Beach Cleaning: Valigeria Roncato scende in campo per la salvaguardia dei mari e coste italiane

CAMPODARSEGO, 1 settembre 2020Valigeria Roncato scende in campo per la
salvaguardia dei mari e delle coste italiane con il progetto Beach Cleaning in
collaborazione con Worldrise, associazione che sviluppa progetti di
conservazione e valorizzazione dell’ambiente marino (www.worldrise.org).
L’azienda padovana, da sempre impegnata nella realizzazione di prodotti dal
design innovativo e nella creazione di articoli da viaggio Made in Italy, con
sempre maggiore consapevolezza e attenzione verso l’ambiente, ha deciso
di dare un aiuto concreto ai nostri mari e, insieme all’associazione
Worldrise, ha dato vita all’iniziativa Beach Cleaning: un’attività di pulizia
delle spiagge del litorale veneto a favore del benessere dell’ecosistema delle
nostre coste e dei nostri mari, iniziando dalla spiaggia di Sottomarina, una
delle più conosciute e frequentate in Italia.
Sabato 5 settembre, alle ore 11, Roncato e Worldrise si daranno
appuntamento presso la spiaggia libera di Sottomarina di Chioggia (VE)
per ripulirla dalla plastica e da altri rifiuti, dando così un sostegno
concreto e fattivo alla salvaguardia del nostro mare.
Tutti potranno partecipare: chi aderirà riceverà un gadget in omaggio.
Valigeria Roncato garantirà visibilità al progetto attraverso una campagna sui
propri canali social, l’invio di newsletter dedicate ai propri clienti e attività di
digital pr.
Per maggiori dettagli:
BLOG: https://blog.roncato.com/it/
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/roncato_official/
FACEBOOK: https://www.facebook.com/rvroncato




I Verdi varesini elencano le opere utili o meno finanziate in provincia di Varese

VARESE, 23 agosto 2020-La DGR del 5 agosto 2020 ha definito il piano degli interventi per la ripresa economica previsti dalla LR. N 9 del 4 maggio u.s. La tipologia di interventi programmati è molto ampia e prevede numerosi temi, tra infrastrutture, ambiente, ricerca, agricoltura, politiche sociali, scuola cultura e sport ce n’è proprio per tutti quanti. E’ evidente che l’obiettivo è finanziare la rapida ripresa economica, pertanto molta parte degli interventi oggetto di finanziamento nel breve termine sono, di fatto, opere sviluppate nell’ambito delle infrastrutture.

I finanziamenti in provincia di Varese

Ma soffermiamoci sulla nostra provincia. Se si escludono i finanziamenti estremamente elevati che sono stati destinati ad azioni di ripristino/recupero di Ferrovie Nord (più di 80 milioni solo in Provincia di Varese) l’ambito a maggiore investimento è quello che riguarda la costruzione di ciclovie, prima di tutti quella prevista per il lago Maggiore (quasi 12 milioni di Euro e circa il 30% del finanziamento destinato alla nostra provincia).

Se questo tipo di opere caratterizzano certamente in senso positivo il territorio, non si possono comunque annoverare tra le opere ad impatto zero e, soprattutto, la loro realizzazione non sembra proprio seguire una programmazione organica. Per il resto poi, in provincia di Varese vedremo realizzarsi opere invadenti, che modificheranno significativamente il territorio. Il 14% degli importi assegnati sono destinati ad opere di messa in sicurezza o rispristino di ponti o viadotti, mentre il 29% dei finanziamenti vanno alla costruzione di bretelle per migliorare la viabilità (a Varese e a Saronno) o rotatorie per “aumentare la sicurezza” come quella di Volandia. Un significativo finanziamento  è rivolto alla eliminazione di passaggi a livello sulla linea Gallarate-Sesto e Gallarate- Luino (progetto AlpTransit) con la realizzazione di sovrappassi e sottopassi (25% degli importi stanziati).

“Nuova strada tra Locate e Tradate”

Nella programmazione ci sono grandi progettualità e progetti di dimensioni più ridotte ma non per questo a minore impatto ambientale e sulle comunità.

