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Rapporto Greeanpeace su danni eventi climatici estremi: “Alluvioni e frane costano all’Italia quasi 3 miliardi di euro”

VARESE, 2 agosto 2021-Dal 2013 al 2019 il danno economico per l’Italia provocato da alluvioni e frane, eventi estremi intensificati dal riscaldamento globale, è stato pari a 20,3 miliardi di euro, per una media di quasi 3 miliardi ogni anno. È quanto emerge da uno studio effettuato da Greenpeace Italia sugli eventi estremi, scientificamente collegati alla crisi climatica, per cui è possibile ricostruire in modo completo e affidabile il flusso di denaro.

Nel nostro Paese oltre il 90 per cento dei comuni è a rischio frane o alluvioni. Un pericolo che incombe nel complesso su sette milioni e mezzo di italiane e italiani, come spiega a Greenpeace Daniele Spizzichino, ingegnere del Dipartimento per il servizio geologico di ISPRA.

«Come abbiamo modo di verificare ormai sempre più spesso anche nel nostro Paese, la crisi climatica in corso rende più intensi e frequenti fenomeni come alluvioni, frane, incendi o siccità», commenta Federico Spadini, della campagna Clima di Greenpeace Italia. «Eventi estremi che, oltre a causare decine di vittime e a portare con sé pesanti ripercussioni sulla quotidianità delle comunità coinvolte, hanno cospicui impatti anche a livello economico. In questo ambito, tra l’altro, riusciamo a quantificare solo una parte dei costi, dato che abbiamo dati disponibili solamente per alcuni di questi eventi estremi».

Fenomeni come alluvioni e frane sono strettamente collegati alla crisi climatica, causata dall’azione del genere umano. Il surriscaldamento terrestre ha modificato infatti il regime delle precipitazioni, facendo concentrare grandi quantità di pioggia in un lasso di tempo sempre minore, con effetti devastanti in un Paese con una media di consumo di suolo ben al di sopra di quella europea, come descritto a Greenpeace da Paola Salvati, ricercatrice dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del CNR.

E se le conseguenze di questi fenomeni sono sempre più allarmanti – i comuni del comasco colpiti dalle forti alluvioni di questi giorni hanno stanziato 400 mila euro per l’emergenza e chiesto alla regione Lombardia oltre un milione e mezzo per poter ripartire – non dobbiamo dimenticare che alluvioni e frane sono solo due tra gli eventi estremi aggravati dalla crisi climatica. Come ricordano, ad esempio, i devastanti incendi che in queste settimane hanno messo in ginocchio ampie aree della Sardegna, le violentissime grandinate che hanno colpito parte del Nord Italia o la siccità che sta interessando con sempre maggior forza il sud del nostro Paese.

Dallo studio di Greenpeace emerge inoltre che dal 2013 al 2019 soltanto il 10 per cento dei danni causati da alluvioni e frane è stato risarcito dallo Stato alle Regioni, lasciando così i territori abbandonati a se stessi. Un quadro che diventa ancora più grave se si considera quanto nel nostro Paese si investe per evitare tali disastri: in sette anni i soldi impiegati in prevenzione sono stati pari a 2,1 miliardi di euro, appena un decimo dei danni stimati.

 «Oltre ad aumentare gli investimenti per la prevenzione e l’adattamento nei confronti degli eventi climatici estremi, l’Italia dovrebbe agire alla radice del problema, riducendo rapidamente fino ad azzerare le emissioni di gas serra, per rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi», continua Spadini. «Una strada che questo governo, nonostante gli annunci, non sembra aver intrapreso. Chiediamo perciò al governo italiano di promuovere una svolta decisiva nei settori più inquinanti, abbandonando l’uso di gas fossile, petrolio e carbone e dando vita a una reale e solida transizione ecologica».

