“Vento e Terra il futuro che vorremmo”: incontro pubblico a Salone Estense organizzato dai Verdi Varese

VARESE, 23 giugno 2020- Dopo settimane di segregazione giovedì 25 giugno al salone Estense si terrà un incontro pubblico dal titolo “VENTO E TERRA  il futuro che vorremmo” (inizio ore 18).

 Una serata per ascoltare e discutere su consumo di suolo e mobilità dolce. Due temi che sono inclusi negli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, nella prospettiva di incentivare il miglioramento della qualità di vita e di riscontrare risvolti positivi anche dal punto di vista dell’economia.

Il suolo non solo è ciò che ci sostiene, ciò su cui ci muoviamo, qualcosa a cui lavoriamo o un supporto sul quale costruiamo. Il suolo è parte dell’ecosistema ed è una risorsa non rinnovabile che scompare alla velocità di 2 metri quadri ogni secondo. Questo significa che ogni secondo 2 metri quadri di suolo fertile vengono compromessi per passare da superfici naturali a superfici artificiali, causando una serie di processi irreversibili e generando un dispendio elevato di energie ed economie pubbliche, in quanto il suolo antropizzato viene meno allo svolgimento di servizi (ecosistemici) che naturalmente svolge.

Per quanto riguarda la mobilità dolce, il suo incremento spesso diventa un’opportunità per ripensare allo spazio pubblico (quindi non solo infrastrutture verdi legate al turismo, ma anche mobilità urbana all’interno delle aree insediate), per rendere i luoghi più attrattivi, proprio perché le persone tornano ad impossessarsene, iniziando così un processo di rivalutazione e valorizzazione di interi quartieri, delle attività e delle proprietà immobiliari ad essi legati.

Di queste due importanti tematiche parleremo con Paolo Pileri (professore urbanista al Politecnico di Milano), che è anche l’ideatore e il responsabile scientifico di VENTO, un progetto per la realizzazione di una dorsale cicloturistica tra Venezia e Torino che si articola lungo il Po. E ne discuteremo con Elena Grandi, co-portavoce nazionale della Federazione dei Verdi, e con una rappresentanza dei Fridays for Future. La serata sarà organizzata nel bellissimo Salone Estense.

L’incontro sarà organizzato in conformità a tutte le attuali norme di protezione da Covid: a tale proposito, preannunciamo che all’ingresso della sala i partecipanti saranno registrati (nome, cognome, email, etc.), sarà verificata la temperatura corporea individuale, sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina protettiva e sarà possibile sedere solo nelle sedie appositamente contrassegnate per garantire il necessario social distancing. Questo purtroppo comporterà la riduzione della capacità del Salone Estense a 58 posti, che saranno assegnati sulla base dell’arrivo dei partecipanti all’evento. – E lo facciamo nel migliore dei modi per il tema, gli ospiti e la location. Il 25 giugno alle 18:00 desideriamo invitare tutti gli interessati ad una serata per ascoltare e discutere su consumo di suolo e mobilità dolce. Due temi che sono inclusi negli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, nella prospettiva di incentivare il miglioramento della qualità di vita e di riscontrare risvolti positivi anche dal punto di vista dell’economia.

Il suolo non solo è ciò che ci sostiene, ciò su cui ci muoviamo, qualcosa a cui lavoriamo o un supporto sul quale costruiamo. Il suolo è parte dell’ecosistema ed è una risorsa non rinnovabile che scompare alla velocità di 2 metri quadri ogni secondo. Questo significa che ogni secondo 2 metri quadri di suolo fertile vengono compromessi per passare da superfici naturali a superfici artificiali, causando una serie di processi irreversibili e generando un dispendio elevato di energie ed economie pubbliche, in quanto il suolo antropizzato viene meno allo svolgimento di servizi (ecosistemici) che naturalmente svolge.

Per quanto riguarda la mobilità dolce, il suo incremento spesso diventa un’opportunità per ripensare allo spazio pubblico (quindi non solo infrastrutture verdi legate al turismo, ma anche mobilità urbana all’interno delle aree insediate), per rendere i luoghi più attrattivi, proprio perché le persone tornano ad impossessarsene, iniziando così un processo di rivalutazione e valorizzazione di interi quartieri, delle attività e delle proprietà immobiliari ad essi legati.

