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Papà e figlio di 11 anni costruiscono uno spazio nel Metaverso per salvaguardare la bio diversità

VARESE, 16 maggio 2022-Il padre è un esperto di immersioni e tecnologia, il figlio lo segue. Si sono chiesti: “In che modo si può far arrivare la voce dell’oceano a tutti, sensibilizzando ogni individuo affinché comprenda l’importanza della salvaguardia di un bene così immenso? E come si può tradurre questa urgenza in un’azione realmente concreta?”, così hanno creato una sala museo nel metaverso per sensibilizzare le persone sulla necessità di proteggere mari e oceani. 

“Il Metaverso in questo caso ci aiuta, e non solo per un gioco di parole, ad “immergerci” nel richiamo che arriva forte e che si esprime in quella che è la prima mostra fotografica virtuale dedicata agli oceani”, spiegano.

In uno spazio Isle sono stati inseriti una Gallery di fotografie subacquee scattate da Marco Daturi in diversi paesi nel mondo, un crypto obj di LupoVero, 11 anni, e un portale per accedere ad uno spazio Outdoor di Sea Shepherd.

Marco Daturi, il padre è esperto di immersioni, nella sua vita ne ha fatte oltre 1500, il figlio Lupo segue la sua passione, e a soli 11 anni ha realizzato degli NFT per questo progetto e anche lui ha già effettuato oltre 100 immersioni.

“La particolarità di vivere questa emozione immersiva attraverso l’evento dedicato, porta anche alla luce un nuovo modo di partecipazione attiva su quelle che sono le tematiche trattate”, spiega Marco Daturi. “L’universo della community all’interno del Metaverso sta crescendo come una delle forze più significative degli ultimi tempi. Una forza che porta con sé non solo la consapevolezza di ciò che realmente sia oggi importante per la nostra sopravvivenza, ma anche e soprattutto, la dimensione unitaria degli utenti coinvolti. La cultura del non distruggere anima ormai sempre di più le teste delle nuove generazioni e il movimento che nasce al di là degli schemi fisici, trova nella virtualità dei contesti e dei contenuti una luce tutta nuova.

Organizzata da Zero Pixel e Meta Communications, Skills and Academy, su ambiente Spatial, l’evento è già accessibile in ambiente immersivo con i visori Oculus Quest 2, da smartphone, Tablet e Pc. ( https://www.zeropixel.it/metaocean/)

Grande inaugurazione il 23 maggio alle 20.00. Sarà possibile partecipare a livello global e gratuitamente, all’opening di MetaOcean, evento che mette insieme diverse realtà unite per una giusta causa: quella dell’informazione su cosa sta accadendo nei mari e negli oceani.

E allora, se non possiamo saltare in barca con Sea Shepherd, possiamo però partecipare e sostenere, con i nostri avatar, quella che è la community più importante, nata dall’innovazione e dalla trasparenza delle intenzioni. Avere a cuore la salute degli oceani vuol dire avere il mare dentro.

“Gli oceani hanno bisogno di noi. Nei miei viaggi ho constatato da vicino troppo spesso la totale mancanza di rispetto per il mare. Attraversando l’Indonesia ci siamo imbattuti in isole di plastica. Nei mercatini asiatici la vendita di pinne di squalo e cavallucci marini secchi è purtroppo ancora praticata. Senza andare troppo lontano anche le nostre acque si stanno impoverendo molto velocemente con discariche sommerse e pratiche di pesca illegale all’ordine del giorno”, ci spiega Marco Daturi.

MetaOcean apre una serie di progetti volti a sensibilizzare anche i più giovani sull’importanza della salvaguardia della biodiversità degli oceani e la lotta alla pesca illegale e pratiche primitive come lo shark finning, la pratica crudele del taglio delle pinne che sta decimando gli squali.

“MetaOcean porta in un nuovo ambiente questi problemi con immagini volte a mostrare la bellezza di un mondo ancora poco conosciuto, quello sommerso, che rischiamo di perdere se non ne avremo cura. Il metaverso è sicuramente il futuro e se nel passato abbiamo già fatto molta comunicazione in questo senso, ci è sembrato giusto tuffarci anche qui”, continua Daturi.

