Green Bottle, grande raccolta tappi di plastica alla scuola media di Morazzone

MORAZZONE, 31 gennaio 2020-E’ stata inaugurata questa mattina presso la scuola media di Morazzone la GREEN BOTTLE, una bottigliona verde, lunga 4 metri e larga/alta 1 e mezzo, simbolo di una grande raccolta di tappi di plastica delle bottiglie monouso di acqua, bibite, latte e detersivo.

GREEN SCHOOL, il progetto del settore ambiente provinciale e regionale, l’ha riconosciuta come azione qualificante ai fini dell’ottenimento/mantenimento della certificazione di Scuola Green per quegli istituti che sceglieranno di accoglierla.

Assolve infatti alcuni degli obiettivi previsti dallo stesso progetto:

  • ridurre la produzione di rifiuti e le emissioni di CO2: separando la plastica dei tappi, diversa da quella del corpo delle bottiglie monouso, per avviarla al riciclo, si evita l’immissione nell’ambiente di circa 4 Kg. di CO2 per ogni Kg. di plastica recuperata
  • coinvolgere l’intera comunità: tutti sono in grado di appartare un tappo, dai bimbi in età di scuola dell’infanzia ai nonni bis.

Vero è che la normativa europea ci orienta ad un concetto Plastic Free che condividiamo totalmente, ma è altrettanto vero che consumiamo quotidianamente prodotti contenuti in bottiglie monouso. Allora perché non fare ancora qualcosa, al momento, per migliorarci nella raccolta differenziata della plastica, avviarla al riciclo per trasformarla in materia prima seconda, ossia un prodotto che servirà per produrne di nuova?

In un mondo così inflazionato di plastica, è evidente la sola finalità educativa del progetto.

Per questo motivo la GREEN BOTTLE potrà essere ospitata da tutte le scuole che ce ne faranno richiesta.

Trovate i nostri contatti sulla pagina FB L’Alveare Buguggiate.




“1,2,3…..Respira!”, progetto di educazione ambientale dedicato alle scuole

MILANO, 30 gennaio 2020 – L’Italia è al secondo posto per numero di cittadini altamente esposti agli agenti inquinanti: i livelli di smog registrati nelle città rappresentano la prima minaccia per la salute dell’uomo e misure di contrasto temporanee non contribuiscono efficacemente alla riduzione dello smog. È quindi urgente da un lato sviluppare maggior consapevolezza sulle cause delle emissioni inquinanti e dall’altro adottare soluzioni strutturali per migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, al fine di promuovere condizioni di salute ottimali per le nuove generazioni.

Con questa consapevolezza, Liquigas, società leader in Italia nella distribuzione di GPL e GNL, ha deciso di rinnovare ed espandere “1, 2, 3… RESPIRA!”, il progetto di educazione ambientale dedicato agli studenti delle scuole secondarie di primo grado e alle loro famiglie. Liquigas è infatti da sempre impegnata nella formazione sui temi legati alla qualità dell’aria proponendo il ricorso a fonti energetiche pulite già disponibili, come GPL e GNL. Grazie ad un percorso educativo interdisciplinare basato su strumenti interattivi, “1,2,3… RESPIRA!” si propone di coinvolgere attivamente non solo gli alunni, ma anche i genitori e gli insegnanti che potranno così prendere consapevolezza delle scelte energetiche che effettuano ogni giorno.

Per la seconda edizione, Liquigas ha rafforzato il proprio impegno rivolgendosi a tutto il territorio nazionale e a tutte le classi delle scuole medie, coinvolgendo fino ad ora oltre 40.000 studenti in più di 500 istituti in tutta Italia. L’edizione pilota del 2019 aveva già riscontrato un’ampia partecipazione di studenti del Nord Italia, circa 25.000, con la presentazione di oltre 100 elaborati finali. Quest’anno, gli istituti in tutta la Penisola hanno riconosciuto da subito il valore aggiunto del progetto: dalla Pianura Padana, con 170 scuole aderenti, all’area del Lazio e della Campania, con 110 istituti partecipanti, alla Sicilia, dove 38 scuole hanno deciso di intraprendere questo percorso di consapevolezza.

