La Goletta dei Laghi sbarca sul Lago Maggiore, Ceresio e di Varese

VARESE, 5 luglio 2020-Parte dalla Lombardia la quindicesima edizione della Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente in difesa delle acque dei bacini lacustri italiani.

I grandi temi al centro della campagna in arrivo sui Laghi Maggiore, Ceresio e Varese dal 4 all’11 luglio prossimi, saranno gli scarichi non depurati e inquinanti, l’abusivismo, i rifiuti e le microplastiche nelle acque.

Nel rispetto delle restrizioni per il distanziamento fisico imposte dalla pandemia, il viaggio di Goletta dei Laghi quest’anno vivrà di una formula inedita all’insegna della partecipazione attiva dei cittadini, con più spazio a citizen science e territorialità.

Nei giorni scorsi un team di tecnici e volontari dell’associazione ha effettuato i campionamenti in prossimità delle sponde dei laghi, affidando le analisi microbiologiche a laboratori certificati presenti sul territorio. L’ufficio scientifico di Legambiente si è occupato della formazione e del coordinamento di centinaia di volontari e volontarie che sono già al lavoro per raccogliere campioni di acqua e scovare le situazioni più critiche di inquinamento legate alla cattiva depurazione dei reflui. La missione di Goletta dei Laghi infatti, resta sempre quella di non abbassare la guardia sulla qualità delle acque e sugli abusi che minacciano le coste.

Lago Ceresio

Partner di Goletta dei laghi 2020 sono CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, e Novamont, azienda leader a livello internazionale nel settore delle bioplastiche e dei biochemicals. Media partner della campagna è invece La Nuova ecologia.

La tappa tra il 4 e l’11 luglio toccherà tre laghi: il Lago Maggiore, il Lago Ceresio e il Lago di Varese. Domenica 5 luglio si inizierà con la pulizia della spiaggia di Laveno con il ritrovo alle 9:30 sul lungolago a sud dell’imbarcadero. Giovedì 9, alle 11:30 si terrà a Varese la conferenza stampa di presentazione dei risultati delle analisi svolte nelle acque del Lago Maggiore e del Ceresio. Il 10 luglio alle 9:30 con appuntamento a Parco Zanzi (Schiranna di Varese), si terrà una bicicletta intorno al Lago di Varese. Sempre il 10, alle ore 18, il Tennis Bar di Villa Toeplitz di Varese diventerà lo scenario di una serata intitolata “Luci e ombre del lago di Varese. Storie del territorio con amministratori e cittadini dei comuni del lago.” Infine sabato 11 alle ore 10 presso la Sala Luraschi di Porto Ceresio ci sarà la conferenza stampa di presentazione dei dati sul Lago Ceresio con i sindaci dei comuni rivieraschi.

Fondamentale, come sempre, il contributo dei cittadini, a cui è dedicato il claim dei viaggi sulle coste marine e lacustri: “Quest’anno la Goletta più importante sei tu”. Tramite il form di SOS Goletta, sarà possibile segnalare a Legambiente situazioni sospette di inquinamento di mare, laghi e fiumi per consentire all’associazione e ai suoi centri di azione giuridica di valutare la denuncia alle autorità.

Cittadini protagonisti anche grazie alla sfida social dell’estate, la #GolettaChallenge: Legambiente invita a ripulire dai rifiuti anche un piccolo pezzettino di spiaggia e a condividere la foto sui social, sfidando tre o più amici a fare altrettanto. Per aderire basta taggare Legambiente e inserire #GolettaChallenge nel post, contribuendo a una catena di buone azioni in difesa del pianeta.

Dopo la prima tappa sui Laghi Maggiore-Ceresio-Varese, il viaggio di Goletta dei Laghi in Lombardia continuerà dall’11 al 16 luglio sui Lago di Como, dal 16 al 21 sul Lago d’Iseo e dal 22 al 27 su quello di Garda.

Goletta dei Laghi sarà anche l’occasione per tornare sul tema delle microplastiche nelle acque interne, attraverso la pubblicazione inedita dei dati del monitoraggio dell’edizione 2019, realizzato in collaborazione con ENEA e IRSA/CNR. Inoltre tre laghi – Garda, Trasimeno e Bracciano – saranno al centro del progetto Blue Lakes che ha l’obiettivo di prevenire e ridurre l’inquinamento da microplastiche nei laghi, coinvolgendo partner scientifici, associazioni, autorità competenti e istituzioni. Il partenariato è coordinato da Legambiente e completato da Arpa Umbria, Autorità di Bacino dell’Appennino Centrale, Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), Università Politecnica delle Marche, Global Nature Fund e Fondazione Internazionale del Lago di Costanza in Germania.