Leggi il rapporto completo qui




Sindaco sali in sella e pedala! L’Associazione Comuni Virtuosi invita i primi cittadini a una sfida nel segno della mobilità pulita

VARESE, 29 luglio 2021-Dalla A di Albairate alla V di Vizzolo Predabissi, passando dalla B di Bergamo, dalla L di Lecce, dalla P di Parma e dalla T di Trento: sono più di venti (ma il numero è destinato ad aumentare!) i comuni i cui sindaci hanno accettato, in accordo con la filosofia della transizione ecologica e della ecomobilità, la sfida di SINDACO PEDALA! L’iniziativa ideata da Sottosopra-Agenzia di Comunicazione Bike Friendly in collaborazione con l’Associazione Comuni Virtuosi invita, infatti, i Primi Cittadini a provare in prima persona la trasformazione ciclabile che essi stessi stanno promuovendo nei borghi, nei paesi e nelle città che amministrano, sperimentando direttamente gli spostamenti in bicicletta, provando nuovi percorsi ciclabili e raccontando la loro esperienza sui social.
Con il sostegno di ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), CIAB (Club delle Imprese Amiche della Bicicletta), FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), Genitori Antismog, Legambici (Legambiente per la ciclabilità), l’niziativa è green, in linea con la tendenza da parte di numerosi comuni di puntare sulle due ruote per proporre un modello urbano più sostenibile, vicino alla salute dei cittadini, alla qualità dell’aria, ad una nuova viabilità. Ma come funziona la sfida sulle due ruote? Ogni Sindaco accetta di partecipare (contattando Comuni Virtuosi) e di pianificare la sua settimana di challenge in bicicletta: sceglie una terna di obiettivi su cui vuole mettersi in gioco in quella settimana (testare, per esempio, una corsia ciclabile che è stata realizzata nel suo Comune, oppure recarsi al lavoro, provare un percorso casa-scuola con i bambini, fare shopping e spesa in bicicletta…).
Questa esperienza viene raccontata con foto e video sui social e sul sito del Comune usando l’hashtag #sindacopedala. Al termine dell’esperienza il Sindaco lancia la sfida a un altro Sindaco e come in una staffetta passa il testimone. Ora tocca a lui, o a lei, salire in sella.
Come risulta evidente, accettando di partecipare al progetto, ogni Sindaco si mette in gioco in prima persona riguardo al processo di cambiamento di cui è promotore: vive le necessità e le difficoltà dei ciclisti (anche lui le sta provando!) e, testando nuove corsi e nuovi percorsi ciclabili, può progettare eventuali migliorie nel sistema di mobilità dolce. Inoltre i sindaci sposando la mobilità pulita nei fatti e non solo a parole, offrono di sé e del Comune un’immagine più sostenibile e vicina all’evoluzione di cui il nostro Paese sarà protagonista in vista dell’agenda 2030.
SINDACO PEDALA! è un’iniziativa iscritta alla European Mobility Week 2021.



Da Green Hub a Innova: Prosegue per Varese il progetto sulla sostenibilità e la mobilità del domani

