Marco Colombo, Consigliere regionale della Lega, positivo al coronavirus

MILANO, 13 marzo 2020-“La notizia del ricovero del mio collega Marco Colombo mi dispiace enormemente. So che Marco è un uomo forte e sono sicuro che sarà dimesso presto e potrà tornare dalla sua famiglia. Gli faccio i miei migliori auguri di pronta guarigione. Lo aspettiamo presto in Consiglio Regionale.”

Lo scrive sulla sua pagina Facebook il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti alla notizia del ricovero del collega della Lega Marco Colombo, risultato positivo al Covid-19.




I parlamentari leghisti del varesotto preoccupati per lavoratori frontalieri: “Intervenga il Governo”

VARESE, 13 marzo 2020-<<Il Governo non dimentichi i frontalieri e preveda un ristorno per i 70.000 lombardi e piemontesi che lavorano in Svizzera. L’esecutivo accolga il nostro appello e preveda tutele specifiche per questa categoria di lavoratori principalmente comaschi e varesini. Molti frontalieri non avendo garanzie specifiche in piena emergenza Coronavirus continuano a lavorare rischiando la loro salute pur di mantenere l’occupazione. Per la loro sicurezza  e per quella dei territori di confine con la Svizzera – che non ha regole severe come le nostre – il governo mandi un chiaro messaggio con una norma specifica per i frontalieri>>.
Lo dichiarano i parlamentari lombardi della Lega Stefano Candiani e Nicola Molteni, già sottosegretari all’Interno con Matteo Salvini.

Sulla delicata questione interviene il deputato ed ex sindaco di Morazzone Matteo Bianchi: <<Sindaci dei territori di confine scriveranno al Presidente del Consiglio ed al Ministro dell’Economia, per chiedere se – anche per questi lavoratori – siano state previste forme di tutela>>.

 



Il sindaco di Saronno Fagioli scrive ai cittadini: ”Ecco come mi sono attivato per questa emergenza sanitaria”

SARONNO,12 marzo 2020- Cari concittadini, vi riassumo ciò che io, la giunta e la macchina comunale stiamo facendo sull’emergenza. Il tempo è prezioso e lo dedichiamo a lavorare e non ad inseguire facili protagonismi e inutili polemiche.

Per quanto riguarda le azioni che abbiamo intrapreso in queste tre settimane, di seguito indico alcune delle principali.

Nella settimana dal 24 febbraio al 2 marzo abbiamo provveduto a sanificare tutte le palestre.

Nella stessa settimana sono stati predisposti i distributori di gel disinfettante per i dipendenti comunali e il pubblico. Si è effettuata l’igienizzazione straordinaria di tutti gli uffici comunali, scrivanie e arredi degli uffici (tra i quali municipio di piazza Repubblica e la biblioteca).

Sono stati riorganizzati i servizi al pubblico, predisposti tramite sportello divisorio, in modo da prevenire eventuali contagi.

I servizi di back office, come richiesto dai decreti ministeriali, sono stati riorganizzati tramite turnazione del personale, telelavoro e riduzione delle presenze non essenziali.

Le riunioni di lavoro con più persone sono state annullate o comunque molto ridotte e quelle effettuate sono state realizzate con le precauzioni richieste dalla situazione sanitaria.

Dal 3 marzo abbiamo provveduto alla sanificazione di tutti gli asili nido e delle scuole materne comunali.

Dal 9 marzo è attivo, anche tramite i volontari, ai quali rivolgo un nuovo sentito ringraziamento a nome di tutti, il servizio spesa e medicinali a domicilio per quegli anziani che non hanno la possibilità di provvedere in autonomia tramite conoscenti e parenti. È sempre attivo in ogni caso il normale servizio di consegna pasti a domicilio.

Stiamo procedendo a una pulizia straordinaria delle strade, come immagino molti avranno avuto modo di verificare.