Sea Shepherd è un’organizzazione internazionale, senza fini di lucro, costituita nel 1977 con la missione di fermare la distruzione dell’habitat naturale e il massacro delle specie selvatiche negli oceani del mondo intero, al fine di conservare e proteggere l’ecosistema e le differenti specie.




All’architetto Michele De Lucchi il premio ‘Lumen Claro’ del Lions Varese Prealpi

VARESE, 16 maggio 2022-Dopo due anni di sospensione causati dalla pandemia, il ‘Lumen Claro’ riaccende i suoi riflettori e lo fa su un’archistar di livello mondiale. Sarà infatti il nome dell’architetto MICHELE DE LUCCHI ad aggiungersi all’Albo d’Oro del Lumen Claro, il premio che dal 1989 il Lions Club Varese Prealpi assegna alla personalità varesina che ha dato lustro al nostro territorio, distinguendosi nel campo delle professioni, delle arti e dell’economia. Il Lumen Claro – letteralmente “Onore all’illustre”– vuole stravolgere il famoso  “Nemo propheta in patria” e nelle precedenti edizioni è stato conferito a personalità di spicco, dall’economista Alfredo Ambrosetti agli stilisti Ottavio e Rosita Missoni, dal pianista Roberto Plano allo scultore Floriano Bodini, dal  cardinale Attilio Nicora al naturalista Salvatore Furia, dal regista Giacomo Campiotti alla costituzionalista e attuale Ministro della Giustizia Marta Cartabia.

Michele De Lucchi, 70 anni, ferrarese di nascita ma con base ad Angera nell’ex allevamento avicolo del Chioso (“L’ultimo pollo rimasto sono io”, ama scherzare) è una delle grandi firme dell’architettura mondiale. Laureatosi in architettura a Firenze, è stato da subito uno degli elementi di spicco in movimenti come Cavart, Alchimia e Memphis. E’ stato responsabile del design Olivetti dal 1988 al 2002, realizzando inoltre progetti in tutto il mondo, spaziando dagli ambienti commerciali a quelli residenziali, dai luoghi di lavoro al design. Sua ad esempio la lampada “Tolomeo” di Artemide, oggetto internazionale di culto. Suoi anche  il Padiglione Zero dell’Expo, così come portano la sua firma le nuove immagini di Enel, Poste Italiane, Telecom Italia, Intesa Sanpaolo e una lunga serie di edifici prestigiosi in tutto il mondo.

II suo lavoro professionale è sempre stato accompagnato dalla ricerca personale sui temi del progetto, della tecnologia e dell’artigianato. Dal 2004 scolpisce con la motosega modelli concettuali in legno per cercare l’essenzialità della forma architettonica.
Nel 2003 il Centre Georges Pompidou di Parigi ha acquisito un rilevante numero dei suoi lavori. Una selezione dei suoi oggetti è esposta nei più importanti musei d’Europa, degli Stati Uniti e del Giappone. Nel 2000 è stato insignito dell’onorificenza di Ufficiale della Repubblica Italiana dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi per meriti nel campo del design e dell’architettura. Nel 2006 ha ricevuto la laurea ad honorem dalla Kingston University per il suo contributo alla “qualità della vita”. Dal 2008 è Professore ordinario presso la Facoltà di Design al Politecnico di Milano e Accademico presso l’Accademia Nazionale di San Luca a Roma. Nel 2018 è stato Guest Editor della rivista “Domus”, il primo di una serie di dieci architetti che si alterneranno nella direzione della storica rivista fino al 2028.

Michele De Lucchi è fondatore e parte di AMDL CIRCLE, uno studio di progettazione multidisciplinare che dal 2018 si concentra sul progetto Earth Stations, una nuova tipologia di edifici che utilizzano le conoscenze umanistiche e tecnologiche per favorire le relazioni umane.

La cerimonia di consegna del “Lumen Claro” avverrà mercoledì 18 maggio alle 18,30 nel Salone Estense del Palazzo Comunale di Varese alla presenza del sindaco Davide Galimberti. Toccherà al presidente del Lions Club  Varese Prealpi Giuseppe De Gasperin consegnare a De Lucchi il prestigioso riconoscimento.