“Le giovani generazioni hanno scosso l’opinione pubblica sui temi della sostenibilità, chiedendo azioni strutturali per contenere gli effetti delle attività dell’uomo sull’ambiente. Come azienda che ha questa sensibilità nella propria visione, abbiamo sentito l’urgenza di fornire uno strumento educativo che potesse accompagnare non solo gli studenti, ma anche gli insegnanti e le famiglie alla scoperta delle cause dell’inquinamento dell’aria e delle soluzioni per contrastarlo” sottolinea Andrea Arzà, Amministratore Delegato di Liquigas. “Si tratta di un impegno che sentiamo molto vicino ai nostri valori e alla nostra mission: garantire fonti di approvvigionamento energetico pulite alle aree non metanizzate del Paese”.

“1,2,3… RESPIRA!” prevede sessioni di approfondimento all’interno degli insegnamenti di scienza e tecnologia. Alunni, insegnanti e genitori intraprenderanno insieme un percorso di apprendimento sui temi della sostenibilità ambientale, guidati da materiale didattico e da strumenti interattivi, come il sito 123respira.liquigas.it, appositamente pensati e predisposti da Liquigas.

Alla fine del percorso, gli studenti saranno impegnati in un concorso di idee in cui presenteranno un elaborato sul tema “Energia e sostenibilità: si può scegliere, si deve scegliere…”, volto a documentare il lavoro svolto in maniera creativa e a fornire proposte concrete per la risoluzione delle problematiche affrontate. Questi progetti saranno poi valutati da una giuria di qualità, sulla base di criteri quali l’aderenza ai contenuti, i collegamenti interdisciplinari e l’impegno dimostrati. Il contest metterà in palio premi utili agli istituti coinvolti che potranno così migliorare la propria proposta formativa con dotazione tecnica e tecnologica.

 




Un Depuratore all’avanguardia per salvaguardare il fiume Olona: due anni di lavori partendo dal 2020

VARESE, 24 gennaio 2020- di GIANNI BERALDO-

Un progetto di revamping (letteralmente “ammodernamento”) della durata di quasi due anni-con inizio nell’anno in corso-suddiviso in quattro fasi distinte a fronte di un costo totale di 9,6 milioni di euro.

Questo il piano del grande cantiere inerente il rifacimento completo del depuratore di Varese Pravaccio, presentato questa mattina nella sede varesina di Alfa srl, (società che realizzerà concretamente il progetto)

Depuratore, ricordiamo, che lavora alla depurazione di acque refluee provenienti in buona parte dal capoluogo di provincia (la parte sud della città utilizza invece il depuratore presente a Gavirate) ma coinvolgendo pure i territori di Induno Olona e Malnate dove scorre l’importante fiume Olona.

Corso d’acqua che nei decenni scorsi è stato martoriato soprattutto da sversamenti di sostanze tossiche, fino ad arrivare ad uno stato di inquinamento quasi irreversibile. Poi la lenta ripresa grazie a mirate politiche ambientali adottate delle varie amministrazioni comunali e provinciali, così come da associazioni ambientaliste quali Legambiente e Amici dell’Olona.

Le diatribe dei mesi scorsi tra amministrazione comunale e Alfa servizi sono un lontano ricordo, ora tutto è cambiato con nuovo assetto che fa di Alfa servizi uno dei punti di riferimento in campo depurazione acque e conseguente cura dell’ambiente.

<<Questo sarà il primo di una serie di interventi che abbiamo in programma su tutto l’ast dell’Olona andando a risolvere definitivamente il problema della qualità delle acque del fiume. E’ un cantiere che andrà a rifare tutto l’impianto; lavoro impegnativo che, salvo imprevisti, dovrebbe concludersi entro 24 mesi>>. Così il presidente di Alfa Paolo Mazzucchelli che per questo progetto si è avvalso di un gruppo di professionisti importanti come gli ingegneri Fabio Bandera e Annalisa Berni, quest’ultima brava e professionale a presentare i lavori in dettaglio tramite slide <<L’obiettivo primario è il miglioramento del fiume Olona dove questo depuratore sverserà acque pulite. Nel nostro caso si parla di lavori di revamping e non realizzazione di nuovo impianto in quanto non necessario. Verrà ammodernato il sistema biologico e revamping finale. D’altronde l’impianto attuale è del 1984 quindi con diverse criticità come la mancanza di un sistema di filtrazione a presidio e malfunzionamento>>, l’ingegnera Berni sottolinea inoltre come verrà rivista completamente la line fanghi e comparto biologico, oltre ad attivare una filtrazione a raggio ultravioletti. Un impianto decisamente all’avanguardia dotato di centralina con telecontrollo, grazie alla quale i professionisti addetti al controllo e manutenzione impianto, potranno verificare eventuali anomalie anche direttamente da casa o altri luoghi. Insomma un depuratore di ultima generazione, grande innovazione che non si ferma qui ma con la possibilità in un prossimo futuro, di ampliare il raggio di azione inglobando aree comprendenti i comuni di Viggiù e Cantello e Clivio, quest’ultimo che attualmente sversa acque reflue in depuratori svizzeri confinanti.