In ogni caso, mi occupo anche degli aspetti concreti: ad esempio oggi ho provveduto a ricercare personalmente le ditte che potessero fornire le necessarie mascherine di protezione per il personale di polizia locale. A oggi stiamo garantendo tutti i servizi necessari per il funzionamento della città.

Sono certo che da questa avversità potremo mostrare tutti insieme la capacità di lavorare in squadra superando così un momento molto difficile.

Vi raccomando di seguire le indicazioni dei provvedimenti in essere e delle buone prassi igieniche, certo della vostra piena collaborazione.

Un simbolico abbraccio di cuore a tutti.

Alessandro Fagioli, sindaco della Città di Saronno




Coronavirus, consigliere regionale Astuti (Pd): “La Regione controlli che le aziende tutelino i lavoratori”

MILANO, 12 marzo 2020-“Dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto che ha ulteriormente limitato l’attività sociale in tutta Italia è fondamentale che la Regione, attraverso le ATS, controlli che vengano garantite le condizioni di sicurezza per i lavoratori che sono chiamati a continuare la propria attività. Il decreto stabilisce la chiusura della attività commerciali e consente alle imprese di mantenere l’attività solo se in grado di garantire ai propri lavoratori condizioni di assoluta sicurezza.

È importante, come prevede il decreto, che sindacati e imprenditori mettano in atto in ogni azienda i protocolli e gli accordi necessari per la tutela di tutti i lavoratori che devono essere messi nelle migliori condizioni possibili. Oltre a sollecitare tutti coloro che possono a limitare o interrompere responsabilmente le attività e a garantire a tutti coloro che possono farlo lo smart working, chiediamo che le autorità territoriali mettano in atto fin da subito controlli stringenti nelle aziende che decidono di mantenere attiva la produzione. Per gli imprenditori che non garantiscano le condizioni di sicurezza ai propri dipendenti le sanzioni hanno a che fare con il codice penale.

Il nuovo decreto responsabilizza tutti noi, se possiamo, nel rimanere in casa e chiede una grande responsabilità a tutto il mondo imprenditoriale: rappresenta un atto di fiducia in un sistema sociale e imprenditoriale che deve dimostrarsi all’altezza di una sfida vitale per dell’intero nostro Paese. Regione Lombardia convochi il Patto per lo Sviluppo e promuova attraverso di esso la massima collaborazione tra le parti sociali e datoriali per far sì che i lavoratori vengano garantiti nella loro sicurezza.”

Lo dichiara il consigliere regionale del PD Samuele Astuti alla luce delle ultime decisioni assunte ieri dal Governo.




La parlamentare varesina Maria Chiara Gadda in isolamento volontario: ”Ho qualche linea di febbre”

VARESE, 11 marzo 2020-Carissimi, in rispetto a quanto prescritto nei decreti e nelle indicazioni governative, da giorni avevo limitato le uscite a quanto strettamente necessario. 

Purtroppo da ieri sera ho dei lievi sintomi influenzali, che mi impongono un auto isolamento volontario e di conseguenza l’impedimento a svolgere anche le mie attività istituzionali. Con rammarico non ho potuto quindi essere presente alle votazioni a Roma, ma il mio lavoro di ascolto e interlocuzione con amministratori locali, imprese e mondo del volontariato, continuerò a svolgerlo da casa come ho fatto in questi giorni
– dichiara Maria Chiara Gadda, parlamentare varesina di Italia Viva – È necessario oggi più che mai rispettare le raccomandazioni delle autorità ed essere responsabili, a tutela della nostra salute e delle persone più fragili. Solo in questo modo si potrà combattere il coronavirus, e fare sì che la nostra quotidianità e la nostra economia possano riprendersi in tempi rapidi.”




Varese chiude tutto per maggiore sicurezza. Galimberti: ”Alla Regione ho chiesto di andare oltre il decreto”

VARESE, 10 marzo 2020- di GIANNI BERALDO-

Chiudere tutto per il tempo necessario a scongiurare qualsiasi tipo di contagio.

