In Regione Lombardia ritorna il simbolo del Partito Radicale

MILANO, 21 gennaio 2020-Nella seduta di ieri, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha preso atto della richiesta avanzata dal Consigliere Michele Usuelli, presidente del gruppo regionale “Più Europa con Emma Bonino”, di modificare la denominazione in “Più Europa – Radicali”. “Ho così uniformato il nome già adottato dal mio collega Alessandro Capriccioli in Regione Lazio.” – ha spiegato il Consigliere Usuelli.

“Questa scelta, – aggiunge – ancorché a distanza di tempo, nasce dalla indicazione data da Emma durante il congresso di +Europa a gennaio 2019 di rinunciare al riferimento esplicito al suo nome nel simbolo e segue ciò che è avvenuto più recentemente alla Camera dei Deputati con l’adeguamento del nome in “Centro Democratico – Radicali Italiani – +Europa”.”

“Questa mia richiesta vuole inoltre garantire un uguale riconoscimento alle due forze politiche nelle quali mi identifico, anche con l’obiettivo di incoraggiarne la crescita e il rafforzamento. Il desiderio mio e di molti altri compagni è quello di trovare la massima sinergia possibile tra i due soggetti, anche nel rispetto del cammino intrapreso da Radicali Italiani attraverso l’iscrizione al registro dei partiti.” – conclude Usuelli.




Brugnone (Italia Viva): ”Inaccettabile rincari biglietti parcheggio Ferrovie dello Stato”

BUSTO ARSIZIO, 19 gennaio 2020-di MASSIMO BRUGNONE-
Accade ogni gennaio e ogni settembre: diversi cittadini si trovano impossibilitati a rinnovare l’abbonamento al parcheggio adiacente alle Ferrovie Nord entro i primi cinque giorni del mese previsti dal regolamento. E questo perché probabilmente, e giustamente, non si trovano in città perché in vacanza. Con la conseguenza non solo di perdere l’accesso garantito a un parcheggio per cui ogni mese chi ha l’abbonamento del treno paga 22 euro, ma di esser costretti a pagarne 6 al giorno. Che calcolati su un utilizzo di cinque giorni lavorativi per almeno tre settimane (la prima del mese non si è utilizzato) fanno 90 euro. Quattro volte il prezzo base. E questo è inaccettabile.
Capisco la scelta dell’Amministrazione di dare un tetto massimo di giorni per il rinnovo dell’abbonamento, così da permettere a chiunque di accedere a un parcheggio con numero di posti limitato. Ma è anche vero che non si può discriminare chi non è presente in città per le proprie legittime ferie lavorative e si trova quindi impossibilitato a rispettare tale scadenza. Per di più in alcuni casi Agesp ha impedito agli utenti di usufruire dell’abbonamento settimanale, perché – secondo quanto riferito da alcuni cittadini rivoltisi agli appositi sportelli – secondo la partecipata del Comune i posti disponibili anche per tali abbonamenti sarebbero tutti occupati. Quando è palese che se invece trovi posto pagando il singolo giorno, di posti liberi ce ne sono.
Per questi motivi ho presentato un’interrogazione in cui chiedo all’Amministrazione che nei mesi di gennaio e settembre vengano aumentati i giorni i giorni in cui è possibile rinnovare automaticamente l’abbonamento a dieci. Non solo: non si capisce perché, passati i cinque giorni richiesti bisogna per forza recarsi in Agesp e non è possibile ricaricare la propria tessera direttamente agli sportelli presenti all’interno del Parcheggio. Anche questo deve cambiare. È infine necessario apporre dei cartelli maggiormente visibili che avvisino gli utenti e spieghino in maniera dettagliata le conseguenze del mancato rinnovo.
Quei parcheggi servono ai cittadini di Busto Arsizio che sono costretti ogni giorno a spendere soldi semplicemente per potersi recare a lavoro o in università. Quello che devono fare Agesp e il Comune di Busto Arsizio è venirgli incontro, non rendergli la vita più difficile.
Massimo Brugnone
Consigliere comunale Italia Viva Busto Arsizio



Carignola (Pd): ”Comodo presentare candidati sindaco che non rischiano nulla!”

VARESE, 18 gennaio 2020-Si leggono da diversi mesi nomi di possibili candidati a sindaco di Varese per contrapporsi, molto probabilmente, a Davide Galimberti.