Anno Internazionale della Salute delle Piante: progetto «Il Piantastorie» realizzato da Bayer

MILANO, 29 giugno 2020 – In omaggio al 2020, Anno Internazionale della Salute delle Piante promosso dalla FAO, Bayer Italia ha realizzato un progetto editoriale intitolato ”Il Piantastorie”,  per avvicinare in modo nuovo il grande pubblico alla storia delle piante più comuni e della vegetazione tipica del nostro Paese.

Un viaggio nel verde sotto la guida esperta della penna di Antonio Pascale e le illustrazioni di Matteo Riva, che prende vita grazie a otto racconti appassionanti, tra storia, letteratura, arte e poesia.

Ospitati su Coltura&Cultura.it – lo spazio digitale di Bayer dedicato a storie, protagonisti e novità dell’agricoltura italiana – i racconti saranno svelati una volta al mese in un percorso esperenziale alla scoperta di quattro piante di città e quattro di campagna.

Bayer conferma la propria sensibilità al miglioramento dell’ecosistema promuovendo con questa iniziativa l’attenzione verso l’ambiente più prossimo spesso sconosciuto ai grandi e piccini, come spesso accade quando nel passeggiare in campagna o in città non si riconosce un albero da un altro.

Con questi originali racconti ci auguriamo di offrire al grande pubblico una chiave inedita per avvicinarsi al mondo della botanica e comprenderne il grande valore” conclude Fabio Minoli – Head of Communications & Public Affairs di Bayer Italia.

Il primo racconto è dedicato a Il Tiglio, pianta che ombreggia i viali delle nostre città, con le sue foglie a cuore. Scopri di più > https://www.colturaecultura.it/il-piantastorie

Coltura&Cultura

Coltura&Cultura nasce nel 2007 come collana editoriale promossa da Bayer, azienda da sempre impegnata nel promuovere un’agricoltura sostenibile e attenta alle sfide del nostro tempo.

Oggi l’impegno di Coltura&Cultura online e sui social è quello di raccontare le “Idee dalla terra”: storie, protagonisti e novità dal mondo agricolo, per stimolare curiosità e innovazione. Dal 2019 dedica uno spazio alle opinioni dei Parlamentari che operano nella Commissione Agricoltura di Camera e Senato con videointerviste sul tema “agricoltura del futuro e Made in Italy”. Scopri di più su colturaecultura.it

Bayer

Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nei settori della Salute e della Nutrizione. I prodotti e i servizi sono concepiti per migliorare la qualità della vita delle persone e cercare di rispondere alle sfide di una popolazione crescente e che vive più a lungo. Allo stesso tempo, il Gruppo punta a creare valore attraverso innovazione, crescita e un’elevata redditività. Bayer fonda la propria attività su principi di sviluppo sostenibile e di responsabilità etica e sociale. Nel 2019, il Gruppo ha impiegato 104.000 collaboratori e registrato un fatturato di 43,5 miliardi di Euro. Le spese in conto capitale ammontano a 2,9 miliardi di Euro e gli investimenti in Ricerca & Sviluppo a 5,3 miliardi di Euro. Maggiori informazioni sul sito Bayer.it.




Gran Gretagna: spiagge invase da guanti e mascherine. Il Covid fa male anche all’ambiente

I Dispositivi di Protezione Individuale stanno invadendo le spiagge britanniche, secondo le associazioni che si occupano della pulizia dei litorali.

I dispositivi di Protezione individuale, fondamentali nel contrastare il contagio da coronavirus, sono diventati una minaccia per l’ecosistema marino, già alle prese con tonnellate di plastica monouso.

“La plastica è un problema che non migliorando”, dice Claire Potter che ogni settimana guida un team di volontari che pulisce le spiagge. Oltre ai classici rifiuti e alla plastica di sempre in tempi di coronavirus si trovano guanti, mascherine o addirittura tute usa e getta.

(fonte euronews.com)




Varese bocciata sulle piste ciclopedonali: questo il rapporto di Legambiente

VARESE, 23 giugno 2020-Solo due le città lombarde che si distinguono per le politiche di mobilità sostenibile: Milano e Bergamo. Questo il quadro che emerge dalla fotografia realizzata da Legambiente con il rapporto Città MEZ sulla mobilità a emissioni zero.  Emerge una lentezza generale delle città lombarde sulle politiche di mobilità sostenibile che il dossier mette in evidenza.  Il dossier, realizzato prima del lockdownmonitora i cambiamenti in corso nei capoluoghi di provincia italiani, attraverso indicatori che evidenziano le forme di mobilità che non producono inquinamento.

