La Lombardia è la regione italiana più impegnata nella mobilità elettrica

VARESE, 16 febbraio 2021-La Lombardia è la regione italiana più impegnata nella mobilità elettrica
In Italia tre parcheggi su dieci sono dotati di sistema di ricarica elettrica
Parclick spiega i principali vantaggi di avere un’auto elettrica 
In Italia ci sono più di 19.300 punti di ricarica elettrica in 9.700 stazioni aperte al pubblico. Di queste, 8 su 10 sono in aree pubbliche (nelle strade, per esempio) e il restante 20% su terreni privati con accesso pubblico (parcheggi, supermercati, centri commerciali…). Nel 2020 è stato installato il 40% in più di questi sistemi, numeri che continueranno a crescere nel 2021. Oltre la metà di questi punti di ricarica si trova nel Nord del Paese. La Lombardia a farla da padrone: è la regione, infatti, con il numero più alto, più di 3.300, seguita dal Piemonte con duemila, dall’Emilia-Romagna con poco più di 1.800 e da Lazio, Veneto e Toscana con 1.700.
Tra i migliori posti per ricaricare i veicoli elettrici ci sono sicuramente i parcheggi. Quando si passeggia in città, si fa shopping, si va in centro per un appuntamento, ci si sposta per lavoro o per incontrare gli amici si parcheggia la macchina e allo stesso tempo si ricarica. Una volta ripresa l’auto, la sua autonomia sarà di nuovo al massimo. Secondo i dati forniti da https://parclick.it azienda leader in Europa per la prenotazione di parcheggi online, il 32% dei parcheggi italiani ha già dei sistemi di ricarica per auto elettriche. Le regioni con più punti sono Lazio, Lombardia, Campania, Toscana, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. E le singole città con più punti sono Roma, Milano, Firenze e Napoli.
Niccolò Mariotti, Direttore Commerciale di Parclick Italia ha commentato: “La guida elettrica è un pilastro fondamentale per avere un mondo più pulito. L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti del 55% entro il 2030 e per ottenere ciò sarà essenziale promuovere sempre di più l’uso delle auto elettriche. In Italia stiamo assistendo ad una forte spinta in termini di installazione di punti di ricarica e vogliamo congratularci con la regione Lombardia per il suo impegno per il futuro della mobilità elettrica. Noi di Parclick crediamo fermamente in questa guida green ed ovviamente nella comodità di prenotare il proprio posto auto dal nostro sito web e app e ricaricare l’auto in un parcheggio, mentre si fanno altre attività di svago o di lavoro, risparmiando fino al 70%. Pertanto, abbiamo voluto spiegare a coloro che hanno ancora dei dubbi perché un’auto elettrica rappresenta un’opzione interessante per un futuro acquisto, oltre ai vantaggi per l’ambiente”.   



Maccagno super tech tra i Comuni vincitori di Eolo Missione Comune

MACCAGNO, 15 febbraio 2021 – Piccolo, ma con una grande fame di innovazione e digitalizzazione. Il Comune di Maccagno con Pino e Veddasca è fra i vincitori di EOLO Missione Comune, il progetto che prevede la donazione di 1 milione di euro all’anno in premi tech per tre anni ai Comuni con meno d 5.000 abitanti.

Per i prossimi quattro mesi, i cittadini e sostenitori potranno aiutare Maccagno con Pino e Veddasca ad aggiudicarsi il contributo massimo di 14.000 euro in premi tecnologici, adatti a supportare la digitalizzazione del sistema scolastico e la trasformazione in una piccola smart city: basterà seguire le indicazioni presenti sul sito della piattaforma per supportare il comune scelto attraverso alcune Missioni social.

