviluppo sostenibile del territorio: dalle auto a biometano alle bici elettriche, dall’erogatore dell’acqua alla casa dell’acqua e contributi in euro per gli istituti scolastici, finalizzati alla realizzazione di laboratori scientifici o alla ristrutturazione.

Un’iniziativa unica, realizzata con la collaborazione di due protagonisti nell’ambito della divulgazione delle pratiche sostenibili in Italia: LifeGate, media partner del progetto, e Legambiente Lombardia, nel ruolo di partner scientifico. Entrambi infatti saranno chiamati a giudicare la serietà e l’efficacia delle pratiche virtuose dei partecipanti insieme a Gruppo CAP.

Il contest è destinato a tre categorie distinte: Cittadini, studenti, associazioni, scuole.

 




Blitz animalista in un allevamento intensivo di pesci a La Spezia

LA SPEZIA, 15 settembre 2020- Blitz animalista in un allevamento intensivo di pesci, la protesta per le condizioni di vita degli animali.

A bordo di un gommone a motore, gli attivisti dell’organizzazione Essere Animali hanno raggiunto un allevamento ittico in provincia di La Spezia. Arrivati nei pressi delle gabbie in mare dove sono confinati centinaia di migliaia di pesci, hanno srotolato uno striscione per richiamare l’attenzione sulle condizioni di vita di questi animali, destinati al mercato della grande distribuzione organizzata.

“Rinchiusi in mare aperto – Difendiamo #AncheiPesci” recita lo striscione di trenta metri quadrati catturato dal drone che gli attivisti hanno utilizzato per le riprese. L’impresa ittica presso la quale ha avuto luogo l’azione di protesta, specializzata nell’allevamento di branzini e orate di cui rifornisce la grande distribuzione organizzata (gdo), conta una trentina di gabbie situate lungo la costa della provincia ligure. I pesci, per raggiungere il peso commerciali di 300-500 g, trascorrono dai 16 ai 22 mesi in questi impianti in mare dove avviene la fase di ingrasso, l’ultima del ciclo produttivo in allevamento.

“Rinchiusi in gabbie in mare o stipati in vasche a terra, questi animali vivono in condizioni tali da non poter esprimere i loro comportamenti naturali. La loro è una vita di privazioni, trascorsa in ambienti insalubri con altissime densità dove spesso vengono alimentati con mangimi medicati per contenere l’inevitabile diffusione di virus e batteri”, afferma Brenda Ferretti, Outreach Manager di Essere Animali. “Inoltre, rispetto agli animali terrestri, i pesci allevati a scopo alimentare passano molto più tempo in allevamento, e al momento dell’uccisione sono vittime di sofferenze atroci. Ma anche i pesci sono essere senzienti, in grado di provare paura e dolore, e perciò degni di essere difesi e protetti”.

L’organizzazione animalista sottolinea l’urgenza di intervenire sulle condizioni critiche in cui versano i pesci nell’industria dell’acquacoltura, il settore alimentare con il più alto tasso di crescita degli ultimi decenni. Secondo il nuovo rapporto FAO “Lo Stato Mondiale della Pesca e dell’Acquacoltura” (SOFIA), la produzione di acquacoltura oramai rappresenta il 52% del pesce destinato al consumo umano. Questo significa che metà del pesce che arriva sulle tavole dei consumatori proviene dagli allevamenti ittici, dove il modello di produzione predominante è quello industriale e intensivo.

Con un consumo pro capite che si attesta intorno ai 30 kg, l’Italia è tra i maggiori paesi consumatori di prodotti ittici nell’UE, superando di ben 6 kg la media europea di 24 kg (fonte Eumofa, Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura). Branzino e orata sono tra le specie più consumate e, dopo la trota, anche tra quelle allevate in maggior numero nel nostro Paese. Tuttavia, la domanda di queste due specie è tale che soltanto il 15% è coperta dalla produzione nazionale. Questo pone il mercato italiano in una posizione di forte dipendenza dalle importazioni dall’estero – Grecia in primis, come documentato in un’investigazione che l’associazione ha pubblicato lo scorso gennaio.