Questa la richiesta unanime da parte di tutti i sindaci dei capoluoghi di provincia lombardi, oggi in video conferenza con il presidente della Regione Attilio Fontana.

D’accordo ovviamente anche il sindaco di Varese Davide Galimberti, che sulla delicata questione si è confrontato questa mattina con i componenti Giunta comunale «Durante la riunione con i sindaci dei capoluoghi e la Regione, ho chiesto di andare anche oltre le misure contenute nel decreto in vigore e chiudere tutto. Fermiamoci tutti ora per far ripartire al più presto la vita economica e sociale».

Scelta difficile e dolorosa che richiede gradi sacrifici da parte di tutti i cittadini, ma che forse risulta essere l’unica strada percorribile per non arrivare ad avere conseguenze ben peggiori delle attuali.

Una delle molte riunioni in Comune

Riunione di giunta che ha portato a varare alcune misure a tutela dei cittadini, in questo grande e grave momento di difficoltà «Per prima cosa abbiamo deciso il rinvio al 31 maggio del pagamento della Tari che per il 2020 avrà una forte riduzione che in queste ore stiamo quantificando. Per quanto riguarda le famiglie che hanno i bambini a scuola non verrà calcolata nessuna retta per il mese di marzo di tutti i servizi comunali (nidi, infanzia, doposcuola). Per il mese di febbraio, per essere vicini alle famiglie, si è stabilito di non far pagare i buoni pasto consumati nell’intero mese nelle mense delle scuole dell’infanzia e nelle scuole primarie, mentre sarà scontata la retta di febbraio dei nidi comunali», dice ancora il sindaco che aggiunge «Altra misura studiata questa mattina è quella che riguarda gli anziani: in tutta la città verrà realizzata una mappatura degli over 65 che, non potendo uscire di casa, necessitano di servizi essenziali come quello della spesa a domicilio o medicinali da parte delle farmacie. Nei prossimi giorni sarà creata una rete con le catene della grande distribuzione, gli esercizi di vicinato e le farmacie; contestualmente contribuiranno a questo servizio anche le realtà del mondo del volontariato».

Corso Matteotti diventerá un deserto

Altre misure riguardano il settore del commercio ora quasi in default. Su questo tema Galimberti sottolinea la decisione si spostare il pagamento della Cosap al 31 maggio oltre ad attivare campagna di sensibilizzazione perché tutti i negozi possano chiudere senza traumi aderendo alle nuove direttive. Altra indicazione quella riservata ai proprietari di immobili ai quali si chiede di far posticipare pagamento di affitti.

Compito difficile pure per la Polizia locale chiamata a lavori straordinari, dovendo controllare che non vi siano assembramenti oltre a verificare e controllare i vari spostamenti in città.

Un pensiero anche ai più giovani per i quali l’amministrazione comunale si impegna a supportare, anche al termine dell’emergenza, ogni iniziativa che possa coinvolgere i piccoli varesini.

direttore@varese7press.it




PCI Varese su emergenza sanitaria e privatizzazione: ” Non si puó risparmiare sulla salute”

VARESE, 8 marzo 2020- Egr. Direttore

Il governo ha annunciato che requisirà mezzi e strutture cliniche ed ospedaliere private. È un’ottima cosa. Incredibile che queste decisioni, sacrosante, arrivino solo quando l’emergenza arriva ad alti livelli. Ciò che si dovrebbe imparare da tutto questo è che il liberismo funziona solo per chi fa profitti ma non funziona per tutti gli altri. Da comunisti da sempre lottiamo affinché tutti i diritti sociali, tutti i servizi fondamentali al cittadini siano universali, pubblici, gratuiti e garantiti.

