Castiglione Olona “Città per la Pace”: mozione del gruppo “Più Castiglione” per aderire alla marcia di Assisi

CASTIGLIONE OLONA, 17 settembre 2020-Castiglione Olona “Città per la Pace”, è questo il significato di un’iniziativa del gruppo consiliare “Più Castiglione”, che, negli ultimi due Consigli comunali, ha presentato e fatto approvare una mozione di adesione della città di Castiglione Olona alla marcia della pace e della fraternità Perugia-Assisi, mozione che impegnerà un gruppo di cittadini a partecipare alla prossima edizione dell’evento sotto le insegne del Comune, ed alla quale faranno seguito iniziative a livello locale e nelle scuole.

La mozione nasce da una proposta formulata dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la pace, ripresa dal gruppo “Più Castiglione” grazie al prezioso suggerimento di una cittadina, con l’intento di cogliere l’occasione per riportare l’azione politica al livello ideale che le dovrebbe essere proprio, anche a livello locale. “Ci sembrava importante, spiega la capogruppo Francesca Porfiri, sfruttare l’occasione che ci veniva offerta per condividere con l’intero Consiglio la tensione verso un obiettivo che dovrebbe essere proprio di tutto il genere umano. Dispiace, tuttavia, prosegue Porfiri, vedere che neppure in questo caso l’unità del Consiglio castiglionese sia stata veramente raggiunta, e che, anche in questa occasione, le forze di maggioranza abbiano voluto proporre dei distinguo, dissociandosi da uno dei punti chiave della mozione, e chiedendone la rimozione, come condizione irrinunciabile alla approvazione del documento.”

L’oggetto del contendere, su cui la maggioranza ha preso una posizione differente, riguardava la proposta di trasferire la sede delle Nazioni Unite da New York a Gerusalemme, come atto celebrativo dei 75 anni di vita dell’organizzazione. “È chiaro, riprende Porfiri, che si trattava di aderire ad un disegno ideale, ad una utopia, se vogliamo, e che questa proposta di trasferimento manca oggi di una prospettiva immediatamente perseguibile. Ma proprio questo, il disegno ideale, l’utopia, è quello che la politica dovrebbe dare e di cui si dovrebbe nutrire. Gerusalemme è la città che decine di milioni di uomini al mondo riconosco come loro patria spirituale, la città dove è forse nato il concetto di pace come noi lo intendiamo, e che ha essa stessa oggi un disperato bisogno di pace. Gerusalemme è un simbolo, e la politica ha il compito di valorizzare i simboli. In nome dell’unità del Consiglio e della cittadinanza attorno ad un tema comunque importante, il nostro gruppo consiliare ha fatto un’opera di mediazione, acconsentendo a correggere il documento, con la modifica che ci veniva richiesta. Questo ci consente di raggiungere gran parte degli obiettivi contenuti nella mozione. È però certo che il testo approvato è profondamente mutilato; che dinanzi ai nostri sostenitori noi faremo una fatica enorme a spiegare il senso di questa mutilazione, ed è probabile che neppure nella maggioranza potremo trovare spiegazioni adeguate.”

In tempo di Covid la marcia sarà convertita in una catena umana in totale sicurezza. Come dichiarato da padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi: “La catena umana è una metafora di quello che oggi ci è richiesto nella società: mettere in moto una resilienza che non ceda allo sconforto, alla tentazione di richiudersi, di mollare e che continui a perseguire obiettivi che sono alti e importanti. Sono molto contento anche perché la catena umana della pace e della fraternità, seppur pensata da tempo, si iscrive nell’orizzonte che papa Francesco ci indicherà con l’Enciclica “Fratelli tutti”. O prenderemo la direzione di un nuovo sviluppo oppure il mondo cadrà nella barbarie sociale.”