Giornata del Verde Pulito: ripuliti i fondali del Ceresio

PONTE TRESA, 15 maggio 2022 – In occasione della Giornata del Verde Pulito, i volontari delle Associazioni di Lavena Ponte Tresa hanno ripulito i fondali dai materiali dispersi in acqua. La manifestazione a tutela dell’ambiente è stata promossa da Regione Lombardia e l’Autorità di Bacino del Ceresio ha messo a disposizione i propri mezzi per assicurare la sicurezza.

Un particolare ringraziamento, da parte del Presidente dell’Ente, Massimo Mastromarino, ai volontari impegnati nell’attività.

“In questi anni le Associazioni con i propri volontari hanno dimostrato grande attenzione per il territorio e hanno sempre supportato ogni decisione adottata dall’Amministrazione, per il bene dell’intera Comunità. – commenta il Presidente dell’Autorità di Bacino del Ceresio, Massimo Mastromarino – Grazie di cuore quindi per l’impegno e il lavoro da parte di tutti. Persone che hanno scelto di mettere a disposizione il proprio tempo con il solito entusiasmo”.

A supporto della mattinata di lavoro, le unità nautiche dell’Autorità di Bacino del Ceresio, coordinate dal direttore Maurizio Tumbiolo.

“Per la durata delle operazioni, proprio per garantire la sicurezza dei sommozzatori, – spiega il direttore dell’Autorità di Bacino del Ceresio – abbiamo lavorato assicurando la sicurezza delle operazioni. In acqua avevamo il motoscafo di salvataggio di Lugano, oltre a due unità nautiche dell’Autorità di Bacino del Ceresio, Piano e Ghirla e il battello spazzino. Con il personale qualificato è stata garantita la sicurezza e il trasporto dei sommozzatori che hanno proceduto alla pulizia dei fondali”.

Partner dell’iniziativa i Comuni di Tresa e di Caslano.




Festival della Biodiversità di Parco Nord Milano: mercoledí ospite Adriano Karipuna, leader nativo del popolo di Rondonia

SESTO S.GIOVANNI, 10 maggio 2022 – L’Amazzonia è il tema scelto per la XVI edizione del Festival della Biodiversità di Parco Nord Milano, prendendo spunto dagli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e dalla campagna “AMAzzonia” di COSPE alla quale il Parco ha aderito.

Domani, mercoledì 11 maggio il Parco ospiterà Adriano Karipuna, leader nativo del popolo di Rondonia, in Brasile, figura simbolo della resistenza dei popoli indigeni dell’Amazzonia contro la deforestazione e l’estrazione mineraria che minacciano le comunità locali.

L’appuntamento, che si terrà alle ore 17 in Cascina Centro Parco, sarà un’opportunità unica di ascoltare la testimonianza direttamente dalla voce di Adriano Karipuna che parlerà in rappresentanza di tutti i popoli indigeni dell’Amazzonia. Parco Nord Milano ha aderito alla campagna di COSPE che ha lo slogan “Ama la terra, ama te stesso, AMAzzonia” per contribuire a tutelare la foresta tropicale, preziosa per i popoli indigeni e per tutto il Pianeta.

“Siamo onorati di ospitare qui al Parco Adriano Karipuna perché oltre ad accogliere il suo appello di aiuto, vogliamo partire dall’ascolto e dalla conoscenza per riconoscerci parte della natura e riscoprire la profonda connessione che abbiamo con essa” – commenta Marzio Marzorati, Presidente di Parco Nord Milano – “solo così possiamo colmare quel “gap” che ci fa sentire distanti e distinti dalla biodiversità del Pianeta di cui invece siamo tutti parte integrante: ascoltare e scoprire l’Amazzonia significa infatti connetterci alla biodiversità che abbiamo sotto casa. Dobbiamo renderci conto che è nostra responsabilità proteggere la foresta e gli indigeni non perché loro abbiano bisogno di noi ma perché siamo noi ad aver bisogno del loro prezioso ruolo di custodi dell’Amazzonia”.

Il Festival della Biodiversità si svolgerà dal 15 al 25 settembre nei luoghi della cultura di Parco Nord Milano e anche quest’anno sarà anticipato dal Concorso di idee quale processo partecipativo per raccogliere progetti, iniziative, idee e suggestioni a creazione del ricco palinsesto di eventi che da sempre caratterizza questo appuntamento.

