Tra Woodstock e la Luna: omaggio al filmaker Gianfranco Brebbia venerdì all’Insubria di Varese

VARESE, 21 ottobre 2019-di GIANNI BERALDO-

Tutto pronto per la quinta edizione di “Idea Assurda per un Filmaker”, progetto nato quasi per caso, grazie al quale si è riscoperto l’opera e il grande talento cinematografico di Gianfranco Brebbia che a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta realizzò dei corti sperimentali che ne decretò la fama a livello internazionale, seppur in un ambito legato a quello che oggi potremmo definire come Avanguardia.

Tra questi lavori portati alla luce dalla figlia Giovanni, nota chirurga varesina, il corto intitolato “Luna” datato 1969 al quale è intestato questa edizione, avente come tema appunto la Luna, che verrà proiettato durante l’intera giornata dedicata al genio Brebbia, programmata per venerdì 25 ottobre all’aula magna (dalle ore 8 alle 18) dell’Univesità dell’Insubria, ateneo varesino dove si trova il “fondo Brebbia” curato da professore Antonio Recchia con la consulenza del critico cinematografico Mauro Gervasini.

Evento che da quest’anno farà parte del progetto Giovani Pensatori <<un grande onore per me e per il lavoro di mio padre>>, sottolinea Giovanna Brebbia.

Da ricordare che durante il convegno verrà premiato l’artista e designer Marcello Morandini. al quel il rettore dell’Università Angelo Tagliabue, consegnerà il premio dedicato a Brebbia.

Il tema della Luna non è casuale ovviamente, considerato che quest’anno si è celebrato il 50esimo anniversario dello sbarco dell’Apollo 11.

Ma il 1969 è stato un anno straordinario e cruciale per la storia della nostra umanità, non solo per questo eccezionale evento ma anche per altri aspetti che hanno modificato il modo di essere e di pensare di milioni di giovani in tutto il mondo.

Stiamo parlando del Festival di Woodstock, forse il più acclamato raduno di massa giovanile che ha visto confluire 500.000 mila persone alle porte di New York (Woodstock è una piccola località che dista circa 60 km dalla “Grande Mela”) unite solo nel segno della musica (e che musica!) dove le parole pace e fratellanza parevano non essere mera utopia ma qualcosa di concreto e realizzabile, in un periodo dove tra guerra in Vietnam e guerra fredda il mondo era sull’orlo di un ennesimo conflitto mondiale.

Tutto questo verrà ricordato durante il convegno ma non solo con una serie di interventi scanditi ogni mezzora dai vari ospiti, ma anche da un mini set live (a partire dalla ore 16) dei redivivi Distretto 51, band culto varesina che nei decenni ha cambiato varie formazioni senza mai alterarne la qualità delle proposte.

<<Non è stato semplice inventarci qualcosa che potesse richiamare lo spirito di quei memorabili anni e del Festival di Woodstock in particolare, rincorrendo le immagini del cortometraggio muto di Gianfranco Brebbia per il quale faremo appunto da colonna sonora>>, dicono Elio Girompini e Maurizio Carosi musicisti e tra i fondatori del gruppo, presenti oggi alla conferenza stampa di presentazione convegno.

La scelta è caduta su 4 brani che hanno fatto la storia della musica rock quali “White room” dei Cream << che però presenteremo riadattata a una formazione ampliata come la nostra e non come il trio Cream>>, poi la bellissima “White a little help from my friend”, brano dei Beatles che Joe Cocker stravolse con una versione che lo rese immortale a Woodstock. Il brano con il quale si chiuderà il corto e pure il convegno sarà la celeberrima “Let it be” sempre dei Beatles che catapulterà tutto il pubblico direttamente e senza scorciatoie in quegli anni di sogni e di promesse.

La giornata vedrà protagonisti pure gli studenti dei licei Frattini e Cairoli così come  studenti dell’Istituto dei Salesiani, contribuendo alla buona riuscita della manifestazione con opere d’arte inerenti al tema della Luna e del primo allunaggio.

Come detto un programma molto corposo dove vi sarà spazio per varie argomentazioni tutte a carattere culturale con protagonisti docenti, attori con il recital di Edoardo Sylos Labini, critici cinematografici, oltre all’importante presenza di Dominique Willioughby dell’Universitè Paris 8, amico di Gianfranco Brebbia, che parlerà del film “Luna” e della sua importanza a livello internazionale.