“In un momento delicato di ripartenza come quello che stiamo vivendo, poter accedere a connessione ultra veloce e strumenti digitali è fondamentale per i piccoli comuni, che giocano un ruolo strategico chiave nel tessuto economico del nostro Paese” commenta Luca Spada, Presidente e fondatore di EOLO “come azienda siamo da sempre vicini ai piccoli Comuni e ai territori che spesso sono dimenticati dagli altri operatori, e abbiamo fatto del portare internet dove gli altri non arrivano la nostra missione. La nostra idea di fare business è fortemente centrata sull’avere un impatto positivo nelle comunità in cui operiamo, perché un Sistema Paese più forte rende anche le aziende più competitive”.

Con il progetto EOLO Missione Comune, EOLO, operatore leader in Italia nella fornitura di connettività tramite tecnologia FWA – fixed wireless access, conferma il proprio impegno verso i comuni in cui opera, con un forte focus sulle necessità della scuola. Le soluzioni tecnologiche ideate per la digitalizzazione del sistema scolastico variano da tablet e strumenti tech a percorsi di formazione individuali o di gruppo per avvicinare i più giovani ai temi della tecnologia, sostenibilità e problematiche ambientali.

Oltre alla scuola, il catalogo dei premi di EOLO Missione Comune comprende anche: connettività omaggio per 2 anni, access point per connettere le aree del paese e soluzioni per la sicurezza o la municipalità. Tutti strumenti pensati per portare anche le realtà più piccole ad innovarsi.

Per maggiori informazioni e dettagli sul progetto visitare il sito https://missionecomune.eolo.it/




Le “Coding Girls” combattono anche il gender gap da pandemia

VARESE, 12 gennaio 2021-Le disuguaglianze di genere sono ormai diventate un tema caldo anche sui social, come mostra l’indagine Datalab di Eni su ricerche Google e hashtag di Twitter, e continuano ad aggravarsi con l’emergenza sanitaria. Il policy brief pubblicato dall’Onu mostra come il forte impatto del virus sulle donne abbia reso ancora più complesso il quadro di disparità economiche e sociali: non solo le donne guadagnano meno, risparmiano meno e ottengono lavori che garantiscono meno sicurezza e stabilità, ma sono anche più stressate da nuove priorità familiari. Servono risposte concrete, eque e inclusive, con traguardi raggiungibili, come quello indicato dal Piano operativo della Strategia nazionale per le competenze digitali del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione (MID): quadruplicare entro il 2025 il numero di laureate in discipline scientifiche e tecnologiche.  

Il progetto Coding Girls, promosso dalla Fondazione Mondo Digitale, si inserisce in questa linea di intervento e propone un originale modello di formazione, sensibilizzazione e orientamento allo studio e alle professioni dei settori della scienza e della tecnologia per le studentesse di tutta Italia. Il 21 ottobre 2020 è stata lanciata la settima edizione del programma con un evento live su Facebook, animato dalle testimonianze di donne protagoniste con diversi ruoli sociali e professionali. Nel contesto attuale di regressione della gender equality in molti paesi del mondo, il programma è una soluzione strategica importante per incrementare le competenze digitali e trasversali di 15.000 ragazze della Generazione Z e potenziare le opportunità occupazionali. Punto di forza del progetto è un’alleanza collaborativa tra istituzioni e grandi aziende, che coinvolge enti come l’Ambasciata Americana a Roma, l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi, la Compagnia di San Paolo, Microsoft, Eni e una rete di 32 partner accademici.

Anno dopo anno Coding Girls ha creato una rete sempre più fitta che, in questo periodo storico di crescente incertezza, insicurezza e lontananza, rappresenta un saldo punto di riferimento anche grazie alle declinazioni locali del progetto, le prime a Torino, Milano e Napoli. Già nel primo anno l’analisi condotta su un campione ha documentato nei partecipanti un miglioramento auto percepito nelle competenze informatiche, un’aumentata consapevolezza delle proprie potenzialità nell’ambito della programmazione e una maggiore propensione a prendere in considerazione una futura carriera universitaria e lavorativa nell’ambito STEM, dati molto incoraggianti che confermano il ruolo strategico delle Coding Girls anche per la rinascita post pandemica.