Non è un caso che il privato sparisca ogni volta che ci sono da spendere soldi e non da prendere. Il profitto è nemico dell’uomo, la storia lo ribadisce tante di quelle volte che è difficile fare un elenco.

Questa situazione contingente sta dando la rappresentazione plastica del fatto che ogni ulteriore richiesta di autonomia differenziata è non solo immotivata, ma fonte di grave pregiudizio per l’intero Paese.

Quando si parla di diritti universali, in questo caso della salute dei cittadini, ogni recinto sia esso fisico o giuridico, ha riflessi negativi.

In questo  senso l’idea di stato federale è fuori contesto, anacronistica, egoistica, divisiva. L’Italia unita è una regione dell’Europa. L’istruzione è una funzione essenziale dello Stato e come tale non può essere parcellizzata in venti microcosmi regionali.

Si riscontra,  in questa  linea politica  della Lega,  una totale incapacità  di fronteggiare contingenze storiche  che  non possono essere risolte  con le solite battute da  clown,  “dall’Autonomia Differenziata”, o quelle da Papete, “ adesso voglio tutto il potere” .

Questa linea politica, che ha la sua massima espressione in ciò che sta avvenendo in Lombardia  non è in grado di rispondere alle emergenze, di qualsiasi tipo esse siano: da quelle del lavoro a quelle sanitarie.

Politicamente parlando,  non si può andare avanti in questo modo, se non si modificano i paradigmi politici di riferimento.

Il dogma del mercato libero e della privatizzazione  si presenta in tutta la sua fragilità se un virus è in grado di sconvolgere anche il sistema sociale.  In questa situazione in cui si sono messi in discussione e a rischio i diritti universali, la salute in primis.

La politica, dal canto suo, mostra di abdicare, in favore della mera economia di mercato.

La sanità lombarda da sempre, fin dall’amministrazione Formigoni, è stata laboratorio di tutti i più nefasti esperimenti  di privatizzazione e oggi si trova alle corde, mancano i posti letto e le risorse per i servizi essenziali.

Questa epidemia virale ha scoperchiato un fatto, cioè che la sanità pubblica lombarda doveva rispondere ad interessi oligopolistici,  di varia natura e a vari livelli, vedi la questione  della chiusura degli ospedali di Gallarate  e di Busto Arsizio, per dare luogo ad una riduzione drastica del numero  di posti letto che oggi rischiamo di pagare a caro prezzo a causa dell’attuale epidemia da Covid19.

Tutto ciò andava  evitato attraverso una politica  che  doveva tenere fondamentalmente  conto dei diritti fondamentali dei cittadini, ben descritti nella Carta Costituzionale, come quello alla salute.

Non  si può “risparmiare” sulla salute.

I risparmi si fanno laddove sono possibili, per esempio sulle spese militari, e soprattutto è inaccettabile questo continuo raggiro fatto a danno dei contribuenti a proposito della SANITA’ PUBBLICA (vedi la proposta di  sponsorizzata  da Maroni a proposito della “riforma  del sistema dei malati cronici”).

Lucrare sulla sanità alla stregua di un qualunque servizio significa non averne compreso il significato e svilire ciò che ha significato per il nostro paese esserci dotati di un sistema sanitario nazionale che risponde al diritto universale alla salute.

La proposta  della Lega Salvini a proposito dell’Ospedale unico, da collocare  sul territori  di Busto Arsizio, al confine  con quello di Gallarate risponde, in modo palese, alla linea del business nel campo  della salute e risponde alle logiche  delle cordate  economiche  nazionali (e internazionali) che, a vario titolo, da tempo, intendono mettere mano, anche  attraverso la cosiddetta “Autonomia Differenziata” sul sistema ospedaliero pubblico.

L‘Ospedale Unico tra Busto Arsizio e Gallarate costituisce l’esempio lampante di questo tentativo di accaparramento privato delle eccellenze sanitarie lombarde.

