PCI Varese su tema frontalieri: “Dalla parte dei lavoratori frontalieri italiani ma non solo”

VARESE, 9 luglio 2020-Il peso dei frontalieri sull’economia svizzera ha da tempo un ruolo decisivo. Sono 330mila i lavoratori e le lavoratrici che lavorano nella Confederazione Elvetica, provenienti da Italia, Francia, Germania e Austria e ogni sera rientrano nei rispettivi Paesi d’origine.

La Svizzera ha un crescente bisogno di manodopera estera infatti, pur essendo un Paese che conta 8,5 milioni di abitanti, ha un’economia molto rilevante. La presenza della forza lavoro straniera è divisa in 181.000 unità dalla Francia, 76.000 dall’Italia, 60.000 dalla Germania e 8.000 di nazionalità austriaca.

In particolare, nel Canton Ticino i frontalieri rappresentano il 28% della forza lavoro, molti dei quali prestano servizio nel mondo della sanità.

Dall’inizio del 2.000 i lavoratori italiani in Svizzera sono in aumento questo, è dovuto essenzialmente all’entrata in vigore della libera circolazione delle persone, accordo parafato tra Unione Europea e Svizzera.

L’aumento della manodopera frontaliera in Ticino (da 40.000 a 76.000), ha prodotto la preoccupazione dello sbilanciamento salariale al ribasso che potrebbe interessare anche i lavoratori Svizzeri. Mentre, i datori di lavoro affermano che, il fenomeno dei bassi salari verrebbe contrastato ribadendo l’importanza dei frontalieri per l’economia ticinese.

Il tema che tiene banco oggi e crea non poche preoccupazioni tra i lavoratori frontalieri è la revisione del Trattato già avviato, dai rispettivi Ministri degli Esteri, gli unici, che sono deputati a negoziare per un nuovo accordo che superi il trattato bilaterale siglato nel 1974 tra Svizzera e Italia sull’imposizione fiscale ai frontalieri con il ristorno delle tasse introitate dal Cantone Ticino.

Un nuovo accordo che, dovrebbe invalidare quello già esistente sottoscritto nel 2015, da più parti fatto oggetto di critiche e mai stato parafato.

Il nostro Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, nel suo recente incontro con il suo omologo Svizzero Cassis, ha dichiarato che l’obbiettivo è, salvaguardare gli interessi dei frontalieri pur mantenendo saldi i rapporti tra Italia e Svizzera.

Il Ministro Di Maio ha inoltre annunciato che, avvierà il confronto sulle tematiche relative ai frontalieri con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Gualtieri. Evidenziamo, la necessità di una proposta che porti ad una parificazione dei Trattati con la mediazione dell’Unione Europea.

Essenziale quindi sarebbe una ricognizione sui trattati in corso tra Francia, Germania e Austria e la Confederazione Elvetica. Esame e paragoni che permetterebbero di formulare nuove a nostro avviso proposte sulla tassazione dei salari che avverranno con il nuovo Trattato, ad esempio, l’eventualità di ampliare le soluzioni già esistenti, eliminando le possibili discriminazioni tra i lavoratori frontalieri

Come ulteriore valore aggiunto alle nostre proposte auspichiamo e sosteniamo che si concretizzino nel nuovo accordo di Trattato, la indispensabile presenza delle proposte dei Sindacati e delle Associazioni dei frontalieri; inoltre in quanto Partito Comunista Italiano speriamo, a fronte dell’attuale crisi pandemica-economica, la costituzione  di un fronte di lotta unitario dei lavoratori frontalieri atto a salvaguardare sia il lavoro, che  diritti dei lavoratori del settore. Per impedire qualsiasi uso strumentale del padronato d’Oltralpe dell’attuale crisi contro il mondo dei lavoratori frontalieri.

