Intervista al Consigliere regionale Astuti su caos vaccini e tamponi a Varese: ”Disorganizzazione totale con la speranza che si possa cambiare”

VARESE, 22 novembre 2020- di GIANNI BERALDO-

Numero di persone contagiata da Covid-19 ancora alti in tutta la provincia di Varese, disorganizzazione per i punti tamponi che solo grazie all’efficace intervento dell’Esercito con l’allestimento in tempi radidi di efficaci drive trough é riuscito a porre rimedio. 

Poi problema vaccinazioni antinfluenzali:  anche in questo caso deficitaria in tutta la regione oltre alla mancanza di aghi per siringhe monouso in dotazione a medici di Medicina generale nell provincie di Varese e Como. Insomma nonostante l’esperienza pregressa derivante dalla  prima ondata Covid i meccanismi organizzativi da parte della Regione rimangono farraginosi.

Per capirne i motivi abbiamo sentito Samuele Astuti, Consigliere regionale del Pd in Commissione Sanitá della Regione.

Partiamo dalle notizie positive: i drive trough pare funzionino.

Drive Through a Solbiate Olona

«Per fortuna, con un pó di ritardo ma sono arrivati. Abbiamo ancora delle aree della provincia di Varese scoperte e abbiamo bisogno di incrementare in maniera significativa il numero di tamponi eseguiti ogni giorno».

In tal senso l’Esercito sta offrendo un gran servizio 

«Assolutamente sí. Avevamo bisogno e anche il fatto che si siano messi a  disposizione cosí velocemente é un bel segnale».

I numeri di contagi a Varese e provincia continua a essere alti, non un bel segnale.

«Direi proprio di no. Il dato positivo é che l’aumento di positivi su base settimanale é costante, ma purtroppo rimane ancora un numero molto significativo. Cosí come significativa rimane la pressione sugli ospedali, in particolare i Pronto soccorso, i reparti di degenza Covid e Terapie intensive».

Dagli ospedali in sofferenza poi parte l’allarme che indicano le varie restrizioni a  livello regionale

«In realtá il sistema é composto da 21 indicatori condivisi giá la scorsa estate da tutte le Regioni. Indicatori che tengono sotto controllo l’evoluzione della pandemia, la capacitá di fare traccimento dei positivi, o la pressione sui diversi reparti all’interno dell’ospedale».

Si parla insistentemente di riaperture ma forse in provincia di Varese bisognerá attendere.

«In effetti penso ci vorrá un pó. Dispiace pensando a tutti quelli che stanno facendo grandi sacrifici e che abbiamo giá fatto precedentemente. Penso alla gente, ai bambini, ai ragazzi  e ovviamente alle attivitá produttive, negozi, ristoranti e bar che tra l’altro si erano giá impegnati per attrezzarsi nel rispetto del protocollo. Misure risultate purtroppo insufficienti a contenere questo maledetto virus».

Ma cosa non funziona ancora nella macchina organizzativa e preventiva delle Regione?

«Di prevenzione nel nostro sistema regionale ce n’é ben poco. Da mesi é saltato tutto il sistema tracciamento contatti e i Covid Hotel istituiti in grave ritardo nonostante siamo nel pieno della pandemia da circa un mese e mezzo».

Voi in Regione a livello di previsione dovreste avere qualche dato in piú: cosa ci si attende per le prossime settimane?

«Il dato non va visto giornalmente ma a livello settimanale, penso che dovremo affrontare ancora qualche settimana impegnativa poi credo e spero di vedere la curva scendere con la possibiitá di allentare qualche misura ma non tutte».

Il presidente Attilio Fontana

Quando la pandemia sará finita sará da rivedere tutta l’organizzazione della Sanitá lombarda

«Certamente. Ne hanno preso atto anche all’interno della stessa maggioranza e per fare un lavoro che serva effettivamente, abbiamo bisogno di un sistema completamente nuovo rispetto a quello conosciuto fino a oggi. In Regione Lombardia avevamo e abbiamo delle eccellenze ma siamo carenti in altri ambiti. Ad esempio nelle periferie, in quelle aree meno densamente urbanizzate con servizi non all’altezza rispetto alle sfide del giorno d’oggi».

