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L’Insubria alla Notte Europea dei Ricercatori 2020

VARESE, 27 novembre 2020 – Guarda al futuro, un futuro da tutelare e costruire insieme, la Notte europea dei ricercatori 2020, proposta quest’anno in modalità online per l’emergenza sanitaria. L’Università dell’Insubria vi aderisce con un video inedito e un nuovo spazio web a cui il pubblico può accedere liberamente, a partire dal 27 novembre, per consultare e approfondire lo stato della ricerca dell’ateneo di Varese e Como.

In questa edizione, l’iniziativa sostenuta dalla Commissione Europea fin dal 2005 promuove il ruolo della ricerca per affrontare la crisi nei settori riassunti nei 17 obiettivi di Sviluppo sostenibile (Sdgs) lanciati dall’Onu nel 2015 e inseriti nell’Agenda 2030, che è stata sottoscritta dai governi dei 193 Paesi membri ed è diventata simbolo di un cambiamento necessario attraverso azioni concrete.

«Quest’anno l’evento assume inevitabilmente un rilievo particolare – commenta il rettore Angelo Tagliabue –. L’emergenza sanitaria ha dimostrato l’importanza della ricerca e della collaborazione tra studiosi di tutto il mondo, per vincere le sfide presenti e future. L’università ha la responsabilità, con la ricerca scientifica e con la didattica, di promuovere uno stile di vita più sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale e di fornire strumenti e risposte all’intera comunità»




”Amazon women innovation””: borse di studio riservate a studentesse di quattro atenei italiani

MILANO, 9 novembre 2020 – Per il terzo anno consecutivo Amazon assegnerà la borsa di studio Amazon Women in Innovation, creata per aiutare le giovani donne provenienti da contesti meno avvantaggiati a soddisfare la propria ambizione di lavorare nell’innovazione e nella tecnologia. Amazon supporterà borse di studio nelle università delle città in cui si trovano il proprio Centro di Sviluppo, gli Uffici Corporate, Centri di Distribuzione, oltre che la sede del Customer Service: il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, l’Università di Roma Tor Vergata e, da quest’anno, anche l’Università degli Studi di Cagliari. Tutte le borse di studio saranno offerte per l’anno accademico 2020/2021. 

Il progetto fa parte del programma Amazon nella Comunità e sostiene l’educazione di studentesse meritevoli per diventare leader del domani e per aver successo nell’economia digitale. Amazon Women in Innovation offrirà quindi un finanziamento di €6.000 all’anno, per tre anni, a quattro studentesse: una che intenda conseguire una Laurea in Ingegneria Matematica o Informatica presso il Politecnico di Milano, un’altra iscritta al Corso di Laurea in Ingegneria Informatica presso il Politecnico di Torino, una impegnata presso la facoltà di Ingegneria Informatica o di Ingegneria di Internet dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e una quarta iscritta al Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica dell’Università degli Studi di Cagliari. Le Università sceglieranno le vincitrici in base a parametri di merito e di reddito, come specificato nel bando di gara. 

Oltre a supportare economicamente le studentesse per tre anni, Amazon metterà a disposizione una mentor, una manager di Amazon, per aiutare a sviluppare competenze utili per il lavoro futuro, come, ad esempio, le tecniche per creare un curriculum efficace o affrontare un colloquio di lavoro in Amazon o in altre aziende.

“Con l’istituzione di queste borse di studio continuiamo ad aiutare giovani meritevoli a diventare leader nell’innovazione e ad avere successo nell’economia digitale, acquisendo gli strumenti utili ad affrontare le sfide del futuro”, ha dichiarato Mariangela Marseglia, VP e Country Manager di Amazon in Italia e in Spagna. “Si conferma così il nostro impegno più ampio non solo nel garantire accesso all’istruzione e nel voler ispirare i giovani a provare le discipline informatiche, ma nel costruire un vero e proprio ambiente inclusivo, che passa anche dai percorsi accademici più tecnici, tradizionalmente poco accessibili alle ragazze”. 