Settore frontalieri PCI federazione di Varese




A Saronno manifestazione per la libertà di pensiero

SARONNO, 9 luglio 2020-La cosiddetta legge contro l’omotransfobia, i cui contorni si percepiscono chiari nel disegno di legge Zan (dal nome del relatore), avrebbe conseguenze difficilmente prevedibili, ma sicuramente nefaste.
Questo ddl non nasce come un fungo fuori stagione. Arriva al momento giusto, cioè dopo una lunga serie di sedicenti “conquiste” in ambito etico-sociale, che in realtà sono state altrettanti scardinamenti della morale e del diritto naturali. Cito solo l’ ultimo di questi radiosi traguardi raggiunti e oltrepassati dalle quadrate legioni delle sinistre variamente etichettabili e dalle truppe d’assalto radicali: le cosiddette “unioni civili” con relativa “adozione del figliastro” da ottenersi ope sententiae anche se ciò comporta l’uso di un anonimo utero in affitto messo a disposizione da una povera donna indigente e disperata. Attende scalpitante dietro l’angolo una legge che “regolamenti” (leggi “consenta”) l’eutanasia, e si annuncia all’orizzonte, per ora con basso profilo, un riconoscimento della pedofilia, come paventa Don Fortunato Di Noto da tempo impegnato nella tutela dell’infanzia.
Come ciò sia potuto succedere, cioè come un paese non solo sociologicamente, ma intimamente cattolico, sia potuto arrivare a tanto, ce l’ha spiegato il sociologo J. P. Overton, dimostrando che l’idea più lontana dal comune sentire diventa socialmente accettabile se se ne fa oggetto di un pubblico e articolato dibattito che la rende familiare, e nel tempo, detto in soldoni, la sdogana. Questo dibattito va naturalmente alimentato e organizzato da soggetti a ciò interessati in ragione di un loro progetto di uomo e di società, ed è appunto quello che è avvenuto nella nostra povera Italia, dove la rivoluzione dei costumi è stata prima realizzata sulla stampa e alla televisione, successivamente nelle piazze, e infine in Parlamento.
Questo quanto alla lunga e abile preparazione. Quanto, invece, a chi si sarebbe dovuto e si dovrebbe opporre, si ricordano lontane battaglie combattute solo per onor di firma, mandando avanti uomini coraggiosi come Luigi Gedda e rimanendo tiepidi nelle retrovie, e si ricorda la firma di un cristianissimo Presidente della Repubblica in calce alla legge che introduceva l’aborto.
Oggi che il Parlamento discute il ddl Zan, poco è cambiato a questi spalti: la CEI ha parlato chiaro, ma ora è silenziosa, forse perché è stata subito impallinata dal fuoco amico di Avvenire: dagli amici mi guardi Iddio.
Tornando al ddl, e scegliendo fior da fiore, vi si può leggere che sono previste pene per il seguente motivo: “Propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, istigazione a delinquere e atti discriminatori o violenti per motivi razziali, etnici, religiosi, o fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”. Chi non si avvede che l’indeterminatezza del concetto “propaganda di idee”, aprirà la strada allo psicoreato di orwelliana memoria? Esprimere una propria convinzione in pubblico equivarrà a “propagandarla”? Nei programmi dei partiti dovranno essere obbligatorie accoglienza e inclusione? I corsi gender nella scuola diventeranno obbligatori? Dovremo farci un laico esame di coscienza prima di andare a letto? Possono sembrare interrogativi retorici campati in aria sulle ali della polemica. Ma tante cose che sembravano irrealizzabili ci appaiono oggi familiari: Overton ce l’ha insegnato.
Il romanziere e polemista inglese J. Chesterton scrisse un giorno una frase rimasta famosa: “Fuochi verranno attizzati per dimostrare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate”. Parlava, evidentemente, del tempo in cui le verità più semplici e naturali, come il fatto che l’unica società meritevole di chiamarsi famiglia è quella composta da un uomo e una donna, non si sarebbero potute affermare senza pagare un prezzo. Ora quel tempo è venuto. Ci vediamo sabato 11 alle 17, a Saronno, in piazza Libertà.