Prendiamo, a mero titolo di esempio,  la nuova (?) strada tra Locate e Tradate. Ottimo esempio di progetto vecchio ancor prima di essere realizzato. Importo finanziato 350.000 euro. La realizzazione della strada attraverserà un’area boschiva oggi presente.

Siamo proprio sicuri che, ancora oggi, consumare suolo, devastare campi agricoli e boschi sigillandoli per sempre con “cemento&asfalto/plastica”, sia utile e vantaggioso per il Pianeta?!

Ogni singolo Comune deve essere in prima linea nella tutela del territorio

Non pensiamo che i problemi siano sempre da un’altra parte del mondo, altrove (o magari, confidando come al solito, “nell’ ossigeno” ad es. della foresta Amazzonica, anche lei da molto minacciata)….prima o poi ci tocca ed anche personalmente. Ogni singolo Comune, in sostanza, ha una notevole responsabilità, nel garantire la tutela del Pianeta cominciando dai propri territori!

Il Traffico pesante, poi, a nostro avviso è molto diminuito, non solo per i blocchi e la crisi determinata dal “Covid.19”, ma perchè negli ultimi anni molte aziende hanno delocalizzato la loro produzione ed hanno perfino abbandonato interi capannoni che sono, oggi, da vedere: enormi spettri edilizi (ecomostri) fatiscenti, (alcuni iniziati e mai completati)

Massimiliano Balestrero

Maurizia Punginelli

Verdi -provincia di Varese




La denuncia dei Geologi: ”Dopo 4 anni dal terremoto in Centro Italia, forti ritardi nella ricostruzione”

AMATRICE, 23 agosto 2020-“A quattro anni dal primo dei terremoti che tra agosto 2016 e gennaio 2017 hanno sconvolto il Centro Italia, sia la ricostruzione pubblica che quella privata sono in forte ritardo e tale lentezza è dimostrata dal Rapporto sulla ricostruzione post sisma 2016 presentato ieri dal Commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnini”.

È il commento di Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, in occasione del quarto anniversario dal violento sisma di magnitudo 6.0 che, il 24 agosto 2016, distrusse Amatrice e Accumoli, nel Lazio, e Arquata del Tronto, nelle Marche, provocando 299 vittime. “Questi dati dimostrano che il bilancio dei lavori è tutt’altro che positivo – aggiunge Angelone – a partire dalla ricostruzione privata: dei 5.325 progetti approvati in questi quattro anni, 2.544 quelli già realizzati e 2.758 i cantieri in corso. Quattro anni di burocrazia e lungaggini che hanno portato a un ritardo ancora più evidente nella ricostruzione pubblica: basti pensare che dei 2,1 miliardi di euro già stanziati, le risorse effettivamente erogate ammontano a circa 200 milioni di euro, appena il 10% del totale” denuncia il geologo.

Il Lazio fu una delle regioni più colpite, a fare un resoconto a quattro anni dal sisma è Roberto Troncarelli, Presidente Ordine dei Geologi Lazio. “I numeri citati sono uno specchio fedele delle attività di ricostruzione: siamo in un ritardo grave e moralmente inaccettabile, accentuato dall’appesantimento amministrativo che colpisce, in generale, ogni iter autorizzativo in Italia” dichiara Troncarelli. “C’è una tendenza a creare complicazioni e lungaggini anche quando potrebbero essere assunte decisioni di snellimento, basate sul buon senso – prosegue -. E non appare condivisibile l’osservazione che, alla base di tutto il rallentamento, vi sia la necessità di garantire trasparenza nelle procedure di affidamento, nella rotazione degli incarichi professionali, nel rispetto delle norme vigenti”. Un terremoto talmente violento da modificare la connotazione geografica del nostro Paese. “A fronte di un evento sismico del genere, che ha avuto ripercussioni profonde sugli aspetti economici e sociali di un’intera Regione – spiega il geologo -, si sarebbe dovuta costruire da subito una corsia preferenziale per tornare ad una parvenza di normalità nel più breve tempo possibile, per gestire poi sul lungo periodo le attività di completamento in un quadro normativo ordinario. Invece i numeri, soprattutto quelli della ricostruzione privata, sono ancora imbarazzanti per un paese civile. Senza poi voler entrare nel merito delle ricadute sui professionisti e sulle imprese che, ad oggi, non riescono ad incassare i loro crediti, sempre per questioni legate alla ridondanza dei controlli, delle verifiche e degli accertamenti. È auspicabile che, tenuto conto dell’accuratezza e della meticolosità dei controlli, questo rappresenti almeno l’occasione per porre la prevenzione alla base di ogni scelta pianificatoria ed edificatoria ed evitare che in futuro si registrino altri eventi che segnino così profondamente popolazioni e territori” è il monito di Troncarelli.