 




Studi confermano: la molecola naturale lattoferina utile a combattere il Covid -19

VARESE, 7 gennaio 2021-La lattoferrina è una molecola naturale presente in tutte le secrezioni umane, compreso il latte materno, i cui effetti benefici sono stati testati nella lotta contro l’infezione da Covid-19. Si tratta di una proteina multifunzionale in grado di accrescere le difese immunitarie dell’organismo e di svolgere anche un’azione anti-infiammatoria.

Dopo lo studio condotto da un team di Ricercatori delle Università di Roma La Sapienza e Tor Vergata che ha dimostrato in vitro ed in vivo l’efficacia della molecola nel trattamento del virus, a dicembre 2020 si è tenuto un Convegno interamente dedicato al Covid-19 dal titolo “Covid-19 vs Codogno 20”, organizzato dal primario di Pneumologia dell’Ospedale di Codogno, il Dottor Francesco Tursi, in collaborazione con l’Accademia di Ecografia Toracica (AdET). Per l’occasione sono anche stati presentati i risultati della esperienza di due medici di medicina generale di Firenze che avevano trattato 25 pazienti positivi a SARS-CoV-2 (ora divenuti circa 40) asintomatici, paucisintomatici e moderatamente sintomatici con la lattoferrina, nello specifico con il Mosiac.

La lattoferrina bovina è stata riconosciuta priva di effetti avversi dalla Food and Drug Administration (FDA, USA); ha identiche funzioni rispetto a quella umana, ed è stata ed è la più utilizzata sia negli studi in vitro che in vivo. Mosiac è un prodotto che contiene solo lattoferrina bovina pura ed è in commercio già da diversi anni.




Robot e intelligenza artificiale: gli effetti giuridici in Sanità. Tavola rotonda con Antonella Minieri di Mida Academy

VARESE, 11 dicembre 2020-Lunedì 14 dicembre L’Avv. Antonella Minieri, Presidente dell’Associazione MIDA ACADEMY, su iniziativa della Senatrice Valeria Fedeli, è stata invitata a promuovere una tavola rotonda che si svolgerà tramite piattaforma Zoom, per discutere su Robot e intelligenza artificiale: responsabilità ed effetti giuridici della sanità del futuro.

«La MIDA ACADEMY – dichiara il Presidente Minieri – è un’associazione che nasce da un progetto scientifico e culturale di giuristi, docenti universitari, medici, fiscalisti, giovani professionisti e ricercatori, con lo scopo di: difendere, promuovere, documentare e sostenere i Diritti Umani in Italia e nel Mondo salvaguardando i problemi socio-culturali di ogni individuo con l’ausilio della loro professionalità e ricerca, anche scientifica, per lo sviluppo della cultura, del diritto del lavoro, del costume, della comunicazione, della formazione, della sanità, valorizzando quanto più possibile l’immagine e la considerazione della persona; in particolar modo della donna, del minore e delle minoranze in genere ergendosi quale intermediario tra il cittadino e le Istituzioni.

L’avvocato Minieri

In particolare nell’ultimo anno – prosegue il Presidente – la Mida Academy ha studiato il rapporto tra Intelligenza Artificiale,Robotica nell’ambito sanitario e la sua regolamentazione, che è al centro del dibattito giuridico degli ultimi anni ed è stato oggetto di una risoluzione Europea ottobre 2020. Se fino ad oggi infatti , i rapporti tra informatica e Sanità si sono incentrati solo sulla ricerca scientifica è importante che oggi il mondo giuridico debba essere in grado di aiutare gli operatori nel mondo Sanitario e tutelarli nella propria opera. È ragionevole pensare – conclude il Presidente Minieri – la predetta relazione si arricchirà di un ulteriore tassello: la regolamentazione giuridica di condotte non umane. L’uso dell’IA in ambito normativo, porterà al sorgere di nuove tematiche, come la responsabilità civile per condotte derivate da errori commessi dall’intelligenza Artificiale stessa, le tutele da applicare ai consumatori, quindi ai pazienti, ai lavoratori, la responsabilità di queste “macchine intelligenti” e ancora, la responsabilità civile nell’ottica dei danni poste in essere da software o macchine senza intervento umano».