In provincia di Varese gli ospedali pare reggano nonostante questa grave nuova ondata pandemica

«Diciamo che sono in una fase di grandissima criticitá oramai da settimane. Il personale é impegnato in maniera costante e sottopposto ad una pressione molto alta, quindi sentono molto la stanchezza ma nonostante tutto stanno svolgendo un grandissimo lavoro anche in questa situazione. Per aiutare tutti loro dobbiamo rispettare le regole il piú possibile e implementare quella sanitá di territorio che é mancata cosí tanto nella nostra regione».

Questione vaccinazioni antinfluenzali: lentamene ma pare che finalmente siano iniziate.

«Lentamente e con grandissimo ritardo. Oggettivamente per noi lombardi abituati a dimostrare la nostra grande efficienza in ogni campo, la situazione vaccini é uno smacco che rischia di diventare pericoloso perché dobbiamo evitare che la seconda ondata della pandemia venga sovrapposta alla stagione influenzale: quindi vaccinarsi é molto importante. Ora finalmente le cose si stanno muovendo dopo avere avuto un ritardo, sul ritardo e un altro ritardo, con delle dosi che magari non saranno ancora sufficienti».

Poblemi aghi per medici di base della nostra provincia?

«Qualche medico che ho sentito mi ha detto di essere riuscito ad averne in qualche modo. Questa é l’ennesima dimostrazione di un sistema che non funziona».

Si spera che con il vaccino anti Covid le cose possano funzionare diversamente

«Sicuramente. Il Governo ci sta giá lavorando da qualche settimana e mi auguro che sia messo in atto un sistema piú efficiente rispetto a quello al quale abbiamo assistito sul vaccino antinfluenzale»

direttore@varese7press.it

 

 

 




Bossi (PCI): ” Gallarate e l’Ospedale Unico: le drammatiche conseguenze di una scelta sbagliata”

GALLARATE, 20 novembre 2020-All’epoca (2016) tutti erano d’accordo sulla realizzazione di un ospedale unico tra Gallarate e Busto, lo avevano ribadito nel programma elettorale sia centrodestra che centrosinistra (ricordo che il programma elettorale del centrosinistra era condiviso anche da SeL).
Gallarate a Sinistra, (la sola formazione politica contraria che comprendeva PCI-PRC) denunciò fin da subito la pericolosità di smantellare due ospedali così ben collocati e facilmente raggiungibili, per costruirne uno con caratteristiche moderne, ma con posti letto in meno. Questo progetto cominciò con lo smantellamento di interi reparti, considerati “d’eccellenza”, sia da Gallarate che da Busto, mettendo in difficoltà operatori e pazienti. Nello specifico, Gallarate si vide chiudere due reparti rinomati per la
loro efficienza, Urologia e Otorino, mentre l’Oculistica, altra eccellenza, era già stata smantellata in precedenza, seguendo quello che appare, soprattutto a posteriori, un interesse meramente economico, più che pragmatico e funzionale alla copertura sanitaria del territorio.
Ad oggi, ciò che appare più assurdo è che siano stati eliminati interi reparti e contemporaneamente siano stati investiti soldi pubblici per ristrutturarne altri (precedentemente dismessi) con funzione temporanea e da abbandonare nuovamente con la costruzione dell’ospedale, piuttosto che investire sul mantenimento e il potenziamento di quanto già c’era e funzionava in maniera efficace.

Oltre a questo “schizofrenico” balletto delle strutture, si ricordano i disagi creati al personale sanitario spostato in modalità “pacco postale” e agli utenti dei due ospedali costretti a spostarsi da un plesso sanitario all’altro per esami e trattamenti che in un paese civile dovrebbero essere garantiti sulla base del criterio di prossimità ed efficacia diagnostica. Tra i risultati più lampanti di questi giochi di interessi, che tanto ricordano il risiko, quelli immediatamente percepibili sono stati: la drastica riduzione di posti letto, la limitazione del numero di sale operatorie, una netta diminuzione del personale sanitario e un inevitabile allungamento dei tempi d’attesa per tutte le prestazioni ospedaliere, di qualsiasi tipo.