Dal sito di Parco Nord Milano è già possibile consultare il bando e partecipare inviando le proposte compilando l’apposito modulo online. Il concorso di idee è aperto ad associazioni, fondazioni, istituzioni culturali, aziende, professionisti del settore e tutta la cittadinanza, le cui proposte saranno raccolte e valutate dal Comitato promotore e supportate nella realizzazione dalla direzione artistica.

Come di consueto infatti, il Festival della Biodiversità è organizzato e promosso da enti istituzionali, associazioni, cooperative, società e supportato da un Comitato scientifico che quest’anno si amplia con due nuovi membri: “Il tema complesso dell’Amazzonia richiede di essere affrontato con le giuste competenze legate sia a un’approfondita conoscenza delle foreste, per questo abbiamo coinvolto Giorgio Vacchiano, ricercatore e docente dell’Università degli Studi di Milano, sia di antropologia socio-culturale, per cui abbiamo invitato il professore Roberto Malighetti dell’Università di Milano Bicocca” – spiega Riccardo Gini, Direttore di Parco Nord Milano – “Queste due nuove figure vanno ad affiancarsi alle esperienza già consolidate degli altri membri del Comitato scientifico: Annastella Gambini, Paolo Pileri, Stefano Bocchi e Valeria Bucchetti. Parlare dell’Amazzonia ci serve per rivolgere lo sguardo ai popoli che sono immersi e profondamente connessi con la foresta e correggere l’idea di sfruttamento e di intoccabilità della foresta, indirizzandoci a un uso responsabile e sostenibile. Il passaggio cruciale che vogliamo trasmettere è cominciare a orientarci con attenzione verso la natura che ci circonda e guardare all’Amazzonia anche come spazio per pensare a noi”.




A Malpensa una seconda Cargo City al posto del Terminal 2: la proposta di Dario Balotta presidente ONLIT

SOMMA LOMBARDO/MALPENSA, 8 maggio 2022-L’unica seria e sostenibile possibilità per realizzare una seconda Cargo City a Malpensa è quella di costruirla sull’attuale sedime aeroportuale, senza cioè consumare nuovo suolo e invadere l’area del parco del Ticino o le aree verdi circostanti.
Si tratterebbe di abbattere l’attuale Terminal 2 adibito ai soli passeggeri, che è obsoleto e non più funzionale, e attualmente è in uso solo per il servizio passeggeri delle compagnie low cost e che la Sea vorrebbe tenere chiuso fino al 2026. Per continuare a utilizzarlo sarebbe necessario un profondo restyiling e un ammodernamento delle reti elettrica e del riscaldamento per renderlo efficiente sotto il profilo energetico e metterlo a norma.
Il T2 è chiuso da due anni per Covid e attualmente la Sea non lo vuole riaprire a causa dei suoi alti costi di gestione e perché le capacità dei tre satelliti del T1 bastano per soddisfare l’attuale domanda di traffico ancora debole a causa della guerra scoppiata in Ucraina. In caso di trasformazione del T2 in scalo cargo, i passeggeri

Dario Balotta, presidente ONLIT

verrebbero finalmente inglobati nel T1, il che costituirebbe una razionalizzazione delle operazioni aeroportuali con un forte risparmio dei costi di gestione e un aumento della produttività. Il T1 può ospitare 44 milioni di passeggeri/anno, mentre nel 2019 ne sono transitati solo 19,6 milioni, a cui si aggiungono i 6,1 milioni del T2 per un totale di 24,7 milioni.

Lo scalo di Brescia (Montichiari) ha riconvertito il proprio scalo da passeggeri a merci, trasformando il terminal in un magazzino. Orio al Serio ha anch’esso deciso di ampliare l’area Cargo. Servirebbe quindi una programmazione regionale per mettere ordine allo sviluppo del settore.
Trasformare in scalo cargo il T2 di Malpensa ottimizzerebbe l’uso dell’area, peraltro posta in un sito ottimo per i movimenti a terra degli aerei e per l’accesso alle piste. E renderebbe inutile il progettato collegamento ferroviario MalpensaT2-Gallarate: a Gallarate servirebbe il quadruplicamento della linea per Milano oggi satura, non una costosissima infrastruttura che distruggerebbe altri ettari di brughiera. Non solo nonostante i 240 treni giornalieri che collegano Milano e Malpensa la quota di trasporto modale in treno è inferiore al 13% mentre nei maggiori scali europei raggiuge anche il 40%.