Il sisma del 2016 non fece tremare solo il Lazio, ma anche Abruzzo, Umbria e Marche. Arquata del Tronto, il piccolo comune in provincia di Ascoli Piceno, è stato tra i più colpiti dalla scossa del 24 agosto 2016. Daniele Mercuri, Presidente Ordine dei Geologi delle Marche: “Sono trascorsi quattro anni da quel 24 agosto e voglio, innanzitutto, ricordare e rendere omaggio alle persone che in quei tragici giorni hanno perso la vita, rivolgere un pensiero alle loro famiglie ed alle migliaia di persone la cui esistenza è stata sconvolta in maniera drammatica. Gli edifici privati danneggiati dal terremoto del 2016 sono stati oltre 80 mila, di cui più di 45 mila nelle Marche; fino al mese di giugno 2020 nella nostra regione sono state presentate circa 8.400 richieste di contributo, avviati quasi 3.600 cantieri e circa 1.690 edifici risultano riparati. Tali dati evidenziano una ricostruzione piuttosto lenta che la pandemia dovuta al Covid-19 ha ulteriormente complicato. Al fine di velocizzare e semplificare il processo di ricostruzione, è stata emanata l’Ordinanza 100 che introduce l’autocertificazione da parte dei progettisti e stabilisce un tempo massimo di concessione del contributo pari a 110 giorni. Nell’ambito della prevenzione e pianificazione sono stati avviati studi e approfondimenti volti a garantire una migliore conoscenza delle caratteristiche geologiche, sismiche e fisiografiche del territorio per consentire una ricostruzione più sicura. Solo attraverso un’adeguata azione preventiva e pianificatoria si può arrivare ad una efficace ricostruzione che possa valorizzare la rinascita dei nostri meravigliosi territori, borghi e città” continua il geologo marchigiano.

“Una tragedia come questa ci deve far capire che è necessario puntare sulla prevenzione e su una ricostruzione efficiente per tutelare il nostro patrimonio edilizio, culturale, storico, ma soprattutto per mettere in sicurezza la vita dei nostri genitori e dei nostri figli” spiega Domenico Angelone, Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Sappiamo ormai bene che il nostro Paese è fragile dal punto di vista sismico, per questo motivo la priorità deve essere quella di investire sulla sicurezza. Da un decennio il Consiglio Nazionale dei Geologi si batte affinché diventi obbligatorio il fascicolo del fabbricato, strumento fondamentale per la valutazione della vulnerabilità degli edifici, per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano e per la redazione dei piani comunali di Protezione civile” conclude Angelone.




Greta Thunberg: ”Abbiamo bisogno di leader, di persone che abbiano coraggio”

VARESE, 21 agosto 2020-“Angela Merkel è stata molto carina e amichevole”. Lo ha detto Greta Thunberg, a Berlino in conferenza stampa dopo l’incontro con la cancelliera. “Ma non bisogna essere soltanto cancellieri o primi ministri, per diventare leader coraggiosi, basta andare per le strade e adempiere ai propri doveri democratici”.

Greta ha detto: “Abbiamo bisogno di leader, di persone che abbiano coraggio, che escano dalla loro zona di confort e pensino al lungo periodo”.