La ciliegina sulla torta di una situazione che spesso aveva spinto i pazienti, già in passato, a rivolgersi a strutture private per abbreviare i tempi, tenendo conto anche dei ticket che, causa una privatizzazione massiccia di gran parte della nostra sanità a livello nazionale, hanno costi ormai quasi parificati alle prestazioni non pubbliche.
A questa situazione degna del teatro dell’assurdo, si è aggiunta la pandemia, certo
imprevedibile, ma che con mezzi adeguati, sarebbe sicuramente stata affrontata con minor
disagio per gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri e, non ultimi, i cittadini.
Comunque la logica dice che prima costruisci il nuovo e poi smantelli il vecchio.
Ma in questa vicenda l’unica logica emersa è stata quella del profitto: smantellare il pubblico per favorire il privato e in questo periodo emergenziale sono uscite le contraddizioni.
Hanno lasciato che il degrado delle strutture ospedaliere fosse portato al limite, reparti ancora oggi occupati abusivamente e trasformati in dormitori, minacce agli operatori sanitari del pronto soccorso, uno stato di cose per giustificare e sostenere il progetto dell’ospedale unico?.
Oggi la pandemia ha fatto emergere contraddizioni e scelte scellerate fatte da più di trent’anni di malgoverno regionale.
Se il Sindaco Cassani nell’agosto 2017 … coglie l’occasione per ribadire «l’importanza della realizzazione di un nuovo ospedale» rimarcando come anche in questa parte del Varesotto ci sia la necessità «di avere un presidio all’avanguardia a causa delle attuali strutture che non sono più adeguate per le esigenze dei pazienti e del personale» le opposizioni di “centrosinistra” non sono da meno.

Si è, a questo punto, consapevoli che non esiste una opposizione a questo sfacelo della sanità pubblica, sia il centrodestra che “centrosinistra” si muovono con gli stessi obiettivi.
Prima erano per l’ospedale unico, adesso vista la mal parata sono contrari, sono proprio senza vergogna!
La sanità deve fare quello che serve, quando serve, senza speculazioni e senza risparmi, perché la salute venga prima dei profitti e dei bilanci, è necessario cambiare radicalmente direzione, dire basta a questo stato di cose.
È stato e sarà l’impegno politico del Partito Comunista Italiano: Riconquistiamo il diritto alla salute
Osvaldo Bossi
PCI Gallarate 




La situazione critica di Varese ora conosciuta a livello internazionale: Presidente Fontana in collegamento con stampa estera

VARESE, 19 novembre 2020- I contributi della Regione Lombardia a favore dei cittadini esclusi dai ‘decreti ristori’ con il pacchetto ‘Rilancio Lombardia’, gli interventi straordinari da 3,5 miliardi del Piano Lombardia, l’ospedale in Fiera e il suo ruolo strategico in questa fase della pandemia, la pressione della seconda ondata del coronavirus sulle province di Varese, Como, Monza e Milano. 

Questi i temi affrontati dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana nel corso della diretta Facebook ospitata dalla pagina dell’Associazione Stampa estera in Italia e moderata dalla presidente della sede di Milano, Tatjana Dordevic Simic. 

Hanno partecipato giornalisti in videocollegamento di testate fra cui New York Times, Wall Street Journal, Financial Times, TV Svizzera in lingua francese, NTV (Tv e giornale online tedesco), El Economista (Spagna), Associated press, BBC e Al Jazeera Serbia.

Particolare interesse ha suscitato il pacchetto da 167 milioni di euro per indennizzi alle imprese, al mondo del lavoro e ai più bisognosi, il piano ‘Rilancio Lombardia’.

“Lo spirito che ha ispirato il pacchetto ‘imprese’ – ha sottolineato il presidente Fontana – è quello di assicurare un maggior ristoro alle imprese lombarde rispetto a quello previsto a livello governativo poiché colpite in maniera più importante dalle conseguenze della pandemia rispetto al resto del Paese’.

Le misure illustrate dal presidente Fontana coinvolgono microimprese lombarde e i lavoratori autonomi con partita IVA individuale non iscritti al Registro delle Imprese e prevedono ristori addizionali e complementari con gli interventi previsti nel Decreto Ristori.

Il presidente ha evidenziato che questa iniezione di liquidità al sistema si affianca al Piano Lombardia da 3,5 miliardi che muoverà risorse per 5,5 miliardi destinati prevalentemente a “lavori pubblici che danno fiato all’edilizia, perno per la ripartenza”. “Sono opere infrastrutturali, sia fisiche che immateriali – ha chiarito – che saranno importanti per lo sviluppo della nostra Regione”.

Sul fronte sanitario, il presidente ha ribadito l’importanza dell’ospedale in Fiera in cui “i primi paziento sono ricoverato in terapia intensiva da alcune settimane. Ad oggi sono 60, la prossima settimana saranno disponibili 80 posti letto, con la possibilità di arrivare a 145 e, con qualche piccolo intervento, a 200 letti”.