Sintesi intervento di Dario Balotta presidente ONLIT (Osservatorio Nazionale Liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti) al convegno: MALPENSA E GLI IMPATTI SUL TERRITORIO tenutosi ieri, 7 maggio, a Somma Lombardo.




Varese dice basta sprechi: impariamo a consumare pensando alla tutela ambientale. Interessante incontro a Varese con Gadda, Casali e lo chef Alberti

VARESE, 7 maggio 2022-di GIANNI BERALDO-

Tra la Legge Antispreco e le buone pratiche vi è il cittadino, noi con i nostri cambiamenti possiamo decidere la nostra vita così come contribuire alla tutela ambientale messa sempre più in crisi da uno spregiudicato sfruttamento.

Temi importanti per la nostra quotidianità, per la nostra salute, per la nostra economia per il nostro futuro. Tutto questo è stato discusso durante un incontro pubblico organizzato questa mattina all’Aula Magna del Liceo Musicale a Biumo alla presenza della parlamentare Maria Chiara Gadda, prima firmataria delle Legge 166 meglio conosciuta come Legge Antispreco. Con lei la scienziata ambientale Lisa Casali accompagnata dallo chef  (nonchè suo marito) e famoso blogger (come la stessa Casali d’altronde autrice anche di qualche libro sul tema come ‘Il dilemma del consumatore Green’) Franco Alberti. Incontro organizzato dall’assessore alla Tutela Ambientale ed Economia Circolare, Nicoletta San Martino.

Incontro dal quale sono emerse situazioni e gesti comuni che adottiamo, spesso in modo errato, durante i nostri acquisti.

<<Una carota storta, una banana ammaccata a volte le scartiamo, invece

Maria Chiara Gadda

si possono adottare strade diverse come il riciclo o la donazione. Modello culturale che insieme si può cambiare. Chi spreca è anche la persona anziana, o quelle che non riescono a leggere le etichette. Dobbiamo cambiare il vocabolario. La perdita del valore commerciale non significa  sminuire il prodotto ma  allungare la vita dei prodotti in una ottica di economia circolare>>, così l’onorevole Gadda che aggiunge << Avere di più va bene ma diventa negativo quando sprechiamo e non impariamo a gestire le eccedenze alimentari, magari adottando delle attività di trasformazione che potrebbero divenire in alcuni casi anche un lavoro. Pensiamo ad esempio alla produzione di prodotti alimentari a livello artigianale come le marmellate e altri prodotti tipici>>.

Parlando di recupero circolare si possono organizzare grandi eventi pensando pure a mettere in atto delle buone pratiche di recupero delle eccedenze. Non solo quelli alimentari ma tutto quanto risulta appunto eccedente o non più utilizzata come libri, giocattoli e molto altro ancora.

Lisa Casali

Molto interessante l’intervento della scienziata ambientale Lisa Casali <<Tutto è nato una sera del 2005 quando parlare di economia circolare non era ancora un tema così sentito. Questo partendo da un carciofo. Infatti scartandone tutta la parte esterna e vedendo che quasi l’ 80% del carciofo veniva scartato ho pensato dove finissero tutti questi scarti. Certo nel compostabile ma anche questo ha degli impatti comporta dei consumi e produce delle emissioni. A quel punto ho pensato che non fosse giusto tutto questo spreco e da quel momento ho iniziato a pensare e rendere pratica la modalità di riciclo e riutilizzo di moltissimi prodotti non solo alimentari. La nostra sopravvivenza dipende dal sottosuolo e sfruttarlo per produrre cibo che non venga consumato oggi non è più accettabile>>.

Casali evidenzia come la vera parte nobile della frutta e verdura spesso la parte nobile di vitamine e altre importanti novità in realtà sono presenti proprio nella parte che scartiamo e non nella polpa. <<Oggi vi sono delle emergenze con le quali dobbiamo  interfacciarsi e tramandare ai nostri figli  un nuovo modo di cucinare e alimentarsi>>.

Insomma tramandare nuove abitudini che tra l’altro porta pure a risparmiare circa la metà del budget rispetto a un consumo tradizionale.