Sono Milano e Bergamo ad aggiudicarsi il podio in fatto di politiche urbane di mobilità sostenibile per utilizzo di mezzi meno inquinanti nel TPL, ridisegno degli orari della città, obiettivi ambiziosi di modal share, incremento dello sharing, rinnovo delle flotte dei mezzi pubblici, aumento di ZTL e di zone 30 rispettivamente con il 58% degli spostamenti a Milano e il 32 a Bergamo messe in campo con sistemi ciclopedonali ed elettrici nonché il 53% per Milano di accessibilità a sistemi di mobilità a zero emissioni e il 36 per Bergamo.

Prospettive disegnate nei PUMS ma non solo: già oggi milanesi e bergamaschi vanno a a piedi, in bicicletta, bus, metro, tram o con mezzi di micromobilità o  sharing.

Seguono a distanza le altre città lombarde: Brescia e Mantova con un totale di 3 su 5 punti, Varese, Cremona e Monza con 2. Fanalio di coda Lodi, Como e Pavia con 1 punto solo per le politiche di mobilità sostenibile.

“I dati dimostrano che la mobilità delle persone in città sta cambiando, con una sempre maggiore propensione a scegliere modalità a “emissioni zero” – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – anche se il timore della promiscuità sui mezzi pubblici ha indotto più persone ad usare l’auto. Per questo le politiche post-Covid19 adottate dai dai Comuni sono determinanti per evitare città congestionate e inquinate”.

Troppo ancora l’utilizzo delle auto nelle nostre città: dal 62% di Cremona al 57% di Varese passando dal 52 di Brescia. Solo Milano riesce a ribaltare la classifica degli spostamenti in città con il 47% di spostamenti che avvengono con i mezzi pubblici e il 22% a piedi e in bicicletta. Il  resto delle città lombarde deve accontentarsi di percentuali che vanno dal 28 di Pavia al 15% di Varese, Bergamo e Cremona di persone che si muovono senza l’auto.

Scarsi anche i percorsi ciclabili che vanno dai 17 m/100 ab a Bergamo a poco più di 2 m/100ab a Varese, Lecco e Como. Per percorsi ciclabili eccellono, Lodi con 29 m/100ab, Sondrio con 20m/100ab e Brescia con 19.

Con la riapertura autunnale di uffici e scuole dobbiamo evitare l’aumento di congestione e smog, per questo è indispensabile rafforzare spostamenti ciclabili e intermodalità nelle città lombarde – commenta Federico Del Prete, presidente di Legambici – Ossia la migliore combinazione tra Trasporto pubblico locale e le diverse forme di sharing, spostamenti sicuri in bici, monopattini e a piediA Regione Lombardia chiediamo di mettere in campo con più determinazione politiche a sostegno dei territori per far si che si vada nella direzione di città a inquinamento e emissioni zero. Serve una nuova strategia se vogliamo evitare di morire di inquinamentosoffocati oltre che dallo smog anche dalle auto ferme e in corsa. Mai come in questo momento serve ridisegnare lo spazio in delle nostre città per aumentare il benessere dei cittadini e  dell’ambiente!”

Alcune città già puntano con decisione all’elettrificazione dei mezzi entro il 2030: il TPL di Milano sarà tutto elettrico per quell’anno, Bergamo ha un’intera linea elettrica oltre al cosiddetto trenino delle Valli senza combustibili fossili. Ma occorre anche altro.

Per restituire ai cittadini la libertà di scelta su quale veicolo utilizzare bisogna agire subito: meno spazio stradale per le auto (sosta e careggiate) e più corsie preferenziali per mezzi pubblici e percorsi ciclabili aperti anche a mezzi di micromobilità, Zone 30, stazioni e fermate di interscambio tra mezzi pubblici e mobilità condivisa, più bus elettrici e veicoli di servizio elettrici (consegne, raccolta rifiuti, pulizia urbana…). Mezzi pubblici soprattutto ammodernati, puliti, efficienti, adatti all’intermodalità (bici+treno, bus+monopattino, etc.) e stazioni e fermate che diventano centro di interscambio, di noleggio, di servizi di mobilità condivisa. Costruire localmente un nuovo welfare che comprende anche mobilità dei singoli, nelle comunità, con le stesse scuole, le università, le aziende, gli enti pubblici, le comunità (quartieri, condomini) che diventano luoghi dove si organizza la mobilità ambientalmente e socialmente sostenibile. A zero emissioni, appunto.