VARESE, 27 luglio 2021-Prosegue il percorso avviato nel dicembre dello scorso anno con l’assegnazione alla Città di Varese di uno dei finanziamenti previsti dal bando “Italia City Branding 2020”, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il progetto presentato da Varese e selezionato riguardava la realizzazione di un hub per la ricerca e la formazione per la mobilità sostenibile da insediare nelle aree dismesse di Valle Olona. Un’idea ambiziosa e di prospettiva per contribuire al rilancio di quella zona del Comune e per tornare a guardare con fiducia a uno sviluppo economico, sociale e industriale del territorio varesino in chiave di sostenibilità.
Ed è proprio questa la parola d’ordine che ha condotto The European House – Ambrosetti, già partner insieme a Confartigianato dell’Amministrazione, nella fase istruttoria del bando e l’Osservatorio sulla Comunicazione Pubblica e il Public Branding dell’Università Iulm di Milano a lavorare sul secondo step del progetto. Che da oggi ha una nuova denominazione: “InnoVA, Mobilità e Sostenibilità per il futuro”.
“La scelta del naming porta con sé una visione più ampia dell’iniziativa  – commenta il Sindaco Davide Galimberti – La mobilità è certamente uno degli elementi che rendono un territorio sostenibile e l’innovazione è il processo attraverso cui vogliamo far crescere Varese, la città e la sua economia, per chi la vive e per chi qui lavora e studia, insieme alla sua identità. Un concetto che abbiamo sviluppato insieme ai nostri partner con due approfondimenti e ricerche utili a preparare il terreno per le future attività”.
“Questo progetto costituisce un ulteriore tassello della strategia portata avanti dall’amministrazione – dichiara la vice sindaco Ivana Perusin – per una città più innovativa, sostenibile e competitiva, in linea con altri progetti come ad esempio il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, Nature Urbane, i nuovi bus ibridi e le numerose azioni di rigenerazione urbana. Varese sta dimostrando così la capacità di perseguire un modello di progettualità che punta alla sostenibilità non solo ecologica ma al tempo stesso economica e sociale”.
The European House – Ambrosetti e Università Iulm hanno infatti condotto, con diversi interlocutori, due analisi: la prima sul sistema di impresa e sulle aspettative del settore industriale rispetto al tema, la seconda sulla strategia di city branding per la Città di Varese, sulla sua identità competitiva e sulle prospettive di sviluppo in termini di posizionamento strategico e comunicativo.
La ricerca di The European House – Ambrosetti ha confermato l’interesse delle aziende del territorio alla realizzazione di InnoVa. Un orientamento favorevole che mette a sistema specializzazioni e vocazioni già presenti nel tessuto produttivo varesino e che necessitano di essere messe in rete e condivise. L’innovazione è sicuramente un elemento di grande interesse per le aziende, sia per quelle di grandi dimensioni, sia per le PMI di cui il territorio varesino è disseminato. InnoVa si presenta, quindi, come elemento distintivo capace di catalizzare attorno a sé e sviluppare energie e competenze.
L’Osservatorio Iulm ha, invece, esplorato la dimensione del patrimonio identitario delle Città di Varese, ancora legata – per una visione esterna e poco informata – a stereotipi e immagini ormai sbiadite e superate. Ciò che emerge invece è una fortissima vocazione all’attrattività turistica della quale la sostenibilità è componente fondamentale, così come la capacità di tornare a raccontarsi e farsi percepire come territorio dinamico, aperto, ricettivo, innovativo e all’avanguardia. Caratteristiche che si sono perse a cavallo fra la fine del secolo scorso e l’inizio del terzo millennio.
“I due lavori che oggi presentiamo – prosegue il Sindaco Galimberti – ci consentono di poter avviare una fase preliminare di progettazione di quello che sarà InnoVa. Forti di informazioni ed elementi che ci permetteranno da un lato di coinvolgere il sistema dell’impresa e della formazione, dall’altro di rappresentare, ai cittadini di Varese e ai territori vicini, il percorso che nei prossimi anni intendiamo seguire per valorizzare il nostro patrimonio e le bellezze naturali e artistiche che, solo se inserite in un contesto sostenibile e a misura d’uomo, potranno rappresentare un nuovo Rinascimento per Varese e il suo territorio”.