Insomma un grande evento che ancora una volta vedrà Varese protagonista grazie al genio e sregolatezza di Gianfranco Brebbia, un nome sempre più familiare a tutti noi.

direttore@varese7press.it




AIME Varese in campo per la sicurezza dei lavoratori

VARESE, 22 ottobre 2018-La filiera delle costruzioni di Aime, un ambito di lavoro associativo particolare, non la tradizionale e obsoleta federazione di categoria, ma un hub che raccoglie intorno a se’ tutte le imprese, le professioni, i tecnici che si occupano di costruzioni.

Dall’impresa edile al geometra, dall’idraulico al carpentiere, dall’elettricista all’architetto, dall’ingegnere al responsabile della sicurezza.

Insomma un nuovo modo di interpretare la rappresentanza di impresa.

Nella scia innovativa che Aime ha interpretato fin dalla sua nascita, la filiera delle costruzioni ha deciso di aderire alla settimana della sicurezza promuovendo due importanti momenti: il primo si e’ svolto lo scorso 17 ottobre a Cardano al Campo dove abbiamo organizzato un convegno informativo, formativo e di confronto, mettendo al centro del dibattito la sicurezza quale volano di successo delle imprese; ha visto la partecipazione di numerosissime imprese, professionisti ed operatori del settore.

Un confronto che ha visto il susseguirsi di relazioni di dirigenti di Aime, imprenditori ma soprattutto rappresentanti delle Istituzioni preposte, Ats, Inail ed Itl.

Per noi sicurezza nei luoghi di lavoro vale quanto il valore dell’opera che siamo chiamati a realizzare, LA SICUREZZA non è un costo ma una necessità non sindacabile per la serenità di tutti: imprese, lavoratori e committenti.

Siamo nella settimana della sicurezza, riteniamo utile ed opportuno affrontare questo tema cercando di offrire a chi ha deciso di dedicare qualche minuto del suo tempo a questi nostri appuntamenti, risposte e proposte.

Le morti sul lavoro, gli infortuni e gli incidenti sono una sconfitta per tutti, prima per chi le subisce, per i lavoratori, per le imprese e per le Istituzioni.

Ognuno dei soggetti coinvolti, impresa, lavoratori, deve fare responsabilmente e compiutamente la propria parte.

Non ci siamo fermati qui.

Grazie al prezioso lavoro del collega Pietro Lo Scalzo, della Presidenza della Filiera delle Costruzioni e socio della Suite sistemi integrati, abbiamo anche redatto un opuscolo vademecum su come allestire un cantiere in sicurezza.

Un vademecum semplice, chiaro e snello nella consultazione che potrà aiutare tutte le imprese, i professionisti, gli operatori del settore ad affrontare meglio e con maggiore certezza l’espletamento del proprio lavoro.

Nonchè agevolare le Istituzioni pubbliche, come ad esempio gli uffici tecnici dei comuni, ha verificare prassi, tempi, metodologia e norme di legge di ogni cantiere insediato sul proprio territorio, consultando il nostro snello, ma chiaro, vademecum.

La sicurezza deve essere centrale nella vita di ognuno di noi, importante fare della informazione ma altrettanto importante è fornire ai soggetti coinvolti nei cantieri uno strumento di consultazione e di applicazione delle norme previste per lavorare in sicurezza nel rispetto delle norme vigenti.

Un vademecum che non sostituisce gli adempimenti ma una guida pratica nell’applicazione delle norme.

Sicurezza significa rispetto della persona ancor prima che delle norme.

Questi sono gli obiettivi e l’impegno della Filiera delle Costruzioni per la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il vademecum sarà distribuito gratuitamente a tutte le imprese associate ad Aime, alle imprese non socie, agli Enti e a tutti i soggetti che ne faranno richiesta chiederemo un contributo di € 10,00.