“Si tratta di una preziosa occasione che permetterà al nostro Ateneo di favorire e incentivare le studentesse meritevoli garantendo loro un valido sostegno per il prosieguo del loro percorso universitario. Si inserisce a pieno titolo nelle politiche che l’Università di Cagliari sta portando avanti soprattutto negli ultimi anni: per questo abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Amazon” – commenta Maria del Zompo, Rettore dell’Università degli Studi di Cagliari 

“È attraverso lo stretto legame tra università e impresa che garantiamo reali opportunità di crescita alle ragazze, sia durante il percorso di studio che una volta inserite nel mondo del lavoro. L’iniziativa di Amazon, che il Politecnico accoglie con grande favore, rientra all’interno di un programma più ampio chiamato Girls@Polimi, che grazie al contributo delle imprese finanzia borse di studio per le ragazze iscritte ai percorsi di ingegneria, dove il divario di genere è più accentuato. – afferma Donatella Sciuto, Prorettrice del Politecnico di Milano –  Ci auguriamo che sempre più imprese seguano l’esempio di Amazon, non come gesto filantropico, ma come investimento sulla crescita delle prossime generazioni e del Paese.”   

“Le evidenze internazionali dimostrano che la qualità e l’innovazione nelle attività didattiche, di ricerca, di sviluppo e trasferimento tecnologico aumentano con politiche di gender equality, diversity e inclusione. Il capitale umano, che include sia le donne sia gli uomini, ha il potenziale per raggiungere l’eccellenza in tutte le discipline, comprese quelle STEM, valorizzando i diversi talenti. Diversità è eccellenza” afferma Claudia De Giorgi  – Vice Rettrice per la Qualità, il Welfare e le Pari Opportunità del Politecnico di Torino. 

“In un periodo nel quale si fa sempre più stringente e attuale la necessità di superare il gender gap nel mondo del lavoro – basti pensare che tra le linee guida per pianificare la gestione del Recovery Fund sono state inserite l’empowerment femminile e l’equità di genere – Amazon ha dimostrato di essere, ormai da anni, pioniere nelle ‘politiche di genere’. Il World Economic Forum ci dice che solo il 30% dei ricercatori sono donne e le studentesse sono ampiamente sottorappresentate nelle materie STEM. È nostro compito mettere in atto qualsiasi iniziativa che crei pari opportunità e che superi le diseguaglianze, ostacolo alla crescita e al benessere economico del Paese. Per questo motivo, anche quest’anno, aderiamo con convinzione ad ‘Amazon Women In Innovation’, offrendo alle nostre studentesse dei corsi di Laurea di Ingegneria Informatica ed Ingegneria di Internet la possibilità di accedere alla borsa di studio e al percorso di crescita umana e professionale nel campo dell’innovazione e della tecnologia” – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” Orazio Schillaci.




Al Politecnico di Milano si studia la forza dell’aria: Galleria del vento a disposizione delle aziende

MILANO, 9 novembre 2020-La Galleria del Vento del Politecnico di Milano è un luogo unico nel suo genere. Struttura dal nome semplice, quasi giocoso, questo edificio del Campus Bovisa è in realtà un enorme laboratorio, il più grande in Europa, in cui si studia l’andamento del vento intorno ai corpi dalle più svariate forme e dimensioni. Come si legge su Genio & Impresa (genioeimpresa.it), il magazine online di Assolombarda, attraversando le varie stanze della Galleria è possibile assistere a simulazioni di raffiche di varia intensità, fino a 200 chilometri orari, e la loro interazione con elicotteri, ponti ed edifici, oppure con oggetti più piccoli e comuni, come il casco di un ciclista o di uno sciatore.

Modello aeroelastico del Ponte Yavuz Sultan Selim

Una sperimentazione continua, che ha come fine ultimo la realizzazione di mezzi ed infrastrutture efficienti, prestanti e sicuri. “La Galleria è luogo di ricerca di base per gli studenti e i ricercatori del Politecnico, ma anche di ricerca applicata e di servizio verso il nostro tessuto economico”, afferma Marco Belloli, direttore scientifico della Galleria dal 2001, anno della sua nascita, e custode del laboratorio insieme al responsabile tecnico Luca Ronchi.