Fridays for future lancia mobilitazione il 25 settembre – Sara’ il 25 settembre il prossimo sciopero di Fridays for future: lo ha detto a Berlino, in conferenza stampa, la leader tedesca del movimento Luisa Neubauer. ‘Stiamo organizzando 700 manifestazioni in Germania, molto sicure e conformi alle regole del coronavirus’, ha affermato lievemente ironica. Accanto a Greta Thunberg, a Berlino per incontrare la cancelliera Angela Merkel, Neubauer ha spiegato che il movimento ‘sta cercando di mobilitarsi dappertutto’, ma ha anche accennato alle difficolta’ dovute alla pandemia, che potrebbero indurre a proteste in formato digitale. (ANSA)




Patrimonio green tutelato al Parco Pineta

TRADATE, 30 luglio 2020- Una mattinata intensa di visita e confronto al Centro Didattico Scientifico quella di lunedì 27 luglio che ha visto ospiti Cristina Chiappa, Presidente del Parco del Ticino, Silvia Bernini, consigliere con delega all’Agricoltura dell’Ente magentino, e Francesco Magna responsabile del settore Educazione del Parco Ticino, alla presenza del Presidente del Parco Pineta Mario Clerici, del Direttore Gabriele Pozzi e del personale della cooperativa AstroNatura.
Una camminata lungo i sentieri del Centro Didattico che si è rivelata importante occasione di confronto tra i due enti sui temi dell’educazione ambientale e della fruizione del sistema delle aree protette, soprattutto in vista della ripresa delle attività fermate dall’epidemia COVID-19.
Confronto e collaborazione, sulla base delle diverse esperienze maturate negli anni da due dei più importanti parchi lombardi, diversi per dimensioni ma uniti non solo da valori ambientali, sociali e culturali molto simili ma anche da progetti di livello europeo come il recente LIFE sulla presenza del Pelobate Fosco.
“Dopo essere diventati il punto di riferimento dell’ambito territoriale ecosistemico dell’Insubria-Olona – dichiara il presidente Clerici – è ancora più importante attivare nuove forme di collaborazione con gli altri ambiti territoriali. Una delle idee interessanti emerse oggi è la valorizzazione dei prodotti agricoli locali non solo del nostro territorio ma anche di quelli a noi vicini, come il Parco della Valle del Ticino, che su questo tema è riuscito a rivelarsi particolarmente capace. Una collaborazione che possa rendere il Parco Pineta non solo luogo di promozione di valori culturali e paesaggistici del territorio ma anche dei prodotti alimentari tipici, penso al miele delle prealpi, alla patata bianca comasca o al vino di Morazzone, che si sposano con il pesce di fiume o il riso della provincia di Pavia”.
“Vi è un interesse reciproco di creare percorsi comuni finalizzati alla promozione e fruibilità dei due parchi  – aggiunge Cristina Chiappa, Presidente del Parco del Ticino – . Dall’incontro è emersa forte la volontà di fare rete, lavorando insieme su una serie di progetti che vanno dall’educazione ambientale alla promozione dei prodotti del territorio. Sono convinta che partendo dallo scambio delle reciproche esperienze si possa realizzare insieme qualcosa di importante e positivo per i due Parchi”.
Anche in tema agricolo, la collaborazione tra i due Parchi può creare importanti sinergie.
“Per le nostre aziende è una ulteriore occasione per promuovere, al di fuori del territorio del Ticino,  i prodotti a marchio Parco e le buone pratiche agricole messe in campo – conclude il consigliere del Parco Ticino  Silvia Bernini – . Ma può essere una opportunità importante anche per le aziende del Parco Pineta per valorizzare il proprio territorio e dare maggiore visibilità ai propri prodotti tipici”.