Sprovvisto di assicurazione fugge a un posto di blocco in Piazza Montegrappa, rintracciato dalla Polizia locale

VARESE, 21 ottore 2019-Un posto di blocco in piazza Monte Grappa, la certezza di fermare il proprietario di un’automobile sprovvisto di assicurazione. Poi la fuga e il ritrovamento a Masnago: questo l’intervento che ha visto protagonisti, nel pomeriggio di sabato scorso, gli agenti della Polizia Locale di Varese.

Meno di due ore di ricerche, condotte grazie a telecamere tecnologiche e ai pattugliamenti delle volanti.

Erano le 14.45 quando, in viale Borri, uno dei varchi per il rilevamento dei veicoli in transito segnalava il passaggio di un’autovettura non assicurata; un’informazione resa disponibile da una particolare tecnologia collegata alle telecamere e subito inoltrata alla pattuglia che, in piazza Monte Grappa, era impegnata in un normale posto di controllo. Dopo circa tre minuti, con gli agenti pronti a fermare il veicolo qualora fosse effettivamente passato dal centro cittadino, l’automobile ha raggiunto la piazza provenendo da via Volta.

Il conducente, a quel punto, è stato invitato a fermarsi e a esibire, come da prassi, i documenti di guida. Nonostante un’iniziale apparente disponibilità, però, l’automobile ha ripreso lentamente la propria marcia, per poi accelerare con decisione e superare – a semaforo rosso – l’incrocio tra le vie Marcobi, Veratti, Bernascone e Sacco in direzione di quest’ultima.

La pattuglia della Polizia Locale ha quindi chiesto l’intervento della Centrale, che ha subito attivato le ricerche del fuggitivo. Dagli accertamenti incrociati tra targa e telecamere poste all’interno del territorio comunale, l’operatore ha evidenziato come la macchina transitava quotidianamente nel perimetro cittadino, entrando e uscendo prevalentemente dal varco presente nel rione di Masnago.

Le attività si sono concentrate su quest’ultimo quartiere, finché, alle 16.25, un’altra pattuglia ha ritrovato l’autovettura parcheggiata in un’area privata, sotto una grande tettoia e nascosta dietro un secondo veicolo. Gli agenti della volante di piazza Monte Grappa, arrivati sul posto, hanno subito riconosciuto il conducente, contestandogli il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

Al conducente sono stati infine elevate altre contravvenzioni: circolazione con veicolo privo di copertura assicurativa, inottemperanza all’alt degli agenti di polizia stradale, passaggio con luce rossa del semaforo, omissione della regolazione della velocità, circolazione con patente sospesa, circolazione senza fare uso delle cinture di sicurezza.




Legambiente denuncia: “La variante di Saltrio rischia di diventare un’altra colata di cemento”

SALTRIO, 21 ottobre 2019-«Martedì 22 ottobre alle 19 l’Amministrazione Comunale di Saltrio ha convocato un’assemblea pubblica per la presentazione della Variante Generale al Piano di Governo del Territorio.

Questo appuntamento che tratta temi cruciali per la qualità dell’ambiente e del vivere di Saltrio e non solo, arriva a conclusione di un percorso segnato da contenuti ambigui, a volte inaccettabili, per una pianificazione che si dichiara attenta alla sostenibilità ambientale. La variante proposta, al di là delle lodevoli intenzioni enunciate negli obiettivi da raggiungere, originariamente introduceva vaste trasformazioni del territorio agricolo e boschivo per la realizzazione di nuovi interventi edilizi», cosí Legambiente provinciale che aggiunge.

«Durante la procedura di Valutazione Ambientale Strategica, nelle osservazioni fatte pervenire dagli enti competenti, è emersa con chiarezza l’inaccettabilità non solo delle novità in tema di aree di trasformazione ma dell’impianto generale su cui la variante si fonda. In particolare quella della Provincia di Varese ha evidenziato gravi carenze di valutazione e scelte incompatibili con la tutela del suolo e del paesaggio, concludendosi con un giudizio di “insostenibilità” ; basti citare il dato dell’Area di Trasformazione Urbanistica attorno alla cascina di via Dosso e all’ex colonia Luraschi che, per “agevolare il recupero dell’esistente” dovrebbe consentire un aumento della superficie degli edifici portandola da 4.500 a 25.000, quasi 6 volte in più.