 Gli argomenti che verranno trattati, con l’aiuto di specialisti e conoscitori del sistema sanitario e giuridico, sono molteplici. Durante la tavola rotonda, si affronterà il tema che vede la responsabilità dei diversi soggetti variare in base al tipo di abilità e capacità di cui è dotato il robot o l’impiego per il quale lo stesso è utilizzato, non solo in relazione all’ambiente di riferimento ma anche in base al contesto di utilizzo.

Presenti: Presidente di Mida Academy Avv. Antonella Minieri, Dott. Massimo Annicchiarico, Prof. Vittorio Donato, Vice Ministro della Salute, Pierpaolo Sileri, On. Valeria Fedeli, On. Vittorio Stumpo, prof. Antonella Polimeni, On. Enrico Cavallari, Avv. Antonino Galletti, Avv. Donatella Cerè, Avv. Grazia Maria Gentile, Prof. Avv. Alessio Mauro, Dott. Silvestro Maria Russo, Prof. Stefano Arcieri, Dott. Maria Flora Febbraro, Prof. Avv. Luca D’Auria, Prof. Gianfranco Tonnarini, Prof. Salvatore Oliva, Avv. Simone Fantauzzi & Avv. Pierluigi D’Agostino, Avv. Gennaro Maria Amoruso, Dott. Gianluca D’Elia, Prof. Gianluca Marella, Prof. Avv. Pasquale Ricci.

Modera: Dott. Emilio Orlando, giornalista.

L’Avv. Antonella Minieri, Presidente dell’Associazione MIDA ACADEMY, oltre ad aver istituito l’Osservatorio sulla IA e la Robotica, con l’organizzazione di questa prima tavola rotonda vuole promuovere una campagna di sensibilizzazione nei confronti dell’opinione pubblica e delle Istituzioni sull’impiego della robotica e l’intelligenza artificiale in ambito sanitario e giuridico.

Partnership: Capire per Prevenire, Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata regione Lazio

Per info e accrediti: mida.academy.associazione@gmail.com




Le Gallerie Leonardo compiono un anno

MILANO, 8 dicembre 2020- Giovedì 10 dicembre 2020, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia celebra il primo compleanno delle Gallerie Leonardo, dedicando una serie di appuntamenti speciali all’interno del palinsesto di Storie Digitali @Museoscienzail progetto nato per raccogliere tutte le storie del Museo, attraverso i linguaggi del digitale
Sui canali social del Museo, sarà infatti pubblicata in anteprima Meccanica di una mostra, la serie di brevi documentari che racconta la nascita dell’esposizione e il dietro le quinte della realizzazione del progetto, commissionato dal Museo a Francesco Clericiregista documentarista specializzato nei temi dell’arte e del patrimonio che ha esordito nel 2015 con il film Il gesto delle mani (vincitore di un premio della critica alla Berlinale). Il progetto è stato seguito da Simona Casonato, curatrice del Museo.
La serie si articola in 11 episodi più uno di Overture per un totale di circa 85 minuti complessivi. L’episodio #0 Overture del documentario, sarà online giovedì 10 dicembre e poi, dal 21 dicembre fino al 1° marzo, ogni lunedì sarà pubblicata una puntata all’interno del palinsesto di Storie Digitali @Museoscienza, online sul sito web www.museoscienza.org e sui canali social FacebookInstagramTwitter e Youtube , nella rubrica #StorieScelte.