Per cambiare la mobilità si devono integrare e innovare modalità diverse in modo da offrire una variegata possibilità di scelta ai cittadini. Questi mesi hanno tagliato redditi, ridotto la mobilità, esacerbato le differenze. Non si può chiedere alle famiglie impoverite dalla crisi di comprarsi un’auto nuova, ma gli si deve offrire un’alternativa sostenibile, integrata e efficiente per muoversi nelle città rilanciare l’economia e ridurre le disuguaglianze.” concludono da Legambiente.




“Vento e Terra il futuro che vorremmo”: incontro pubblico a Salone Estense organizzato dai Verdi Varese

VARESE, 23 giugno 2020- Dopo settimane di segregazione giovedì 25 giugno al salone Estense si terrà un incontro pubblico dal titolo “VENTO E TERRA  il futuro che vorremmo” (inizio ore 18).

 Una serata per ascoltare e discutere su consumo di suolo e mobilità dolce. Due temi che sono inclusi negli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, nella prospettiva di incentivare il miglioramento della qualità di vita e di riscontrare risvolti positivi anche dal punto di vista dell’economia.

Il suolo non solo è ciò che ci sostiene, ciò su cui ci muoviamo, qualcosa a cui lavoriamo o un supporto sul quale costruiamo. Il suolo è parte dell’ecosistema ed è una risorsa non rinnovabile che scompare alla velocità di 2 metri quadri ogni secondo. Questo significa che ogni secondo 2 metri quadri di suolo fertile vengono compromessi per passare da superfici naturali a superfici artificiali, causando una serie di processi irreversibili e generando un dispendio elevato di energie ed economie pubbliche, in quanto il suolo antropizzato viene meno allo svolgimento di servizi (ecosistemici) che naturalmente svolge.

Per quanto riguarda la mobilità dolce, il suo incremento spesso diventa un’opportunità per ripensare allo spazio pubblico (quindi non solo infrastrutture verdi legate al turismo, ma anche mobilità urbana all’interno delle aree insediate), per rendere i luoghi più attrattivi, proprio perché le persone tornano ad impossessarsene, iniziando così un processo di rivalutazione e valorizzazione di interi quartieri, delle attività e delle proprietà immobiliari ad essi legati.

Di queste due importanti tematiche parleremo con Paolo Pileri (professore urbanista al Politecnico di Milano), che è anche l’ideatore e il responsabile scientifico di VENTO, un progetto per la realizzazione di una dorsale cicloturistica tra Venezia e Torino che si articola lungo il Po. E ne discuteremo con Elena Grandi, co-portavoce nazionale della Federazione dei Verdi, e con una rappresentanza dei Fridays for Future. La serata sarà organizzata nel bellissimo Salone Estense.

L’incontro sarà organizzato in conformità a tutte le attuali norme di protezione da Covid: a tale proposito, preannunciamo che all’ingresso della sala i partecipanti saranno registrati (nome, cognome, email, etc.), sarà verificata la temperatura corporea individuale, sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina protettiva e sarà possibile sedere solo nelle sedie appositamente contrassegnate per garantire il necessario social distancing. Questo purtroppo comporterà la riduzione della capacità del Salone Estense a 58 posti, che saranno assegnati sulla base dell’arrivo dei partecipanti all’evento. – E lo facciamo nel migliore dei modi per il tema, gli ospiti e la location. Il 25 giugno alle 18:00 desideriamo invitare tutti gli interessati ad una serata per ascoltare e discutere su consumo di suolo e mobilità dolce. Due temi che sono inclusi negli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, nella prospettiva di incentivare il miglioramento della qualità di vita e di riscontrare risvolti positivi anche dal punto di vista dell’economia.

Il suolo non solo è ciò che ci sostiene, ciò su cui ci muoviamo, qualcosa a cui lavoriamo o un supporto sul quale costruiamo. Il suolo è parte dell’ecosistema ed è una risorsa non rinnovabile che scompare alla velocità di 2 metri quadri ogni secondo. Questo significa che ogni secondo 2 metri quadri di suolo fertile vengono compromessi per passare da superfici naturali a superfici artificiali, causando una serie di processi irreversibili e generando un dispendio elevato di energie ed economie pubbliche, in quanto il suolo antropizzato viene meno allo svolgimento di servizi (ecosistemici) che naturalmente svolge.

Per quanto riguarda la mobilità dolce, il suo incremento spesso diventa un’opportunità per ripensare allo spazio pubblico (quindi non solo infrastrutture verdi legate al turismo, ma anche mobilità urbana all’interno delle aree insediate), per rendere i luoghi più attrattivi, proprio perché le persone tornano ad impossessarsene, iniziando così un processo di rivalutazione e valorizzazione di interi quartieri, delle attività e delle proprietà immobiliari ad essi legati.