Di queste due importanti tematiche parleremo con Paolo Pileri (professore urbanista al Politecnico di Milano), che è anche l’ideatore e il responsabile scientifico di VENTO, un progetto per la realizzazione di una dorsale cicloturistica tra Venezia e Torino che si articola lungo il Po. E ne discuteremo con Elena Grandi, co-portavoce nazionale della Federazione dei Verdi, e con una rappresentanza dei Fridays for Future. La serata sarà organizzata nel bellissimo Salone Estense.

L’incontro sarà organizzato in conformità a tutte le attuali norme di protezione da Covid: a tale proposito, preannunciamo che all’ingresso della sala i partecipanti saranno registrati (nome, cognome, email, etc.), sarà verificata la temperatura corporea individuale, sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina protettiva e sarà possibile sedere solo nelle sedie appositamente contrassegnate per garantire il necessario social distancing. Questo purtroppo comporterà la riduzione della capacità del Salone Estense a 58 posti, che saranno assegnati sulla base dell’arrivo dei partecipanti all’evento. –




La protesta del Comitato Borsano No Accam: “Non vogliono chiudere l’impianto ma la salute è un bene primario”

BUSTO ARSIZIO, 19 giugno 2020-Il comitato spontaneo di “Borsano NO ACCAM” interviene sulla vicenda di questi ultimi tempi manifestando tutte le sue perplessità in merito alla mancata volontà di chiusura dell’impianto per il quale, nonostante innumerevoli decisioni politiche ed economiche in tal senso, incendi, assenza di copertura assicurativa, indagini e rinvii a giudizio della magistratura sulla politica della zona, non viene avviata la chiusura definitiva e la bonifica del sito, reimpiegando con facilità il personale addetto, ma sottolinea l’inspiegabile pervicacia ad allungarne l’esistenza, con azioni di carattere economico e finanziario che lo consegneranno molto probabilmente, al termine di una lunga agonia, in mano ai privati.”
Possiamo dire che il mondo intero ha preso coscienza che la salute è un bene primario irrinunciabile e che non si può immaginare un futuro se non se ne ha come obiettivo la salvaguardia.

Talmente primario che alla fine, governi di parti diverse del mondo, sono stati disposti, per proteggerla, ad aprire le porte a una delle crisi economiche più potenti della storia moderna. Nel nostro piccolo anche la Lombardia, regione in cui viviamo, sta rimettendo in discussione la politica sanitaria sin qui attuata, risultata debole ad affrontare nuove e vecchie sfide.
Dunque ci appare incomprensibile come non venga data risposta alle nostre preoccupazioni, alimentate dalle continue indiscrezioni sulla prossima attività del “termovalorizzatore” di Borsano targato ACCAM SPA.

Un inceneritore di vecchia se non vecchissima generazione, rappezzato più volte nel tentativo di limitare i danni ambientali, oggetto di vicissitudini giudiziarie ed anche economiche per mala amministrazione. A memoria non si ricorda un’azienda di quella dimensione, oltretutto partecipata pubblica, che si “dimentichi” di assicurare gli impianti operativi, che ora necessitano, a causa di un incendio, di essere riparati con costi di diversi milioni di euro.

Azienda sempre oggetto di screzi anche tra gli stessi soci, economicamente un’idrovora di risorse tanto che anche quest’anno ci si aspetta una perdita di oltre tre milioni di euro e che pare, per tappare questo buco stia per decidere di modificare la propria attività inserendo tra i volumi da lavorare, almeno il 50% di cosiddetti “Rifiuti Speciali”. Questa tipologia di rifiuti, proprio perchè ritenuta “speciale”, renderà tanto o comunque abbastanza per dare una spallata economica all’azienda, mettendo ancora una volta in secondo piano la salvaguardia della salute della popolazione da parte di un’amministrazione da anni sorda alle richieste della sua cittadinanza.