Dall’estate 2018, quando la storica Galleria Leonardo ha chiuso i battenti ed è stata smantellata per fare posto al nuovo progetto, Clerici, osservatore silenzioso e discreto, ha documentato il “dietro le quinte del Museo”. Il progetto è anche la creazione di una testimonianza storica dell’azione del Museo nei confronti dell’eredità di Leonardo, attraverso la rappresentazione della quotidianità del lavoro dei suoi professionisti, nei vari settori coinvolti.
I filmati ripercorrono alcuni dei momenti salienti dei lavori, portandoci dietro le quinte di questa grande transizione. Conservare, esporre al pubblico e tramandare nel tempo le cose e i pensieri che hanno abitato il mondo sono infatti le capacità che costituiscono la sapienza e il mestiere del Museo. Conservatori, restauratori, curatori, designer, allestitori,
trasportatori, educatori, esperti di organizzazione, comunicazione e media digitali lavorano quotidianamente dietro le quinte e, all’interno del documentario Meccanica di una mostra, abbiamo la possibilità di vederli in azione.
Lo stile semplice e diretto del regista Francesco Clerici permette di immergersi nei suoni e nei gesti del lavoro compiuto per portare al pubblico la figura di Leonardo artista, ingegnere e scienziato: una competenza costruita in oltre sessant’anni di attività, come testimoniano le rare immagini d’archivio che compaiono in alcuni episodi.

PALINSESTO MECCANICA DI UNA MOSTRA
Giovedì 10 dicembre – compleanno Gallerie Leonardo
Episodio #0 – Ouverture (7’ 55’’)
Questa collezione di brevi documentari, commissionata dal Museo al regista Francesco Clerici, è stata girata durante i diciotto mesi impiegati per rinnovare l’esposizione più celebre del Museo: le Gallerie di Leonardo da Vinci, aperte un anno fa, il 10 dicembre 2019.
In una sinfonia di gesti e attrezzi, si chiude l’era della storica Galleria di Leonardo, minimale e solenne. Prendono forma gli spazi delle nuove Gallerie, colorati e immersivi. L’episodio 0, proiettato in occasione dell’evento inaugurale, è una vera e propria “ouverture”, che riassume in pochi minuti i mesi di intenso lavoro che saranno esplorati in dettaglio nelle puntate successive.




La sonda cinese Chang’e-5 è sulla Luna: dopo 44 anni un veicolo è atterrato sul suolo lunare

VARESE, 2 dicembre 2020-Dopo 44 anni un veicolo si è posato di nuovo sulla Luna per raccogliere campioni di rocce e portarli a Terra: il lander della missione cinese Chang’e 5 si prepara a una settimana intensa, durante la quale dovrà perforare e scavare il suolo lunare per raccoglierne campioni, impacchettarli e ripartire per tornare a Terra a metà dicembre.

Finora le ultime rocce lunari erano state portate a Terra nel 1976, dalla missione Luna 24 dell’ex Unione Sovietica. Era una missione robotica, come lo è la cinese Chang’e 5. Prima di allora i campioni del suolo lunare erano invece stati raccolti dagli astronauti: lo aveva fatto la storica missione Apollo 11 della Nasa, la prima a portare l’uomo sulla Luna, e poi le missioni Apollo 12, 14, 15, 16 e 17, per un totale di oltre 382 chilogrammi di rocce lunari.

Lanciata il 23 novembre dalla base di Wenchang, nell’isola di Hainan, con il razzo Lunga Marcia 5, la missione dell’agenzia spaziale cinese Cnsa ha l’obiettivo di fare della Cina il terzo Paese al mondo a poter raccogliere rocce lunari, dopo gli Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica. L’allunaggio è avvenuto puntualmente nell’Oceanus Procellarum, o Oceano delle Tempeste, una regione più recente rispetto a quelle finora visitare dalle altre missioni lunari.