Nonostante i pesci siano gli animali allevati in maggior numero nella filiera dell’industria alimentare, sono anche i meno tutelati dalla normativa nazionale e comunitaria. Questo, unito a pratiche di allevamento dannose, come l’assenza di procedure di stordimento efficaci in grado di ridurre la loro sofferenza al momento della macellazione, ci fa comprendere come sia necessario agire al più presto in difesa di questi animali”, continua Brenda Ferretti di Essere Animali.

In questa cornice problematica, il ruolo delle insegne della gdo è decisivo. Infatti, secondo i dati Ismea, nel nostro Paese circa l’80% degli acquisti di pesce fresco e prodotti ittici trasformati avviene nei punti vendita della distribuzione moderna. Con il suo potere di acquisto, la gdo può incentivare pratiche di allevamento più rispettose della vita dei pesci allevati nelle loro filiere ittiche, vincolando i propri fornitori ad aderire a standard di produzione più severi. Questo è l’obiettivo della campagna #AncheiPesci, lanciata dall’associazione per tutelare i pesci d’allevamento.

 

 




“Puliamo il tuo parco!”, campagna ambientalista con Vallelata e Legambiente

MILANO, 14 settembre 2020. Vallelata ha deciso di celebrare i suoi 30 anni di attenzione alla natura con la grande campagna green “Puliamo il tuo parco!”, in collaborazione con Legambiente, coinvolgendo i propri consumatori nella scelta del proprio parco del cuore.

Arriva adesso il momento più atteso: quello della pulizia dei 20 parchi vincitori. In Lombardia il parco più amato e votato è il Parco Sempione a Milano, simbolo e polmone verde della città.

La pulizia del parco si terrà il 19 settembre dalle 9.00 alle 13.00.   

Grazie al concorso sul sito di Vallelata che ha visto votare oltre 25 mila persone sono stati selezionati 20 parchi, uno per ogni Regione d’Italia, che verranno ripuliti da tutti i volontari il 19 settembre in occasione del World Cleanup Day – iniziativa sociale globale che si pone l’obiettivo di combattere il problema globale dell’inquinamento da rifiuti.

È possibile unirsi alla giornata di volontariato di Vallelata iscrivendosi sul sito puliamoiltuoparco.vallelata.it/  

“Siamo molto soddisfatti del numero di persone che ha partecipato al concorso “Puliamo il

Mauro Frantellizzi

tuo parco!” voluto da Vallelata per ricordare l’importanza del verde nelle nostre città. Abbiamo già ottenuto 25 mila voti, a dimostrazione che si tratta di un tema molto sentito dagli italiani, ancora di più dopo i mesi di lockdown. – dichiara Mauro Frantellizzi, Direttore Marketing Galbani Cheese – Oggi invitiamo tutti a unirsi a Valletata e Legambeinte per una grande giornata di volontariato, un momento di impegno civico per godere al meglio dei nostri parchi del cuore”.

La campagna “Puliamo il tuo parco!”, sviluppata in collaborazione con Legambiente, rientra nel più ampio progetto “Puliamo il Mondo”, l’iniziativa di volontariato ambientale che coinvolge le persone per la pulitura di parchi, piazze, spiagge e fiumi del mondo. E proprio in occasione dell’appuntamento di quest’anno, il 26 settembre i dipendenti del Gruppo Lactalis Italia si dedicheranno a una giornata di volontariato aziendale donando il loro tempo per la pulitura del Parco Paolo Pini di Milano.

«Il parco Sempione è uno dei luoghi del cuore per eccellenza dei milanesi e non solo – dichiara Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia – siamo contenti che sia stato il più votato per l’iniziativa in collaborazione con Vallelata ‘Puliamo il tuo Parco’: è un luogo simbolo, al centro della città, e questo sarà uno dei primi eventi di pulizia che realizziamo a Milano con le nuove normative di sicurezza anticovid. Una bella occasione per ripartire con le attività di settembre: sarà un’anteprima per la nostra storica campagna ‘Puliamo il Mondo’, in programma il 25,26 e 27 settembre, per prendersi cura della città tutti insieme».




Simbolo di rinascita: un piccolo ciliegio di Gerusalemme cresce spontaneo sull’asfalto di Milano

MILANO, 8 settembre 2020-In una Milano alla continua ricerca di dare un apporto più eco-friendly alla città, nasce un simbolo di rinascita. Un albero cresciuto sull’asfalto.