In un recente incontro, a fronte delle nostre perplessità sulla opportunità di procedere all’adozione della variante in assenza di una conclusione positiva della Valutazione Ambientale Strategica, il Sig. Sindaco ci ha rassicurato sulla volontà di accogliere le osservazioni avanzate ma ribadendo contestualmente la volontà di concludere l’iter di approvazione in tempi brevi. Da parte nostra persistono gravi perplessità sulla possibilità di conciliare le indicazioni articolate nelle osservazioni senza un ribaltamento dell’impianto della variante; siamo quindi curiosi di scoprire come sarà possibile fare una sorta di miracolo nell’assemblea di martedì, pur non avendo motivi per dubitare sulla volontà espressa dal Sindaco di proporre una soluzione ambientalmente apprezzabile. Rimane la necessità di concludere la VAS con un pronunciamento tecnicamente motivato che sancisca la sostenibilità del futuro assetto territoriale di Saltrio. Sarà importante una partecipazione significativa all’assemblea di martedì per garantire un esito informato e condiviso, garanzia per i cittadini e tutti i portatori di interesse di miglioramento della qualità ambientale e sociale della comunità di Saltrio. Da parte nostra non faremo mancare il nostro contributo fattivo, consapevoli della necessità di difesa del bene comune costituito dall’ambiente naturale e dal paesaggio»




Breast Unit ASST Valle Olona: una realtá consolidata nel tempo dall’alta qualitá dei servizi

BUSTO ARSIZIO, 21 ottobre 2019 – Per una donna con tumore al seno rivolgersi a una Breast unit significa essere presa per mano e accompagnata in tutto il percorso di cura e follow-up, con la certezza di essere curata al meglio.

In ASST Valle Olona la Breast unit esiste dal 2014: oggi facciamo un punto sul servizio e stato dell’arte

Cos’è la Breast unit: è l’unione tra più professionisti, generalmente di una stessa Azienda socio sanitaria territoriale, che grazie alla loro professionalità e alla scelta di lavorare in gruppo, come si dice oggi in modo multidisciplinare, offrono alle donne malate di cancro alla mammella elevati standard qualitativi, secondo le linee guida nazionali e internazionali.

La Breast unit dell’ASST Valle Olona è composta da:

  • Chirurgo senologo
  • Oncologo medico
  • Radioterapista oncologo
  • Anatomopatologo
  • Radiologo
  • Medico nucleare
  • Psicologo
  • Chirurgo plastico
  • Fisiatra
  • Genetista
  • Case manager (ovvero un laureato in Scienze infermieristiche che organizza il percorso di cura)
  • Volontari di associazioni che si occupano delle pazienti affette da questa patologia



Vistatour a scuola, screening gratuito nelle scuole primarie di Casciago e Daverio

VARESE, 21 ottobre 2019-Screening visivi e attività di educazione alla prevenzione visiva: quest’anno Commissione Difesa Vista Onlus porta nei comuni di Casciago e Daverio della provincia di Varese il “Vistatour a Scuola”, dal 14 al 25 ottobre 2019.

L’iniziativa, che per la prima volta ha ricevuto il patrocinio della Regione Lombardia, coinvolgerà la Scuola Primaria “S. Agostino” di Casciago, in Via S. Agostino 5, e la Scuola Primaria “E. Fermi” di Daverio, in Via G. Verdi 4, e ha lo scopo di sensibilizzare i bambini e le famiglie sulla salute della vista.

Le due scuole primarie fanno parte rispettivamente dell’Istituto Comprensivo di Comerio e quello di Azzate; i bambini degli altri plessi raggiungeranno le scuole coinvolte per le attività di screening e ludiche.

In occasione di “Ottobre mese della vista”, CDV Onlus ha deciso di rivolgersi alle scuole primarie che saranno coinvolte in attività informative ed educative sulla salute della vista e le buone pratiche di prevenzione. I bambini saranno coinvolti in modo semplice, diretto e divertente attraverso attività ludiche che, allo stesso tempo, consentiranno di apprendere concetti e informazioni sulla prevenzione visiva. Le attività avverranno in concomitanza con gli screening della vista effettuati da medici oculisti e ottici, che consentiranno di valutare alcuni parametri di base relativi all’apparato visivo dei bambini, in età utile per prevenire o risolvere alcuni disturbi.