Subito dopo essersi posato al suolo, il lander della missione Chang’e 5 ha dispiegato i pannelli solari e le antenne per comunicare con la Terra. L’obiettivo è raccogliere due chilogrammi di materiali, prelevati scavando fino a una profondità di due metri.

Se tutto andrà come previsto, il lander di Chang’e 5 dovrebbe lasciare il suolo lunare giovedì per tornare in orbita attorno alla Luna, utilizzando la sua piattaforma di atterraggio come rampa di lancio. Il veicolo dovrà agganciarsi al modulo orbitale sabato, dove dovrà trasferire i campioni. Il rientro a Terra è previsto il 17 dicembre in un’area interna della Mongolia.

La partenza dal suolo lunare sarà un’altra sfida. Non accadeva infatti dagli anni ’70 che un modulo di allunaggio lasciasse la superficie della Luna per ricongiungersi al suo modulo orbitale. La difficoltà maggiore è nel fatto che la traiettoria del lancio non potrà essere calcolata con precisione se non dopo l’atterraggio, in base al punto preciso nel quale si è posato il veicolo. Quello della missione Chang’e 5 è stato il terzo allunaggio di una missione cinese. Il primo era avvenuto nel 2013 con la missione Chang’e 3 e il secondo nel 2019, con la Chang’e 4, il primo veicolo spaziale a posarsi sulla faccia nascosta della Luna.(ANSA)




L’Insubria alla Notte Europea dei Ricercatori 2020

VARESE, 27 novembre 2020 – Guarda al futuro, un futuro da tutelare e costruire insieme, la Notte europea dei ricercatori 2020, proposta quest’anno in modalità online per l’emergenza sanitaria. L’Università dell’Insubria vi aderisce con un video inedito e un nuovo spazio web a cui il pubblico può accedere liberamente, a partire dal 27 novembre, per consultare e approfondire lo stato della ricerca dell’ateneo di Varese e Como.

In questa edizione, l’iniziativa sostenuta dalla Commissione Europea fin dal 2005 promuove il ruolo della ricerca per affrontare la crisi nei settori riassunti nei 17 obiettivi di Sviluppo sostenibile (Sdgs) lanciati dall’Onu nel 2015 e inseriti nell’Agenda 2030, che è stata sottoscritta dai governi dei 193 Paesi membri ed è diventata simbolo di un cambiamento necessario attraverso azioni concrete.

«Quest’anno l’evento assume inevitabilmente un rilievo particolare – commenta il rettore Angelo Tagliabue –. L’emergenza sanitaria ha dimostrato l’importanza della ricerca e della collaborazione tra studiosi di tutto il mondo, per vincere le sfide presenti e future. L’università ha la responsabilità, con la ricerca scientifica e con la didattica, di promuovere uno stile di vita più sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale e di fornire strumenti e risposte all’intera comunità»




”Amazon women innovation””: borse di studio riservate a studentesse di quattro atenei italiani

MILANO, 9 novembre 2020 – Per il terzo anno consecutivo Amazon assegnerà la borsa di studio Amazon Women in Innovation, creata per aiutare le giovani donne provenienti da contesti meno avvantaggiati a soddisfare la propria ambizione di lavorare nell’innovazione e nella tecnologia. Amazon supporterà borse di studio nelle università delle città in cui si trovano il proprio Centro di Sviluppo, gli Uffici Corporate, Centri di Distribuzione, oltre che la sede del Customer Service: il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, l’Università di Roma Tor Vergata e, da quest’anno, anche l’Università degli Studi di Cagliari. Tutte le borse di studio saranno offerte per l’anno accademico 2020/2021. 