Annalisa Berni tra gli artefici del progetto

<<Un grande e importante progetto, un significativo cambio di passo rispetto al passato, progetto che potrebbe andare a implementare altre arre ora critiche della città-dice il sindaco Davide Galimberti– Risultati che avranno ricadute positive sui cittadini e sull’ambiente. Un plauso sincero a tutto lo staff di Alfa servizi per il notevole progetto>>.

Parlando di ambiente ovviamente soddisfatti sia Valentina Minazzi (<<siamo contenti di questo importante progetto che mette in primo piano il fiume Olona, ovviamente monitoreremo costantemente i lavori>>, dice la rappresentante di Legambiente) che Franco Brumana in rappresentanza associazione Amici dell’Olona <<Oserei dire che questo è un momento storico, lo attendevamo da anni e oggi finalmente tutto questo diventa realtà grazie alla professionalità e sensibilità dimostrata da Alfa servizi. Altro passo decisivo per la cura dell’ambiente>>.

Valentina Minazzi con Franco Brumana

Sulla stessa frequenza d’onda ovviamente Beatrice Bova, assessore all’ambiente a Gorla Minore <<Ho sempre avuto a cuore le sorti del “nostro” fiume Olona, ora spero che con questo progetto si possa concretizzare qualcosa di importante per la sua tutela e salvaguardia>>

Il depuratore attuale serve un bacino di utenza di circa 110mila abitanti ma progettato per servirne un numero maggiore.

Un altro passo avanti verso quel rispetto e tutela ambientale che riguarda tutti noi, nessuno escluso.

direttore@varese7press.it




Elisabetta Strada: “Ridurne l’uso e riciclare plastica investendo in nuovi atti pratici è fondamentale per il nostro futuro”

VARESE, 16 gennaio 2020- di GIANNI BERALDO-

Plastica e rifiuti, problema e dilemma diffuso in tutto il mondo e per il quale ancora non si sono trovati rimedi efficaci.

Tema dibattuto anche in Lombardia dove l’utilizzo della plastica e connessi rifiuti, ha superato i livelli di guardia nonostante da qualche anno si cerchino soluzioni alternative.

Montagne di rifiuti prodotti da plastica utilizzata in ambiti diversi (soprattutto quella delle bottiglie) che spesso vanno a contaminare quei fragili equilibri naturali di mari, fiumi e aree boschive.

Allarme sociale e ambientale che trova concretezza anche nel lavoro informativo (spesso pure pratico) di Elisabetta Strada, attualmente Consigliera Regionale per la lista Lombardi Civici Europeisti, fino al 2016 Consigliera comunale a Milano con il Gruppo Consiliare “Beppe Sala Sindaco Noi, Milano”.

Sentita prima di un seminario sul tema emergenza plastica, Strada ha evidenziato alcune crtiticità da affrontare in Lombardia, con l’idea di adottare nuove pratiche di riciclo oppure, dove ciò fosse possibile, non utilizzarla proprio.Elisabetta_Strada_

«Dati alla mano in Lombardia il problema riciclo plastica esiste e certamente in tal senso bisogna lavorare molto di più per creare nuove situazioni e nuove soluzioni».

Battaglia informativa che la consigliera milanese, con una lunga esperienza alle spalle di marketing e operatività sul campo, ha sempre posto tra le sue priorità che si riflettono poi in esempi concreti per tutta la comunità.

Tra le idee e proposte Strada sottolinea come si potrebbe  «creare un sistema di raccolta “door to door” (porta a porta) per oli usati in cucina i quali, una volta utilizzati, vengono sversati direttamente nell’ambiente. Per questo bisognerebbe approntare un sistema di raccolta ad hoc a uso domiciliare ma pure coinvolgendo le grandi catene di distribuzione, adottando punti di raccolta per oli esausti da cucina (e relative lattine di alluminio o plastica aggiungiamo noi)».