Sollecitato a rispondere sulla pressione della pandemia su Milano, Monza, Como e Varese, il presidente ha spiegato che “Eravamo preparati a una seconda ondata che stiamo fronteggiando con tutte le nostre energie, anche se il personale ridotto della struttura sanitaria lombarda è stato determinato dai tagli degli anni passati”.

A chi ha posto domande sull’espansione dei nuovi poveri provocata dalla pandemia, il presidente Fontana ha ribadito che la “seconda ondata è arrivata nel momento meno opportuno: dopo le difficoltà della Primavera scorsa la nostra economia era ripartita”. “In settembre – ha ricordato – ho visitato diverse zone della regione per illustrare gli interventi previsti dal Piano Lombardia e le risposte che arrivavano erano molto positive. C’era voglia di ripartenza e ripresa economica molto forte. Questa nuova sospensione delle attività ha creato gravi problemi: mi auguro che ci si riprenda presto”.

Quanto ai soggetti che a causa della diffusione del virus e della conseguente crisi economica si sono ritrovati ad essere ‘nuovi poveri’, il governatore della Lombardia ha affermato che “non vogliamo lasciare indietro nessuno. Regione Lombardia è a fianco delle persone che hanno perso il posto di lavoro, la solidità economica e la possibilità di vivere una vita decorosa”.