Referendum, Ceccanti (PD): “Evitiamo il benaltrismo, il Sì apre una breccia”

ROMA, 17 settembre 2020-“Per quarant’anni tutti hanno detto che il numero dei parlamentari è eccessivo, credo si sia formato un senso comune, che in questo caso è anche buon senso, che non può essere capovolto dalla pur abile campagna per il No
Evitiamo il benaltrismo. La riduzione dei parlamentari è piccola cosa, ma è positiva ed ha il pregio di riaprire le porte anche ad altre riforme dopo quattro anni di blocco seguiti al successo del No nel 2016. Dove sta il più, le altre riforme, sta anche il meno, la riduzione.
Elettori, potete aprire una breccia in uno status quo che non funziona. Se viene bocciata poi non vi lamentate di istituzioni che non funzionano.”



Forza Italia vuole tornare protagonista a Varese. Senatore Caliendo: “Stimo molto Maroni ma la sua candidatura non è scontata”

VARESE, 16 settembre 2020- di GIANNI BERALDO-

Come fossero usciti da una bolla politica, a Varese Forza Italia ha iniziato a mostrare quella tempra che lo aveva contraddistinto negli anni scorsi, divenendo punto di riferimento importante per tutto il centrodestra varesino. Rinnovamento che si concretizzerà ulteriormente con la nomina del nuovo coordinatore cittadino prevista tra circa due settimane.

Certo che le cose negli ultimi anni non sono andate come previsto, con il naturale declino del leader Silvio Berlusconi (e con lui l’appeal che ha sempre richiamato il suo grande carisma nei confronti degli elettori).

Poi ci mancavano pure le note vicende giudiziarie che in provincia vede coinvolti personaggi di primissimo piano di Forza Italia (prime udienze processuali previste la prima settimana di novembre 2020 al Tribunale di Milano), portando di fatto al commissariamento del partito a livello locale.

Galparoli e Longhini

Preso per mano dal senatore Giacomo Caliendo e grazie al prezioso supporto dei vari rappresentanti locali come ad esempio i consiglieri comunali Simone Longhini (Capogruppo), Domenico Esposito e Piero Galparoli, Forza Italia ora pare essere qualcosa di più concreto e con maggiore forza propositiva rispetto al recente passato. Tutto questo nonostante alcune fuoriuscite importanti dal partito come uno dei suo fondatori varesini qual’è Roberto Puricelli, intenzionato a formare (se necessario) una lista civica correndo per le prossime elezioni amministrative.

Elezioni appunto. Per riportare in auge una parte dei fasti del passato, lo stesso senatore Caliendo insieme ai vari rappresentanti territoriali, negli ultimi giorni si è impegnato in prima persona girando diversi paesi della provincia incontrando iscritti, simpatizzanti ma soprattutto decine di persone ancora indecise sul da farsi.

Ovviamente il focus principale rimangono le elezioni amministrative che riguardano Varese previste per il 2021.

Domenico Esposito

Appuntamento al quale Forza Italia vuole riproporsi come compagine politca di primo piano. Per farlo però deve puntare su quelle criticità rimaste tali che riguardano tutta la città.

Per capire come si muoverà Forza Italia nei prossimi mesi soprattutto nel capoluogo di provincia, Caliendo e i rappresentanti locali derl partito (Esposito, Longhini e Galparoli) hanno incontrato la stampa per ribadire alcuni concetti chiave su cui verterà in parte la prossima campagna elettorale.

In primis il totale fallimento della Giunta Galimberti sulle grandi opere, senza dimenticare la vicenda Palaghiaccio sulla quale aleggiano decisioni piuttosto “fumose” da parte dell’amministrazione comunale, evitando confronti diretti con rappresentanti delle società sportive che lo utilizzano così i genitori dei ragazzi del settore giovanile delle varie discipline: hockey e pattinaggio artistico su tutte.

Sono tre le tematiche principali sulle quali coinvolgono riflessioni politiche ma pure economiche, espresse pure in questo incontro: rifacimento Piazza Repubblica e mercato comunale, piano stazioni e palaghiaccio appunto.