Alfonso Indelicato

Consigliere comunale indipendente eletto a Saronno




La critica di Varese 2.0: ”Masterplan e progetto stazioni richiedeva maggior dibattito e competenze”

VARESE, 8 luglio 2020-Procedere alla valutazione del rilancio della città di Varese attraverso lo strumento del masterplan è un atto imprescindibile, in particolare in relazione alle sue reali “vocazioni” inespresse.
Il processo, però, richiede conoscenza della storia del territorio, competenza professionale e lungimiranza. E quindi richiede una visione – non solo urbanistica, ma anche sociale ed ambientale – del possibile sviluppo, dei cambiamenti e delle trasformazioni effettive della città.
Purtroppo la procedura adottata per il “Masterplan comparto stazioni di Varese” ripropone, a nostro giudizio, una visione strettamente urbanistica contenente molte analogie con il Masterplan di Piazza Repubblica. Il nuovo progetto sembra redatto dallo stesso progettista che ripropone le stesse procedure e la stessa filosofia.
E’ ancora una volta porre al centro il costruire e la conseguente opportunità per chi lo realizza e per chi ci investe, di farlo a condizioni vantaggiose.
Niente di illegittimo in questo, ci mancherebbe, ma ancora troppo lontano dalle “reali vocazioni inespresse” della città.
Non neghiamo le buone cose in questo progetto. La volontà di ricucire parti “scollate” della città, di creare un parco urbano su aree abbandonate, di indurre alla creazione di servizi di quartiere, certamente costituiscono elementi fondamentali per la rigenerazione dei luoghi.
Sono, al contrario, gli strumenti inadeguati che portano al non raggiungimento degli obiettivi, alla negazione di una “ecologia urbana” che dovrebbe connotare Varese esaltandone le peculiarità.
La città di Varese è costituita da Castellanze e il nucleo centrale è collocato in una conca coronata da colline, ognuna distinta da un campanile. La città è policentrica, un insieme di borghi, quasi indefinita da confini fisici e capace di assimilare un’“area vasta” in continua evoluzione.  L’indicazione contenuta nel Masterplan Stazioni relativa alle altezze dei nuovi edifici è discutibile: la modulazione di altezze variabili, relazionate alle depressioni topografiche (altezze variabili da 20-24-28 metri di altezza) sembra voler negare la conformazione del territorio cercando un allineamento dell’orizzonte innaturale.
Varese non ha bisogno di “densificare” le aree adiacenti il nucleo storico, ma realizzare i “filamenti” a cucitura dei nuclei costituenti le parti della città, mantenendo l’integrità storica degli antichi rioni, evitando una forzata e innaturale omogeneizzazione strutturale. Questi filamenti potranno essere costituiti da percorsi pedonali, aree verdi e insediamenti a destinazione mista.
La città di Varese non ha bisogno di incrementi volumetrici delle aree centrali, essendo policentrica, bensì di connessioni reali fra le sue parti. La “premialità”, a nostro avviso, avrebbe dovuto seguire la volontà di diminuzione dell’occupazione del suolo e del contenimento delle barriere visuali costituite dell’altezza degli edifici.
Gli indici di sfruttamento volumetrico previsti dai Piani di Governo del Territorio determinano una soglia massima che non obbligatoriamente deve essere raggiunta. Avremmo potuto incentivare la rinuncia allo sfruttamento totale delle superfici realizzabili con una parte consistente delle premialità o dirottando questi “volumi” con lo strumento della perequazione su altre zone che necessitano di riqualificazione mediante ristrutturazione con carenza di volume.
Questo era il senso del nostro emendamento, non banale, e non strumentale, come purtroppo abbiamo visto, per il voto favorevole delle opposizioni.
Avremmo davvero voluto un dibattito più ampio, dove tutti avrebbero potuto dire la loro, in una logica di arricchimento del progetto e non di pura e semplice contestazione.
La politica di contrapposizione, che prevede sempre, necessariamente, vincitori e vinti, non appartiene a Varese 2.0 che continuerà, liberamente e democraticamente, ad esprimere il proprio consenso o il proprio dissenso alle idee per la città, a prescindere da chi le esprima, come si attiene ad una vera forza civica locale.
Grazie
Movimento civico Varese 2.0




Lettera aperta di Maffioli (Pci) al sindaco di Gallarate: ”La pandemia non vi ha insegnato nulla”