Allarme rifiuti nel bresciano: parere favorevole per nuova discarica a Ghedi

BRESCIA, 27 luglio 2020-Nuovo allarme rifiuti nel bresciano. La provincia ha dato il suo benestare alla realizzazione della nuova discarica Edilquattro in località Fenil Nuovo a Ghedi.
Sarà un impianto che sorgerà in un’area di 160 mila metri quadrati in una porzione di territorio dove l’azienda per anni ha estratto materiali.
I sindaci dei comuni confinanti da sempre si sono espressi in maniera negativa circa la realizzazione dell’opera, ma le loro rimostranze sono cadute nel vuoto.
Recenti studi parlano di oltre un milione di tonnellate di scorie di acciaierie smaltite nella provincia di Brescia, solo in parte recuperate, per lo più avviate in discarica.
Nella provincia si contano addirittura 31 discariche attive per rifiuti speciali su un totale di 665 impianti che trattano e recuperano rifiuti con diverse modalità, dai centri di compostaggio alla demolizione al “termoutilizzatore”.
Si tratta di un grosso circolo di interessi che ha portato l’area territoriale di Montichiari ad essere definita la “pattumiera d’Europa”.
Una onorificenza poco gradita agli abitanti della zona, vittime da anni di cattivi odori, sostanze tossiche ed acque inquinate.
Un ulteriore aspetto problematico è inoltre legato allo smaltimento illecito dei rifiuti.
Ne fu un caso evidente quello recente di Bedizzole, dove una tonnellata di terra, fanghi ed idrocarburi veniva scaricata al suolo, con rilascio di pericolosi miasmi.
Il rischio, ad oggi, è che in una realtà già compromessa si prosegua come se nulla fosse.
Motivo per cui il Codacons fa esposto alla Procura della Repubblica per ipotesi di danno ambientale e alla salute dei cittadini.
L’Associazione: “Basta con le violenze del territorio bresciano. L’epidemia di discariche deve terminare immediatamente. Vi sono delle precise leggi che non devono essere violate. Ne va della salute di tutto il territorio e dei suoi abitanti. E’ necessario aumentare i controlli in loco”



Pioggia e grandine nel varesotto: danni ingenti nel settore agricolo

VARESE, 24 luglio 2020 – Il maltempo flagella di nuovo il Varesotto con trombe d’aria, nubifragi e grandine che dalla notte si stanno abbattendo su diverse zone della provincia prealpina provocando allagamenti e criticità nelle campagne, in particolare su mais e soia. È quanto afferma Coldiretti Varese nel sottolineare che i propri tecnici sono al lavoro sul territorio per raccogliere le segnalazioni di danni.

Il maltempo ha colpito, inizialmente, tutto il settentrione lombardo, estendendosi poi nel resto della regione: si è vista la grandine intorno a Saronno, con bombe d’acqua e chicchi grossi come noci su ampie fasce della provincia, da Azzate e Buguggiate fino alla Bassa, dove i campi sono stati crivellati a macchia d’olio: situazione particolarmente seria nelle campagne di Gerenzano, dove i chicchi di ghiaccio hanno distrutto le coltivazioni di soia e mais, come racconta Michele Ceriani: “Tra Uboldo e Gerenzano la grandinata è stata violentissima, tanto che gli effetti si vedono persino sui prati. Tutto è iniziato verso le sei del mattino: un’ora di acqua e grandine fortissima, alla fine solo nella mia azienda si contano sette ettari di soia distrutta e danni gravissimi sul mais, con una forte quota di raccolto che andrà perduto. E anche nei dintorni, la situazione è seria”.

Pioggia e bombe d’acqua anche al di là dei confini della nostra provincia: allagamenti diffusi e grandine hanno colpito anche le vicine province di Como e Lecco, in particolare nella zona tra Fino Mornasco, Turate e Lurago Marinone dove su interi areali il mais è andato distrutto. Imbiancati dai chicchi di ghiaccio anche gli alpeggi tra il Lecchese e la Bergamasca. Le grandinate hanno colpito a macchia di leopardo la Valtellina, mitragliando in diverse parti l’uva da vino procurando danni che, a seconda delle zone, secondo le prime stime vanno dal 30% al 60% con punte che arrivano a sfiorare in singoli casi l’80%.

Si segnalano un po’ ovunque campi sommersi dall’acqua che i terreni non riescono più a trattenere. Vento forte dalle prime ore della mattinata nella zona est del capoluogo lombardo con mais spianato nell’area della Martesana, danni anche nel Bresciano, Cremonese, Cremasco. Vento e acqua hanno colpito anche le province di Mantova e Pavia.