Sulla prima questione interviene Esposito <<Vi sono diverse perplessità soprattutto per le bancarelle. I furgoni degli ambulanti (circa 80 in totale) sono ancora modelli molto vecchi e inquinanti, questo potrebbe creare un negativo impatto ambientale sia al loro arrivo nelle prime ore del mattino sia alla chiusura del mercato quando decine di furgoni lasceranno la piazza>>. Esposito muove dubbi pure sulla nuova pavimentazione a blocchi la quale, secondo alcuni tecnici, in un breve lasso di tempo potrebbero non reggere il peso di tali furgoni mettendone a rischio la stabilità degli stessi.

Parlando di dettagli i rappresentanti di FI si chiedono inoltre come mai si siano bloccati i lavori della nuova illuminazione nelle vie Tasso e Lomellina? Forse per non previsti vincoli paesaggistici?

Il consigliere comunale Galparoli la invece di sperpero di denaro pubblico quando l’argomento passa al piano stazioni <<Diciotto milioni che si potevano utliizzare per asfaltature strade in tutta la città e periferie ad esempio o altre piccole opere da anni necessarie e richieste dai cittadini>>. Galparoli rimarca come questo progetto elimini di fatto 400 parcheggi già esistenti oltre a prevedere una nuova collocazione -ma senza senso a livello logistico- del centro anziani <<Insomma tutta l’operazione sarà un disastro per la città>>.

Il senatore Caliendo

Al capogruppo Longhini è affidata la spiegazione della vicenda palaghiaccio la quale pare non trovare una soluzione degna di nota <<Anche in questo caso un’operazione con poca chiarezza, tipico dell’amministrazione Galimberti. In atteggiamento increscioso come quello accaduto sabato scorso, quando né sindaco né assessore si sono degnati di ascoltare le rimostranze messe in atto da un folto gruppo di persone che hanno partecipato alla manifestazione davanti al Comune, per ottenere risposte concrete sul palaghiaccio: questo vuol dire non tenere conto di precise istanze messe in atto da molte famiglie>>.

Visto che non vi è chiarezza su tempi, modi e costi per avere una nuova pista del ghiaccio in attesa della ristrutturazione palaghiaccio (ma quando inizieranno i lavori che dovrebbero durare più di un anno?) Galparoli e Longhini propongono che almeno l’amministrazione comunale rimborsi una parte dei costi trasferte degli atleti che devono forzatamente allenarsi fuori sede (Milano e Bergamo).

Insomma molta carne al fuoco per una campagna elettorale che si preannuncia tra le più agguerrite degli ultimi decenni.

Ancor più se, come pare, il candidato sindaco per il centrodestra a Varese possa essere l’ex ministro e Presidente della Regione, il leghista Lega Roberto Maroni.

Sulla questione interviene il senatore Caliendo <<Discutiamone quando la sua eventuale candidatura sarà cosa certa. Stimo molto Maroni, uomo che ha fatto molto per questo Paese e con il quale ho già avuto rapporti professionali quando ricoprivo il ruolo di Sottosegretario per la Giustizia e lui era Ministro dell’Interno. I miei rapporti personali sono più che positivi>>.

Alla nostra domanda se con Maroni la vittoria per il centrodestra a Varese possa essere scontata, il senatore da politico navigato risponde <<Guardi mi astengo sempre dal fare previsioni in quanto credo che i cittadini debbano acquisire la capacità di valutare le proposte dei singoli partiti e dell’intera coalizione di centrodestra, man mano che si sviluppa la campagna elettorale>>.

direttore@varese7press.it




Il Pd di Malnate interviene sulla vicenda comitato Rovera-Rogoredo

MALNATE, 16 settembre 2020-“Nonostante non ci sia alcun coinvolgimento del Partito Democratico di Malnate nella vicenda riguardante il comitato di Rovera-Rogoredo e l’Amministrazione Comunale, ritengo necessario chiarire la posizione del circolo. Si è appreso dai quotidiani come ci sia un presunto strappo all’interno della coalizione.