Elezioni provinciali Varese: presentata lista di Civici e Democratici

VARESE, 18 novembre 2020-Il Gruppo “Civici e Democratici”, supportato dal Partito Democratico della Provincia di Varese, nella giornata di oggi mercoledì 18 novembre, ha presentato la propria lista di candidati per le elezioni provinciali, che si svolgeranno nei prossimi mesi dopo lo spostamento indicato dal Governo a causa della pandemia.
“In queste settimane segnate dall’emergenza sanitaria, che fino ad oggi ha visti impegnati i
nostri Sindaci, la Regione e il Governo e molto meno la Provincia, quest’ultima dovrà diventare protagonista di una nuova fase, quella cioè della gestione della ricostruzione dalla
crisi economica e sociale che questa pandemia sta portando e porterà anche in un territorio
attivo e ricco come era il nostro prima del virus.” E’ l’affermazione di Giovanni Corbo,
Sindaco di Besnate e Segretario Provinciale del Partito Democratico di Varese.
Per questo, nella conferenza stampa di oggi la Lista Civici e Democratici ha sostenuto che il
voto di primavera per il rinnovo del Consiglio Provinciale non sia una semplice occasione
per pesare gli equilibri politici né tantomeno una formalità istituzionale, ma uno dei
momenti in cui gli Amministratori voteranno per dare un contributo alla gestione di questo
dramma chiamato pandemia, nel quale la Provincia deve essere più protagonista e lasciare
meno soli i Sindaci e i Comuni.
Il voto per la Provincia nella prossima primavera 2021 è quindi, secondo i candidati della lista, un voto degli Amministratori per salvare il nostro territorio dalla pandemia e dalla crisi economica e sociale che porta con se’. Deve essere un voto di coscienza, oltre che di appartenenza, e di discontinuità perché la Provincia in questi mesi non ha difeso i Comuni come poteva, neanche quelli in sintonia con la maggioranza in Consiglio provinciale e con il Presidente.
“Per questo motivo” ha dichiarato Stefano Bellaria, Sindaco di Somma Lombardo e
candidato nella lista “Civici e Democratici”, “il Centrosinistra mette in campo una proposta rinnovata rispetto al passato. La lista “Civici e Democratici”, composta da validi
Amministratori del nostro territorio, tra cui sei Sindaci, sarà infatti in competizione con una
lista civica con cui dopo il voto, lo dichiariamo sin d’ora, inizierà una leale collaborazione
in Consiglio Provinciale. Una scelta, in linea con quanto attuato nelle recenti elezioni
amministrative, che ci aiuterà a meglio rappresentare le istanze di rinnovamento arrivate dai cittadini.”
Per raggiungere questi obiettivi la nostra lista e la nostra potenziale alleanza di maggioranza in Consiglio stanno lavorando su alcuni chiari punti di cambiamento al servizio dei Comuni e degli Amministratori e quindi in aiuto ai cittadini in questa fase terribile della nostra vita.
Un tema decisivo di cui ci candidiamo ad essere riferimento del cambiamento è quello della
sicurezza, che tanti nostri Comuni vivono come un problema crescente al netto dei numeri
della Prefettura; la crisi portata dalla pandemia (che deve ancora palesare tutti i suoi effetti) rischia di aggravare la situazione in termini di microcriminalità, di usura, di infiltrazioni delle mafie (soprattutto attraverso usura e riciclaggio) e di inquietudine sociale che peraltro si è già palesata nelle manifestazioni delle ultime settimane. La Provincia può lavorare con i Comuni per coordinare proposte e progetti di intervento sulla sicurezza e sulla lotta al degrado che da soli gli Enti locali non potrebbero sostenere.
Un altro tema importante che è nell’agenda della nuova Provincia dei prossimi mesi e anni
saranno i fondi (più di 200 miliardi) che dall’Europa arriveranno nella seconda metà del
2021 per la ripartenza economica e sociale dell’Italia. Fino ad oggi la nostra Provincia non è
stata al centro del lavoro che invece in altri territori o in alcuni Comuni si sta già facendo
per indirizzare le richieste da fare al Governo e alla Regione nell’utilizzo della parte di
quelle risorse per il rilancio dell’economia e delle famiglie in Provincia di Varese. Ecco, noi
faremo di questo lavoro uno degli impegni più concreti dei prossimi anni in Provincia e lo
faremo insieme alle categorie economiche e sociali e non dal Palazzo. Esattamente come i
nostri Sindaci sono abituati a fare nei loro Comuni. Già nei prossimi mesi prima del voto ci
impegneremo a definire con i territori una prima parte di proposte per non arrivare in
primavera troppo tardi rispetto ai tempi dell’Europa.
Altro tema fondamentale è la questione sociale. Da questa crisi, nei Comuni vediamo già
gli effetti sulla fragilità delle famiglie e sulla crescente problematica in questo contesto per
gli anziani e per tutte le altre categorie più in difficoltà e con meno opportunità. I Comuni
non possono rimanere da soli dinanzi all’aumento delle richieste da parte di persone e
famiglie che la crisi e la situazione sanitaria incrementano nei numeri e nelle difficoltà e che
la Regione non aiuta ad affrontare perché ha spostato in questi anni tutto sulla sanità
peraltro con i risultati che vediamo.
Di seguito riportiamo la lista dei candidati:
STEFANO BELLARIA SINDACO DI SOMMA LOMBARDO
PAOLA SABRINA BEVILACQUA CONSIGLIERE COMUNALE DI LAVENO MOMBELLO
CRISTIANO CITTERIO SINDACO DI VEDANO OLONA
MARIA CECILIA CARANGI CONSIGLIERE COMUNALE DI MALNATE
MARCO GIUDICI SINDACO DI CARONNO PERTUSELLA
ELENA CASTIGLIONI CONSIGLIERE COMUNALE DI CARNAGO
VITTORIO LANDONI SINDACO DI GORLA MINORE
PAOLA DE ALBERTI ASSESSORE DI BESNATE
CARMELO LAURICELLA CONSIGLIERE COMUNALE DI GALLARATE
MARIA LUISA SAVOLDI CONSIGLIERE COMUNALE DI COCQUIO TREVISAGO
EMILIO MAGNI SINDACO DI CAZZAGO BRABBIA
STEFANIA ZANASCA CONSIGLIERE COMUNALE DI LONATE CEPPINO
FABIO PASSERA SINDACO DI MACCAGNO CON PINO E VEDDASCA
FLORIANA TOLLINI CONSIGLIERE COMUNALE DI SESTO CALENDE
FRANCESCO SPATOLA CONSIGLIERE COMUNALE DI VARESE
ROBERTO ZOCCHI CONSIGLIERE COMUNALE DI GAVIRATE




Ci Scrivono: “Raccogliere firme a sostegno candidati nelle prossime amministrative metterebbe a rischio contagio le persone”

MILANO, 18 novembre 2020-Buongiorno sono Giovanni Cafaro candidato Sindaco al Comune di Milano nel 2021 con la mia lista civica indipendente Movimentiamoci Insieme

Ho scritto al Ministro dell’ Interno, al Prefetto di Milano , al Presidente della Regione Lombardia ed al Sindaco di Milano per sospendere la sottoscrizione delle firme dei cittadini residenti a sostegno dei candidati Sindaci e consiglieri comunali delle liste civiche come la mia alle prossime elezioni amministrative del 2021.