Molte grandi, medie e piccole imprese italiane, infatti, si sono affidate proprio alla Galleria del Vento per testare l’efficacia dei prodotti, affittando l’impianto per i giorni necessari alle prove. Un vero e proprio “noleggio del vento”, che nel corso degli anni ha interessato settori di varia natura: velivoli e costruzioni in primis, ma anche impianti fotovoltaici, tracker per pannelli solari, geomembrane usate come coperture e società di ingegneria strutturale. Con un occhio di riguardo per la sostenibilità: “Lavoriamo sull’efficienza energetica degli edifici o dei velivoli con il bando Ue Clean Sky, nel settore delle energie rinnovabili e dei pannelli fotovoltaici, oppure con le grandi navi da cargo che, grazie ad una rete di vele, consumano e inquinano di meno”.

Modello dello stadio Mohammed bin Rashid di Dubai

Ma che aspetto ha esattamente una galleria del vento? La struttura si presenta come un gigantesco tubo all’interno del quale passa l’aria che soffia nelle camere di prova; una più grande, in cui si testano gli effetti del vento su oggetti statici, e una più piccola, in cui si provano macchine che si muovono nell’aria ferma. Un impianto che si regge su una tecnologia raffinatissima, ma che a nulla servirebbe senza il fattore umano: nella Galleria del Vento scienza e ingegneria incontrano le eccellenze del sistema produttivo e nessuno esclude l’altro. Lo conferma il direttore Belloli: “Gli artigiani che costruiscono i modelli in scala e collaborano con noi da tanti anni sono una risorsa preziosissima perché senza di loro tutti i nostri studi non sarebbero possibili”. All’esterno dell’edificio ci sono poi due cabine di comando, i modelli di alcune strutture architettoniche che hanno fatto la fama di Milano, come il quartiere City Life e il Palazzo Italia di Expo 2015, treni ad alta velocità, navi e una vera e propria “wall of fame con le firme di tutti gli atleti che hanno utilizzato le attrezzature testate dalla Galleria. Giusto per citarne alcuni: Alex Zanardi ed Elia Viviani. Al momento alla Galleria del Vento sono tanti i progetti sul tavolo e altrettanti i sogni da realizzare. Uno su tutti? La costruzione del ponte sullo Stretto di Messina.




EIMA International: grande rassegna internazionale della meccanica agricola online

ROMA, 4 novembre 2020-Delegazioni di operatori economici da 37 Paesi convergeranno, dall’11 al 15 novembre prossimo, sulla piattaforma ICE “Fiera Smart 365”, nell’ambito dell’EIMA Digital Preview (EDP).

Grazie alla collaborazione tra ICE Agenzia e FederUnacoma, la EDP – edizione digitale della grande rassegna internazionale della meccanica agricola EIMA International – potrà infatti ospitare gli incontri “business-to-business” tra operatori esteri selezionati dagli Uffici ICE e aziende espositrici, secondo un ampio programma che si sviluppa dal 9 al 19 novembre e che abbraccia dunque un arco di tempo maggiore rispetto ai cinque giorni della rassegna. Seguendo la procedura di registrazione, gli importatori e rivenditori esteri approderanno sulla piattaforma ICE, dove sono già programmati gli appuntamenti con le aziende sulla base dell’interesse che gli operatori stessi hanno per le diverse categorie merceologiche.