Di queste due importanti tematiche parleremo con Paolo Pileri (professore urbanista al Politecnico di Milano), che è anche l’ideatore e il responsabile scientifico di VENTO, un progetto per la realizzazione di una dorsale cicloturistica tra Venezia e Torino che si articola lungo il Po. E ne discuteremo con Elena Grandi, co-portavoce nazionale della Federazione dei Verdi, e con una rappresentanza dei Fridays for Future. La serata sarà organizzata nel bellissimo Salone Estense.

L’incontro sarà organizzato in conformità a tutte le attuali norme di protezione da Covid: a tale proposito, preannunciamo che all’ingresso della sala i partecipanti saranno registrati (nome, cognome, email, etc.), sarà verificata la temperatura corporea individuale, sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina protettiva e sarà possibile sedere solo nelle sedie appositamente contrassegnate per garantire il necessario social distancing. Questo purtroppo comporterà la riduzione della capacità del Salone Estense a 58 posti, che saranno assegnati sulla base dell’arrivo dei partecipanti all’evento. –




La protesta del Comitato Borsano No Accam: “Non vogliono chiudere l’impianto ma la salute è un bene primario”

BUSTO ARSIZIO, 19 giugno 2020-Il comitato spontaneo di “Borsano NO ACCAM” interviene sulla vicenda di questi ultimi tempi manifestando tutte le sue perplessità in merito alla mancata volontà di chiusura dell’impianto per il quale, nonostante innumerevoli decisioni politiche ed economiche in tal senso, incendi, assenza di copertura assicurativa, indagini e rinvii a giudizio della magistratura sulla politica della zona, non viene avviata la chiusura definitiva e la bonifica del sito, reimpiegando con facilità il personale addetto, ma sottolinea l’inspiegabile pervicacia ad allungarne l’esistenza, con azioni di carattere economico e finanziario che lo consegneranno molto probabilmente, al termine di una lunga agonia, in mano ai privati.”
Possiamo dire che il mondo intero ha preso coscienza che la salute è un bene primario irrinunciabile e che non si può immaginare un futuro se non se ne ha come obiettivo la salvaguardia.

Talmente primario che alla fine, governi di parti diverse del mondo, sono stati disposti, per proteggerla, ad aprire le porte a una delle crisi economiche più potenti della storia moderna. Nel nostro piccolo anche la Lombardia, regione in cui viviamo, sta rimettendo in discussione la politica sanitaria sin qui attuata, risultata debole ad affrontare nuove e vecchie sfide.
Dunque ci appare incomprensibile come non venga data risposta alle nostre preoccupazioni, alimentate dalle continue indiscrezioni sulla prossima attività del “termovalorizzatore” di Borsano targato ACCAM SPA.

Un inceneritore di vecchia se non vecchissima generazione, rappezzato più volte nel tentativo di limitare i danni ambientali, oggetto di vicissitudini giudiziarie ed anche economiche per mala amministrazione. A memoria non si ricorda un’azienda di quella dimensione, oltretutto partecipata pubblica, che si “dimentichi” di assicurare gli impianti operativi, che ora necessitano, a causa di un incendio, di essere riparati con costi di diversi milioni di euro.

Azienda sempre oggetto di screzi anche tra gli stessi soci, economicamente un’idrovora di risorse tanto che anche quest’anno ci si aspetta una perdita di oltre tre milioni di euro e che pare, per tappare questo buco stia per decidere di modificare la propria attività inserendo tra i volumi da lavorare, almeno il 50% di cosiddetti “Rifiuti Speciali”. Questa tipologia di rifiuti, proprio perchè ritenuta “speciale”, renderà tanto o comunque abbastanza per dare una spallata economica all’azienda, mettendo ancora una volta in secondo piano la salvaguardia della salute della popolazione da parte di un’amministrazione da anni sorda alle richieste della sua cittadinanza.