Parlando di plastica tra le cose più immediate che vengono in mente sono bottiglie o bottigliette, anche se in realtà gran parte dei prodotti che utilizziamo quotidianamente sono composti prevalentemente di plastica. Come ricorda ancora la consigliera «Pensate solo ai device o le centinaia di elettrodomestici che vengono prodotti e utilizzati da tutti noi; oggetti che spesso vengono smaltiti senza un’idea di riciclo successivo. Ecco, anche in questo caso sarebbe opportuno creare delle soluzioni alternative per un recupero mirato alla fase successiva: quella appunto di un possibile riciclo».

Idee, soluzioni e forse proposte che potrebbero maturare proprio grazie  all’odierno seminario, una sorta di tavolo prevalentemente a carattere tecnico organizzato per trovare soluzioni, la cui applicabilità deve necessariamente materializzarsi attraverso azioni concrete messe in atto dalla volontà politica e istituzionale dalle singole amministrazioni lombarde.

Parlando di riciclo della plastica il futuro è dietro l’angolo «basti pensare che si sta già sperimentando la possibilità di realizzare tramite stampante 3D prodotti nati dal riciclo della plastica e dall’immediato utilizzo».

Oggetti quindi non prodotti in serie ma una sorta di mirata on demand, senza quindi utilizzare materiale plastico in eccesso con tutte le conseguenza del caso (scarti ecc..), realizzando al momento un prodotto utile e di qualità con uso contenuto di materiale plastico.

Anche questo potrebbe essere un grande passo utile a una drastica riduzione di produzione e utilizzo di plastica. Produzione alternativa e innovativa derivante dal riciclo della plastica che non metterebbe a rischio posti di lavoro nel settore, ma solo una rivisitazione della loro operatività in prospettiva futura.

Indubbiamente tutto questo ha un costo. Anche in ottica di scelte politiche da applicare ai territori  «La politica e chi la rappresenta deve avere più coraggio, adottando delle scelte che hanno indubbiamente dei costi a livello economico ma necessaria per la sopravvivenza e salvaguardia ambientale: quindi per la vita quotidiana di tutti noi», conclude la consigliera regionale.

direttore@varese7press.it




Non sprechiamo cibo per un’alimentazione più sostenibile: convegno a Milano

MILANO, 15 gennaio 2020 Un’alimentazione più sostenibile può contribuire a salvare il pianeta e ognuno deve giocare la propria parte, perché solo affrontando insieme lo spreco alimentare si può generare un impatto effettivo e duraturo.

È questo l’impegno che istituzioni, società civile e imprese hanno voluto affermare durante l’incontro “Non sprechiAMO il cibo: per un’alimentazione più sostenibile”, che si è tenuto oggi a Milano e che ha visto protagonisti i principali attori coinvolti nella lotta contro un modello di alimentazione non più accettabile.

Il dibattito, aperto dall’Onorevole Maria Chiara Gadda, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e promotrice della legge 166/2016 cosiddetta “antispreco”, ha visto la presenza di Livia Pomodoro, Presidente del Milan Center for Food Law and Policy, Andrea Segrè, Professore ordinario di Politica Agraria all’Università di Bologna, Fondatore di Last Minute Market e della Campagna Spreco Zero, Elena Buscemi, Consigliere delegato a Lavoro e Politiche Sociali della Città Metropolitana di Milano, Giovanni Bruno, Presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus e Giulia Bartezzaghi, Direttore Osservatorio Food Sustainability, Politecnico di Milano.

La sensibilità sul tema si configura in Lombardia come un comportamento consolidato, con una crescente attenzione dei cittadini nell’attuare comportamenti virtuosi: secondo l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/SWG, infatti, il cibo si getta meno di una volta al mese per il 50% delle famiglie, dato lievemente migliore rispetto a quello nazionale del 48%. Solo il 4% degli intervistati dichiara di sprecare cibo più volte nel corso della stessa settimana, contro il 7% del dato nazionale.

Il 31% dei cittadini in Lombardia dichiara inoltre di aver notato significative diminuzioni nelle quantità di cibo sprecato a livello domestico, modificando le proprie abitudini di consumo. Ad esempio, il 69% degli intervistati consiglia di privilegiare il check preventivo sulle quantità di cibo da acquistare, mentre il 62% dichiara di congelare quello che non riesce a mangiare a breve. Infine il 59% presta attenzione alle quantità impiegate nel momento della preparazione dei pasti.