Un operatore statunitense interessato, ad esempio, a macchine per i trattamenti al vigneto potrà incontrarsi in teleconferenza con i rappresentanti delle aziende che producono quella particolare tecnologia, così come un importatore argentino potrà stabilire relazioni d’affari con aziende che producono macchine per gli allevamenti, o un operatore indiano potrà trattare forniture di componenti per macchinari prodotti nel proprio Paese. I Paesi coinvolti nel programma ICE-FederUnacoma esprimono le più diverse realtà agricole, da quelle africane rappresentate da numerosi importanti Paesi (Angola, Camerun, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria, Etiopia, Kenya, Tanzania, Uganda, Sudafrica, Zambia e Zimbabwe) a quelle dell’Europa orientale (Bielorussia, Russia, Estonia e Lettonia), fino a quelle dell’Oceania (Australia e Nuova Zelanda). Molto nutrite, anche le delegazioni ufficiali dell’Asia (India, Sri Lanka, Iran, Cambogia, Myanmar, Thailandia, Turchia, Turkmenistan e Vietnam), e delle Americhe (Argentina, Paraguay, Uruguay, Brasile, Canada, Messico, Colombia, Costarica  e Stati Uniti). Oltre all’organizzazione delle delegazioni e alla gestione del calendario degli incontri d’affari, il programma ICE prevede anche alcuni seminari web dedicati a Paesi particolarmente strategici per il mercato delle meccanica agricola: le quattro “Country Presentation”, che verranno realizzate nel contesto di EDP, sono dedicate a Messico, Stati Uniti, Australia e India.




App per agevolare assistenza e scuola a domicilio: l’Insubria riceve 350mila euro dall’Unione Europea

VARESE, 2 novembre 2020  Trasformare le conseguenze psicologiche, mediche, sociali ed economiche della pandemia Covid-19 in una grande opportunità, attraverso una profonda evoluzione tecnologica dei servizi che possa essere utile anche oltre l’emergenza. Contrastare l’isolamento di anziani e bambini costretti ad assistenza e istruzione domiciliare a causa del virus, individuando soluzioni innovative di comunicazione a distanza. È questa l’idea alla base del progetto internazionale Essence, finanziato dall’Unione Europea con 3 milioni e mezzo di euro nell’ambito di Horizon 2020, con una call emergenziale creata appositamente per la comprensione dei risvolti pandemici sulla salute pubblica e clinica.

Tra i protagonisti di Essence, di cui è capofila il Politecnico di Milano con Simona Ferrante, c’è l’Università dell’Insubria. All’ateneo sono destinati 350mila euro per il settore di ricerca coordinato dal professor Cristiano Termine, neuropsichiatra infantile che, tra l’altro, è appena stato nominato dal ministro Lucia Azzolina componente del comitato tecnico scientifico per l’attuazione della legge 170 su dislessia e disturbi specifici dell’apprendimento in ambito scolastico.

Essence è acronimo significativo di «Empathic platform to personally monitor, Stimulate, enrich, and aSsist Elders aNd Children in their Environment» e fa ricorso ai concetti di stimolo, assistenza e monitoraggio per connettere gli utenti. Lo stimolo si persegue con l’intelligenza artificiale, invitando a svolgere esercizi fisici e cognitivi da soli o in compagnia attraverso applicazioni. Stanze virtuali facilitano la tele-assistenza dei caregiver e gli incontri con altri utenti, per combattere l’isolamento sociale e promuovere lo scambio tra generazioni. Il monitoraggio consente di identificare le devianze dai comportamenti fisiologici a livello cognitivo, fisico e sociale, permettendo un’efficace prevenzione del rischio.

Nel team dell’Insubria con il professor Termine ci sono i docenti Maurizio Versino e Stefano Bonometti, che collaborano con Luigi Macchi e Simonetta Bralia dell’Ufficio Scolastico di Varese. L’obiettivo è sviluppare e sperimentare applicazioni in grado di registrare da remoto i ritmi di acquisizione delle abilità scolastiche ed eventuali problematiche neuropsichiatriche infantili su cui intervenire. Si tratta di applicazioni destinate agli insegnanti e agli specialisti, come neuropsichiatri infantili, psicologi e logopedisti, per eseguire valutazioni e proporre riabilitazione a distanza tramite tablet ai bambini che ne hanno bisogno, non solo in periodo di lockdown ma in qualunque situazione che ostacoli l’accesso alle risorse della comunità o che determini isolamento sociale.

Oltre al Politecnico di Milano e all’Insubria, sono partner del progetto: l’Università degli studi di Milano, la Fundacion para la formacion e investigacion de los profesionales de la salud de extremadura (Spagna), l’University of Haifa (Israele), la società Sxt-Sistemi per telemedicina, la Smart com doo informacijski in komunikacijski sistemi (Slovenia), la Signalgenerix limited (Cipro) e l’associazione E-seniors: initiation des seniors aux ntic association (Francia).