A chi può giovare questa mossa economico-politica? Di sicuro non alla collettività (comunità). Immaginate voi cosa siano gli effetti “collaterali” di una simile scelta per la nostra salute e per l’ambiente, visto che il trasporto di questi rifiuti pericolosi dovrebbe avvenire, se già non avviene in parte, con mezzi anch’essi “speciali”.
Cosa abbiamo fatto finora?
Abbiamo inviato mail al Sindaco di Busto Arsizio Antonelli e alla Regione Lombardia nelle persone di Attilio Fontana, Presidente, e Raffaele Cattaneo Assessore all’ambiente e clima, oltre che alla ditta ECO ERIDANIA di Arenzano fornitore di ACCAM per questo tipo di rifiuti.
Mail informative sono state inviate anche a tutto il Consiglio comunale di Busto Arsizio e al  Marco Cambielli presidente dell’ordine dei Medici della provincia di Varese.
La mancanza di informazioni su una materia importante come la salute e l’ambiente non fa altro che allargare la distanza con le istituzioni. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta.
Cosa chiediamo?
Noi chiediamo che presto ci si ravveda e si diano risposte precise e dettagliate a tutela della salute di tutti e al diritto dei cittadini di conoscere a fondo l’attività di una società di fatto pubblica, che dovrebbe concludere la propria attività al più presto, se non immediatamente.”




Puliamo il tuo parco! Inizitiva di Legambiente e Vallelata selezioneranno i migliori parchi: in lizza anche i Mulini di Gurone

VARESE, 17 giugno 2020Vallelata, storico marchio che offre ogni giorno da 30 anni formaggi di pura bontà, ha deciso di promuovere il progetto green “Puliamo il tuo parco!” che vede il coinvolgimento in prima persona dei propri consumatori.

In un momento in cui riscopriamo e riviviamo in modo eccezionale il legame tra uomo e ambiente, Vallelata ha deciso di investire sulla natura. La campagna, sviluppata in collaborazione con Legambiente, rientra nel più ampio progetto Puliamo il Mondo, l’iniziativa di volontariato ambientale che vede le persone donare il proprio tempo per la pulitura di parchi, piazze, spiagge e fiumi del mondo.

Fino al 30 giugno sul sito puliamoiltuoparco.vallelata.it  sarà possibile votare il proprio parco del cuore tra i 100 parchi – 5 per ogni regione italiana – che sono stati selezionati insieme a Legambiente e si potrà partecipare ad un concorso per vincere una delle biciclette pieghevoli in palio. Al termine del concorso, verranno selezionati i 20 parchi più votati, uno per ciascuna regione, da destinare all’attività di pulizia in una grande giornata di volontariato.  

In Lombardia, è possibile votare i seguenti parchi:

  • Milano: Parco Sempione
  • Malnate (VA): I Mulini di Gurone
  • Brescia: Parco Gallo
  • Seregno (MB): Parco 2 Giugno alla Porada
  • Pavia: Parco Area Vul

Oggi più che mai abbiamo ritrovato la voglia di vivere all’aria aperta e godere delle nostre città, dei nostri giardini e parchi ed è quindi il momento giusto per ricordare quanto sia importante tenerli puliti. – dichiara Mauro Frantellizzi, Direttore Marketing Galbani Cheese – Sono i nostri parchi che ci stanno riaccogliendo oggi all’aria aperta dopo giorni in casa, sono i nostri quartieri, le nostre città, la nostra Italia, e con questa campagna Vallelata, da sempre attenta alla natura e alla riduzione dell’impatto ambientale nelle sue produzioni, vuole dare una mano in più per far capire che la natura è casa nostra è tocca a noi preservarla al meglio” .

“In questi lunghi mesi di chiusura nelle nostre case abbiamo lasciato che la natura facesse il suo corso. Adesso è venuto il momento di rimboccarci le maniche e, insieme, dare il nostro contributo per rendere migliore ciò che ci circonda – dichiara Andrea Causo, direttore di Legambiente Lombardia -. Attraverso i nostri circoli, abbiamo individuato alcuni luoghi significativi per la loro storia, il contesto naturale in cui sono collocati o per essere parchi urbani, luoghi del cuore per chi li frequenta. Con Puliamo il tuo Parco, vogliamo tornare all’aria aperta invitando tutti a dare fin da subito un contributo votando il proprio luogo preferito. E, naturalmente, poi venire a ripulirlo con noi.”

Per conoscere l’elenco di tutti i parchi d’Italia per i quali è possibile votare, visita il sito: https://puliamoiltuoparco.vallelata.it/

Per info:

https://www.vallelata.it/

https://puliamoiltuoparco.vallelata.it/




Gianni Fabbris, contadino senza terra Movimento Altragricoltura : ” Noi siamo con i giovani che combattono per un pianeta migliore”