Fondamentale infine sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di non sprecare il cibo: sempre secondo l’Osservatorio Waste Watcher di Last Minute Market/SWG infatti il 33% delle famiglie in Lombardia ritiene centrale il ruolo della scuola nell’educazione alimentare.

L’impegno per lo sviluppo sostenibile, l’economia circolare e la prevenzione degli sprechi” – spiega l’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore Last Minute Market – “passa anche attraverso il monitoraggio dei comportamenti e quindi attraverso i dati, perché la svolta culturale, passaggio obbligato per la riduzione dello spreco alimentare domestico (che incide per i due terzi dello spreco complessivo) richiede innanzitutto consapevolezza. Last Minute Market, impresa sociale pionieristica nel recupero delle eccedenze, da dieci anni sensibilizza cittadini, istituzioni, scuole e stakeholders attraverso la campagna Spreco Zero. Con risultati importanti, in Italia: sei anni fa (2014) un italiano su due dichiarava di gettare cibo quasi ogni giorno, nel 2019 solo l’1% degli intervistati ha dichiarato di cestinare il cibo quotidianamente. Molto resta da fare, tuttavia: lo spreco del cibo resta saldamente in testa alla nefasta ‘hit’ degli sprechi anche in Lombardia, per il 63% degli intervistati (contro il 74% del dato nazionale), seguono lo spreco idrico (54%), di energia elettrica (27%), gli sprechi nella mobilità (22%) e legati a energia/gas (21%)”.

Anche il settore privato può giocare un ruolo centrale nell’eliminazione degli sprechi alimentari, motivo per cui Whirlpool EMEA lavora attivamente in innovazione di prodotto e per promuovere una cultura della sostenibilità, implementando progetti che abbiano una ricaduta concreta sulle comunità in cui opera. A testimonianza del continuo impegno dell’azienda verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, è stato annunciata la quarta edizione dell’iniziativa Momenti da non sprecare, progetto ludico-didattico che ha visto coinvolti, nell’ultima edizione del 2019, 1 milione di persone coinvolte e oltre 1.600 scuole primarie in tutta Italia, Polonia e Slovacchia, per sensibilizzare le nuove generazioni sul valore sociale e ambientale del cibo e sull’importanza di non sprecarlo. Il progetto Momenti da non sprecare è cresciuto ulteriormente nell’anno scolastico 2019-2020, raggiungendo le scuole anche in Regno Unito e ingaggiando così complessivamente 2.500 scuole e 2 milioni di persone in Europa.

Lo spreco alimentare domestico in Italia vale 12 miliardi di euro l’anno (fonte: Diari di Famiglia di Università Bologna Distal, Min. Ambiente, Spreco Zero)” – ha commentato Alessandro Magnoni, Direttore comunicazione e relazioni istituzionali Whirlpool EMEA – “per questo reputiamo necessario che grandi realtà multinazionali come la nostra si impegnino attivamente nella sua eliminazione, attraverso la progettazione di strumenti sempre più efficienti dal punto di vista energetico e tramite una sempre più forte sensibilizzazione al rispetto delle risorse di chi li utilizza. Il cibo è energia per la vita e come Whirlpool EMEA puntiamo a essere la migliore cucina possibile in cui conferirgli il giusto valore”.

“La legge 166/2016 ‘antispreco’, prima legge di economia circolare in Italia, offre strumenti e opportunità creando una rete tra enti non profit e imprese, per una gestione efficiente delle eccedenze” – ha dichiarato l’Onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge. “In Lombardia, come ci dimostrano i dati presentati oggi, abbiamo terreno fertile grazie alle realtà del Terzo Settore e delle imprese che, facendo rete, rendono il recupero molto più efficiente. Anche gli enti locali del territorio si stanno dimostrando all’avanguardia: Milano, Varese, Bergamo, e alcuni comuni più piccoli hanno inserito lo sconto Tari per chi dona. Il progetto presentato oggi da Whirlpool EMEA” – conclude – “è un ulteriore tassello nella costruzione di una cultura antispreco, investendo nell’educazione per le nuove generazioni.”

Per rafforzare ulteriormente il proprio impegno nella lotta contro gli sprechi alimentari, Whirlpool EMEA ha rinnovato anche per il 2020 l’adesione a Spreco Zero, la campagna europea di sensibilizzazione per un consumo sostenibile di Last Minute Market, Associazione promotrice della Giornata Nazionale sul tema, in partnership con il Ministero dell’Ambiente. Sempre in questa ottica, prosegue anche questo anno la partnership con la Fondazione Banco Alimentare, grazie alla quale Whirlpool EMEA sostiene l’Organizzazione nel recupero delle eccedenze alimentari e nella loro redistribuzione alle strutture caritative.