Sul fronte pesticidi Casali sottolinea come, secondo una ricerca effettuata per Altro Consumo, tendenzialmente la situazione è positiva ma spesso vi si trovano traccia sulle fragole e altra frutta e verdura.

Rallentare e vivere la casa come trovare il tempo di cucinare. Questa la

Lo chef Franco Alberti

principale filosofia dello Chef Alberti <<importante fare un’attenta programmazione in cucina, questo determina anche cosa comprare evitando in tal modo sprechi alimentari>>.

Alberti ne approfitta per dare pure qualche consiglio pratico <<ad esempio non buttiamo i bacelli delle fave o fagiolini ma trovate delle soluzioni per recuperare anche quella parte. Stessa cosa per quelle foglie di insalata un pò appassita. Riprendiamo quella sensibilità tipica del passato, sperimentando anche con una certa cucina di recupero>>.

Parlando della sua professione Alberti rimarca come anche la grande cucina sta cambiando; questo  grazie al cambio di approccio culturale dello stesso consumatore <<Molti cuochi si stanno adattando con ricette diversificate rispetto al  passato ponendo maggiore attenzione al recupero e spreco degli alimenti. Se tutti noi cambiamo aiutiamo anche il mercato a cambiare trend commerciale>>.

Nel prossimo mese di giugno Alberti pubblicherà un libro dal titolo ‘Uno’, ossia fare delle ricette casalinghe utilizzando un solo prodotto <<si possono fare dei bacelli gratinati al forno, oppure fare dei ravioli colorarti con la barbabietola e molto altro come. Ricette che sono pure divertenti>>.

Consigli utili e importanti per iniziare a cambiare qualche abitudine quotidiana spesso poco compatibile con i cambiamenti in atto e irreversibili.

redazione@varese7press.it

 




Consigli sulle buone pratiche per contrastare gli sprechi alimentari: incontro pubblico sabato a Varese

VARESE, 5 maggio 2022-Varese ospita un incontro incentrato sulle buone pratiche per contrastare gli sprechi alimentari: una conversazione aperta a tutti coloro che vogliano conoscere come prevenire lo spreco alimentare nella vita di tutti i giorni, attraverso azioni quotidiane, consigli, ricette creative da mettere in campo.

Appuntamento sabato 7 maggio alle ore 10.30 nell’Auditorium Civico Liceo Musicale, con la parlamentare Maria Chiara Gadda (relatrice legge 166/2016 cd antispreco); Lisa Casali, scienziata ambientale, blogger e scrittrice; lo chef Franco Aliberti e con l’assessora alla Tutela Ambientale, Sostenibilità sociale e Economia circolare, Nicoletta San Martino.

“Varese può puntare a diventare una città virtuosa nel contrasto allo spreco alimentare anche in ambito domestico – spiega l’assessora Nicoletta San Martino – Con questo incontro vogliamo dare informazioni utili da conoscere a livello di prevenzione e consigli pratici che  per le famiglie possono realmente incidere a livello di risparmio economico e che al tempo stesso hanno un forte impatto ambientale per tutta la collettività. Questo perché il cibo, dalla gestione della filiera fino al suo consumo, rappresenta un punto importante per la sostenibilità”.




Siglato accordo tra la Fondazione Edmund Mach e l’Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux (ISVV)

TRENTO, 5 maggio 2022-È stato siglato un accordo quadro tra la Fondazione Edmund Mach e l’ Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux (ISVV), due importanti realtà scientifiche che condividono un ruolo di eccellenza nella ricerca in materia viticola ed enologica con lo scopo di creare sinergie per affrontare le sfide di questi comparti a livello europeo.
Il protocollo, siglato tra il Direttore Generale della FEM, Mario Del Grosso Destreri, e il
direttore dell’ Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux, prof. Alain Blanchard, è il risultato di due giorni di reciproche presentazioni dell’attività di ricerca dei due istituti, di visita ai laboratori e ai campi sperimentali di San Michele, di confronto scientifico condotto in tavoli di lavoro tematici, di pianificazione delle linee di ricerca da svolgere in collaborazione.
L’accordo spazia a 360° nei settori delle viticoltura e dell’enologia, senza trascurare