Siamo in Via Canonica, in zona Paolo Sarpi, quando un piccolo ciliegio di Gerusalemme nasce spontaneo proprio a ridosso del marciapiede. Il piccolo albero è stato adottato dai residenti come metafora vegetale della resilienza dimostrata dalla città nei mesi più tremendi del Coronavirus.

Un albero cresciuto sull’asfalto, un evento quantomeno caratteristico. Ha trovato un varco minuscolo in una fessura e da lì ha cercato la luce. Lungo l’arteria commerciale fra Chinatown e corso Sempione che si lascia alle spalle il parco, il verde non è certo di casa. E in un tratto di puro asfalto-cemento e negozi fa ancora più impressione vederlo prosperare.

Il consigliere comunale Giunti è intervenuto sostenendo che: “In via Canonica 63 è nato sul marciapiede quest’alberoUn piccolo miracolo da preservare e proteggere. Due giorni fa ho avvertito l’assessore all’Urbanistica Maran che sicuramente farà il possibile“. La risposta dell’assessore non si è fatto poi attendere:  “Sei un fiore che è cresciuto sull’asfalto e sul cemento“, una citazione che gli amanti di Jovanotti conosceranno bene.

Nessuno lo tocchi.




“Il bosco e i suoi animali”, giornata dedicata alla natura del Campo dei Fiori

VARESE, 7 settembre 2020-Si avvicina a grandi passi l’autunno, e già da qualche tempo gli alberi del Campo dei Fiori hanno cominciato a perdere il verde brillante della bella stagione. Fra poco tutto il bosco si ammanterà di mille caldi colori.

Per godersi l’autunno incipiente, e per passare una bella giornata all’aria aperta, la Società Astronomica “G.V.Schiaparelli organizza per domenica 13 settembre, presso l’ Osservatorio Astronomico, una giornata tutta dedicata alla natura della montagna varesina.

Il tema di questa giornata è “Il bosco e i suoi animali” e si onorerà della partecipazione dei volontari LIPU dell’Oasi Palude Brabbia, che accompagneranno i visitatori in un percorso naturalistico guidato attraverso i sentieri attorno all’Osservatorio, alla scoperta della natura e degli animali che abitano le nostre zone. Arrivati in vetta sarà possibile visitare l’interno dell’Osservatorio, con la grande cupola dedicata alle importanti ricerche astronomiche e si potrà osservare il nostro Sole utilizzando gli strumenti del laboratorio eliofisico, che consente una facile visualizzazione della fotosfera solare, con le macchie nere; della cromosfera, con le enormi protuberanze rosse, e dello spettro del Sole, utile per capire di quali elementi chimici è composto.

La manifestazione è dedicata a tutti, grandi e piccoli, è gratuita ma è obbligatoria la prenotazione scrivendo a chiara.cattaneo@astrogeo.va.it




Packaging alimentare, è di Gallarate il primo imballaggio in plastica rigida sostenibile certificato ISCC Plus