L’impegno di Whirlpool si declina anche attraverso i suoi brand. Nel 2018, Hotpoint ha lanciato nella regione EMEA – insieme al suo brand ambassador Jamie Oliver – la campagna Fresh Thinking for For Forgotten Food, il cui obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica su una questione di rilevanza globale quale lo spreco alimentare e ispirare i consumatori ad assumere un ruolo attivo nella riduzione degli scarti alimentari domestici.

La campagna multipiattaforma, giunta alla terza edizione, sostiene la visione del brand di una migliore cultura del cibo, promuovendone il piacere nel consumo e mirando al contempo a ridurre gli sprechi in ogni fase del percorso alimentare; dall’acquisto alla conservazione fino al riciclo degli alimenti, passando dal modo in cui li cuciniamo. L’innovazione tecnologica gioca un ruolo importante in questo percorso, e Hotpoint mira ad essere parte della soluzione aiutando i consumatori a conservare e cucinare meglio il cibo grazie ai suoi elettrodomestici di alta qualità. Grazie alla campagna, Hotpoint e Jamie Oliver cercano di incoraggiare i consumatori a prendere decisioni più consapevoli in cucina e a ridurre al minimo gli sprechi alimentari domestici, tramite contenuti educativi e di ispirazione, come ricette esclusive e consigli di cucina.

Per ulteriori informazioni sul progetto Momenti da non sprecare visita il sito www.momentidanonsprecare.it




L’influenza colpisce anche il varesotto: per combatterla ideale frutta e verdura di stagione

VARESE, 7 gennaio 2020 – Ai ripari, anche nel Varesotto, contro l’influenza che, tra dicembre e inizio gennaio, ha messo a letto già 180 mila cittadini lombardi: una sfida che si combatte anche a tavola, con frutta e verdura nella hit parade degli alimenti che possono essere un valido aiuto nell’affrontare uno dei malanni di stagione più diffusi.

Per contrastare i sintomi influenzali infatti, oltre alle normali regole di igiene e ai farmaci in caso di necessità, anche la tavola gioca un ruolo strategico: come  spiega Coldiretti Varese, insieme a frutta e verdura ricche di antiossidanti, non devono mancare latte, uova e alimenti quali yogurt e formaggi come il Parmigiano e, per alcuni esperti, anche il miele e l’aglio, che contiene una sostanza, l’allicina, particolarmente attiva nella prevenzione.

Con la discesa del termometro arriva anche il “permesso” ad aumentare le calorie consumate in relazione ad attività, sesso, età e necessità personali. Fondamentale – sottolinea la Coldiretti provinciale – è assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A perché danno il giusto quantitativo di sali minerali e vitamine antiossidanti.

Nella dieta non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali.

Per la frutta – evidenzia ancora Coldiretti Varese – di grande importanza per il grande contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come clementine, arance e kiwi rigorosamente italiani per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico.

Come detto, almeno 180 mila lombardi sono stati colpiti dall’influenza a dicembre, oltre 37 mila dei quali nell’ultima settimana del mese secondo le stime diffuse in Lombardia da Coldiretti in base a un’elaborazione su dati dell’Istituto Superiore di Sanità.




Blitz nella notte per abbattere alberi a Milano. M5S: ”E’cosí che si pensa all’ambiente?”

MILANO, 2 gennaio 2020-Un vero e proprio blitz, con tanto di massiccio dispiegamento di forze dell’ordine.

È in questo modo che si è scelto di mettere fine alla vicenda legata all’abbattimento degli alberi di via Bassini.