Il progetto fa parte del programma Amazon nella Comunità e sostiene l’educazione di studentesse meritevoli per diventare leader del domani e per aver successo nell’economia digitale. Amazon Women in Innovation offrirà quindi un finanziamento di €6.000 all’anno, per tre anni, a quattro studentesse: una che intenda conseguire una Laurea in Ingegneria Matematica o Informatica presso il Politecnico di Milano, un’altra iscritta al Corso di Laurea in Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Torino, una impegnata presso la facoltà di Ingegneria Informatica o di Ingegneria di Internet dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e una quarta iscritta al Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica dell’Università degli Studi di Cagliari. Le Università sceglieranno le vincitrici in base a parametri di merito e di reddito, come specificato nel bando di gara. 

Oltre a supportare economicamente le studentesse per tre anni, Amazon metterà a disposizione una mentor, una manager di Amazon, per aiutare a sviluppare competenze utili per il lavoro futuro, come, ad esempio, le tecniche per creare un curriculum efficace o affrontare un colloquio di lavoro in Amazon o in altre aziende.

“Con l’istituzione di queste borse di studio continuiamo ad aiutare giovani meritevoli a diventare leader nell’innovazione e ad avere successo nell’economia digitale, acquisendo gli strumenti utili ad affrontare le sfide del futuro”, ha dichiarato Mariangela Marseglia, VP e Country Manager di Amazon in Italia e in Spagna. “Si conferma così il nostro impegno più ampio non solo nel garantire accesso all’istruzione e nel voler ispirare i giovani a provare le discipline informatiche, ma nel costruire un vero e proprio ambiente inclusivo, che passa anche dai percorsi accademici più tecnici, tradizionalmente poco accessibili alle ragazze”. 

“Si tratta di una preziosa occasione che permetterà al nostro Ateneo di favorire e incentivare le studentesse meritevoli garantendo loro un valido sostegno per il prosieguo del loro percorso universitario. Si inserisce a pieno titolo nelle politiche che l’Università di Cagliari sta portando avanti soprattutto negli ultimi anni: per questo abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Amazon” – commenta Maria del Zompo, Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari 

“È attraverso lo stretto legame tra università e impresa che garantiamo reali opportunità di crescita alle ragazze, sia durante il percorso di studio che una volta inserite nel mondo del lavoro. L’iniziativa di Amazon, che il Politecnico accoglie con grande favore, rientra all’interno di un programma più ampio chiamato Girls@Polimi, che grazie al contributo delle imprese finanzia borse di studio per le ragazze iscritte ai percorsi di ingegneria, dove il divario di genere è più accentuato. – afferma Donatella Sciuto, Prorettrice del Politecnico di Milano –  Ci auguriamo che sempre più imprese seguano l’esempio di Amazon, non come gesto filantropico, ma come investimento sulla crescita delle prossime generazioni e del Paese.”   

“Le evidenze internazionali dimostrano che la qualità e l’innovazione nelle attività didattiche, di ricerca, di sviluppo e trasferimento tecnologico aumentano con politiche di gender equality, diversity e inclusione. Il capitale umano, che include sia le donne sia gli uomini, ha il potenziale per raggiungere l’eccellenza in tutte le discipline, comprese quelle STEM, valorizzando i diversi talenti. Diversità è eccellenza” afferma Claudia De Giorgi  – Vice Rettrice per la Qualità, il Welfare e le Pari Opportunità del Politecnico di Torino. 

“In un periodo nel quale si fa sempre più stringente e attuale la necessità di superare il gender gap nel mondo del lavoro – basti pensare che tra le linee guida per pianificare la gestione del Recovery Fund sono state inserite l’empowerment femminile e l’equità di genere – Amazon ha dimostrato di essere, ormai da anni, pioniere nelle ‘politiche di genere’. Il World Economic Forum ci dice che solo il 30% dei ricercatori sono donne e le studentesse sono ampiamente sottorappresentate nelle materie STEM. È nostro compito mettere in atto qualsiasi iniziativa che crei pari opportunità e che superi le diseguaglianze, ostacolo alla crescita e al benessere economico del Paese. Per questo motivo, anche quest’anno, aderiamo con convinzione ad ‘Amazon Women In Innovation’, offrendo alle nostre studentesse dei corsi di Laurea di Ingegneria Informatica ed Ingegneria di Internet la possibilità di accedere alla borsa di studio e al percorso di crescita umana e professionale nel campo dell’innovazione e della tecnologia” – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Orazio Schillaci.