Gli esperti prevedono che almeno fino alla prossima estate la situazione non tornerà alla normalità , e per evitare che i candidati delle liste civiche come la mia possano mettere a rischio la propria salute e la propria vita o quella dei propri concittadini, infatti in caso di asintomatici portatori di virus essi potrebbero infettare i cittadini milanesi entrando in contatto con loro o recandosi nelle loro abitazioni per la sottoscrizione delle firme delle lista civica .

Mi auspico vivamente per la nostra salute e la nostra vita ed in particolare per la vita dei candidati Sindaci , consiglieri e dei cittadini residenti a Milano che ci sia per le prossime elezioni amministrative per il Sindaco  la sospensione della sottoscrizione delle firme .

Giovanni Cafaro

Candidato Sindaco al Comune di Milano

Lista civica indipendente Movimentiamoci

 




DDL ZAN, Consiglieri regionali Lega: “Attentato alla libertà d’opinione e bavaglio agli oppositori politici”

MILANO, 17 novembre 2020 Durante l’odierno consiglio regionale della Lombardia i consiglieri della Lega Alessandra Cappellari, Francesca Ceruti, Silvia Scurati, Marco Colombo e Max Bastoni hanno esibito cartelli contro il DDL ZAN omotransfobia. “La sinistra ha l’evidente tendenza ad accusare di qualsivoglia attributo che finisca con fobia chiunque non gli vada esattamente a genio, chi ci garantirà che questo provvedimento non sarà solo un pretesto per mettere un bavaglio agli oppositori politici?” si sono domandati i consiglieri del Carroccio.

“Si tratta quindi di un vero e proprio attentato alla libertà di parola e di opinione, principi fondamentali della Costituzione e dell’ordinamento repubblicano. La sua approvazione porterebbe ufficialmente al’inizio di una dittatura di stampo Orwelliano, nella quale chi oserà ostacolare i principi degli arcobalenati verrà imprigionato e istruito insegnandogli ad amare il Grande Fratello LGBT.” I consiglieri della Lega hanno infine ricordato che la Fundamental rights Agency dell’UE collochi l’Italia tra le Nazioni più sicure per quanto riguarda gli episodi di violenza, minaccia o discriminazione nei confronti dei gay. “A oggi le priorità sono il sostegno alle famiglie e alle imprese lombarde non a pretese e imposizioni ideologiche. Dire la verità, sostenere che solo un uomo e una donna possono fare figli naturalmente, diventerà reato. Siamo alla follia”




Azione Varese: ”E’ ora che il Sindaco istituisca un tavolo permanente sull’emergenza coinvolgendo le forze di opposizione”

VARESE, 16 novembre 2020-Prendiamo atto che il Sindaco di Varese si è svegliato dal torpore che lo ha contraddistinto nella prima ondata della pandemia. Oggi lo scopriamo anche nella veste di telefono amico dei cittadini!

Ci domandiamo, un esempio per tutti, per quale motivo nei mesi intercorsi tra la prima e la seconda ondata non sia stato predisposto, come doveroso in una programmazione seria, un tavolo tra Presidi, società di trasporto pubblico e privato finalizzata ad un accesso alle scuole scaglionato che non avrebbe creato caos sui mezzi pubblici e ridotto quello al di fuori degli istituti.

La pandemia ha messo in evidenza, a tutti i livelli, la pochezza della classe politica che ci governa, dal livello centrale, via via scendendo fino ai livelli locali.

Chiediamo al Sindaco di istituire un tavolo permanente sull’emergenza coinvolgendo le forze di opposizione al fine di preparare la riapertura in sicurezza di #scuole ed attività commerciali sospese.

Azione è disponibile a collaborare fattivamente. In questo momento storico non vi devono essere contrapposizioni politiche, ma solo idee e soluzioni per la gestione di una crisi senza precedenti.