La firma del protocollo

le ricadute di tipo ambientale e sociale, come ha rimarcato il direttore dell’istituto francese,
Alain Blanchard, dato che il settore vitivinicolo, sia in Italia che in Francia, porta con sé un
indotto che è spesso trainante nelle economie e nelle società delle regioni produttive più
importanti dei due paesi.
La Fondazione Edmund Mach e l’Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux si trovano dunque, allineati, nel perseguimento di obiettivi comuni per promuovere la sostenibilità della filiera viti-enologica: dall’obiettivo della riduzione della chimica e degli apporti fitosanitari perseguito attraverso il monitoraggio delle principali fitopatie, lo studio dell’adattamento della vite ai cambiamenti climatici e alle diverse malattie e l’utilizzo di tecniche di genome editing, all’uso razionale delle risorse naturali passando al tema della tipicità e qualità del vino attraverso lo studio dei determinati chimici e sensoriali che contribuiscono a rendere un vino unico e di qualità.
“Abbiamo l’onore di ospitare un’eccellenza internazionale di ricerca, istruzione superiore e sviluppo che raccoglie le sfide dell’industria vinicola di domani – ha spiegato il presidente FEM-. La complessità del mondo del vino ci unisce e di conseguenza ci porta ad agire con maggiore efficienza. Alla FEM la ricerca in ambito viticolo è di alto livello, arricchita da numerosi contatti con la professione vitivinicola, con gli attori del territorio e le loro richieste, e dall’istruzione e formazione e dal trasferimento tecnologico. Auspico che questa visita possa essere un punto di partenza per una proficua collaborazione, suggellata con la firma di un accordo quadro di cooperazione fra le nostre due prestigiose Istituzioni per rinsaldare i legami tra regioni vitivinicole di eccellenza”.
L’attività di ricerca in ambito viticolo-enologico è radicata nel DNA della FEM e risulta arricchita dai numerosi contatti con il mondo dei professionisti, dalle attività di trasferimento tecnologico e di istruzione e formazione. E proprio nel contesto dell’istruzione va sottolineato che fino 2019 i migliori diplomati del corso per enotecnici hanno svolto diversi stage nel Bordolese. A causa l’emergenza COVID-19 queste esperienze didattiche sono state sospese ma l’auspicio è di poter riprendere queste attività, proprio anche grazie alle nuove opportunità di collaborazione che questa visita anticipa.

“Nei due giorni di visita della delegazione francese abbiamo approfondito i principali problemi che affliggono la viticoltura e l’enologia dell’intera Europa e abbiamo definito i contesti scientifici per realizzare soluzioni innovative nel rispetto della transizione ecologica e della sostenibilità ambientale ed economica – spiega il dirigente del Centro Ricerca e innovazione, prof Mario Pezzotti-. L’obiettivo è collaborare in maniera proficua, sistemica e complementare, mettere insieme le forze, i materiali sperimentali e le competenze per fare massa critica ed affrontare uniti le sfide future”.
Soddisfatto della visita anche il prof. Alain Blanchard, direttore dell’Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux, che ha evidenziato: “La Fondazione Edmund Mach è un istituto che ha mostrato di essere all’avanguardia scientifica in Europa, con molteplici e importanti risultati ed interazioni in tutto il mondo; si tratta di rispondere alle necessità principali della viticoltura europea di oggi, includendo anche le questioni ambientali e volto ad assicurare la continuità di un sistema che è oggi reso fragile nei nostri rispettivi territori. Dunque oggi siamo qui per concludere un percorso di collaborazione di ricerca su progetti dalla viticoltura fino all’enologia, includendo anche gli aspetti sociali, ugualmente sottesi alla realtà della viticoltura nei nostri territori”

 

 




Capitan Acciaio arriva a Varese: giochi e laboratori per raccontare ai bambini il valore del riciclo

VARESE, 5 maggio 2022 – A partire da oggi e fino a domenica 8 maggio Capitan Acciaio sarà a Varese, in Piazza Monte Grappa, per invitare i cittadini a scoprire i vantaggi della raccolta differenziata e il valore del riciclo degli imballaggi in acciaio.