La parte ludica sarà gestita in collaborazione con Momotarò, realtà operante nella didattica e nella divulgazione della scienza, che effettuerà attività educative ideate per bambini dai 6 agli 11 anni, con un team di lavoro composto anche da psicologi ed educatori. In occasione del Vistatour, sono stati strutturati laboratori e attività interattive ad hoc, per dare ai bambini una chiara comprensione dei fenomeni visivi.

Le attività e gli screening si svolgeranno nelle seguenti giornate ed orari:

Scuola Primaria S. Agostino di Casciago (dal 14 al 18 ottobre)

Lunedì e Giovedì 9 – 12:30 e 14 – 16:30

Martedì e Venerdì 9 – 12:30

Mercoledì 9 – 12:30 e 14 – 17

Scuola Primaria E. Fermi di Daverio (dal 21 al 25 ottobre)

Lunedì, Mercoledì, Giovedì e Venerdì 9 – 12:30

Martedì 9 – 12:30 e 14 – 16:30

I medici e gli oculisti volontari di CDV Onlus saranno a disposizione per offrire test visivi gratuiti anche a genitori, insegnanti e personale non docente che desidererà partecipare.

La necessità di questo tipo di iniziative è confermata dai dati raccolti da CDV Onlus dalla nuova ricerca commissionata all’Istituto Piepoli: il 66% degli italiani soffre di almeno un difetto visivo. Tra i bambini da 3 a 10 anni ben il 35% ha problemi alla vista, la quota cresce al 44% da 11 a 14 anni, fino ad arrivare al 66% tra gli adulti di almeno 15 anni. La ricerca completa sarà oggetto di una presentazione che si terrà prossimamente a Milano a cui saranno invitati tutti gli stakeholder interessati.

Fondamentale è il supporto di ESSILOR, NIDEK, NIKON e ZEISS partner tecnologici leader di mercato che forniranno gratuitamente la loro migliore strumentazione per l’esecuzione dei test visivi.

La prevenzione della vista con CDV Onlus continua: prossimo appuntamento dal 22 al 24 novembre a Milano con “G! Come Giocare”, il Salone internazionale del giocattolo, dove professionisti della vista saranno presenti a Fieramilanocity (padiglioni 3-4, gate 4, Viale Scarampo) per sensibilizzare sulla necessità di una maggiore attenzione alla salute degli occhi con test visivi gratuiti: uno spazio dedicato agli screening accoglierà perciò i bambini, sia i loro genitori e accompagnatori adulti.




Intervista a Claudia Campolongo: ”L’Esorcista é un viaggio introspettivo dentro ognuno di noi”

VARESE, 21 ottobre 2019-di GIANNI BERALDO-

Impegnativa prova teatrale per Claudia Campolongo, che ha debuttato (con successo) venerdí 18 ottobre al Teatro Nuovo di Milano-dove rimarrá in cartellone fino al 10 novembre-nella veste di Regan, la bambina indemoniata de ”L”esorcista” famoso film del 1974 tratto dall’omonimo romanzo.

Uno spettacolo particolare, non una ”semplice” rappresentazione teatrale ma un viaggio introspettivo dal quale emergono paure e insicurezze insite in ognuno di noi.

Per saperne di piú abbiamo intervistata la protagonista.

Parlaci di questo nuovo spettacolo ”L’esorcista”

E’difficile da spiegare. E’uno spettacolo che fa paura ispirandosi molto al film, ma in realtá si ispira molto di piú al romanzo. Infatti fin dal primo giorno il regista Alberto Ferrari ci ha espressamente indicato la lettura dove sono sviscerate un pó piú cose con approfondimento dei vari personaggi.

Quindi la sceneggiatura in pratica é il romanzo

Diciamo che tante cose rappresentate nello spettacolo fanno parte del romanzo. Soprattutto l’introspezione, la ricerca di ogni personaggio rappresentato, cosa che nel film un pochino si perde. Ovviamente gli effetti sono importanti anche nel nostro spettacolo, cosí come lo erano nel film, ma il lavoro sulla introspezione risulta fondamentale con lo spettatore messo di fronte alle proprie paure, ansie che abbiamo vissuto nell’infanzia ma anche successivamente.