Sfide etiche all’Intelligenza Artificiale: webinair dell’associazione #lasolastrada

VARESE, 28 ottobre 2020-Quarta ed ultima conferenza della rassegna ETICA DELLA TECNOLOGIA organizzata dalla Associazione #lasolastrada questa sera, mercoledì 28 ottobre 2020 alle ore 21:00 – webinar.
Nel corso del mese di ottobre si sono susseguiti tre incontri, con riscontro di pubblico e di interesse nei confronti di una materia certamente impegnativa, l’etica applicata alla tecnologia.

Nei precedenti incontri abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare autorevoli relatori parlare di informazione veicolata dalla rete, fakenews, relazione uomo-macchina ed infine, sicurezza informatica chiave di volta per la costruzione di una giusta società digitale. Inoltre abbiamo avuto spesso modo di sentire parlare di “algoritmi decisionali” e, più in generale di “intelligenza artificiale” (IA). Ebbene, nel corso di quest’ultima serata, entreremo ancor più concretamente in questo tema per comprendere quanto la nostra società sia già permeata di questo elemento tecnologico che non solo è in grado di operare decisioni e scelte sulla base delle informazioni ricevute, ma lo fa in modo “intelligente”.
Oggi la vera sfida dell’IA è la diffusione che la stessa sta realizzando in molteplici ambiti della vita civile. Un esempio per tutti la “guida autonoma”.
Accanto alle incredibili opportunità associate agli algoritmi, vi sono rischi e difficoltà. Infatti, gli scienziati si trovano a dover affrontare aspetti di natura ETICA e MORALE nelle scelte poi autonomamente realizzate dai computer.
Come è facile intuire stiamo parlando di un tema estremamente complesso, che abbraccia pienamente il contenuto che abbiamo cercato per la nostra rassegna: dare alle persone la possibilità di conoscere attraverso la voce di esperti, l’evoluzione tecnologica per comprendere e fare proprio l’epocale cambiamento che stiamo vivendo, tra luci ed ombre, possibilità e limitazioni.




Caronno Pertusella, Riforma Terzo Settore e Museo Onda Rossa

CARONNO PERTUSELLA, 11 ottobre 2020-Dopo l’inaugurazione dell’Evento “Genio Italiano” che ha come fulcro le grandi invenzioni di Leonardo da Vinci, la Fondazione FeLPI ha organizzato due incontri: giovedì scorso a cura di Giuseppe Ossoli sul tema “Capitalizzazione aziendale – occasioni fiscali e finanziarie per le imprese” e sabato scorso con Carlo Massironi che ha svolto una relazione sulla “Riforma de Terzo Settore” che determinerà una serie di evoluzioni nel mondo non profit e delle attività connesse.

Dopo un’introduzione sulla situazione attuale e sulle caratteristiche di questa riforma definita “epocale” da parte di molti osservatori qualificati, Carlo Massironi, esperto di Organizzazioni filantropiche e di  Fondazioni ha risposto a numerose domande poste dai presenti interessati a conoscere e valutare le opportunità che il passaggio fra gli Enti del Terzo Settore – E.T.S. può determinare. Quando ne ricorrono le condizioni, l’iscrizione al Registro Unico del Terzo Settore – RUNTS di prossima istituzione appare importante per i benefici di vario tipo che ne derivano. Da tener comunque presenti gli adempimenti che il nuovo status comporterà per gli Enti.

In ogni caso la nuova normativa con particolare riferimento al Codice del Terzo Settore potrà portare elementi di innovazione in un comparto che per numero di Organizzazioni, Addetti, Volontari e Valori Economici sviluppati ha una notevole rilevanza.

Il programma dell’Evento “Genio Italiano” si concluderà sabato 24 ottobre  dalle ore 10.00 con l’intervento del Presidente della Fondazione FeLPI, Pierantonio Giussani, con contaminazioni poetiche a cura di Rossella De Cicco e con la visita del Museo e delle opere esposte.