VARESE, 5 giugno 2020-Siamo un movimento di agricoltori, contadini, braccianti, cittadini liberi che da decenni si battono per la Sovranità Alimentare.
Negli ultimi 25 anni abbiamo denunciato e cercato di contrastare gli effetti di una crisi in cui il mondo delle campagne italiane è precipitato per le scelte imposte da un modello produttivo, economico e sociale sempre più insostenibile e in cui non ci riconosciamo.
Noi la chiamiamo crisi ma, forse, è solo il volto vero (e che ormai non si può più nascondere) di una trasformazione epocale che ci riguarda tutti e che, mostrandoci una realtà dai costi sociali pesantissimi, ci colpisce nelle condizioni economiche, nei diritti, nella salute e che paghiamo pesantemente per le condizioni ambientali che mettono a rischio il futuro delle comunità, delle persone, dello stesso pianeta.
Abbiamo provato con le nostre lotte, con le mobilitazioni, con la ricerca continua di pratiche positive e socialmente condivise, con le nostre proposte a resistere  ed a tenere aperta la via del futuro.
Una via che, a volte, ci è sembrata tanto stretta da chiudersi davanti a noi condannandoci alla sconfitta e che abbiamo pagato a costo di molti sacrifici.
Nelle campagne italiane molti agricoltori hanno abbandonato e sono aumentati i suicidi, in tanta parte del mondo gli agricoltori hanno conosciuto la repressione, i braccianti continuano a soffrire senza servizi ed a volte a morire nei pulmini scassati dei caporali o nelle baraccopoli senza dignità; tutti noi, in quanto cittadini, vediamo erodere il nostro diritto alla salute ed alla sicurezza alimentare come diritto fondamentale e riconosciuto per tutti e non solo per chi può comprare cibo ad alto prezzo o permettersi di vivere in ville miliardarie.
Noi, comunque, non ci siamo arresi e chi lavora la terra e nel mare (con buona pace di chi ci vorrebbe tutti soldatini e schiavi obbedienti del mercato e della speculazione finanziaria) è ancora qui a ricordare a tutti che il mondo può fare a meno di molte cose ma non del cibo, dell’aria, dell’acqua, dell’energia per muoverci e dello spazio in cui e per cui vivere.

Oggi è la giornata mondiale dell’ambiente e noi, insieme a tanti altri movimenti e contadini del mondo, riconoscendosi nelle proposte che avanza il Movimento internazionale di Via Campesina (il più grande movimento mondiale di agricoltori, contadini, pescatori artigianali, braccianti, popoli indigeni e cittadini) ci rivolgiamo a voi che vi state mobilitando insieme a tanti giovani in tutto il mondo chiedendo un cambiamento profondo nelle scelte politiche e sociali nei confronti della natura e dell’ambiente.
Vi incoraggiamo a continuare ed a estendere la vostra capacità di mobilitarvi coinvolgendo, con la forza delle vostre proposte e della vostra giovinezza, tutta la società nel cambiamento che ormai è ineludibile.

Noi siamo con voi senza se e senza ma, nel momento delicato in cui siete chiamati a convincere il mondo che cambiare “conviene”, che la difesa dell’ambiente non è un esercizio da salotto ma il terreno concreto su cui ricostruire un modello di società giusto e utile capace di dare risposte.
Siamo convinti che la più grande e urgente risposta positiva che va data per difendere l’ambiente e il futuro di questo pianeta è una Nuova Riforma Agraria che ci offra le condizioni dentro cui ragionare di diritti e di un corretto rapporto fra le persone e con la natura.
Nel secolo scorso, i nostri contadini poveri seppero conquistare il diritto alla terra costringendo lo Stato a espropriarla agli agrari e aiutando, così, il nostro Paese ad uscire dal lungo medioevo feudale in cui era tenuto.
Oggi dobbiamo tornare a strappare il diritto alla terra ai nuovi poteri speculativi e finanziari come prima condizione per tornare a difenderla.
Ma, per noi, non si tratta più solo di distribuire terre (garantendo l’accesso alle risorse produttive, al credito, ai finanziamenti, alla commercializzazione), oggi puntiamo ad un’agricoltura e ad una pesca basate sulla difesa e sulla ricostruzione del territorio nel suo insieme nell’ambito della sovranità alimentare e con l’agroecologia.
La nuova Riforma Agraria di cui abbiamo bisogno è quella che non solo garantisce la democratizzazione della terra, ma considera anche tutti gli aspetti che consentono una vita dignitosa per le famiglie: acqua, mari, foreste e acque interne, semi , biodiversità nel loro insieme nonché la regolamentazione del mercato e la messa al bando del dumping e della speculazione finanziaria sul cibo.
Una Riforma che non ci attendiamo “dall’alto” come atto e gesto di “accondiscendenza del potere illuminato” ma, piuttosto, come il frutto di una grande iniziativa dal basso che mobiliti le esperienze e le coscienze sociali e che “strappi e ricontratti” le regole nuove di cui abbiamo bisogno.