Lasciando inascoltate le voci di chi, fra professori, studenti e cittadini da tempo si batte per preservare uno degli ultimi polmoni verdi superstiti in città.
A fianco dei comitati, in presidio dalle cinque di questa mattina, la portavoce del Movimento Cinque Stelle in consiglio comunale Patrizia Bedori: “Hanno deciso di abbattere questo meraviglioso angolo verde con la compiacenza di questa amministrazione. Mi auguro abbiano almeno la decenza di non farsi più selfie ai cortei sull’ambiente. Nell’ultima commissione Ambiente l’assessore Maran si era impegnato a dare seguito alle indicazioni emerse, a istituire un tavolo tecnico per supportare il trasferimento degli alberi indicato dal Rettore Resta e valutare misure di compensazione credibili. L’assessore Maran in quella occasione aveva anche chiesto se i professori del Politecnico contrari alla devastazione volessero fornire delle competenze che, a quanto risulta sono state fornite, dal momento che gli stessi ritenessero  inopportuno procedere con l’abbattimento degli alberi prima dell’esito di tale tavolo tecnico. Chiediamo quindi: dove è il tavolo tecnico?” domanda Bedori.
Sulla  vicenda anche il consigliere regionale Massimo De Rosa, voce dell’ambiente in Lombardia all’interno degli appena inaugurati Team del Futuro: “Ancora una volta si chiede partecipazione, ma poi si ignorano i cittadini. Li trovi in prima fila alle manifestazioni sul clima, quando tentano di rifarsi una coscienza ambientale, ma poi agiscono in senso diametralmente opposto. È questo il tanto sbandierato modello Milano per quanto riguarda la lotta all’inquinamento e il contrasto all’emergenza climatica?” conclude De Rosa.




Frana sulla SP7 tra Casalzuigno e Arcumeggia

CASALZUIGNO, 20 dicembre 2019-Ieri sera alle 19.30 i vigili del fuoco del distaccamento di Ispra, sono intervenuti nel comune di Casalzuigno, sulla SP7, per una frana. 

Causa le abbondanti piogge, diverso materiale roccioso è rovinato sulla strada provinciale 7 che da Casalzuigno sale all’abitato di Arcumeggia.
I vigili del fuoco intervenuti con un’autopompa hanno effettuato un sopralluogo congiuntamente al sindaco. A seguito delle verifiche effettuate è stata decisa la chiusura della strada in attesa della messa in sicurezza.



Ministro Fioramonti su Eni: “Basta estrazione ma riconversione totale verso rinnovabili”

VARESE, 11 dicembre 2019-“L’Eni è una grande risorsa per il paese ma a patto che non si faccia più nessuna esplorazione e si investa in maniera radicale nella riconversione totale verso le rinnovabili, l’idrogeno e le nuove frontiere della decarbonizzazione”. Lo afferma a Valori.it il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, incontrato a Madrid in occasione della Cop25.

Riconvertire, dunque, è la parola d’ordine “ed è quello che fanno le grandi compagnie che vengono dal fossile e si rendono conto che quello è un mercato morto”.

Finora, sottolinea Fioramonti, “nessuno nel governo italiano, che io sappia, ha mai detto una cosa del genere perché si tende a dire che una grande azienda è un asset sulla base di quello che è stato fatto in passato e non sulla base di quello che riuscirà a fare in futuro”.

Secondo Fioramonti, è importante dire stop alle esplorazioni: “bisogna tracciare una linea, quello che c’è c’è e non si fa un metro in più. Su questo spero ci sia concordia (nel governo, ndr) ma non mi è ancora chiaro”.

Quanto alla riconversione radicale, secondo il ministro dell’Istruzione, bisogna “accelerare mese per mese” perché “abbiamo 10 anni per risolvere il problema. Io voglio sapere che nel 2025 il petrolio sarà un centesimo nelle attività di Eni e nel 2030 saremo completamente verdi”. C’è bisogno, dunque, conclude Fioramonti di “qualcosa di davvero innovativo e coraggioso e non di un piano plurigenerazionale perché questo tempo non c’è”.




Presentato Dossier Ecomafia da Legambiente: cresce l’illegalitá ambientale in Lombardia

MILANO, 10 dicembre 2019-La Lombardia continua ad essere uno dei territori in cui l’illegalità ambientale si dimostra più pervasiva e diffusa: è la prima regione del nord e la settima in Italia per numero di reati accertati con 1.541, il 26% di quelli contestati nelle regioni settentrionali, scalando due posizioni in un anno, in particolare risulta quarta su scala nazionale per reati contro la fauna (cattura di fauna selvatica protetta e traffico illegale di animali d’affezione in primis) e la prima regione del nord per numero di reati nel ciclo illegale dei rifiuti con 535 delitti il 6,7% del totale nazionale e la prima in Italia per numero di persone sottoposte a provvedimenti cautelari restrittivi della libertà personale (23). Inoltre nella nostra regione si sono svolte nell’ultimo anno 12 delle 100 inchieste per corruzione e reati contro la pubblica amministrazione nel settore ambientale, con 110 persone arrestate portando la Lombardia al terzo posto della classifica nazionale della corruzione ambientale.