A chi può giovare questa mossa economico-politica? Di sicuro non alla collettività (comunità). Immaginate voi cosa siano gli effetti “collaterali” di una simile scelta per la nostra salute e per l’ambiente, visto che il trasporto di questi rifiuti pericolosi dovrebbe avvenire, se già non avviene in parte, con mezzi anch’essi “speciali”.
Cosa abbiamo fatto finora?
Abbiamo inviato mail al Sindaco di Busto Arsizio Antonelli e alla Regione Lombardia nelle persone di Attilio Fontana, Presidente, e Raffaele Cattaneo Assessore all’ambiente e clima, oltre che alla ditta ECO ERIDANIA di Arenzano fornitore di ACCAM per questo tipo di rifiuti.
Mail informative sono state inviate anche a tutto il Consiglio comunale di Busto Arsizio e al  Marco Cambielli presidente dell’ordine dei Medici della provincia di Varese.
La mancanza di informazioni su una materia importante come la salute e l’ambiente non fa altro che allargare la distanza con le istituzioni. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Cosa chiediamo?
Noi chiediamo che presto ci si ravveda e si diano risposte precise e dettagliate a tutela della salute di tutti e al diritto dei cittadini di conoscere a fondo l’attività di una società di fatto pubblica, che dovrebbe concludere la propria attività al più presto, se non immediatamente.”




Puliamo il tuo parco! Inizitiva di Legambiente e Vallelata selezioneranno i migliori parchi: in lizza anche i Mulini di Gurone

VARESE, 17 giugno 2020Vallelata, storico marchio che offre ogni giorno da 30 anni formaggi di pura bontà, ha deciso di promuovere il progetto green “Puliamo il tuo parco!” che vede il coinvolgimento in prima persona dei propri consumatori.

In un momento in cui riscopriamo e riviviamo in modo eccezionale il legame tra uomo e ambiente, Vallelata ha deciso di investire sulla natura. La campagna, sviluppata in collaborazione con Legambiente, rientra nel più ampio progetto Puliamo il Mondo, l’iniziativa di volontariato ambientale che vede le persone donare il proprio tempo per la pulitura di parchi, piazze, spiagge e fiumi del mondo.

Fino al 30 giugno sul sito puliamoiltuoparco.vallelata.it  sarà possibile votare il proprio parco del cuore tra i 100 parchi – 5 per ogni regione italiana – che sono stati selezionati insieme a Legambiente e si potrà partecipare ad un concorso per vincere una delle biciclette pieghevoli in palio. Al termine del concorso, verranno selezionati i 20 parchi più votati, uno per ciascuna regione, da destinare all’attività di pulizia in una grande giornata di volontariato.  

In Lombardia, è possibile votare i seguenti parchi:

  • Milano: Parco Sempione
  • Malnate (VA): I Mulini di Gurone
  • Brescia: Parco Gallo
  • Seregno (MB): Parco 2 Giugno alla Porada
  • Pavia: Parco Area Vul

Oggi più che mai abbiamo ritrovato la voglia di vivere all’aria aperta e godere delle nostre città, dei nostri giardini e parchi ed è quindi il momento giusto per ricordare quanto sia importante tenerli puliti. – dichiara Mauro Frantellizzi, Direttore Marketing Galbani Cheese – Sono i nostri parchi che ci stanno riaccogliendo oggi all’aria aperta dopo giorni in casa, sono i nostri quartieri, le nostre città, la nostra Italia, e con questa campagna Vallelata, da sempre attenta alla natura e alla riduzione dell’impatto ambientale nelle sue produzioni, vuole dare una mano in più per far capire che la natura è casa nostra è tocca a noi preservarla al meglio” .

“In questi lunghi mesi di chiusura nelle nostre case abbiamo lasciato che la natura facesse il suo corso. Adesso è venuto il momento di rimboccarci le maniche e, insieme, dare il nostro contributo per rendere migliore ciò che ci circonda – dichiara Andrea Causo, direttore di Legambiente Lombardia -. Attraverso i nostri circoli, abbiamo individuato alcuni luoghi significativi per la loro storia, il contesto naturale in cui sono collocati o per essere parchi urbani, luoghi del cuore per chi li frequenta. Con Puliamo il tuo Parco, vogliamo tornare all’aria aperta invitando tutti a dare fin da subito un contributo votando il proprio luogo preferito. E, naturalmente, poi venire a ripulirlo con noi.”