Il Coordinatore Provinciale Andrea di Salvo

Il Referente per la città di Varese Carlo Alberto Coletto




Alfieri (Pd): ”Bene impegno sanità militare in provincia di Varese e in Lombardia”

VARESE, 12 novembre 2020-Il ministero della difesa è intervenuto prontamente in provincia di Varese e in Lombardia per aiutare i nostri territori ad affrontare l‘emergenza sanitaria – dichiara il senatore del Partito Democratico, Alessandro Alfieri – Ho partecipato ieri ad una riunione al Ministero della difesa nella quale è stato confermato l’impegno dei medici e degli infermieri militari che ad oggi rendono possibile il pieno funzionamento dei punti tamponi di Malnate (Fontanelle) e Cassano Valcuvia e il check point clinico nella caserma “Ugo Mara” di Solbiate Olona. Inoltre il Ministro della difesa Guerini – conclude Alfieri – ha dato la sua disponibilità ad ulteriori interventi sul nostro territorio qualora dovesse pervenire da Regione Lombardia ufficiale e dettagliata richiesta alla protezione civile. Ciò a dimostrazione della vicinanza del Governo alla provincia di Varese in questo momento così delicato”.




Lega in calo di consensi con il 2020 da dimenticare. Cresce Fratelli d’Italia e Pd, stabile Forza Italia.

VARESE, 9 novembre 2020-di ALEX FRASELLI-

L’aumento o la diminuzione della popolarità dei singoli partiti e dei loro leader è in costante evoluzione.

Infatti le intenzioni di voto degli italiani oggi sono molto diverse da quelle che hanno caratterizzato le elezioni politiche del 2018.

I sondaggi sono quindi un “termometro” che aiuta a capire quale sia lo stato di salute dei vari partiti. Questa l’interessante ricerca effettuata da openpolis.it  che presenta un quadro di preferenze politiche totalmente rivoluzionato con la Lega ora in netta difficoltá come dimostrano i dati successivi pur rimanendo il primo partito a livello di consensi.

Nicola Zingaretti segretario PD

In base alle rilevazioni di novembre il primo partito rimane comunque la Lega che però da gennaio ad oggi ha visto un drastico calo di popolarità (- 7,3 punti percentuali). Al contrario, Fratelli d’Italia ha registrato un significativo incremento passando dal 10,9 al 16,3% (+5,4). Stabile infine Forza Italia.

All’interno della maggioranza invece la prima forza è ormai da tempo il Partito democratico che ha ulteriormente ampliato il proprio margine nei confronti del Movimento 5 stelle (20,9% contro 15,2%). Da segnalare il calo di Italia viva che rispetto a gennaio ha perso un punto percentuale.

Openpolis va oltre nella sua analisi evidenziando come queste dinamiche siano uno degli elementi, certo non l’unico, che può aiutare ad interpretare le azioni dei vari partiti. I sondaggi infatti possono contribuire al cambiamento dei rapporti di forza all’interno delle coalizioni così come a rimodulazioni della strategia comunicativa e dell’azione politica.

Il nuovo peso del Partito democratico, uscito rinforzato dalle elezioni regionali di settembre, potrebbe ad esempio portare a uno spostamento verso sinistra nelle priorità del governo. Un riequilibrio interno alla maggioranza è infatti uno dei presupposti che ha portato alla richiesta di un nuovo patto per arrivare al 2023, discusso giovedì scorso in un vertice tra il premier Conte i 4 leader della maggioranza, Zingaretti, Crimi, Speranza e Renzi.

redazione@varese7press.it

 

 




Cambio al vertice tra i Giovani Leghisti del Canton Ticino, plauso dalla Lega Giovani Varese

VARESE, 9 novembre 2020-A seguito delle dimissioni, per motivi personali, del presidente Jonathan ScolariStefano Tonini è il nuovo presidente ad interim del Movimento Giovani Leghisti (MGL).
Classe ’91, Gran Consigliere e Consigliere Comunale a Chiasso Tonini avrà ora la direzione del movimento giovanile leghista.

Pronti gli auguri di buon lavoro a leghisti ticinese dai leghisti varesotti e nazionali, con le parole di Riccardo Guzzetti, Coordinatore provinciale Lega Giovani Varese e Davide Quadri, Segretario Internazionale dei giovani del Carroccio. 

“Le due giovanili condividono l’attaccamento al proprio territorio, alla propria identità ed il desiderio di dare ai giovani un futuro all’altezza nella terra che amano. Da parte nostra non può che essere d’ispirazione il modello Federale Elvetico” interviene Quadri. 
 
“Come in passato, ci sarà cooperazione tra i due lati del confine, tra giovanili dinamiche e sempre più centrali nei rispettivi partiti” aggiunge Guzzetti.