È il quadro che emerge nel dossier “Ecomafia: i dati e i numeri dell’illegalità ambientale e delle ecomafie in Lombardia” presentato questa mattina nella Sala Commissioni di Palazzo Marino a Milano, alla presenza delle forze dell’ordine che si occupano quotidianamente del contrasto degli illeciti in campo ambientale. Hanno discusso dei dati: Alessandra Dolci, Procuratore aggiunto a capo della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano, Monica Forte, Presidente Commissione “Antimafia Anticorruzione, Trasparenza e Legalità” Regione Lombardia, Lucilla Andreucci, Referente di Milano di “Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, Giuseppe Battarino, Magistrato collaboratore della Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, David Gentili, Presidente della Commissione consiliare Antimafia del Comune di Milano, Sergio Cannavò, Responsabile del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, Presidente di Legambiente Lombardia.

«Sempre più spesso la corruzione e i reati contro la pubblica amministrazione in generale – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – sono il mezzo con cui si apre la strada alle condotte criminali che danneggiano o mettono a rischio l’ambiente per realizzare guadagni illegali. La commistione tra criminalità ambientale, imprese spregiudicate, politica e pubblica amministrazione compiacente è un mix devastante che ricorre da sempre e sempre più spesso nelle inchieste del nostro Rapporto Ecomafia. È auspicabile che anche su questo fronte la classe dirigente lombarda si dimostri all’altezza del suo ruolo, mettendo in campo, a tutti i livelli, gli anticorpi indispensabili a contrastare questo fenomeno».

Negli ultimi anni la Lombardia è stata definita “Terra dei Fuochi del Nord”. Infatti sono in costante aumento i roghi appiccati agli impianti di trattamento e ai depositi, autorizzati e non, come tecnica di smaltimento e soprattutto occultamento di azioni illecite contro l’ambiente. Ma continuano ad essere utilizzati gli stratagemmi tradizionali degli “eco-criminali”. I materiali da smaltire, che possono anche essere polveri pericolose per la salute come resti di amianto e sostanze chimiche, vengono nascosti: prima si realizza la cava, poi la si riempie di rifiuti e successivamente si copre tutto costruendo opere pubbliche, centri commerciali, in alcuni casi strade, ponti, zone industriali e anche complessi residenziali. È proprio così che in Lombardia, e non solo, il ciclo illegale dei rifiuti si è intrecciato, soprattutto negli anni scorsi, con il ciclo illegale del cemento: sono numerosi i casi in cui le organizzazioni criminali ed in particolare la ‘ndrangheta, si sono servite per lo smaltimento di cantieri in cui lavoravano aziende compiacenti o colluse e così, ad esempio, in alcuni casi i rifiuti vengono utilizzati al posto degli inerti nelle costruzioni. Oppure i rifiuti vengono bruciati, per mascherare reati: in Lombardia nel 2015 si sono sviluppati 6 incendi in impianti di trattamento e stoccaggio di rifiuti, nel 2016 3 roghi, 15 nel 2017 e 16 nel 2018.

«La Lombardia continua ad essere sotto attacco della criminalità ambientale – commenta Sergio CannavòResponsabile del Centro di Azione Giuridica di Legambiente Lombardia –. Sul fronte dei traffici illeciti di rifiuti che culminano con il tentativo di cancellarne ogni traccia attraverso il rogo di depositi, capannoni, impianti e discariche, la nostra regione ha avviato decise azioni coordinate da parte delle istituzioni per contrastare e prevenire il fenomeno».

Ne sono esempi particolarmente interessanti l’indagine conoscitiva della Commissione speciale “Antimafia” del Consiglio regionale della Lombardia dedicata a questo fenomeno, il “Piano di prevenzione” promosso dalla Prefettura di Milano e predisposto dalla Città Metropolitana con la collaborazione di numerosi enti e il progetto “Savager”, messo a punto da ARPA Lombardia e finanziato da Regione Lombardia, partito in provincia di Pavia e in via di estensione in altre province lombarde.

«A fronte di una situazione decisamente allarmante, l’auspicio è che un approccio integrato al contrasto dei roghi di rifiuti possa estendersi, anche al di fuori dei confini lombardi, a tutti i fenomeni di criminalità ambientale: dall’abusivismo edilizio alle aggressioni al patrimonio paesaggistico, dagli illeciti nella filiera agroalimentare al racket degli animali» conclude Cannavò.