Dall’inizio dell’anno ad oggi – spiega la Coldiretti in base a un’elaborazione su dati dell’European Severe Weather Database (ESWD)  – lungo tuttala Penisola si sono verificati 71 nubifragi con precipitazioni violente e bombe d’acqua, con un aumento del 31% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a conferma dei cambiamenti climatici in atto che si manifestano con il moltiplicarsi degli eventi estremi.




L’assessore regionale Cattaneo in visita al Parco Pineta di Tradate e Appiano Gentile

TRADATE, 19 luglio 2020- L’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha visitato, nei giorni scorsi, il Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate, alla presenza del presidente Mario Clerici e del vicepresidente Rosario Tramontana. Il parco si estende per 4.828 ettari tra le province di Como e Varese. All’interno del parco è attivo un centro didattico e un osservatorio astronomico, luoghi ideali per la divulgazione di progetti di educazione ambientale affidati alle Gev.

“Questa visita si inserisce all’interno del progetto di rilancio in questi due anni del servizio delle Gev, che Regione Lombardia ha avviato in questi anni – spiega l’assessore Cattaneo – in un momento in cui la sostenibilità ambientale e la diffusione di una cultura attenta all’ambiente, alla tutela della biodiversità, alla riduzione dell’inquinamento sono al centro delle politiche regionali, nazionali ed europee, ed anche parte della sensibilità di tutti noi. E proprio all’interno del Parco Pineta ho potuto constatare l’attivismo e il lavoro appassionato svolto dalle Guardie ecologiche volontarie, di educazione ambientale e di accompagnamento dei cittadini in percorsi di conoscenza della biodiversità. Un lavoro che è valorizzato dal Parco, che ha saputo organizzarsi anche in questo periodo per poter proseguire con i corsi di educazione ambientale, non solo in presenza, ma anche da remoto”.




Moria di pesci nel fiume Olona a Varese: rabbia e frustrazione di Legambiente

MALNATE, 12 luglio 2020-Rabbia e frustrazione per l’ennesimo scempio compiuto sull’Olona: questi i sentimenti espressi dai circoli di Legambiente lungo l’asta dell’Olona, dopo la moria di pesci che ha interessato un grande tratto di fiume. 

In occasione del Big Jump, la giornata europea dedicata alla qualità delle acque dei fiumi, Legambiente accende nuovamente i riflettori sul fiume Olona, con un tuffo simbolico nel “lido” dei Mulini di Gurone a Malnate.

Fatte le dovute segnalazioni agli organismi preposti – Ats, Arpa Lombardia, società Alfa, Provincia di Varese, polizia provinciale e Carabinieri forestali – ancora nessuno ha dato risposte sulle cause che hanno portato alla morte della fauna ittica. Cosa sia successo rimane un mistero che fa infuriare gli ambientalisti, a maggior ragione essendo venuti a conoscenza di sopralluoghi effettuati sopra Varese dopo le segnalazioni di acque biancastre.

Dal gennaio 2021 la responsabilità della rete delle acque, depuratori compresi, passa nelle mani di Alfa. Ci sarà quindi un referente unico, ma per ora la catena evidentemente non funziona. Fino ad allora, però, dicono da Legambiente “vorremmo capire di chi è l’interlocutore e chi ha la responsabilità di intervenire: chi ci darà risposte su questo caso? E per le nuove criticità, a chi si potranno rivolgere i nostri volontari?”

È evidente la debolezza del controlli e la mancanza di tempestività nell’affrontare le emergenze – dice Valentina Minazzi, presidente del circolo varesino e vicepresidente regionale del Cigno Verde –  Abbiamo l’impressione che, ancora una volta si giochi al rimpallo tra le competenze dei vari enti in campo dimenticando che quelli che vengono spesi per il risanamento del fiume sono soldi pubblici. Anzi gli enti che si adoperano per far ritornare il fiume in buona salute dovrebbero essere i primi a segnalare le anomalie e a picchiare i pugni”.