La Fonazione FeLPI – Fiducia e Lavoro Professionisti Insieme fornisce consulenza gratuita in diversi ambiti diffondendo valori di solidarietà anche attraverso convegni, seminari e altre manifestazioni.

Notizie e informazioni www.fondazionefelpi.eu




Vaccini e ricerca: a che punto siamo? Ritardi e dubbi iniziano a sfiduciare le persone

VARESE, 9 ottobre 2020-Poche settimane fa, lo studio clinico in corso nel Regno Unito su uno dei candidati di punta, un vaccino sviluppato dall’Università di Oxford con la società farmaceutica AstraZeneca, è ripreso dopo una pausa di sei giorni dovuta alla necessità di indagare in modo approfondito su un problema relativo alla sua sicurezza.
Anche i trial sullo stesso vaccino in corso in Sudafrica e in Brasile erano stati bloccati ma poi sono ripartiti, mentre la Food and Drug Administration degli Stati Uniti (FDA) non ha ancora consentito la ripresa delle sperimentazioni negli Stati Uniti. I dettagli rivelati finora dagli sponsor di questi studi sui motivi dell’interruzione e sul perché ne è stata consentita la ripresa sono pochi. Alcuni scienziati dicono che questa mancanza di trasparenza potrebbe erodere la fiducia del pubblico nel vaccino.

In ciascuno degli attuali trial clinici di fase III si stanno arruolando diverse decine di migliaia di partecipanti. Ma una sperimentazione per stabilire se un vaccino riduce l’incidenza dei casi gravi di COVID-19 dovrebbe arruolarne di più, e quindi richiederebbe più tempo, dice Thomas Lumley, biostatistico all’Università di Aukland, in Nuova Zelanda. Gli studi in corso hanno scelto una via di mezzo tra stabilire se i vaccini prevengono del tutto l’infezione e vedere se prevengono la forma grave della malattia, dice.

L’obiettivo delle aziende è un vaccino che impedisca lo sviluppo dei sintomi del COVID-19 in almeno il 50 per cento delle persone che lo ricevono – la definizione di successo secondo le linee guida della FDA – ma sperano di arrivare a un’efficacia almeno pari al 60 per cento.

Anche il 60 per cento, però, non basterebbe per raggiungere l’immunità di gregge, la situazione in cui la percentuale della popolazione immune grazie al vaccino è sufficientemente alta da bloccare la diffusione della malattia, dice Lumley. Per arrivare a quell’obiettivo, il vaccino dovrebbe avere un’efficacia almeno dell’80 per cento, poiché non tutti gli individui della popolazione lo riceveranno, dice MacIntyre.

Tuttavia, vaccinare un’ampia frazione della popolazione con uno di questi vaccini darebbe comunque un grosso contributo al controllo della diffusione del virus se andasse ad affiancarsi ad altri interventi, come l’uso delle mascherine e il tracciamento dei contatti, dice Lumley. “Un vaccino di modesta efficacia sarebbe già un grosso aiuto”, dice.

La fiducia del pubblico nei vaccini contro il coronavirus sta già vacillando, in particolare negli Stati Uniti, dove Trump reclamizza spesso il suo programma di sviluppo accelerato del vaccino, “Operation Warp Speed”. In questo mare di parole, il 17 settembre il Pew Research Center di Washington ha detto che nei sondaggi la proporzione degli statunitensi adulti che probabilmente accetterebbero un vaccino contro il COVID-19 se fosse disponibile, era caduta, da maggio a settembre, dal 72 al 51 per cento. Tre quarti delle persone intervistate a settembre ritenevano che gli Stati Uniti avrebbero approvato un vaccino prima che la sua sicurezza e la sua efficacia fossero stabilite in modo ben solido.

(Questa una parte dell’articolo pubblicato su “Nature” il 25 settembre 2020. Editing a cura di Le Scienze.it)

 




Etica della tecnologia, la relazione Uomo-Macchina: webinair organizzato da lasolastrada

VARESE, 9 ottobre 2020-Seconda conferenza della rassegna ETICA DELLA TECNOLOGIA organizzata dall’Associazione #lasolastrada.