Sesto Calende, manifestazione di Legambiente contro taglio di 150 alberi

SESTO CALENDE, 27 luglio 2021-Vent’anni fa iniziava la grande trasformazione di Sesto con la riqualificazione prima della zona ex-Avir e oggi con l’intervento sulla Marna.
Dal punto di vista ambientale il saldo non è positivo: la presenza di Esselunga ha portato delle belle aiuole fiorite ma prive di piantumazione arborea, un saldo decisamente negativo rispetto al passato quando a cingere la fabbrica c’erano almeno una cinquantina di piante tra il Sempione e via Risorgimento.
Chiaro che non rivogliamo la fabbrica in centro ma le sue piante tolte per far vedere bene la scritta del supermercato un po’ ci mancano.
Oggi si presenta una situazione simile, per far posto ai nuovi edifici il patrimonio arboreo del centro di Sesto scomparirà e non sappiamo se e come verrà ricostituito.
Circa una ventina di specie per un totale di 150 piante dai più comuni salici e tigli, cedri e querce, alle specie più pregiate come i carpini o le tuie soprannominate “alberi della vita”… scompariranno.
Noi vogliamo dunque portare all’attenzione questa perdita di patrimonio arboreo urbano a discapito dell’avanzare della cementificazione.
La Lombardia secondo una recente indagine dell’istituto ISPRA, è la regione con il maggior consumo di suolo, circa 2,5 mq. al secondo, chiaramente a discapito di superfici agricole o di verde urbano come nel nostro caso. L’importanza della presenza di queste piante è molteplice: assorbono co2, drenano il terreno e lo consolidano, sono fondamentali per la fauna, ma anche più banalmente, se quando si scende dal ponte
di ferro entrando in città si prova a mettere fuori il braccio dal finestrino si sentirà una notevole differenza di temperatura nelle calde giornate estive!
Togliere un albero e cementificare significa alzare la temperatura di circa 10 gradi… Con i cambiamenti climatici così repentini, molto più rapidi dei nostri cambiamenti culturali, gli alberi sono diventati addirittura pericolosi e quindi tagliati per evitare che facciano danni… giusto! Ma se non ci sono compensazioni a tutti questi tagli, la sensazione è un po’ quella che stiamo tagliando il ramo sul quale siamo seduti.
Per questo condividiamo l’istanza promossa dai gruppi politici Insieme Per Sesto e Sesto 2030 allo scopo di chiedere una compensazione per equilibrare le perdite e i consumi dei nuovi cantieri e chiediamo a questa Amministrazione una svolta ambientale.
Abbiamo pensato come gesto simbolico, di donare un albero al Comune, che sia il primo di una lunga serie di semi che cresceranno.
Per questo saremo presenti mercoledì alle ore 18,30 davanti al Comune di Sesto Calende con ritrovo alle ore 18:15 nel parcheggio subito dopo il ponte di ferro in direzione Anfera, per salutare e ringraziare questi meravigliosi esseri viventi, così fondamentali per il nostro fragile equilibrio, e se non ci credete andate a vedere cosa sta succedendo nei nostri boschi.
SITO: www.legambientesestocalende.net/
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INSTAGRAM: www.instagram.com/legambiente_sestocalende/




Elletrosmog, sabato conferenza pubblica in Piazza Montegrappa a Varese

VARESE, 21 luglio 2021-L’accelerazione impressa nell’ultimo periodo all’implementazione delle reti di quinta e sesta generazione (5G-6G) in vista della realizzazione della Smart City globale, impone una riflessione di particolare urgenza su tale materia, che chiede di superarne l’incapsulamento nei circuiti degli addetti ai lavori, affinché il cittadino possa tornare ad essere non più e solo utente,ma soggetto decisore, attivo e consapevole.

Se ne parla sabato 24 Luglio a Varese alla conferenza dal titolo  “Elettrosmog, elettrosensibilitaed uso consapevole della tecnologia”, ore 19.00 in piazza Montegrappa, terzo incontro informativo e divulgativo organizzato dal gruppo Soprattutto Liberi.

Si affronteranno diversi temi:

l‘inquinamento elettromagnetico che ha subito negli anni un incremento esponenziale, eppure è un fenomeno di cui poco si conosce e si discute;  i sistemi di trasmissione dati alternativi al WI-FI come il LI-FI, una tecnologia senza fili innovativa che utilizza luci a LED per trasmettere dati e informazioni: la luce prende il posto delle onde radio migliorando velocità, prestazioni, accuratezza e sicurezza, argomento sconosciuto ai più.

I relatori sono esperti nei vari campi: Paolo Orio, Presidente dell’A.I.E (Associazione Italiana Elettrosensibili), Andrea Grieco, Fisico e membro CENELEC ( Comitato Europeo di Normazione Elettrotecnica) ed Anita Cappello, Medico ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente).

Sarà un’occasione per maturare maggiore consapevolezza di quanto l’elettrosmog ci riguardi da vicino e, molto concretamente, e anche uno stimolo affinché si impari a utilizzare la tecnologia in modo consapevole, in famiglia, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nei locali pubblici.

Telefoni cellulari, ripetitori, reti wireless e satellitari: ogni giorno siamo immersi in un mare di onde radio. Questi campi hanno effetti nocivi sulla nostra salute?