Per conoscere l’elenco di tutti i parchi d’Italia per i quali è possibile votare, visita il sito: https://puliamoiltuoparco.vallelata.it/

Per info:

https://www.vallelata.it/

https://puliamoiltuoparco.vallelata.it/




Gianni Fabbris, contadino senza terra Movimento Altragricoltura : ” Noi siamo con i giovani che combattono per un pianeta migliore”

VARESE, 5 giugno 2020-Siamo un movimento di agricoltori, contadini, braccianti, cittadini liberi che da decenni si battono per la Sovranità Alimentare.
Negli ultimi 25 anni abbiamo denunciato e cercato di contrastare gli effetti di una crisi in cui il mondo delle campagne italiane è precipitato per le scelte imposte da un modello produttivo, economico e sociale sempre più insostenibile e in cui non ci riconosciamo.
Noi la chiamiamo crisi ma, forse, è solo il volto vero (e che ormai non si può più nascondere) di una trasformazione epocale che ci riguarda tutti e che, mostrandoci una realtà dai costi sociali pesantissimi, ci colpisce nelle condizioni economiche, nei diritti, nella salute e che paghiamo pesantemente per le condizioni ambientali che mettono a rischio il futuro delle comunità, delle persone, dello stesso pianeta.
Abbiamo provato con le nostre lotte, con le mobilitazioni, con la ricerca continua di pratiche positive e socialmente condivise, con le nostre proposte a resistere  ed a tenere aperta la via del futuro.
Una via che, a volte, ci è sembrata tanto stretta da chiudersi davanti a noi condannandoci alla sconfitta e che abbiamo pagato a costo di molti sacrifici.
Nelle campagne italiane molti agricoltori hanno abbandonato e sono aumentati i suicidi, in tanta parte del mondo gli agricoltori hanno conosciuto la repressione, i braccianti continuano a soffrire senza servizi ed a volte a morire nei pulmini scassati dei caporali o nelle baraccopoli senza dignità; tutti noi, in quanto cittadini, vediamo erodere il nostro diritto alla salute ed alla sicurezza alimentare come diritto fondamentale e riconosciuto per tutti e non solo per chi può comprare cibo ad alto prezzo o permettersi di vivere in ville miliardarie.
Noi, comunque, non ci siamo arresi e chi lavora la terra e nel mare (con buona pace di chi ci vorrebbe tutti soldatini e schiavi obbedienti del mercato e della speculazione finanziaria) è ancora qui a ricordare a tutti che il mondo può fare a meno di molte cose ma non del cibo, dell’aria, dell’acqua, dell’energia per muoverci e dello spazio in cui e per cui vivere.

Oggi è la giornata mondiale dell’ambiente e noi, insieme a tanti altri movimenti e contadini del mondo, riconoscendosi nelle proposte che avanza il Movimento internazionale di Via Campesina (il più grande movimento mondiale di agricoltori, contadini, pescatori artigianali, braccianti, popoli indigeni e cittadini) ci rivolgiamo a voi che vi state mobilitando insieme a tanti giovani in tutto il mondo chiedendo un cambiamento profondo nelle scelte politiche e sociali nei confronti della natura e dell’ambiente.
Vi incoraggiamo a continuare ed a estendere la vostra capacità di mobilitarvi coinvolgendo, con la forza delle vostre proposte e della vostra giovinezza, tutta la società nel cambiamento che ormai è ineludibile.