GALLARATE, 6 luglio 2020-Sig.Sindaco, questi mesi di pandemia (covid-19) purtroppo ancora in corso, hanno segnato anche la nostra città.
La pandemia, ha confermato anche quello, da noi da sempre affermato, dell’assoluta
indispensabilità del servizio pubblico Nazionale, non solo come assistenza sanitaria, ma per
tutti i servizi pubblici, confermando che la ricerca esclusiva del profitto (pubblico o privato che sia) non solo non garantisce, ma esclude gran parte della popolazione dai diritti sanciti dallaCostituzione.
Tutto ciò,però, a Lei ed alla sua amministrazione forse non è servito a capire l’importanza del servizio pubblico.
A Cajello, per esempio, è stato chiuso, per covid, l’ufficio postale e non si hanno garanzie sulla sua riapertura.
E stato chiuso definitivamente lo sportello comunale decentrato, vi è un solo medico condotto, mentre alla Moriggia non si conosce ancora il destino della piscina ecc…. questi sono solo alcuni esempi.
E’ questo che intende per governo della città?
È stata una cosa “quasi carina” la sponsorizzazione del manifesto dei commercianti del
centro, aiutando così privati e consumi, ma riteniamo sicuramente non ”carino”ma
necessario ed indispensabile che la Pubblica Amministrazione debba svolgere la funzione
di rispondere ai bisogni dei cittadini, delle classi meno abbienti, dei lavoratori.
Capisco, Sig Sindaco, che porta più voti una ruota panoramica di una buca riparata, ma
occorre valutare l’operato di un’amministrazione anche da questi esempi, oltre che dai fatti
gravissimi di rinvvii a giudizio che hanno colpito la Sua giunta.
Non per ultimo la posizione ambigua che, secondo noi, è stata tenuta sull’ospedale unico, che NON DEVE ESSERE FATTO, ma devono essere finanziati e ripotenziati quelli esistenti, scelta non solo più economica ma anche assistenzialmente più rispondente alle necessità del territorio.
Ricordando che all’atto del Suo insediamento, ha giurato sulla Costituzione Italiana, di essere al servizio dei cittadini, e se Lei e la Sua giunta non siete in grado di rispondere ai bisogni di tutti i Gallaratesi (non solo cittadini di serie………!) ne tragga le dovute considerazioni e le inevitabili conseguenze.
Il segretario cittadino  PCI Sezione di Gallarate

Giuseppe Maffioli




Lega in piazza a Varese per raccolta firme mentre la base vota Barbara Bison candidata sindaco

VARESE, 4 luglio 2020-di GIANNI BERALDO-La Lega del post coronavirus torna nelle piazze come prima dell’emergenza. Per farlo ha scelto un weekend di raccolta firme in tutta Italia.

Protagonista ovviamente anche Varese con gazebo situato in via Verratti di fronte al bar pasticceria Pirola, uno dei luoghi simbolo della cittá dove fino a poco tempo fa si ergeva il mastodontico ”Piantone”, poi abbattutto in quanto ammalorato.

Noi siamo passati questa mattina incontrando due rappresentanti della Lega Giovani tra cui il coordinatore cittadino Alberto Nicora, il quale ci ha spiegato le tematiche nazionali relative alla raccolta firme su stop ai vitalizi, alla sanatoria clandestini e stralcio delle cartelle di Equitalia «perché le imprese, soprattutto in questo momento tragico, hanno bisogno di nuova fiducia», dice il giovane rappresentante leghista il quale, in merito alla rinuncia alla candidatura come sindaco di Matteo Bianchi per le prossime elezioni amministrative a Varese, aggiunge «certamente Matteo sarebbe stato un nome assolutamente spendibile, ora lavoreremo per il candidato che decideranno le alte sfere».

In realtá la base ieri sera durante la riunione di sezione avrebbe giá deciso votando  Barbara Bison, avvocato e giá sindaco di Gornate Olona. Un voto che ha visto sconfitto Roberto Maroni che in realtá tra i leghisti varesini non ha mai riscosso particolari simpatie o apprezzamenti.




Umberto Bossi ricoverato all’Ospedale di Circolo a Varese

VARESE, 4 luglio 2020- Umberto Bossi é ricoverato da ieri sera nel reparto di Gastroentorologia all’ospedale di Circolo di Varese.

Secondo alcune fonti, il ricovero sarebbe stato programmato per effettuare alcuni controlli ma, come sempre e ovvio in questi casi, poco trapela rispetto alle fonti ufficiali.

Bossi é stato trasportato a Varese dalla sua ca sa di Ciittiglio in ambulannza, non dettato da una particolare situazione di urgenza ma da una scelta della famiglia in considerazione delle circostanze legate all’emergenza Covid.