Rimango basito da certe affermazioni che vengono riportate sulla stampa senza aver neppur chiesto una spiegazione di quanto accaduto ad alcun membro del Direttivo, ritenendo la posizione di un iscritto quella ufficiale del circolo. Vorrei ribadire un concetto chiave riguardo i comitati di quartieri in modo che possa essere chiaro a tutti: questi sono eletti dai cittadini e non sono nominati da alcuna lista, perciò svolgono il proprio lavoro in maniera indipendente dall’appartenenza ad uno schieramento politico. Il fatto che un membro del comitato sia un militante in una lista, che sostiene l’Amministrazione in carica, non significa che non possa avanzare critiche sull’operato dell’Amministrazione stessa, altrimenti sarebbe vanificata la funzione di tale organo.

Con l’articolo in questione, ritengo che si sia spostata l’attenzione riguardante la problematica sorta tra l’Amministrazione e il comitato di quartiere Rovera-Rogoredo, che non commento, cercando di immaginare qualche presunta ed non inerente volontà del Partito Democratico di Malnate.  Tale questione deve essere necessariamente risolta e nel modo più celere possibile. Mi auguro che questo possa essere solo un incidente di percorso e che si possa ripartire nel modo migliore con l’unico obiettivo quello di risolvere le problematiche di Malnate.

Segretario del circolo PD Malnate          

Matteo Rodighiero




Referendum: Lombardia Ideale vota NO

MILANO, 15 settembre 2020-Le ragioni che ci spingono a sostenere questa posizione riguardano essenzialmente il rifiuto di una battaglia anti-casta fine a sé stessa, che ha come unico obiettivo quello di buttare fumo negli occhi agli italiani, addebitando tutti i mali dell’Italia al numero dei parlamentari, e dei politici in generale, anziché alla qualità delle persone che vengono votate o scelte dai partiti.
Il taglio, voluto principalmente dal M5S, ovvero da un partito che ha inviato in Parlamento persone senza alcuna preparazione amministrativa votate da poche decine di persone tramite un sito internet, sarà totalmente inutile dal punto di vista dell’efficienza dei lavori in Parlamento, nonché dal punto di vista economico: il risparmio che si avrà da questo taglio è irrisorio nei confronti del bilancio dello Stato e avrà come unico effetto reale e concreto quello di lasciare intere regioni senza un proprio rappresentante in Parlamento.
Per fare l’esempio della Lombardia, prima regione in Italia per numero di abitanti, da 151 parlamentari scenderebbe a 95, ovvero 56 rappresentanti in meno, pari a 1/3 di taglio, penalizzando soprattutto i territori della bassa, ma anche quelli pedemontani e montani.
Spesso, ed anche giustamente, ci lamentiamo della lontananza dei politici dai territori considerati “marginali”, e con questo taglio la situazione peggiorerà, a discapito proprio delle zone meno densamente popolate, che attualmente godono di una rappresentanza alla Camera ed al Senato che può garantire loro un ascolto maggiore da parte dello Stato.
Riteniamo assurdo partire dal taglio della rappresentanza dei cittadini per diminuire gli sprechi dello Stato, sprechi che si annidano semmai negli stipendi stellari di funzionari ministeriali, dei tribunali, della presidenza della Repubblica o del Consiglio, oppure proprio dei dipendenti di Camera e Senato, i quali possono arrivare a guadagnare fino al triplo di un Parlamentare.
Ecco perché la battaglia contro il numero dei Parlamentari è fuorviante e confonde gli italiani: con la scusa della lotta agli sprechi e alla Kasta si elimina rappresentanza al popolo e si danneggia la democrazia, senza andare ad intaccare i veri sprechi ed i veri privilegi, ovvero quelli della classe di burocrati statali a cui nessuno taglierà mai lo stipendio.
Pur lasciando libertà di scelta ai nostri amministratori e sostenitori, ci sentiamo di schierarci per il NO e di farlo votare, nella speranza che si torni a parlare di Politica con la P maiuscola, quella della passione di chi amministra i territori e vuole portare le loro problematiche a chi governa a Roma per tentare di cambiare veramente questa Nazione, partendo dalle identità locali e dalla loro rappresentanza.