Per questi compiti e obiettivi, sempre più strategici per l’umanità, serve tutta la forza che un largo movimento popolare sa e può mettere insieme.
Serve il vostro protagonismo responsabile fondato sulla curiosità, la voglia di capire, la scelta di campo che vi fa stare dalla parte giusta della difesa dei diritti, la vostra capacità di produrre e riprodurre significato e condivisione dei saperi sapendo usare tutte le opportunità che la nuova società della comunicazione offre come non mai prima.
Voi siete una grande e straordinaria opportunità per tutti noi: quella di spalancare la porta che noi abbiamo saputo e potuto fin qui solo impedire si chiudesse definitivamente.
Noi (quella parte della mia generazione che ha resistito fin qui) ci abbiamo messo “un piede dentro”, impedendo che il neoliberalismo speculativo del nostro tempo chiudesse a chiave e a doppia mandata la stanza del suo banchetto tenendo tutti fuori.
Ora tocca a voi: irrompete! Portate dentro la vostra intelligenza, la vostra capacità, la vostra giovinezza e la vostra cultura e coscienza agroecologica.
E’ il tempo della nuova Riforma Agraria del Cibo, della Terra e del Mare.

Gianni Fabbris – contadino senza terra Movimento Altragricoltura    




I Verdi di Varese parlano di danni ambientali in Amazzonia e Thailandia: venerdì diretta FB con

VARESE, 28 maggio 2020- Sono ancora sotto gli occhi di tutti i recenti, gravissimi incendi in Amazzonia e in Siberia, così come quelli in Thailandia, molti dei quali appiccati per ottenere maggiori aree di produzione per monoculture e per l’allevamento del bestiame.

Nei confronti dei Governi che si sono resi a volte responsabili di questi fenomeni (o colpevolmente passivi) si è scagliata la comunità internazionale, inclusa la Commissione Europea, condannando questi atti che hanno un impatto grave sulla popolazione di tutto il pianeta.

L’importanza ed il ruolo delle foreste è indiscusso. La loro capacità di convertire anidride carbonica in ossigeno grazie alla fotosintesi non ha eguali, ed è uno dei maggiori interventi di tipo naturale che possiamo avere a disposizione per combattere l’eccesso di CO2 – uno dei più importanti gas serra. Pertanto, più aumenta la deforestazione, meno capacità di conversione di anidride carbonica sarà possibile.

E’ per questo che i Verdi della Città di Varese hanno voluto riunire in una serata tematica tre interventi importanti, per capire quali sono gli interventi che a livello nazionale e comunitario si possono ipotizzare (Dr G Grassi, Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea), per parlare anche delle ferite del nostro territorio, vittima di un grave incendio nel 2017 (Dr A Nicoloso, consulente forestale di molte Comunità Montane) e delle aspettative delle nuove generazioni a cui dobbiamo consegnare un pianeta nelle migliori condizioni possibili (Marco Bellante, “Friday for future”).

La serata potrà essere seguita in FB tramite l’account dei Verdi Città di Varese a partire dalle 18.30




Ambiente, il Nobel Williams su Immagina difende la causa dell’amazzonia ecuadoriana

VARESE, 5 maggio 2020-“Tra il 1964 e il 1990, la Texaco oil ha deliberatamente sversato circa 17 milioni di galloni di petrolio greggio, scaricato 16 miliardi di galloni di acque reflue tossiche in fiumi e torrenti, e scavato centinaia di pozzi aperti nella foresta Amazzonica, per smaltirvi rifiuti pericolosi. La decimazione dell’ambiente che ne è conseguita è nota come ‘la Chernobyl dell’Amazzonia’, e le persone che vivono lì ne subiscono da allora le conseguenze”. E’ on line l’articolo scritto in esclusiva per Immagina da Jody Williams, premio Nobel per la pace nel 1997A difesa di Steven Dozinger,  il principale avvocato dell’accusa nel caso Chevron e delle popolazioni indigene dell’Amazzonia ecuadoriana.

“Lo scorso 17 aprile, 29 premi Nobel di varie categorie hanno rilasciato una dichiarazione a supporto della sentenza  – scrive Williams – che ha condannato la compagnia energetica Chevron a pagare 9,5 miliardi di dollari per aver inquinato l’Amazzonia ecuadoriana. Un’iniziativa di cui sono stato il primo promotore”.

Sul sito vengono ripercorsi le diverse tappe della storia dando una lettura ad ampio raggio su ciò che è accaduto: “Le azioni perpetrate contro l’ambiente, ovunque siano messe in atto, ci colpiscono tutti, ovunque”  è la riflessione da condividere.