Noi siamo con voi senza se e senza ma, nel momento delicato in cui siete chiamati a convincere il mondo che cambiare “conviene”, che la difesa dell’ambiente non è un esercizio da salotto ma il terreno concreto su cui ricostruire un modello di società giusto e utile capace di dare risposte.
Siamo convinti che la più grande e urgente risposta positiva che va data per difendere l’ambiente e il futuro di questo pianeta è una Nuova Riforma Agraria che ci offra le condizioni dentro cui ragionare di diritti e di un corretto rapporto fra le persone e con la natura.
Nel secolo scorso, i nostri contadini poveri seppero conquistare il diritto alla terra costringendo lo Stato a espropriarla agli agrari e aiutando, così, il nostro Paese ad uscire dal lungo medioevo feudale in cui era tenuto.
Oggi dobbiamo tornare a strappare il diritto alla terra ai nuovi poteri speculativi e finanziari come prima condizione per tornare a difenderla.
Ma, per noi, non si tratta più solo di distribuire terre (garantendo l’accesso alle risorse produttive, al credito, ai finanziamenti, alla commercializzazione), oggi puntiamo ad un’agricoltura e ad una pesca basate sulla difesa e sulla ricostruzione del territorio nel suo insieme nell’ambito della sovranità alimentare e con l’agroecologia.
La nuova Riforma Agraria di cui abbiamo bisogno è quella che non solo garantisce la democratizzazione della terra, ma considera anche tutti gli aspetti che consentono una vita dignitosa per le famiglie: acqua, mari, foreste e acque interne, semi , biodiversità nel loro insieme nonché la regolamentazione del mercato e la messa al bando del dumping e della speculazione finanziaria sul cibo.
Una Riforma che non ci attendiamo “dall’alto” come atto e gesto di “accondiscendenza del potere illuminato” ma, piuttosto, come il frutto di una grande iniziativa dal basso che mobiliti le esperienze e le coscienze sociali e che “strappi e ricontratti” le regole nuove di cui abbiamo bisogno.

Per questi compiti e obiettivi, sempre più strategici per l’umanità, serve tutta la forza che un largo movimento popolare sa e può mettere insieme.
Serve il vostro protagonismo responsabile fondato sulla curiosità, la voglia di capire, la scelta di campo che vi fa stare dalla parte giusta della difesa dei diritti, la vostra capacità di produrre e riprodurre significato e condivisione dei saperi sapendo usare tutte le opportunità che la nuova società della comunicazione offre come non mai prima.
Voi siete una grande e straordinaria opportunità per tutti noi: quella di spalancare la porta che noi abbiamo saputo e potuto fin qui solo impedire si chiudesse definitivamente.
Noi (quella parte della mia generazione che ha resistito fin qui) ci abbiamo messo “un piede dentro”, impedendo che il neoliberalismo speculativo del nostro tempo chiudesse a chiave e a doppia mandata la stanza del suo banchetto tenendo tutti fuori.
Ora tocca a voi: irrompete! Portate dentro la vostra intelligenza, la vostra capacità, la vostra giovinezza e la vostra cultura e coscienza agroecologica.
E’ il tempo della nuova Riforma Agraria del Cibo, della Terra e del Mare.

Gianni Fabbris – contadino senza terra Movimento Altragricoltura    




I Verdi di Varese parlano di danni ambientali in Amazzonia e Thailandia: venerdì diretta FB con

VARESE, 28 maggio 2020- Sono ancora sotto gli occhi di tutti i recenti, gravissimi incendi in Amazzonia e in Siberia, così come quelli in Thailandia, molti dei quali appiccati per ottenere maggiori aree di produzione per monoculture e per l’allevamento del bestiame.

Nei confronti dei Governi che si sono resi a volte responsabili di questi fenomeni (o colpevolmente passivi) si è scagliata la comunità internazionale, inclusa la Commissione Europea, condannando questi atti che hanno un impatto grave sulla popolazione di tutto il pianeta.

L’importanza ed il ruolo delle foreste è indiscusso. La loro capacità di convertire anidride carbonica in ossigeno grazie alla fotosintesi non ha eguali, ed è uno dei maggiori interventi di tipo naturale che possiamo avere a disposizione per combattere l’eccesso di CO2 – uno dei più importanti gas serra. Pertanto, più aumenta la deforestazione, meno capacità di conversione di anidride carbonica sarà possibile.

E’ per questo che i Verdi della Città di Varese hanno voluto riunire in una serata tematica tre interventi importanti, per capire quali sono gli interventi che a livello nazionale e comunitario si possono ipotizzare (Dr G Grassi, Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea), per parlare anche delle ferite del nostro territorio, vittima di un grave incendio nel 2017 (Dr A Nicoloso, consulente forestale di molte Comunità Montane) e delle aspettative delle nuove generazioni a cui dobbiamo consegnare un pianeta nelle migliori condizioni possibili (Marco Bellante, “Friday for future”).