Seguiranno aggiornamenti.

redazione@varese7press.it




”Pochi social e piú contatti diretti con i residenti”: presentati i Consiglieri di Quartiere di Progetto Concittadino

VARESE, 4 luglio 2020- di GIANNI BERALDO-

Presentati questa mattina nella suggestiva cornice dei Giardini Estensi, i Consiglieri di Quartiere della lista Progetto Concittadino.

Ruolo che molti di loro-otto uomini e cinuqe donne- in pratica giá ricoprivano ”ufficiosamente” considerato la vera anima civica della lista propensa ad ascoltare i cittadini in merito a criticitá dei vari quartieri cosí come proposte e idee.

Come evidenzia il presidente Mauro Sarzi Amadè «Un pó come le Radci e le Ali, il radicamento sul territorio è stato fin dall’inizio una nostra cifra distintiva, perché rappresentiamo un’idea progressista di cittadinanza attiva, capace di accorciare la distanza tra le istituzioni locali e la società. Dietro alle tredici nomine c’è stato un lungo periodo di confronto diretto con le persone nei quartieri dove questi nuovi consiglieri vivono».

Mauri Sarze Amadé con Enzo Laforgia

Come noto Progetto Concittadino fa parte della maggioranza con il suo principale rappresentante, l’assessore Dino De Simone. Questo non toglie che nell’arco di questi 4 anni di amministrazione, non vi siano stati delle frizioni con lo stesso sindaco Davide Galimberti su tematiche care agli elettori di Progetto Concittadino ma piú in generale a tutti i cittadini di Varese.

«Per l’idea di democrazia che coltiviamo é che lí dove esiste uno spazio d partecipazione noi dobbiamo esserci», dice il consiglire comunale Enzo Laforgia che aggiunge come siano importanti i grandi progetti della cittá, ma che la popolazione ha la necessitá di rispondere a bisogni immediati come la cura dei marciapedi, le strade, il traffico, pecheggi ecc «tuttre quelle dimensioni della vita quotidiana che spesso fuggono al dibattito politico in consiglio comunale e di giunta, invece importantissime perché da lí si misura la relazione tra ”governato” e ”governante”».

Ha ragione il professore Laforgia a sottolineare con enfasi questa situazione, la stessa che spesso determina pure il risultato finale nelle elezioni amministrative le quali, ricordiamo, a Varese si svolgeranno l’anno prossimo con Progetto Concittadino che si presenterá ancora una volta come alleato del sindaco Davide Galimberti che si ricandiderá.

Abiurare, quando ci si riesce l’utilizzo dei social per comunicare, propendendo per incotri ”reali” con i residenti dei vari quartieri, questo il mantra di tutti i neo eletti consiglieri, come sottolinea ad esempio Ettore Schioppa o Teresa Miccoli.

Davide Castelli

Anche Davide Castelli predilige incontra personalmente le perspne raccogliendone le istanze, anche se lui adotterá una piattaforma valida come i drive dove i residenti potranno riversare direttamente video e foto che documentino lo stato delle cose nel loro quartiere.

Insomma tante idee e voglia di fare che potrebbero (e dovrebbero) produrre nuovi spunti le dibattito politico cittadino.

Ecco i nomi dei tredici Consiglieri di Progetto Concittadino:

Per BREGAZZANA, CAMPO DEI FIORI, FOGLIARO, RASA, SACRO MONTE, S. AMBROGIO e VELATE (Consiglio 1):

Daniela Penazzi, residente a Bregazzana, architetto con studio a S. Ambrogio, svolge l’attività professionale sia nel settore pubblico che in quello privato, con specializzazione nel recupero e mantenimento del patrimonio edilizio esistente. Ha svolto per molti anni attività di ricerca e didattica al Politecnico di Milano. Partecipa alle attività dell’Associazione Genitori della Scuola Primaria Canetta e alle iniziative di Sant’Ambrogio in Strada.

Per AVIGNO, CALCINATE DEGLI ORRIGONI,CARROZZERIA e MASNAGO (Consiglio 2):

Davide Castelli, sposato, con due figli. Lavora nel settore dei sistemi informatici presso una delle principali aziende svizzere nel campo dei pagamenti elettronici. Risiede nel quartiere di Masnago (zona Carrozzeria), è cresciuto sul colle dei Miogni. Attivo nella lista civica Progetto Concittadino, si rispecchia nei temi dell’ambientalismo, del miglioramento della vita dei quartieri, della valorizzazione della mobilità alternativa, del mantenimento dei beni comuni, della divulgazione culturale e turistica legata ai temi del paesaggio. E nei valori partigiani dell’antifascismo.