Come fosse una sorta di viaggio nell’inconscio.

Un pó sí. Una viaggio nell’inconscio che viene fatto attraverso il mio personaggio, questa bambina di nome Regan. Ma direi che tutti i personaggi dello spettacolo vivono e tirano fuori all’interno della storia, i loro drammi, paure e disagi esattamente come nella vita reale.

Claudia Campolongo nella veste di Regan

Quasi una spaccato di psicanalasi direi.

Forse non proprio in questi termini ma devo dire che ogni attore, anche in forma autonoma, sta facendo un bel percorso. Lavorare con Alberto é incredibile in quanto segue pedissequamente ogni passo dell’attore dando delle indicazioni precise ma anche lasciando parecchio spazio a ognuno di noi nell’interpretazione del proprio personaggio. Davvero un bellissimo lavoro.

Dicevamo di uno spettacolo anche carico di effetti scenici. Finzione insomma. Come percepisci l’odierna societá, in grado di mischiare le carte tra vita reale e quella che a volte viene travisata ad esempio attraverso i vari canali social?

Rispetto ai social sono assolutamente in guardia, nel senso che prediligo quello che rimane ancorato alla nostra realtá come le amicizie, i sentimenti, alle conoscenze costruttive, insomma a tutto quell’insieme di cose che invece nel mondo di oggi si stanno perdendo. Social che utilizzo certamente anche per il mio lavoro magari promuovendo i miei spettacoli o altro ancora che possa suscitarmi interesse, ma dei quali appunto faccio molta attenzione

Realtá e fantasia che in qualche modo si intrecciano pure nell”Esorcista”.

Infatti. In realtà alla fine non diamo una risposta a quello che veramente accade nella storia. Cioé non si sa se quello che si é impossessato di Regan sia stato veramente un demone, se lo stesso rappresenti il fatto di tirare fuori il male, se é un sogno o qualcosa di reale, di proiezioni insite in ognuno di noi. Esiste o non esiste Dio? Quest’ultima Domanda e dubbio lecito visto che parliamo di demoni. Insomma abbiamo lasciato aperta questa porta del dubbio e delle riflessioni senza distinzioni tra quello che é reale e quello che non lo é.

Ma tu ti sei data delle risposte a livello personale?

Direi di sí. Partendo dal personaggio che interpreto. Posso dire che non credo a qualcosa di fantasia, a qualcosa che possiamo immaginare e che ci costruiamo; credo invece che tutto quello che vediamo e sentiamo sia qualcosa insito in noi, credo che il demone vero sia in tutti noi che tiriamo fuori come un lato oscuro che fa parte del percorso di ogni essere umano, non credo vi sia qualcosa aldilá di noi. Alla fine penso che anche lo stesso demone che si é impossessato di Regan, in realtá rappresenti piú semplicemente la paura di questa bambina abbandonata e che non si sente amata.

Una delle peculiaritá di essere attori é quella di potere interpretare e immedesimarsi in personaggi spesso molto diversi tra loro: essere Regan peró penso sia una parte molto difficile

Se vogliamo la difficoltá consiste nel dover interpretare due personaggi in uno:  quella di Regan con tutte le caratteristiche di una bambina che si sente poco amata e la Regan indemoniata. Una sorta di bianco e nero nello stesso spettacolo. La difficoltá maggiore é quella di non modificare la voce, ossia quella di non dare un tono di voce costruito da bambina piccola con risultati poco credibili. Invece bisogna cercare di utilizzare una tono di voce piú naturale possibile, certamente da bambina ma quello di quando avevo 10 anni, quando magari la mamma mi rimproverava. Per farlo devo fare una sorta di deja vú, diventando la Claudia bambina anche mentalmente e non solo come voce. Questo per quanto riguarda la fase Regan bambina diciamo ”normale”,  per quanto attiene il demone basta fare emergere la parte negativa dentro di noi, quel demone interiore che tutti noi possediamo. Non é stato un percorso facile da affrontare provando per molte settimane, ma alla fine il risultato mi pare riuscito.

Cosí il pubblico viene coinvolto anche emotivamente.