Di questo e molto altro si discuterà sabato, lasciando come sempre spazio, terminate le interviste, per le domande ai relatori da parte del pubblico presente . L’orario serale dell’evento è stato scelto per rendere l’ascolto piacevole, magari durante la consumazione di un aperitivo in compagnia nei bar della piazza.




Raccolta lampadine esauste: Milano prima cittá in Lombardia, Varese quarta

VARESE, 21 luglio 2021 – Nel primo semestre del 2021 Ecolamp ha gestito in tutta Italia 1.800 tonnellate di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). In particolare, il consorzio nazionale specializzato nel riciclo dei RAEE ha ritirato 903 tonnellate di piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo e apparecchi di illuminazione giunti a fine vita(raggruppamento R4), e 897 tonnellate di sorgenti luminose esauste (raggruppamento R5).

Rispetto al primo semestre dello scorso anno, dove si era assistito a un’importante flessione della raccolta dovuta al lockdown totale, nei primi sei mesi del 2021 la raccolta dei RAEE gestita dal consorzio Ecolamp ha registrato numeri in crescita con un incremento del 12%.

Numeri positivi per la Lombardia che nei primi sei mesi dell’anno ha avviato a riciclo 206 tonnellate di sorgenti luminose, storico raggruppamento gestito dal consorzio. In particolare, Milano ha raccolto 63 tonnellate di lampadine, consolidando la prima posizione tra le province lombarde e mantenendo il primato tra le città italiane. È seguita da Bergamo, al quarto posto a livello nazionale con 39 tonnellate, da Monza e Brianza (25), Brescia (21) e Varese (20). Como registra un aumento, passando da 10 a 12 tonnellate, mentre Mantova e Lecco calano leggermente raggiungendo rispettivamente le 11 e le 5 tonnellate. Chiudono Lodi (4), Pavia (3), Cremona (2) e Sondrio (1).

«La raccolta differenziata gestita da Ecolamp nel primo semestre del 2021 ha registrato dati positivi in tutte le regioni italiane – commenta Fabrizio D’Amico, Direttore generale del consorzio Ecolamp –. L’obiettivo per i prossimi mesi è di continuare a crescere nella quantità e qualità della raccolta, anche grazie alle campagne di comunicazione e informazione del consorzio, verso cittadini sempre più sensibili e consapevoli. Auspichiamo inoltre che gli investimenti previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza nell’ambito delle filiere del riciclo possano favorire e sostenere il percorso dal Paese nel raggiungimento degli obiettivi di recupero dei RAEE».




Ispra, escursione guidata al Parco del Golfo della Quassa: aperte iscrizioni

ISPRA, 17 luglio 2021-Domenica 25 luglio Itur, attuale gestore dell’Ufficio Turistico di Ispra, organizza un’escursione guidata alla scoperta del Parco del Golfo della Quassa.

La guida ci accompagnerà in un bellissimo percorso a piedi lungo le rive del lago e all’interno dei vialoni del Parco, che collega il territorio isprese con quello di Ranco, alla scoperta di paesaggi naturalistici con zone di peculiarità faunistiche e botaniche tipiche lacustri, e con ville dall’importanza storica con vasti giardini.

La passeggiata è adatta a tutti, grandi e piccini; necessarie scarpe chiuse adatte a camminare e mascherina.
La partenza è prevista alle ore 17.30 presso l’Ufficio Turistico di Ispra in via Verbano 208.
Il contributo per la passeggiata è di € 10,00 per gli adulti, € 3,00 per i bambini fino a 12 anni mentre l’escursione è gratuita per i bambini fino a 6 anni.

Posti limitati in base alle norme vigenti, prenotazione obbligatoria (entro sabato 24 luglio alle 12:30) ai seguenti recapiti: Ufficio Turistico di Ispra Via Verbano 208 – telefono 0332.7833160 – e-mail: Iat.Ispra@provincia.va.it – Facebook @IatIspra
Orari di apertura: venerdì, sabato e domenica 9:30-12:30 e 17:00-19:00




Nasce Climate Open Platform: percorsi e movimenti verso Youth Cop e Precop Milano

MILANO, 14 luglio 2021 – Per gli importanti appuntamenti internazionali di YouthCOP e PreCOP di Milano, eventi preparatori della COP26 di Glasgow, decine tra movimenti, sindacati e organizzazioni che lottano per la giustizia climatica convergono nella rete “Climate Open Platform”. 