Silvia Imarisio, 3 figli grandi, il mio lavoro presso il Centro Comune di Ricerca dell’Unione europea di Ispra mi ha portato a vivere a Varese 30 anni fa. Sono attiva nel volontariato di Sanita’ di Frontiera e mi impegno  nel progetto cittadino di ricostruzione a partire dal tessuto sociale.

Per BOBBIATE, CALCINATE DEL PESCE, LISSAGO, MUSTONATE e SCHIRANNA (Consiglio 3):

Massimo Crugnola, agricoltore biologico, con competenze in campo agronomico e in particolare di agricoltura biologica. Motivato dalla speranza che la piccola comunità possa diventare strumento di buona relazione in grado di contenere il malessere e il rancore diffusi.

Per BOSTO, CAMPIGLI, CASBENO e SCHIRANNETTA (Consiglio 4):

Giovanna Bianchi, insegnante presso Istituto comprensivo Varese2 “Silvio Pellico”. Residente a Varese da molti anni, in zona Bosto, disponibile a partecipare con interesse a questa nuova esperienza di vicinanza istituzionale sul territorio

Per VALLE OLONA, BELMONTE e S. FERMO (Consiglio 6):

Nicoletta Ballerio, sposata e madre di due ragazzi di 14 e 16 anni. Manager in una multinazionale, viaggia molto all’estero, conosce diverse lingue e parla correntemente l’inglese. Ritiene il confronto e il lavoro di squadra fondamentale per raggiungere obiettivi comuni. Da sempre attiva nella realtà del quartiere di San Fermo in diverse funzioni: nell’Associazione Genitori ‘Insieme per la Scuola’, che riunisce tutte le realtà scolastiche e prescolastiche del quartiere di San Fermo e come rappresentante dell’associazione al Tavolo di Sviluppo Comunità di San Fermo, da tempo un punto di riferimento e un esempio da seguire di cittadinanza attiva per altre realtà del comune di Varese.

Cinzia Iommazzo, vive a Varese da sempre e a Valle Olona dal 1992. Assistente sociale presso Ats Insubria, si occupa di sociale da trent’anni. E’ impegnata nell’attività sindacale e fa parte della Rsu dell’Ats Insubria.

Per BELFORTE e CASCINA MENTASTI (Consiglio 7):

Sabrina Cosma, residente a Varese dal 2001 sempre nel quartiere di Belforte. Diversi fattori hanno contribuito alla disponibilità a partecipare ai Consigli di Quartiere: la laurea in Architettura, che la porta a vedere sotto un profilo urbanistico e architettonico il territorio in cui vive, con i problemi ma anche il potenziale; vivere il quartiere come mamma di due ragazzini in età scolastica, che la spinge a voler contribuire nel migliorare la fruibilità dell’area in cui vive, prendendo spunto dai bisogni e dalle esperienze positive vissute nei 4 anni di permanenza nella città di Helsinki dove tutt’ora trascorre con la famiglia parte delle vacanze estive.

Per BIUMO SUPERIORE, IPPODROMO, VALGANNA, OLONA e MOLINI GRASSI (Consiglio 8):

Valentina Mallawarachchi, nominata dal PD ma già candidata con Progetto Concittadino alle scorse elezioni amministrative e simpatizzante della lista.

Per MONTELLO, AGUGGIARI e SANGALLO (Consiglio 9):

Ettore Schioppa, risiede a Varese dal 2000, nel quartiere Montello dal 2008. Laureato in Architettura, lavora in una industria di mobili per ufficio. Socio di FIAB Ciclocittà da diversi anni, ha un blog sulla ciclabilità: http://vainbc.blogspot.com. Socio del ACAO (Aeroclub Adele e Giorgio Orsi) del Centro Studi Volo a Vela Alpino e del Gruppo Alianti d’Epoca.