Certo. Durante lo spettacolo vi sono delle citazioni dove chiunque potrá dire ”anch’io mi ci ritrovo in questo”

Altro dato certo é che la sfaccettature pseudo horror del tema piace ai giovani e oggi fa tendenza

Devo dire che fin dall’inizio vi era molta curiositá  attorno a questo spettacolo, ma pure reticenza da parte di quelli che sono gli habitué del teatro come gli abbonati ad esempio. Questo un pó per la paura che potrebbe incutere l’Esorcista, ma pure per il fatto di essere cattolici con tutte le reticenze del caso su temi specifici. Ma penso che alla fine il passaparola come sempre funzionerá anche per la bravura di tutto il cast, tutti attori bravissimi che mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Non ero abituata a fare prosa, tra l’altro il mio background é come pianista e solo per caso sono diventata attrice iniziando con i musical.

Diventando un’attrice molto brava

Grazie! Spero di poter venire a Varese con questo spettacolo, cittá che conosco bene vivendoci mia sorella.

direttore@varese7press.it




Varese City Run, la pioggia non scoraggia il vincitore Abdu Hamouch. Tra le donne terza la varesina Cipolletta

VARESE, 20 ottobre 2019-Solo il tempo ha remato contro la riuscita dell’edizione inaugurale della Varese City Run, la nuova grande kermesse podistica ospitata nella città lombarda.

Una pioggia incessante che si è abbattuta proprio nelle tre giornate dedicate all’evento, lasciando un po’ di tregua solo per il momento dedicato alle Pulciniadi, le prove podistiche per i più piccini. Il maltempo però non ha dissuaso i tantissimi appassionati che hanno affollato il villaggio espositivo nel corso del lungo weekend, né gli iscritti alla manifestazione, articolata su tre distanze, 20, 10 e 5 km) di cui solo la prima agonistica, prologo alla prima vera Mezza Maratona di Varese che la Fidal ha già calendarizzato come gara nazionale per l’11 ottobre del 2020.

Primo atleta a iscrivere il suo nome nell’albo d’oro della Varese City Run è  Abdeljabbar Hamouch (Atl.Stezzano) che dopo aver chiuso 7° nel pomeriggio precedente al Memorial Sergio Pozzoli di Giussago (MI) ha dimostrato di aver pienamente assorbito lo sforzo aggiudicandosi la gara in 59’04” precedendo due giovani azzurri di belle speranze, Mustafà Belghiti (Cs San Rocchino) di 13” e Pietro Arese (Atl.Piemonte) di 39”.

Grande prova fra le donne per la marocchina Mina El Kannoussi (Atl.Saluzzo) che in 1h13’59” è riuscita a entrare nella Top 10 assoluta, staccando Maria Cristina Guzzi (Atl.San Marco) di 6’20” e Stefania Cipolletta (Runner Varese) di 12’02”. Il percorso di gara, cosniderato piuttosto duro per le tante salite presenti e base per quello in costruzione per il prossimo anno, è molto piaciuto soprattutto per la sua parte scenografica.

In 2019 hanno completato la distanza agonistica, ma considerando le altre prove in programma il numero dei partecipanti raddoppia a dimostrazione del successo della manifestazione, che ha avuto un forte sostegno non solo dal Comune di Varese, dalla Camera di Commercio e dai due principali sponsor, BCC e Treotto Service, ma anche da tantissime associazioni del territorio, comprese Fisdir Lombardia e Millepiedi che hanno portato molti disabili a vivere una mattinata sportiva di grande festa.

“Come edizione inaugurale non possiamo che essere soddisfatti – ha dichiarato il presidente della società organizzatrice Sportpiù Paolo Frigoli – ora gli sforzi sono già concentrati versi la scadenza del prossimo anno, quando dimostreremo che anche Varese può avere una mezza maratona di assoluto livello”.

La partenza

In 2019 hanno completato la distanza agonistica, ma considerando le altre prove in programma il numero dei partecipanti raddoppia a dimostrazione del successo della manifestazione, che ha avuto un forte sostegno non solo dal Comune di Varese, dalla Camera di Commercio e dai due principali sponsor, BCC e Treotto Service, ma anche da tantissime associazioni del territorio, comprese Fisdir Lombardia e Millepiedi che hanno portato molti disabili a vivere una mattinata sportiva di grande festa. “Come edizione inaugurale non possiamo che essere soddisfatti – ha dichiarato il presidente della società organizzatrice Sportpiù Paolo Frigoli – ora gli sforzi sono già concentrati versi la scadenza del prossimo anno, quando dimostreremo che anche Varese può avere una mezza maratona di assoluto livello”.