“Siamo stanchi che la crisi climatica non venga presa sul serio e siamo stanchi delle promesse vuote di politici e governi di tutto il mondo. Sono stati fatti timidi passi avanti, ma non si è ancora agito con la necessaria urgenza” si legge nell’appello che lancia il percorso. 

Durante l’ultima settimana di settembre, in contemporanea con gli incontri di Youth Cop e Pre Cop, Climate Open Platform organizzerà a Milano l’Eco-social Forumuna settimana, di eventi, iniziative, dibattiti, azioni, che mettano al centro la battaglia per la giustizia climatica e sociale, e scenderà in piazza il 1 e 2 ottobre.

La COP26 di Glasgow sarà un momento decisivo, in cui non possiamo permettere che si ignori l’urgenza di un cambiamento radicale. Per questo gli appuntamenti di Milano sono ancor più centrali” dichiarano le attiviste e gli attivisti della piattaforma Le immagini di questi giorni dal Canada lo mettono ancora una volta sotto gli occhi di tutti: il disastro climatico non è qualcosa che arriverà, è già qui: si deve agire ora. Come organizzazioni, movimenti, sindacati, associazioni italiane e internazionali siamo pronti a fare la nostra parte per farci ascoltare”.

Una giusta transizione che passi per defossilizzazione e riconversione ecologica, tutela di lavoratrici e lavoratori, rispetto dei diritti umani, conservazione di ecosistemi e biodiversità, conoscenza e ricerca libere e accessibili, per la redistribuzione della ricchezza e per le riparazioni verso le comunità del Sud Globale e le comunità indigene di tutto il mondo. Queste alcune delle rivendicazioni centrali dell’appello di Climate Open Platform, la cui sottoscrizione è aperta a chi voglia da oggi convergere nel percorso. 

Adesioni (in aggiornamento)https://bit.ly/adesioni_COP

Per leggere il testo completo dell’appello: www.climateopenplatform.org

Per aderire: info@climateopenplatform.org

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Telegram www.t.me/climateopenplatform

Contatti: Beatrice (3460819786), Ludovico (3383043744)




Dal porto di Genova a Trieste: con “Cambiavento” lungo le coste italiane per promuovere la cultura del mare