Per S. CARLO, BUSTECCHE e BIZZOZZERO (Consiglio 11):

Teresa Miccoli, varesina d’adozione dal 2006, di origini pugliesi, vive tra Bustecche e San Carlo. Lavora in ospedale, si occupa di sordità, è sposata e mamma di tre bambini. Ama il suo quartiere e cerca di dedicarcisi, in particolare è attiva da alcuni anni con un gruppo di genitori sia all’interno della scuola materna che nell’organizzazione di domeniche dedicate alle famiglie presso lo Spazio Yak. Ama il teatro, la musica, la fotografia, il cucito, la lettura. Ama i concetti di giustizia, di inclusione ed accoglienza, il riciclo, il riuso ed il baratto. Non ama gli sprechi, né materiali, né di tempo, né di parole.

Agostino Sciacca, consigliere di riserva. Vive a Varese dal 2002, ha insegnato inglese nelle scuole primarie della provincia. Da due anni è impegnato nel progetto di innovazione scolastica “Una scuola”, in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano, presso la Scuola Primaria IV Novembre di San Fermo. Abita dal 2014 nel quartiere delle Bustecche, di cui apprezza la vivibilità e la dimensione popolare di “borgo extraurbano” che gli ricorda la “contrada” dell’infanzia. Gli piace andare in bici, per questo vorrebbe che Varese e il suo quartiere progredissero verso una mobilità più sostenibile: con verde, strade e marciapiedi più curati così da poter andare a piedi e in bici in sicurezza.

Per GIUBIANO e OSPEDALE (Consiglio 12):

Ivano Pozzi, consigliere di riserva. Genitore di 2 bambine. Laureato in Scienze dell’Educazione, lavora presso il CFPIL nel quale si occupa di percorsi personalizzati per allievi disabili. Ha diverse esperienze di volontariato internazionale, di integrazione dei migranti e di laboratori di urbanistica partecipata. Collabora con l’associazione “Il Farina” per la promozione della cultura antifascista, partecipa come genitore alle attività dello Spazio Yak (teatro) e dello Spazio Kabum (palestra di arti circensi).




Varese, manifestazione #BlackLivesMatter in Piazza Montegrappa organizzata dal Pd

VARESE, 3 luglio 2020-Si terrà domani, sabato 4 luglio, alle ore 17 in Piazza Monte Grappa a Varese la manifestazione #BlackLivesMatter organizzata dal Partito Democratico Provinciale.

Gli organizzatori dichiarano che attraverso questo evento verrà dimostrata con forza la presenza del Partito Democratico nella lotta in favore dei più deboli, degli invisibili: “scendiamo in piazza anche per chi rischia la vita in mare aperto a metà strada tra le prigioni e i campi di pomodori”.

Black Lives Matter è il movimento nato il mese scorso negli Stati Uniti per protestare contro la barbarie razzista mostrata agli occhi del mondo attraverso l’assassinio di George Floyd, ma qui da noi – dichiarano gli organizzatori – deve assumere anche un significato ulteriore legato alla lotta contro le discriminazioni e l’oppressione nel nostro Paese.

La Segreteria Provinciale del Partito Democratico specifica anche che l’evento si terrà nel rispetto totale delle norme di sicurezza sanitaria vigenti.




Galparoli su dimissioni coordinatore cittadino di FI: “Dispiace ma noi andremo avanti con il nuovo progetto politico”

VARESE, 2 luglio 2020-“Il Coordinamento provinciale di Forza Italia Varese prende atto, con rammarico, della scelta del coordinatore cittadino varesino Roberto Leonardi di rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico, dopo quasi 5 anni di attività e lo ringrazia per il contributo offerto al partito.
Una notizia che, seppur giunge quasi alla vigilia del rinnovo amministrativo del capoluogo, non ci coglie impreparati a fronte di una sua scelta di disimpegno politico già evidente da qualche tempo e che, comunque, rispettiamo.
Rimarchiamo oggi con ulteriore determinazione, tuttavia, ancora una volta, il nostro massimo impegno rispetto al percorso di rinnovamento con entusiasmo e determinazione sia per la città di Varese, chiamata al voto fra meno di un anno, che per l’intera provincia.”
Così il coordinamento provinciale di Forza Italia Varese, nel giorno dell’annuncio stampa delle dimissioni di Roberto Leonardi. 