E’ di un certo interesse rilevare che si parla di potenziali candidati che ricoprono incarichi istituzionali, e che dunque anche in caso di sconfitta continueranno a svolgere il proprio incarico senza rischiare la propria poltrona: molto comodo così! Inoltre, si tratta di ex sindaci che con la città di Varese non hanno nulla a che vedere: non una grande dimostrazione di forza della Lega cittadina, per usare un eufemismo, che evidenzia anzi una totale assenza di classe dirigente. Per queste ragioni la ricerca del candidato di Lega e alleati si annuncia lunga e tortuosa.

Luca Carignola

Segretario PD Varese




I sindaci della Lega in provincia di Varese insorgono: “Con questi tagli non potremo realizzare tante opere essenziali per i cittadini”

GALLARATE, 17 gennaio 2020- di GIANNI BERALDO-

Un buon numero di sindaci leghisti in rappresentanza di Comuni della provincia (tra loro la sindaca di Bodio Eleonora Paolelli, quella di Fagnano Olona Elena Catelli, quello di Albizzate Mirko Zorzo, Emanuele Poretti sindaco di Castiglione Olona, giusto per citarne alcuni) hanno risposto all’appello del sindaco di Gallarate Andrea Cassani, a partecipare  a un incontro- svoltosi stamattina in Comune di Gallarate- con la stampa, in merito all’ennesimo taglio dei cosidetti Fondi di Solidarietá destinati agli Enti Locali, deciso dal governo nell’ultima Legge di Bilancio.

Decisione che riguarda anche Comuni virtuosi che invece dovrebbero essere maggiormente gratificati solo per il fatto di avere lavorato bene sul territorio.

Nuova legge di Bilancio che nello specifico mette in ginocchio ancora di più le già esigue casse comunali, creando non pochi problemi nel realizzare quei fondamentali lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria che determina poi l’operato di una amministrazione comunale.

Incontro fortemente voluto anche dai rappresentanti nazionali della Lega presenti in Parlamento e presenti all’incontro, come gli onorevoli Matteo Bianchi e Leonardo Tarantino e il senatore Stefano Candiani. Tutti loro ovviamente che non lesinano critiche nei confronti dell’attuale governo Conte rimarcando invece come solo un anno fa la presenza della Lega al governo, avesse permesso lo sblocco di parecchi fondi per gli enti locali gratificando soprattutto quelli virtuosi.

Cassani (a sx) con Matteo Bianchi

Parlando di Gallarate la situazione in tal senso è disastrosa con un taglio di 200mila euro inizialmente previsti come fondi da erogare<<Se un Comune si trova con 200mila euro in meno in cassa ovvio che i problemi poi ricadano sui cittadini che si trovano senza servizi essenziali. Da tempo chiediamo maggiore autonomia per gli enti locali, una riforma che non è mai stata attuata>>, dice Bianchi che aggiunge di avere scelto come sede dell’incontro proprio il Comune di Gallarate erchè il più penalizzato tra quelli della provincia.

Interessante la riflessione politica di Tarantino (membro della Commissione Finanza in Parlamento) il quale, tabelle alla mano, evidenzia come siano solo sette i Comuni in provincia di Varese che non hanno subito questi interventi così drastici. Da rilevare che anche il Comune di Varese ha subito pesanti tagli con 523926 euro in meno in cassa rispetto al 2019 (<<sarebbe bello sentire anche il parere del sindaco Galimberti dopo questi tagli>>, ironizzano i partecipanti all’incontro).

Andrea Cassani

Tarantino snocciola numeri e dati focalizzando l’attenzione su alcuni punti chiave <<Si è tornati indietro generando un ricalcolo che ha portato a un taglio complessivo di circa 1 milione e 419mila euro destinati in origine agli enti locali della nostra provincia, serviti invece nel contribuire al bilancio dello Stato. I Comuni hanno contribuito tantissimo a risanamento dei conti pubblici, subendo tagli per 13 milioni di euro negli ultimi dieci anni. Bilancio pesantissimo che non può e non deve continuare>>.

Sull’argomento interessante pure lo storytelling di Candiani, raccontando come tutto sia iniziato fino a enucleare il problema attuale <<L’economia locale si mette in moto partendo dalle amministrazioni comunali, allarme che vorremmo sentire forte anche da ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) tramite il bravo e preparato presidente Antonio Decaro che forse vorrebbe agire in tal senso, ma è come se fosse succube del Pd e delle loro decisioni al governo, senza mettere in atto quella volontà decisionale a tutela degli enti locali>>.

Una bella sferzata pure nei confronti di Anci quella di Candiani, lui che di esperienze amministrative negli anni ne ha accumulate parecchio.