Carignola (Pd): ”Le prese di posizioni di Zanzi (Varese 2.0) necessitano di una risposta chiara”

VARESE, 13 settembre 2020-La confusione politica che sta caratterizzando le recenti iniziative e prese di posizioni del vice-sindaco Daniele Zanzi Varese 2.0 necessitano ora di una risposta chiara e determinata.
A tutti gli incontri che si sono avuti a partire dalla seconda metà di giugno per costituire il perimetro e il cantiere della coalizione di centro sinistra è sempre stato invitato un esponente o un delegato della lista Varese 2.0, nessuno però si è mai presentato.
Solo nell’ultimo incontro prima della conferenza stampa di venerdì l’architetto Dal Corso, come esponente autorevole di Varese 2.0, si è presentato chiedendo ulteriore tempo per una decisone finale sulla presenza della loro lista all’interno della coalizione che dovrà sostenere Davide Galimberti nel 2021. Questa è la realtà dei fatti, chi deve chiarirsi le idee in fretta e dire la verità è Varese2.0, e non altri.

Cordialmente

Luca Carignola




Varese 2.0 su alleanze future: ”Il dialogo resta una grande opportunitá ma le distanze rimangono”

VARESE, 13 settembre 2020-Da alcune settimane abbiamo sottoposto al Partito Democratico cittadino, in pressing sul nostro Movimento civico per conoscerne le intenzioni in vista delle prossime elezioni amministrative, un semplice e persino banale quesito: con chi avremmo avuto il piacere di condividere questo percorso e su quali basi programmatiche.

A parte un ultimatum di accettare un’adesione a scatola chiusa, siamo rimasti
inutilmente in attesa.
Poi d’improvviso i “coup de théâtre”!
Siamo passati dall’apertura ai fuggitivi, ai delusi e ai dissidenti del centro destra, alla presentazione dei numerosi cespugli più o meno rigogliosi, per arrivare all’accordo con i 5 Stelle.
Mancherebbero all’appello PLI, PRI, PSDI E PDUP….chissà che nei prossimi giorni non si arrivi ad un accordo anche con i loro eredi.
Crediamo che oggi sia chiaro a tutti il senso, ma faremmo meglio a dire il buonsenso, delle nostre parole e delle nostre richieste. Ma soprattutto crediamo sia molto più chiaro il senso della nostra assenza.
Siamo un cespuglio anche noi, grande o piccolo lo racconterà la storia, ma vogliamo ancora una volta riaffermare il diritto di fare politica diversamente, o almeno provarci.
Prima eravamo scomodi perché si apriva al centrodestra, ora siamo scomodi perché non ci allineiamo, però qualcuno ci dovrà spiegare, ma soprattutto dovrà farlo agli elettori, quanta “comodità” ci sia nell’aprire un “cantiere elettorale” così ampio e disomogeneo.
Ed è per questo che non potevamo esserci alle riunioni di maggioranza: perché abbiamo visto trasformismi, perchè non c’è chiarezza di intenti, perché non c’è vera condivisione. Troppo comodo limitarsi a registrare un’assenza, la nostra, e non spiegarci, prima, come potranno trovare una sintesi i progetti di Italia Viva/Lega Civica, i programmi delle due anime del PD, le istanze ambientaliste dei Verdi, quelle riformiste di Progetto Concittadino con la benedizione del Movimento 5 Stelle.

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Il vice sindaco Daniele Zanzi di movimento civico Varese 2.0

Le distanze ci sono, inutile negarlo, marcate sul “come fare”, minori sul “cosa fare” e una riflessione profonda su questa affermazione sarebbe davvero importante che la politica, tutta, incominciasse a farla.
Non saremo noi a sbattere la porta, piacerebbe a molti lo sappiamo, ma abbiamo preso un impegno con i nostri elettori e siamo comunque fieri ed orgogliosi di aver contribuito a fare le tante cose che sono state fatte.