La serata potrà essere seguita in FB tramite l’account dei Verdi Città di Varese a partire dalle 18.30




Ambiente, il Nobel Williams su Immagina difende la causa dell’amazzonia ecuadoriana

VARESE, 5 maggio 2020-“Tra il 1964 e il 1990, la Texaco oil ha deliberatamente sversato circa 17 milioni di galloni di petrolio greggio, scaricato 16 miliardi di galloni di acque reflue tossiche in fiumi e torrenti, e scavato centinaia di pozzi aperti nella foresta Amazzonica, per smaltirvi rifiuti pericolosi. La decimazione dell’ambiente che ne è conseguita è nota come ‘la Chernobyl dell’Amazzonia’, e le persone che vivono lì ne subiscono da allora le conseguenze”. E’ on line l’articolo scritto in esclusiva per Immagina da Jody Williams, premio Nobel per la pace nel 1997A difesa di Steven Dozinger,  il principale avvocato dell’accusa nel caso Chevron e delle popolazioni indigene dell’Amazzonia ecuadoriana.

“Lo scorso 17 aprile, 29 premi Nobel di varie categorie hanno rilasciato una dichiarazione a supporto della sentenza  – scrive Williams – che ha condannato la compagnia energetica Chevron a pagare 9,5 miliardi di dollari per aver inquinato l’Amazzonia ecuadoriana. Un’iniziativa di cui sono stato il primo promotore”.

Sul sito vengono ripercorsi le diverse tappe della storia dando una lettura ad ampio raggio su ciò che è accaduto: “Le azioni perpetrate contro l’ambiente, ovunque siano messe in atto, ci colpiscono tutti, ovunque”  è la riflessione da condividere.

 

 




La Svizzera si ferma per sensibilizzare problema su clima e ambiente: sciopero generale il 15 maggio

BELLINZONA, 15 febbraio 2020-di ELISA MOLTENI-

Cresce in tutto il mondo la sensibilitá su temi ambientali e questo é risaputo, ma che un intero Paese  scioperasse per sottollineare l’importanza della salvaguardia di clima e ambiente (con la Terra entrata nella fase di non ritorno), questo é certamente un fatto inusuale.

Il Paese in questione é la Svizzera che si prepara alla piú grande mobilitazione di massa della sua storia prevista per il 15 maggio, con blocco totale di ogni attivitá lavorative in tutta la Confederazione.

Ovviamente anche il vicino Canton Ticino parteciperá all’evento storico, con una manifestazione prevista per lo stesso giorno a Bellinzona.

Giornata ”verde” presentata oggi dal Movimento Sciopero per il Clima, cercando di coinvolgere anche associazioni, sigle sindacali, gruppi politici e ovviamente il maggior numero possibile di cittadini, esattamente come accaduto lo scorso 14 giugno con un grande successo a livello di partecipanti

«Oggi lanciamo lo sciopero del 15 maggio, che sarà uno sciopero trasversale. Vogliamo coinvolgere tutta la società, non solo i più giovani ma anche i lavoratori, gli adulti e anche più piccoli, i bambini, perché siamo tutti sulla stessa barca e se si và a picco si va a picco tutti insieme. Per non andare a picco dobbiamo collaborare. Ci siamo mobilitati contattando ogni singolo partito ticinese, senza preferenze.».

Cosí Siro Pedrozzi, del coordinamento cantonale dello sciopero, durante la presentazione dove sono stati chiariti anche alcuni punti cardini a livello di richieste.

Come un’equa distribuzione delle ricchezze, stop a discrimnazioni sociali, rispetto inziativa delle Alpi e attenzione ad una pianificazione ediliza ecosostenibile che tenga in considerazione l’ambiente senza deturpare paesaggio e natura.

redazione@varese7press.it




Panchina verde contro la violenza sugli alberi al giardino pubblico di Città Studi

MILANO, 13 febbraio 2020-E’ spuntata in un giardino pubblico di Città Studi un’insolita panchina color verde chiaro, in posizione simmetrica rispetto ​alla panchina rossa contro la violenza sulle donne che si trova nello stesso parchetto. Visto quanto sta succedendo ai poveri alberi del parco Bassini, i residenti hanno subito pensato a una nuova panchina-simbolo contro la violenza sugli alberi.