Al Politecnico di Milano si studia la forza dell’aria: Galleria del vento a disposizione delle aziende

MILANO, 9 novembre 2020-La Galleria del Vento del Politecnico di Milano è un luogo unico nel suo genere. Struttura dal nome semplice, quasi giocoso, questo edificio del Campus Bovisa è in realtà un enorme laboratorio, il più grande in Europa, in cui si studia l’andamento del vento intorno ai corpi dalle più svariate forme e dimensioni. Come si legge su Genio & Impresa (genioeimpresa.it), il magazine online di Assolombarda, attraversando le varie stanze della Galleria è possibile assistere a simulazioni di raffiche di varia intensità, fino a 200 chilometri orari, e la loro interazione con elicotteri, ponti ed edifici, oppure con oggetti più piccoli e comuni, come il casco di un ciclista o di uno sciatore.

Modello aeroelastico del Ponte Yavuz Sultan Selim

Una sperimentazione continua, che ha come fine ultimo la realizzazione di mezzi ed infrastrutture efficienti, prestanti e sicuri. “La Galleria è luogo di ricerca di base per gli studenti e i ricercatori del Politecnico, ma anche di ricerca applicata e di servizio verso il nostro tessuto economico”, afferma Marco Belloli, direttore scientifico della Galleria dal 2001, anno della sua nascita, e custode del laboratorio insieme al responsabile tecnico Luca Ronchi.

Molte grandi, medie e piccole imprese italiane, infatti, si sono affidate proprio alla Galleria del Vento per testare l’efficacia dei prodotti, affittando l’impianto per i giorni necessari alle prove. Un vero e proprio “noleggio del vento”, che nel corso degli anni ha interessato settori di varia natura: velivoli e costruzioni in primis, ma anche impianti fotovoltaici, tracker per pannelli solari, geomembrane usate come coperture e società di ingegneria strutturale. Con un occhio di riguardo per la sostenibilità: “Lavoriamo sull’efficienza energetica degli edifici o dei velivoli con il bando Ue Clean Sky, nel settore delle energie rinnovabili e dei pannelli fotovoltaici, oppure con le grandi navi da cargo che, grazie ad una rete di vele, consumano e inquinano di meno”.

Modello dello stadio Mohammed bin Rashid di Dubai

Ma che aspetto ha esattamente una galleria del vento? La struttura si presenta come un gigantesco tubo all’interno del quale passa l’aria che soffia nelle camere di prova; una più grande, in cui si testano gli effetti del vento su oggetti statici, e una più piccola, in cui si provano macchine che si muovono nell’aria ferma. Un impianto che si regge su una tecnologia raffinatissima, ma che a nulla servirebbe senza il fattore umano: nella Galleria del Vento scienza e ingegneria incontrano le eccellenze del sistema produttivo e nessuno esclude l’altro. Lo conferma il direttore Belloli: “Gli artigiani che costruiscono i modelli in scala e collaborano con noi da tanti anni sono una risorsa preziosissima perché senza di loro tutti i nostri studi non sarebbero possibili”. All’esterno dell’edificio ci sono poi due cabine di comando, i modelli di alcune strutture architettoniche che hanno fatto la fama di Milano, come il quartiere City Life e il Palazzo Italia di Expo 2015, treni ad alta velocità, navi e una vera e propria “wall of fame con le firme di tutti gli atleti che hanno utilizzato le attrezzature testate dalla Galleria. Giusto per citarne alcuni: Alex Zanardi ed Elia Viviani. Al momento alla Galleria del Vento sono tanti i progetti sul tavolo e altrettanti i sogni da realizzare. Uno su tutti? La costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.