Eleonora Paolelli

Scorato, dimesso e pure un filino incazzato (giustamente), così oggi il sindaco di Gallarate Cassani che, oltre a ricordare per l’ennesima volta la vana attesa di fondi che non arriveranno mai mettendo in forte crisi la sua amministrazione comunale, chiosa il suo intervento dicendo <<Mi dispiace giungere a queste conclusioni, ma forse era meglio non essere un comune virtuoso visto che in altre parti d’Italia certi enti comunali con bilancio dissestato hanno ottenuto fondi>>.

Non le manda a dire approfittando della situazione, nemmeno la sindaca Paolelli di Bodio Lomnago <<Ditemi voi come faccio a offrire dei servizi ai cittadini senza questi fondi, tassandoli ulteriormente? Non ci penso proprio. Ma chi prende certe decisioni sa cosa vuol dire per un Comune subire questi tagli? Queste sono solo alcune domande che pongo al governo (che rimarranno probabilmente senza risposta aggiungiamo noi)>>.

Stefano Candiani

Insomma, continua la battaglia politica da parte degli amministratori locali della nostra provincia, rendendo palese quello che pare già evidente per molti di loro: ossia con pochi soldi in cassa tanti lavori rimarranno al palo.

Situazione che in realtà dovrebbe accomunare tutte le amministrazioni comunali indipendentemente dello status politico di che li governa al momento.

Ma questa è un’altra storia.

direttore@varese7press.it




VIDEO intervista ad Andrea Cassani, sindaco di Gallarate, su tagli fondi a enti locali

GALLARATE, 17 gennaio 2020




VIDEO interviste parlamentari varesini della Lega su tagli fondi a Enti Locali

GALLARATE, 17 gennaio 2020




Rappresentanti del Pd nazionale in visita alle acciaierie di Piombino

PIOMBINO, 16 gennaio 2020-“Questa mattina si è svolto un incontro presso la sede nazionale del Partito Democratico tra il vicesegretario Andrea Orlando, Nicola Oddati della segreteria nazionale, Valerio Fabiani della segreteria regionale della Toscana, Simone De Rosas, segretario di Piombino e le Rsu delle acciaierie di Piombino.

Il Pd segue con attenzione la vicenda relativa alla situazione produttiva dello stabilimento di Piombino. I lavoratori delle acciaierie hanno sollecitato un rapido incontro con il Governo per verificare lo stato di attuazione dell’accordo di programma e il Partito Democratico si è impegnato per favorire quanto prima questo obiettivo”.

Lo rende noto l’ufficio stampa del Pd in una nota.




Lotta alla dispersione della plastica. Elisabetta Strada (LCE): ”Facciamo il punto della situazione”

MILANO, 15 gennaioo 2020-Parte dalle reti civiche della Lombardia “l’onda verde” contro la dispersione, lo spreco e la cattiva gestione dei prodotti in plastica.

Obiettivo del seminario: favorire l’adozione di politiche ambientali nelle pubbliche amministrazioni locali tramite le liste civiche associate in Alleanza Civica del Nord,  e la creazione di agende ambientali territoriali civiche.
Se ne parla Giovedi 16 gennaio alle ore 18 in un seminario organizzato da Elisabetta Strada (Consigliere regionale Lombardi Civici Europeisti) e Carlo Alberto Rinolfi (Coordinatore Gruppo Ecoambiente di Alleanza Civica del Nord) nella Sala Gonfalone di Palazzo Pirelli, via Fabio Filzi 22.

Con la partecipazione di Antonello Ciotti (Presidente Corepla), Marinella Levi (docente del Politecnico di Milano), Valter Molinaro (Coop Lombardia) e Niccolò Carretta (Consigliere regionale Lombardi Civici Europeisti e Presidente della Commissione di Inchiesta sui rifiuti in Lombardia).




Obiettivo Saronno: ” Oltre a riparare buche l’amministrazione comunale pensi a rendere più attrattiva la città”

SARONNO, 15 gennaio 2020-Qualche mese fa, in riferimento al DUP 2018-2020, avevamo scritto:

“Il 2020 è dietro l’angolo e il mandato di questa Amministrazione scade fra meno di un anno: davvero nei prossimi mesi si spenderanno 100.000€ per uno studio di fattibilità per la riqualificazione di Palazzo Visconti?  Non se ne vede l’ombra e sembra quasi una cifra buttata lì per dire che c’è”. 

Nel Documento Unico di Programmazione (DUP) 2020-2022 del Comune di Saronno, approvato durante l’ultimo consiglio comunale del 28.12.2019, questaspesa di investimento finanziata con mutuo” di 100.000€, denominata “riqualificazione Palazzo Visconti”, è stata posticipata niente di meno che al 2022 (ultimo anno del periodo di riferimento del DUP)! 