Infatti, dopo l’abbattimento di 35 alberi d’alto fusto deciso dal rettore Resta in spregio alla richiesta del comitato “Salviamo il parco Bassini” di rivedere il progetto di costruzione del nuovo dipartimento di Chimica del Politenico proprio sull’antico parco, la strage degli alberi è continuata.

A dicembre, in Commissione Ambiente al Comune, Resta aveva dichiarato di voler salvare 22 dei 57 grandi alberi destinati al taglio, trapiantandoli in altre aree verdi nei dintorni. I trapianti, però, a parere del Comitato (confortato da informazioni raccolte confidenzialmente da agronomi specializzati) sarebbero avvenuti non secondo le corrette tecniche agronomiche, fondamentali per la sopravvivenza degli alberi. In proposito, ieri il Comitato ha presentato un esposto per danneggiamento aggravato di alberature alla Procura della Repubblica e ha inviato al Municipio 3 una segnalazione. In essa si evidenziano anche aspetti relativi alla sicurezza dei cittadini. Infatti, alcuni alberi prelevati dal parco Bassini con una zolla apparentemente troppo piccola, e perciò particolarmente instabili, sono stati rimessi a dimora nel giardino pubblico di via Pascal 6, proprio a fianco di un campetto da calcio e di giochi utilizzati dai bambini della zona 3.

Intanto, le ipotesi sulla misteriosa panchina verde si moltiplicano. Qualcuno l’ha battezzata “la panchina verde contro il consumo di suolo”, collegandola al partecipato corteo promosso dal Comitato Bassini il 9 gennaio scorso, partito da Città Studi e giunto fin sotto Palazzo Marino, dove l’Assessore Maran venne duramente contestato in piazza, mentre all’interno un nervoso Sala davanti al consiglio riunito si scagliava contro i Verdi, presenti anch’essi al corteo contro il consumo di suolo.




”Nessun rischio per la salute”, il termovalorizzatore Accam di Busto Arsizio rimane aperto

BUSTO ARSIZIO, 11 febbraio 2020-Il Consiglio Regionale ha respinto la mozione che sosteneva la necessita’ della chiusura del termovalorizzatore ‘Accam’ di Busto Arsizio.

L’atto fa seguito all’incendio verificatosi nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, che ha interessato la parte impiantistica e non le sezioni dell’impianto legate alla gestione dei rifiuti.
Nel suo intervento l’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaelle Cattaneo ha fatto presente come “ARPA abbia riferito che sono state analizzati, nei giorni del 13 e 14 gennaio 2020, i dati delle centraline della qualita’ dell’aria piu’ vicine all’area dell’incendio, a Busto Arsizio e Arconate, e non si sono osservate alterazioni significative dei valori”.

“Dopo i controlli di ATS e Vigili del fuoco, effettuati anche nei giorni successivi – ha proseguito l’assessore – non si sono evidenziati rischio specifici per la popolazione e i lavoratori e nessuna segnalazione e’ pervenuta dai medici e dai pediatri o dai pronto
soccorsi in ordine all’evento occorso”.

L’assessore Cattaneo ha proseguito: “Regione Lombardia non e’ titolata a imporre la dismissione di impianti o di linee gia’ autorizzate, scelta che e’ in capo ai singoli Gestori, in questo caso il consorzio ACCAM e quindi i Comuni soci. Ed e’ noto che i soci di ACCAM hanno deliberato l’esercizio dell’attivita’ fino al 2027, data in cui scade l’autorizzazione ambientale e anche la previsione contenuta nel DPCM 10/08/2016. Quindi Regione
Lombardia rispettera’ qualunque decisione i soci vorranno assumere”.

“Bloccare oggi l’attivita’ di Accam – ha precisato Cattaneo – avrebbe conseguenze per i Comuni interessati. La prima l’aumento del 50% del costo di smaltimento dei rifiuti, che si
scaricherebbe sui bilanci dei comuni o sui cittadini. Inoltre, i comuni dovrebbero accollarsi immediatamente i costi di bonifica (non meno di 4,6 milioni di euro). Infine, i comuni dovrebbero iscrivere nei propri bilanci la perdita legata al fallimento o alla liquidazione del Consorzio”.