Dopo il primo incontro dello scorso 6 ottobre nel quale si è discusso su come nascono le informazioni nella rete e sui social media e sulla loro veridicità, il prossimo martedì 13 ottobre alle ore 21:00 webinair si parlerà di relazione UOMO-MACCHINA.

Una lavatrice, uno smartphone, l’abitacolo di un aereo, un sistema di controllo remoto dell’antifurto di casa, il personal computer eccetera eccetera… in tutti questi casi ed in numerosissimi altri ancora, è possibile entrare in relazione con la macchina perché esiste un sistema interattivo che, in sintesi, viene chiamato INTERFACCIA UOMO MACCHINA o, in inglese HUMAN MACHINE INTERFACE; la materia che si occupa di ciò è anche chiamata HUMAN COMPUTER INTERACTION (HCI). Senza questi sistemi di interazione, di facilitazione, non sarebbe proprio possibile, per noi semplici utilizzatori, capire il linguaggio informatico e nemmeno riuscire a dare allo strumento i comandi necessari.

E’ sempre maggiore l’importanza riconosciuta all’HCI, in relazione alla evoluzione informatica ed alla presenza sempre più pervasiva, delle tecnologie digitali. Internet, i dispositivi mobili, l’intelligenza artificiale (IA) o l’internet delle cose ci mostrano che, oggigiorno, non solo usiamo la tecnologia ma viviamo con essa. Questo mostra, probabilmente, che la stessa informatica deve orientarsi giocoforza verso la comunicazione tra gli utenti ed i dispositivi digitali. La stessa IA, di cui parleremo in una conferenza dedicata e che di fatto rappresenta certamente un’area di ricerca strategica e di forte impatto sulla società stessa, mostra probabilmente la necessità di approfondire il tema della interazione (HCI), che in questo caso assume connotazioni forse ancora non pienamente indagate.

Ma come si sono evoluti nel tempo i sistemi di interazione computer – macchina? E quali sono, oggi, i limiti e le innovazioni che ci aspettano?

Ne parlerà ALESSANDRO MASSERDOTTI filosofo e interaction designer nonché grande esperto in materia.

La conferenza di martedì 13 ottobre può essere seguita al link:

https://us02web.zoom.us/j/84042888465

ID riunione: 840 4288 8465

E’ consigliata l’iscrizione alla mailing list del sito: www.lasolastrada.it per essere aggiornati sulle iniziative della Associazione.




Possiamo vivere per sempre? Incontro a BergamoScienza con il premio Nobel Elizabeth Blackburn

BERGAMO, 6 ottobre 2020-Il premio Nobel per la Medicina 2009 Elizabeth Blackburn sarà ospite per la prima volta a BergamoScienza, il festival di divulgazione scientifica in corso fino al 18 ottobre, che in questa XVIII edizione ha veste tutta digitale.

 Sabato 10 ottobre, alle 17, la biologa molecolare terrà la lectio magistralis Possiamo vivere per sempre? durante la quale cercherà di rispondere alle domande, che da sempre l’umanità si pone, sul funzionamento dell’invecchiamento e sulle strategie per ostacolarlo. Come funziona questo meccanismo che definisce le nostre esistenze? E quanto è realmente influenzabile dalla scienza e dallo stile di vita?

In collegamento con il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e con Nicola Quadri, segretario del Comitato Scientifico dell’Associazione BergamoScienza, la scienziata illustrerà la ricerca per la quale è stata insignita del premio Nobel, assieme a Jack W. Szostak ed a Carol Greider, per la scoperta della telomerasi e del suo ruolo nel processo di invecchiamento cellulare.

Elizabeth Blackburn, australiana naturalizzata statunitense, inserita dal Time Magazine nella classifica 2007 delle 100 persone più influenti, oltre al premio Nobel durante la sua è stata insignita di numerosi altri premi importanti ed è stata presidente del Salk Institute e dell’American Association for Cancer Research.