La città lombarda è la prima tappa del nuovo viaggio itinerante del supereroe organizzato da RICREA, il Consorzio Nazionale senza scopo di lucro per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Acciaio che fa parte del Sistema CONAI. Nel corso delle tre giornate in Piazza Monte Grappa, Capitan Acciaio dimostrerà concretamente che, grazie al riciclo, tutti gli imballaggi in acciaio (come barattoli, scatolette, fusti, secchielli, bombolette, tappi corona e chiusure) possono tornare a nuova vita sotto forma di nuovi prodotti, spiegando ai varesini quanto sia importante conferirli correttamente attraverso la raccolta differenziata.

“Queste giornate di sensibilizzazione sono uno strumento molto utile per informare i cittadini sulla ‘convenienza ambientale’ del corretto conferimento degli imballaggi in acciaio, protagonisti di un percorso circolare virtuoso e senza fine – commenta Domenico Rinaldini, Presidente di RICREA –. L’acciaio infatti è un metallo che si ricicla al 100% all’infinito: da materia prima a imballaggio, a rifiuto differenziato, raccolto e avviato al riciclo, gli imballaggi in acciaio possono trasformarsi in nuovi manufatti come binari ferroviari, bulloni o arredi urbani”.

Dal 6 all’8 maggio in Piazza Monte Grappa, saranno proposte molte attività sia per bambini che per adulti: laboratori ludico-creativi, quiz e giochi per avvicinare al riuso creativo degli imballaggi in acciaio e mettere alla prova la propria cultura sulle buone pratiche di raccolta differenziata.

In Italia nel 2020 sono state complessivamente avviate a riciclo 370.963 tonnellate di imballaggi in acciaio pari al 78% degli imballaggi in acciaio immessi al consumo (477.677 tonnellate).

Maggiori informazioni su Capitan Acciaio in tour su Facebook e Instagram.

 




“Il valore della natura”: un evento all’Insubria di Varese per capire come la natura sostiene le nostre vite

VARESE, 3 maggio 2022-“Il valore della natura”: è questo il titolo dell’evento finale del progetto Corridoi Insubrici, portato avanti negli scorsi anni da Parco Campo dei Fiori in collaborazione con Provincia e Comune di Varese, Comunità montana delle Valli del Verbano, Università degli Studi dell’Insubria, Lipu, Istituto Oikos e Legambiente, con il sostegno di Fondazione Cariplo.
L’evento è previsto  venerdì 6 maggio presso l’Aula Magna Granero-Porati
dell’Università degli Studi dell’Insubria, in via J. H. Dunant 3, a Varese (inizio ore 10)Sarà possibile partecipare in presenza o online, in ogni caso previa iscrizione al link https://bit.ly/valorenatura.
“L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti dal progetto, che si è
concentrato sulla tutela degli habitat delle Prealpi lombarde, sulla connettività
ecologica e sulla comunicazione ambientale – dichiara Giuseppe Barra, presidente del
Parco Campo dei Fiori. – Ma non solo: ‘Il valore della natura’ vuole essere anche, più in
generale, un appuntamento ricco di spunti per tutti coloro che amano la natura e si
interessano di ambiente, biodiversità, amministrazione del territorio, progettazione”. Nel
corso dell’evento infatti i temi del valore della natura, del capitale naturale e dei servizi
ecosistemici verranno affrontati da diversi punti di vista, attraverso le testimonianze di tanti
ospiti d’eccezione provenienti dal mondo della scienza, della politica e della società civile.
Dopo i saluti istituzionali del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria
Angelo Tagliabue e della vicepresidente di Fondazione Cariplo Claudia Sorlini, condurrà la mattina il professor Adriano Martinoli del Dipartimento di scienze teoriche e applicate
dell’Università dell’Insubria.

L’assessore regionale Cattaneo intervento al raduno GEV

A seguire gli interventi “La risposta della scienza” di Marco Frey del Laboratorio di ricerca sulla sostenibilità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; “La risposta della politica” dell’Onorevole Chiara Braga della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati e dell’Assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo; e infine “La risposta della società civile” di Danilo Selvaggi, direttore generale Lipu e membro del Comitato per il Capitale Naturale del Ministero della Transizione Ecologica. Il focus su Corridoi Insubrici sarà affidato a Giuseppe
Barra, presidente del Parco Campo dei Fiori. In chiusura, verrà dato spazio alla discussione con il pubblico e verrà proiettato il documentario Flora fauna e altre vite, che attraverso le belle immagini raccolte dal regista Marco Tessaro racconta la natura delle Prealpi varesine, face