“Per queste ragioni credo che oggi sia piu’ ragionevole sostenere il costo per la riattivazione della turbina – ha detto ancora l’assessore – e riprendere al piu’ presto l’attivita’ di una delle
due linee. Cio’ consentirebbe di fermare le perdite, visto che oggi Accam sta pagando ogni giorno per smaltire altrove i rifiuti. Con una sola linea attiva sara’ comunque possibile
continuare il conferimento dei rifiuti da parte dei comuni soci del consorzio. La seconda linea ha bisogno invece di interventi strutturali, come la sostituzione della caldaia ed eventualmente anche della turbina con una piu’ efficiente per incrementare la
produzione di energia elettrica”.

“Non c’e’ alcun pericolo per la salute. L’indagine epidemiologica di ATS del 2016 – ha concluso Cattaneo – esclude conseguenze per la salute e nel 2017 sono stati effettuati ulteriori interventi per migliorare gli impianti di abbattimento dei fumi riducendo ancora di piu’ le emissioni, che peraltro sono controllate 24 ore su 24 e rientrano al di sotto dei parametri previsti dalla legge”.




Fondi per interventi preventivi in Lombardia contro danni naturali all’ambiente

MILANO, 9 febbraio 2020-La Regione Lombardia, nell’ambito del Piano di sviluppo rurale, ha pubblicato un bando da 18 milioni di euro per realizzare interventi volti alla prevenzione di danni alle foreste causati da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici.

L’obiettivo è quello di favorire la migliore gestione delle foreste, prevenendo i fenomeni che possano incidere negativamente sui boschi e sul territorio. Gli interventi finanziabili mirano inoltre a garantire un’efficace regimazione delle acque e pertanto a ridurre il rischio di erosione, nonché a una migliore conservazione della biodiversità e del paesaggio forestale.

“L’entità delle risorse testimonia l’attenzione della Regione Lombardia per la tutela delle foreste. Con 620 mila ettari siamo la terza regione italiana per superficie forestale e vogliamo curarla affinché sia una straordinaria risorsa sia sotto il profilo ambientale che economico” ha dichiarato l’assessore regionale all’Agricolatura Fabio Rolfi presentando i contenuti del bando.

Fabio Rolfi assessore regionale Ambiente e Agricoltura

La domanda di aiuto può essere presentata da enti pubblici che gestiscono squadre antincendio boschivo, enti di diritto pubblico, consorzi forestali riconosciuti e soggetti privati.
Le domande possono essere presentate dal 10 febbraio 2020 al 30 aprile 2020.

“Ci sono quattro linee di finanziamento – ha aggiunto Rolfi – dedicate alla realizzazione di infrastrutture di supporto alle attività di antincendio boschivo, a interventi selvicolturali per il miglioramento dei soprassuoli boscati, all’acquisto di attrezzature per la prevenzione di incendi boschivi e alla realizzazione di sistemazioni idraulico-forestali. Curare le foreste significa crescere in sostenibilità, creare economie in grado di arrestare lo spopolamento delle montagne e prevenire il dissesto idrogeologico”.

La superficie forestale in Lombardia è di 619.893 ettari: ricopre il 26% del territorio regionale e il 2% di quello nazionale. Le foreste sono maggiormente diffuse nella provincia di Brescia (28%), seguono le province di Sondrio, Bergamo e Como. Gli oltre 600 mila ettari del patrimonio forestale sono distribuiti per la maggior parte in montagna (81%). In collina si trova il 12% e in pianura il 7%.

“In questi due anni – ha rimarcato Rolfi – abbiamo messo in atto una serie straordinaria di interventi volti a tutelare il nostro patrimonio boschivo. Dopo la tempesta Vaia abbiamo messo a disposizione oltre 15 milioni di euro ed effettuato tagli di sgombero in Lombardia su oltre 800 ettari di superficie. Solo nell’ultimo anno nella nostra regione i boschi con certificazione ambientale, ossia riconosciuti a livello internazionale come gestiti in modo sostenibile, sono quasi raddoppiati, passando a coprire da 38.885 a 70.486 ettari, pari all’11% dei boschi lombardi contro una media nazionale del 9%. Intendiamo proseguire in questa direzione per rafforzare la filiera bosco-legno lombarda”.