Durante il consiglio comunale più di un esponente della maggioranza leghista, Sindaco compreso, ha giustificato il completo disinteresse nella riqualificazione di Palazzo Visconti affermando che la priorità di questa Amministrazione è tenere la città pulita e le strade in ordine e non inseguire sogni ritenuti irrealizzabili. 

È come dire che un imprenditore pensi unicamente ad assicurare ai dipendenti di avere gli strumenti di lavoro necessari e a pagare il gas per riscaldare i luoghi di lavoro o l’energia elettrica per avere la luce senza progettare e pianificare una strategia che mantenga in vita e sviluppi le potenzialità dell’azienda.

In un intervento successivo degli Assessori presenti, viene aggiunta questa considerazione: “cosa si vuole investire su questo Palazzo che oggi è situato in una zona dove regna il degrado”. Come, l’Amministrazione punta e investe i soldi dei cittadini per tenere in ordine la città, pulita e senza buche e dichiara che una zona centrale della città, dove risiede Palazzo Visconti, è in uno stato di degrado? C’è qualcosa che non torna…

Saronno è una città con grandi potenzialità e non è così difficile capire che oltre a dover chiudere le buche per strada e sistemare i marciapiedi sia necessario pensare a come renderla attrattiva, creare opportunità di lavoro e interesse dal punto di vista turistico e culturale. 

Siamo convinti che una città come Saronno necessiti, oltre che dell’ordinaria amministrazione, di una visione strategica per il prossimo futuro. 

Parlando di Palazzo Visconti, come ben recita il Sindaco, il problema non sono tanto le risorse quanto avere una buona idea per la sua sostenibilità, idea che, a sentire l’attuale Amministrazione, nessuno ha tirato fuori. Ci domandiamo: chi ha il compito di trovare questa idea? Chi dovrebbe lanciare e sponsorizzare il progetto di riqualificazione del Palazzo? Chi dovrebbe favorire la partecipazione attiva e il confronto con i cittadini per ascoltare le loro proposte? La risposta è una sola: chi ha l’onore e l’onere di guidare Saronno.

Sviluppare le potenzialità di una città è un dovere per chi la amministra e non un sogno da considerare irrealizzabile. Purtroppo ad oggi non si vede oltre la buca davanti la propria casa.




“Se Ministro dà cattivo esempio, allora studenti liberi di copiare” : Lega Giovani lancia l’hashtag #FUORILATESI

MILANO, 13 gennaio 2020- “Se il Ministro dà il cattivo esempio, allora liberi tutti: si può copiare impunemente”. Questa la provocazione lanciata dal Coordinatore lombardo della Lega Giovani, Alessandro Verri e dal Coordinatore federale degli studenti della Lega Giovani, Christian Colombo. I due esponenti leghisti chiedono inoltre al neo Ministro della Scuola, Lucia Azzolina, di rendere noto il testo integrale della tesi per l’abilitazione all’insegnamento, oggetto delle accuse di plagio.

“Siamo alle solite – prosegue Alessandro Verri – in questo Paese si predica bene, si razzola male e si copia malissimo. Vorrei ricordare che in Germania nel 2011, per una questione molto simile, un Ministro ci ha rimesso la poltrona. Ma se così non dovesse accadere, allora forse bisognerebbe interpretare la cosa come un invito per gli studenti a copiare durante le verifiche, perché nella migliore delle ipotesi si avrebbero le carte in regola per diventare un ministro della Scuola del Movimento 5 Stelle. Se le accuse fossero confermate, mi chiedo con che coraggio si possa dare lezioni di onestà ragazzi”.

“Stando a quanto riportano dai giornali – prosegue Christian Colombo – nelle sole prime tre pagine, uniche disponibili online, circa il 50% del testo risulta copiato da altri testi, senza la necessaria citazione. Se tutto fosse confermato non osiamo immaginare come sia la situazione nelle restanti 38 pagine. Ma a questo punto è necessario andare a fondo. Chiediamo che sia reso pubblico il testo integrale della relazione, per capire se il ministro, all’epoca dei fatti, ci avesse preso gusto, proseguendo nell’opera di copiatura compulsiva. Per questo motivo abbiamo lanciato in queste ore sulla rete l’hashtag #FUORILATESI, nella speranza che arrivino risposte velocemente dall’interessata, che ha il dovere, nei confronti degli studenti, di fare chiarezza”.