Il dialogo resta una grande opportunità, ci sono ancora lunghi mesi davanti, ma ci deve essere la volontà di averlo.

Se poi, invece, si vogliono alimentare, perché è più facile e comodo, i dissapori e le distanze, ad esempio facendo parlare ondivaghi e rancorosi “ex appartenenti al movimento”, si sappia che è la politica a perderci, non certo Varese 2.0.
Cordialmente
Movimento civico Varese 2.0




Tour elettorale in provincia del senatore Caliendo (FI) da Luino a Saronno incontrando i militanti

VARESE, 13 settembre 2020-Un sabato in tour elettorale nella nostra provincia per il commissario provinciale azzurro, senatore Giacomo Caliendo, accompagnato dal suo vice Giuseppe Taldone e dal responsabile degli enti locali Piero Galparoli.  
La comitiva ha toccato le principali realtà al voto in provincia, con partenza dai due centri sul Verbano, Luino e Laveno Mombello per poi proseguire verso sud con tappe a Somma Lombardo, Origgio e conclusione a Saronno.
Una visita che arriva ad una settimana dal voto amministrativo come incoraggiamento rispetto alle azioni da mettere in campo in questi ultimi sette giorni in cui i candidati si giocheranno le chances di essere eletti nei rispettivi consigli comunali e rappresentare con il loro entusiasmo, capacità e competenze i valori di Forza Italia.



Progetto Concittadino conferma l’alleanza con Galimberti puntando alla crescita di consenso

VARESE, 12 settembre 2020- di GIANN BERALDO-

Promesse poche ma fatti concreti: quelli realizzati e realizzabili. Insomma giusto far parte dei (a volte perversi e complicati) meccanismi politici ma con lo sguardo rivolto al senso civico piú ampio del termine.

Queste in sintesi le linee guida dogmatiche che contraddistinguono Progetto Concittadino, la cui espressione massima della politica attiva in cittá é avere  un assessore-quello all’Ambiente e Sport Dino De Simone– con tutte le complicanze, critiche ma pure un minimo di soddisfazione nell’essere in qualche modo tra i protagonisti di questa legislatura targata Galimberti.

Sindaco di Varese al quale Progetto Concittadino ha confermato il proprio appoggio anche nelle prossime elezioni amministrative previste nel 2021, portando un programma elettorale non troppo dissimile a quello precedente.

Enzo Laforgia

Come confermano gli iscritti in gran parte presenti oggi durante un incontro con la stampa.

Di nuovo certamente il fatto che la prossima campagna elettorale verrá affrontata da tutti loro con 5 anni di esperienza amministrativa alle spalle, cosa non da poco soprattutto se il tentativo é quello di ampliare il consenso rispetto all’utlima tornata elettorale.

Compito non facile vista l’agguerrita schiera di pretendenti al ”trono” di lista civica ”regina”‘ quindi con maggiore potere ”contrattuale” quando si spartiranno i vari assessorati (ovviamente in caso di vittoria).

Mauro Sarzi Amadé

A questo bisogna aggiungere il recente inserimento nel gruppone d’appoggio a Galimberti, anche dei redivivi Verdi che in provincia di Varese in passato non hanno mai raggiunto risultati degni di nota, ma ora la squadra é totalmente rinnovata con tanti giovani che cercano di portare in auge quei temi a carattere ambientale che in politica peró faticano ad attecchire.

Tematiche ambientali che ha a cuore pure Progetto Concittadino, che reputa una eventuale alleanza programmatica con i Verdi un valore aggiunto non certamente il contrario.