I fatti risalgono a giovedì scorso quando è stata segnalata la presenza di un materiale non identificato che ha colorato le acque di bianco sopra Varese, in corrispondenza di un cantiere che utilizza bentonite per le perforazioni. Qualche giorno dopo, a valle, tra Fagnano Olona e Legnano, si è assistito a una consistente moria di pesci, oggi in fase di rimozione.

Non sappiamo come siano andati i fatti, certo è che ancora una volta a soffrirne è l’Olona. Se qualcuno ha operato non in conformità con le normative vigenti deve essere scoperto e punito perché episodi del genere non si verifichino più. Lungo il fiume permangono troppe fonti di inquinamento delle acque dovute ad aziende fallite e mai bonifiche o a scarichi non collegati. È ora di dire basta! Vogliamo un fiume pulito!”




Blu Pulito 2020: migliora il Lago di Lugano. Raccolti quattro cassonetti di rifiuti

PORTO CEERESIO, 5 luglio 2020-Oggi a Porto ceresio si è svolto BLU PULITO 2020. Quest’evento ha consentito di raccogliere dai fondali del Lago di Lugano sedie, cellulari, bottiglie, lattine, lastre di vetro, guanti, cerotti, pneumatici, accendini, confezioni di caramelle e merendine. Quattro cassonetti di rifiuti in plastica, vetro, gomma, cuoio e metallo abbandonati nel Ceresio.

Molte le novità positive di quest’edizione che ha visto necessariamente adottare nelle operazioni la cautela imposta dall’emergenza Covid.

Innanzitutto c’è stata la partecipazione di un battello ecologico che ha consentito di allargare l’area coperta fino alla “Spiaggia della Fiammetta”, a nord-est del bellissimo borgo di Porto Ceresio.

Poi si è notato un miglioramento della situazione sotto al lungolago, dove negli scorsi anni il “bottino” era più consistente e variegato (vennero addirittura rinvenuti una bomba da mortaio e un fucile).

Da ultimo, è stato bello osservare diversi bagnanti tuffarsi nelle acque del golfo che, da pochi giorni, sono state nuovamente dichiarate balneabili, nonché intere famiglie di anatre e anatroccoli sguazzare vicino a riva. Un altro segnale che le attività di sensibilizzazione e tutela care ai gruppi sub GODiving e Sea Shepherd Dive Italy stanno dando frutto.

La draga ecologica

Tutto bene dunque? Non proprio. La ricercatrice del CNR IRSA Nicoletta Riccardi ha colto l’occasione di BLU PULITO per raccogliere esemplari di molluschi lacustri e ha notato la comparsa, in numerose colonie, di specie alloctone, cioè non caratteristiche del bacino. Varietà che, lo scorso anno, non risultavano presenti in quantità rilevabili dai campionamenti. Si tratta di un fenomeno potenzialmente dannoso per la fauna locale che sarà approfondito con apposite ricerche.

Ai venti subacquei e alla cinquantina di volontari che hanno operato a terra e dalle barche va il riconoscimento di GODiving e Sea Shepherd, gli organizzatori dell’iniziativa. Un

Sub con rifiuti

sincero ringraziamento a chi ha partecipato è giunto anche dal sindaco di Porto Ceresio Jenny Santi e dagli sponsor che hanno creduto nel progetto (Equity Factory, Green Energy, LASI e OpenjobMetis). Tra le organizzazioni che hanno contribuito al successo dell’iniziativa si ricordano Autorità di Bacino Lacuale Ceresio Piano e Ghirla, Scubaportal, VareseMese, Unione Pescatori del Ceresio, ASD Canottieri Porto Ceresio, Politecnico di Milano, Circolo Velico, Associazione Bersaglieri e Associazione Nazionale Alpini.

L’opera di sensibilizzazione per tutelare gli ambienti di acqua dolce e sensibilizzare cittadini e turisti rispetto alle minacce subite dai laghi prealpini prosegue sino alla fine di luglio con la seconda parte del ciclo di webinar gratuiti trasmessi su www.twitch.tv/godiving: gli appuntamenti dei prossimi giovedì e domenica sera sono su www.godiving.it