GALLARATE, 3 settembre 2020-La plastica sostenibile esiste e nel settore del packaging alimentare si fa strada grazie alle piccole e medie imprese del made in Italy che investono in nuove materie prime. La riprova è la MPG Manifattura Plastica Spa di Gallarate, in provincia di Varese, prima azienda in Italia ad aver ottenuto da pochi giorni la certificazione ISCC – International Sustainability & Carbon Certification per i propri imballaggi rigidi, unico caso al momento nell’industria italiana, ad essere certificata nella produzione di manufatti rigidi per alimenti associati a materiali rinnovabili a base vegetale.
“La realtà – spiega Giampiero Perego, Presidente della MPG – è che a rendere green l’economia possono essere solo le imprese con i propri investimenti. Ed è ciò in cui siamo impegnati come azienda da tempo qui a Gallarate, dove grazie all’impegno nello sviluppo di nuove strutture e nuovi modelli organizzativi puntiamo alla realizzazione di imballaggi sostenibili anche in un comparto, quello alimentare, con stringenti normative”.
Per quanto riguarda il packaging alimentare, infatti, è la stessa normativa che impone, per motivi igienico-sanitari, stringenti normative che limitano l’utilizzo della plastica riciclata.  “Questo, però, non impedisce alla MPG di proporre alle persone un consumo responsabile optando per prodotti confezionati con imballi rigidi derivanti da materia prima con ridotto impatto ambientale (traducibile in un risparmio fino a 2,5 Kg di CO2 per Kg di polimero prodotto rispetto alla produzione di polimeri tradizionali)”, afferma ancora Perego.
L’industria alimentare, che dunque d’ora in avanti vorrà utilizzare questo nuovo prodotto MPG, potrà richiedere l’autorizzazione a riportare sugli imballi il logo che attesta che il materiale sostenibile è stato certificato secondo i requisiti ISCC. “La sostenibilità – continua il Presidente della MPG – non è quasi più una scelta, ma è una strada obbligata per avere un plus sul mercato. A questo nuovo nostro imballaggio sostenibile è già interessata una importante multinazionale dell’alimentare, abbiamo interessanti prospettive”.
Gli imballi flessibili, certificati come sostenibili a livello internazionale esistevano già in Italia. La MPG è, però, la prima società italiana ad arrivare sul mercato con un imballo rigido per contatto alimentare in plastica sostenibile, con certificato internazionale di sostenibilità ISCC che attesta l’uso di materie prime rinnovabili impiegando risorse prodotte in modo sostenibile a livello sociale ed ambientale; entrando dunque in una sorta di club di cui fanno di solito parte grandi multinazionali dai nomi altisonanti. Segno che le cosiddette multinazionali tascabili italiane possono fare la differenza e lottare alla pari dei grandi non solo sul lato della competitività, ma anche dello sviluppo di un’economia green e circolare.
D’altronde la MPG è un vero e proprio leader a livello europeo. Il 90% della sua produzione consiste in imballaggi per alimenti che finiscono sulle nostre tavole. All’interno delle sue vaschette in plastica vengono confezionati molti prodotti alimentari tra cui gelati come quelli Motta, Coppa del Nonno, Valsoia, e prodotti caseari quali il gorgonzola di Igor. Solo per citare alcuni tra i brand più famosi riforniti dall’azienda gallaratese che ha tra il suo parco clienti anche colossi come Unilever e Kraft-Heinz. Una realtà che si inserisce all’interno di un distretto, quello industriale varesino, che per numero di addetti nel settore gomma e materie plastiche è terzo in Italia: 489 imprese per più di 10.300 lavoratori, 2.300 dei quali impiegati nello specifico comparto degli imballaggi in plastica.
La MPG nel 2019 ha chiuso il bilancio con ricavi per 18 milioni di euro ed impiega tra i 70 e i 115 addetti (nel settore, soprattutto per un’azienda che rifornisce i produttori di gelato, la stagionalità è molto alta). “Nel 2020 – commenta Perego – l’emergenza Covid ha di fatto modificato la percezione della realtà da parte dei consumatori, trasformando quindi consumi, modalità di acquisto, percezione della green economy.

Investire per il raggiungimento di una concreta sostenibilità ambientale diventa perciò la strada non solo auspicabile da percorrere, ma anche e soprattutto necessaria. Gli sviluppi nel nostro settore, come dimostra l’ottenimento della certificazione ISCC Plus ne sono la prova”.
C’è un però, quasi una sorta di beffa: “Nonostante si tratti di un imballaggio sostenibile certificato a livello internazionale, sarà comunque tassato dalla Plastic Tax se entrerà in vigore all’inizio del prossimo anno”. Nessuna esenzione è prevista per la plastica sostenibile derivante da biomasse. Mentre – ricorda Perego – l’effettivo utilizzo della plastica riciclata negli imballi per alimenti è fortemente limitato per legge: “Quindi la Plastic Tax nel nostro settore, così come concepita – è la chiosa – sarà solo uno strumento per fare cassa, non per incentivare un traghettamento verso un’economia circolare. Alla fine, però, MPG dimostra che a creare le basi per una produzione veramente sostenibile possono essere solo le imprese, anche e soprattutto le Pmi. Perché non incentivarle in questa trasformazione? Noi continuiamo con responsabilità a fare la nostra parte per un mondo migliore e per un consumo più intelligente delle risorse del pianeta, ma nonostante questo saremo tassati da un’imposta che è sicuramente meno ‘green’ di ciò che oggi, certificato alla mano, siamo in grado di produrre”.