“Spiace registrare tanta demotivazione politica nelle parole di chi sino ad oggi ha ricoperto un ruolo autorevole in Forza Italia, essendo stato il coordinatore cittadino del capoluogo della Provincia. Normalmente chi è hai vertici di un partito non dovrebbe limitarsi ad elencare ciò che ritiene essere solo criticità, – aggiunge Giuseppe Taldone, vice coordinatore provinciale degli azzurri- ma dovrebbe, soprattutto, saper infondere coraggio

Giuseppe Taldone

ed entusiasmo all’interno della comunità, guidare i processi di crescita e rilancio dell’azione politica, attrarre gente nuova, giovani, adoperarsi per riavvicinare tutti coloro che per ragioni varie si sono disinnamorati o allontanati.

Questo è ciò che stiamo facendo da tempo in provincia di Varese come coordinamento provinciale, con grande e ritrovato entusiasmo, insieme al nostro commissario il senatore Giacomo Caliendo, con i nostri onorevoli, i consiglieri comunali, provinciali, i sindaci, i nostri militanti, gli amici e i simpatizzanti di Forza Italia.
Un ringraziamento a Roberto Leonardi per ciò che ha potuto o voluto fare finora, certi allo stesso tempo di poter continuare a fare buona politica, anche su varese, con il sostegno di tanti motivati amici e militanti.”
Conclude infine Piero Galparoli, responsabile provinciale enti locali di Forza Italia e consigliere comunale varesino “mi rincresce della decisione presa da Roberto Leonardi, sia dal punto di vista politico che di amicizia.
Insieme abbiamo percorso un lungo tragitto e lo ringrazio personalmente per il lavoro svolto a Varese.
Oggi Forza Italia è però in una fase di rinnovamento e, se anche qualcuno decide di prendere un’altra strada è altrettanto vero che molti altri stanno abbracciando il nuovo progetto azzurro.”



Eleonora Paolelli nuovo Presidente Upel Varese

VARESE, 2 luglio 2020 – Eleonora Paolelli, Sindaco di Bodio Lomnago, è il nuovo Presidente di Unione Provinciale Enti Locali (Upel) di Varese. L’amministratrice locale, esponente della Lega, era già presente da cinque anni nel Consiglio direttivo dell’associazione, che si occupa di fornire servizi e mettere in rete risorse a supporto dei Comuni associati e dei loro amministratori.

“È una grande soddisfazione avere ricevuto la fiducia dei colleghi amministratori locali, che mi hanno affidato questo delicato e importante incarico – commenta Paolelli – Upel rappresenta un valore aggiunto essenziale per tutti i Comuni, in particolare per quelli più piccoli, che hanno le stesse esigenze delle realtà più grandi ma, ovviamente, meno risorse a disposizione. Qui entra in gioco Upel, che si mette a servizio dei Comuni e riesce a dare servizi indispensabili”.

“Pensiamo – sottolinea Paolelli – al supporto a livello normativo, con i numerosi corsi organizzati e gli sportelli ad hoc riservati agli enti locali. Servizi che si concretizzano in un continuo aggiornamento a supporto dell’attività amministrativa. Un grande lavoro è stato fatto nel periodo del lockdown, quando Upel si è immediatamente attivata attraverso corsi online, fornendo così gli strumenti e le conoscenze, necessari per affrontare il periodo di crisi, a circa novemila operatori che hanno seguito i corsi”.

“L’elezione di Eleonora Paolelli rappresenta un ottimo segnale, è stata scelta un’amministratrice competente e che conosce bene le problematiche che gli Enti locali devono affrontare. I colleghi hanno premiato il suo lavoro e le sue capacità. Come Responsabile provinciale Enti Locali della Lega, non posso che esprimere grandissima soddisfazione per il fatto che a raggiungere questo risultato sia stata una nostra militante, a conferma della grande attenzione che la Lega ha sempre riservato alle realtà amministrative più piccole e all’importante compito che gli amministratori locali hanno nei confronti dei cittadini” commenta Emanuele Poretti, Responsabile Enti Locali della Segreteria provinciale della Lega di Varese.

L’Unione Provinciale Enti Locali (Upel) è un’associazione senza scopo di lucro costituita il 7 ottobre 1998, dotata di personalità giuridica, riconosciuta da Regione Lombardia. Gli enti associati ad oggi sono 351.