«Per iniziare abbiamo programmato 9 incontri pubblici nei vari rioni della cittá, con professionisti dei singoli temi trattati. In questo modo vogliamo fin da subito applicare il “Modello Alfabeto”, dove alla gente verranno spiegati in modo semplice ma efficace temi specifici come Ambiente, mobilitá, politiche sociali e cultura: quattro macrotematiche sulle quali focalizzeremo tutta la campagna elettorale», dice il presidente Mauro Sarzi Amadé.

Il primo incontro é calendarizzato per giovedí 17 settembre alla Cooperativa di Belforte alle 20.45 con ospiti come l’assesore De Simone, il consigliere comunale Enzo Laforgia e Sabrina Cosma, consiglire di quartiere.

Gli altri appuntamenti, cadenzati mensilmente, sono in programma a partire dal prossimo mese di ottobre a Schiranna-Lago, Bizzozzero-Bustecche (novembre), Viale Europa-Cartabbia (dicembre), Avigno-Masnago (gennaio 2021), Sant’Ambrogio-Rasa- Sangallo-Bettole( febbraio), San Fermo-Valle Olona (marzo), Calcinate-Bobbiate (aprile) per concludere con Centro-Biumo-Giubiano amaggio 2021.

«Ironicamente potrei dire che noi non abbiamo commercialisti ma fondi neri, ossia quelle

Giulia Tiziani

persone che raccontano le loro esperienze. I nostri progetti sono finalizzati solo al cambiamento in positivo della cittá», sottolinea il consigliere comunale Enzo Laforgia che aggiunge «Non siamo neutralmente civici ma guardiamo ad un’area progessista laica»

L’intenzione di Progetto Concittadino é quella di accattivarsi le simpatie di quella parte di cittadinanza che ha preso un pó le distanze dalla politica non avendo una rappresentanza politica di riferimento.

Tutto questo senza dimenticare la mission ambientale che rimane nel dna di Progetto Concittadino «Ad esempio si potrebbe utilizzare parte del Recovery found destinato ai Comuni, per realizzare progetti importanti inventandosi magari una cittá ”carbon free”. Il nostro prossimo orizzonte é il 2026 ma siamo pronti a ragionare anche per un futuro piú lontano», spiega il presidente Mauro Sarzi Amadé.

Rimanendo sulla imminente campagna elettorale amministrativa, la vice presidente del gruppo Giulia Tiziani evidenzia come sia utile coinvolgere i vari consiglieri di rioni, vere sentinelle di quanto accade in ogni rione e via della cittá. Per questo invita i cittadini a comunicare con loro, problemi e proposte dei singoli rioni.

direttore@varese7press.it

 

 




I Verdi a Varese debuttano con gazebo alla presenza di Elena Grandi, portavoce nazionale del partito

VARESE, 12 settembre 2020- di GIANNI BERALDO-

Debutto con gazebo dei rinati Verdi-Europa Verde della provincia di Varese, allestito nel centralissimo Corso Matteotti.

Occasione utile a presentare una prima bozza di programma elettorale, con i Verdi che a Varese e nella altre cittá della provincia chiamate al voto, dovrebbero presentarsi a sostegno dei rispettivi candidati con coalizioni di centrosinistra.

Decisione ”de facto” giá presa a Varese, dove il partito storico che ha come simbolo ”il sole che ride”si aggregherá alla giá fitta lista di partiti e liste civiche che appoggeranno la candidatura del sindaco uscente Davide Galimberti.

«Siamo giá molto soddisfatti che in pochi mesi si siano iscritti diversi giovani, ultimamente veri protaginisti di lotte per i temi ambientali», dice il sindaco di Comerio Silvio Aimetti, tra i principali fautori della rinascita dei Verdi in provincia.

Tra i presenti anche Mauro Rivolta, noto architetto ambientalista tra i titolari dello studio ”Ecoarch”.

Nel primo pomeriggio al gazebo si é presentata pure anche la co-portavoce nazionale dei Verdi-Europa Verde Elena Grandi che sta seguendo con grande interesse e partecipazione la rinascita di questa formazione politica in cittá.

direttore@varese7press.it