PCI Federazione di Varese




Presidente Conte: ”Mi assumo la responsabilitá politica di questa decisione”

ROMA, 8 marzo 2020- “Mi assumo la responsabilità politica” delle decisioni che vengono prese in queste ore: “Ce la faremo”, dice Conte a notte fonda.

E lancia un appello alla “auto responsabilità”: per fermare il contagio non si può più “fare i furbi”, dice invitando i ragazzi a stare in casa a leggere e tutelare così la salute dei loro nonni.

La firma del decreto del presidente del Consiglio, frutto dell’accorpamento di due dpcm inizialmente previsti, arriva dopo una lunga giornata di contatti con le Regioni e dopo una fuga di notizie (“irresponsabile” e “rischiosa per la sicurezza”, dice Conte) che porta al diffondersi della bozza non ancora ultimata.

I presidenti di Regione su quella bozza dichiarano perplessità, dubbi. Ma milioni di cittadini del centro nord, dopo la diffusione della notizia, iniziano a interrogarsi sulla portata delle misure: “Si è creata confusione”, accusa Conte.




Zingaretti colpito dal coronavirus. Il Presidente Fontana: ”Caro Nicola ti sono vicino”

MILANO, 7 marzo 2020-«I medici mi hanno detto che sono positivo al Covid19. Sto bene ma dovrò rimanere a casa per i prossimi giorni. Da qui continuerò a seguire il lavoro che c’è da fare. Coraggio a tutti e a presto!», questo il messaggio video postato dal segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti risultato positivo al coronavirus.

«Caro Nicola, ti sono vicino e sono sicuro che ci rivedremo presto, più forti di prima, per andare avanti a combattere insieme questo virus».

E’ il messaggio che il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, rivolge al presidente della Regione Lazio aggiungendo «Io ho praticamente finito la mia quarantena e posso capire cosa significhi essere isolati per due settimane, quando si è chiamati ad affrontare una tale emergenza. Un grande in bocca al lupo da parte di tutti i lombardi».

redazione@varese7press.it




Dopo 1 anno dall’approvazione, non ancora attuata estensione validitá permessi rosa per neomamme.

VARESE, 7 marzo 2020-«Nei giorni scorsi ho presentato una proposta di modifica al “Regolamento comunale per i permessi di circolazione”. Le proposte di modifica ai Regolamenti, ai sensi dello Statuto comunale, devono essere discusse in Consiglio comunale entro 4 mesi dalla data di presentazione. Il testo presentato oggi consiste semplicemente nella richiesta di dare attuazione ad una mozione già approvata circa un anno fa». Cosí il consigliere comunale Luca Boldetti (Lista Orrigoni) in merito a una mozione, presentata in data 11 aprile 2019 (e approvata) riguardante la possibilitá di esterendere da 6 a 12 mesi la validita’del permesso rosa pe le neomamme. 
«Dopo quasi un anno, purtroppo, non è stata data attuazione a questo semplice provvedimento, forse per dimenticanza, forse per scarsa attenzione nei confronti dell’organo consiliare e delle sue deliberazioni, o forse per altri motivi ad oggi sconosciuti. In ogni caso, ho formulato questa proposta di modifica al “Regolamento comunale per i permessi di circolazione” che, a differenza di una mozione, se approvata sarà giuridicamente vincolante. Le modifiche ai Regolamenti, come la loro approvazione, necessitano del voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri (17). Vista, però, l’ampia condivisione che ci fu in sede di discussione della mozione, sono convinto che il quorum sarà facilmente raggiunto»
Una proposta quella del consigliere varesino, che rientra nel pacchetto di iniziative messe in campo  a sostegno delle famiglie e della natalità. Tra queste la possibilitá di  introdurre anche a Varese il “Fattore Famiglia”, uno strumento economico che va ad impattare sulle tariffe di alcuni servizi pubblici, come quelli dell’infanzia, promosso da Regione Lombardia con apposita legge.