ROMA, 12 luglio 2021-Ha fatto tappa ieri al Porto turistico di Roma l’imbarcazione “Pare bella”, una barca a vela di poco più di sette metri  partita lo scorso 5 luglio da Genova con l’idea di circumnavigare la penisola fino a Trieste,  con a bordo tre giovani che intendono promuovere la cultura marinaresca e monitorare l’inquinamento delle nostre coste.
A lanciare il progetto “Cambiavento – Per un mare pulito” sono Lapo Salvatelli di 21 anni, Simone Cervelloni e Benjamin Wender, entrambi poco più che ventenni, tre istruttori di vela dell’associazione Oxygene Sail di Terracina, uniti dall’amore per il mare e per la navigazione a vela.
Nel marina della Capitale sono stati accolti dal direttore del Porto, Alessandro Mei, assieme a Paolo Mirabile ed Emiliano Botte in rappresentanza di Assonautica Acque Interne Lazio e Tevere, del Circolo Nautico Tecnomar e dell’Associazione Amici delle Navi a Vapore Gianluca Spinelli, armatrice del rimorchiatore a vapore “Pietro Micca”, dove l’Assonautica territoriale ha la sede.
I tre velisti erano partiti nella mattinata dal porto di Santa Marinella e, dopo la sosta tecnica ad Ostia e le interviste effettuate da Ostia Film Factory, hanno proseguito la navigazione verso Nettuno, portando con sé un assaggio di prodotti tipici della Tenuta di Dragone, storica azienda agricola dell’Agro Romano, che ha arricchito la cambusa di bordo, costituita prevalentemente da acqua, cibo in scatola, succhi di frutta, integratori alimentari offerti da una Farmacia di Terracina. A bordo non si fa uso di plastica monouso, l’acqua è stivata in taniche e le stoviglie sono riutilizzabili. I tre giovani si alternano al comando dell’imbarcazione e ogni giorno percorrono lungo le coste italiane dalle 30 alle 50 miglia a tappa, a poche miglia dalla costa, in totale sicurezza. Ad ogni approdo vengono accolti con grande entusiasmo dalle comunità locali.
Abbiamo impiegato otto mesi per pianificare questa navigazione – racconta Lapo Salvatelli – con l’obiettivo di condividere con i giovani la nostra passione per il mare, far capire loro i contenuti culturali e sociali che sono alla base di questo progetto con il quale desideriamo diffondere la cultura nautica fra i nostri coetanei, uno stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente marino”.
Ogni giorno – ha aggiunto Benjhamin Wender – siamo impegnati nell’osservare e registrare ciò che ci circonda durante la navigazione, contribuendo alla raccolta di dati su rifiuti flottanti in mare, segnalando eventuali criticità fra una tappa e l’altra”. Dati che vengono raccolti ed elaborati dal circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” attraverso l’utilizzo del protocollo di citizen science “MedSeaLitter 2019.
Chiunque può sentirsi a bordo di Pare Bella – ha evidenziato Simone Cervelloni – semplicemente seguendo la nostra navigazione sulla pagina Instagram ‘Cambiavento’ dove periodicamente pubblichiamo storie e video sulla nostra navigazione”.
A fornire supporto e un’accoglienza nelle marina dove farà tappa Pare Bella è Assonautica Italiana Unioncamere in collaborazione con l’Associazione Nazionale Marinai di Italia: “in ciascuna tappa – ha detto Piero Orlando, presidente di Assonautica Tevere e Acque Interne – stiamo organizzando incontri e appuntamenti con appassionati e giovani, in occasione dei quali il Tri-Este Crew potrà condividere le proprie esperienze di navigazione, facendo tesoro dei consigli e suggerimenti dei vecchi ‘Lupi di mare’ che avranno modo di incontrare in banchina”.




Big Jump a Malnate con volontari di Legambiente

MALNATE, 11 luglio 2021-Torna il Big Jump e tornano i volontari di Legambiente a tuffarsi nell’Olona per chiedere un fiume più pulito. 
Dopo un anno la situazione del fiume Olona non è cambiata, per lo meno quella percepita da chi si avvicina alle sue sponde.

Sono di questi giorni le continue lamentele dei cittadini e associazioni sul mal funzionamento dei depuratori, partendo da quello di Cantello, al Pravaccio, scendendo verso quello di Gornate per arrivare ad Olgiate Olona. 
“Con l’entrata a pieno regime del gestore unico del  ciclo integrato dell’acqua ora abbiamo finalmente qualcuno da cui ricevere risposte quanto i nostri volontari e i cittadini si imbattono in situazioni non piacevoli per la vista e l’olfatto. – dice Valentina Minazzi, presidente del circolo varesino del Cigno Verde e vice presidente di Legambiente Lombardia – abbiamo riposto tantissime aspettative nei confronti di “Alfa”, che finalmente da gennaio 2021 è diventata operativa su tutti i depuratori dell’asta del fiume. Sappiamo che il nuovo gestore ha ereditato tante criticità, comprese situazioni decisamente fuori controllo ma speriamo che si possa velocemente arrivare a veder il cambio di passo necessario al futuro pulito dell’Olona. ”

“Ringrazio Legambiente e i suoi giovani volontari che con queste iniziative tengono i riflettori accesi sul nostro territorio – dice Jacopo Bernard Assessore all’ambiente di Malnate presente all’evento – Il piano industriale di Alfa è stato finalmente approvato e durante gli incontri che noi amministratori abbiamo avuto con tecnici e responsabili della società ci è stato garantito che i primi effetti dei lavori previsti si avranno già dalla metà dell’anno prossimo”.

Anche quest’anno i volontari di Legambiente hanno così sfidato le acque dell’Olona , con la speranza che sia l’ultima volta in cui i si debba entrare in acqua con  precauzione e attenzione alla propria sicurezza.