 




Tolta la scorta al Comandante Ultimo, raccolta firme per ripristino

VARESE, 20 ottobre 2019-La mafia, prima ti lascia solo, e poi ti uccide. Evidentemente i Superiori del Colonnello De Caprio, che vogliono dietro ad una scrivania, demansionato, dequalificato e senza giusta tutela, non lo ritengono un bersaglio facile. Ma qui siamo di fronte a colui che ha arrestato un pericoloso latitante esponente di Cosa Nostra. E non solo.

Ultimo non è un lacchè, un paggio, o un inserviente. È un servitore dello Stato. E la diffidenza che lo circonda, la sfiducia nei suoi confronti, i sospetti fatti circolare ad hoc da troppi anni ci devono preoccupare moltissimo. Essi lambiscono la sua reputazione. Mirano a distruggerlo personalmente e professionalmente. Bisogna sgombrare il campo, liberare da equivoci spiacevoli e insopportabili la sua nobile figura. Ed è imperativo categorico il suo diritto ad essere difeso. È sgradevole, ripugnante e odioso il comportamento di chi ha deciso di lasciarlo solo.

Si tratta di una decisione sporca, laida e suicida. Che deturpa, ferisce e umilia un grande uomo dello Stato. La sua emarginazione è un fatto gravissimo che disonora chi la sta attuando con un disegno preciso e studiato a tavolino per compiacere qualche boss che paga bene. La tempesta, un terremoto per togliere di mezzo ed eliminare un uomo scomodo che si è speso e si è donato senza risparmiarsi per assicurare alla giustizia il boss sanguinario più pericoloso d’Italia. Questo è un vero e proprio tradimento, una diserzione e una fellonia da parte dei suoi Superiori. Un voltafaccia e una infedeltà che devono far pensare tutti gli italiani onesti.

Ora, capitano, stai attento alle trappole, alle insidie e alle imboscate. Costoro con un pacca sulle spalle sanno camuffare la finta amicizia molto bene. Vogliono vendicarsi, perché sul campo li hai oscurati essendo degli incapaci o peggio dei complici. Questa è la zavorra dello Stato purtroppo! Che usa legnate e bastonate per chi non è allineato. Il complotto c’è, caro Ultimo, e l’hanno ordito bene: sono bravi, lor signori, a tramare, impartire direttive malvagie, e a congiurare. Gli affronti, gli sfregi e gli insulti che stai ricevendo, feriscono tutti i cittadini onesti.

C’è, in generale, una negligenza, un menefreghismo, una noncuranza, e una trascuratezza che ci inquietano. Lo Stato è ammalato, agonizzante e malconcio nella lotta alla mafia se non è in grado di aiutare un suo fedele servitore. Nessuna decisione è irreparabile, irreversibile e irrevocabile. L’ Arma riveda presto e subito questa ignominiosa decisione. Orrenda, nefanda, e scellerata. Impedisca, nella maniera più assoluta, di intrappolare Ultimo nelle spira della mafia. Abbiamo bisogno di rettitudine, equanimità, dirittura da chi ci governa. Ora basta. Date sicurezza, fiducia, e speranza a Ultimo. Difendetelo, proteggetelo, senza condizioni. Con la consapevolezza che l’Italia ha, nei confronti di Ultimo e dei suoi uomini, un debito di riconoscenza che non può avere comparazioni.

Noi continueremo a sostenere e ad appoggiare Ultimo, anche a costo di scrivere un pezzo alla settimana per rinfrescare la memoria a chi di dovere per caldeggiare un diritto inalienabile e fondamentale di Ultimo, e non una cortesia, sia ben chiaro a tutti. Ultimo non si esponga con i Superiori: a scuoterli ci pensiamo noi che nelle battaglie ci sguazziamo. Tutto ciò è indegno di un Paese civile, è una cosa abietta, vile, e immorale, che grida vendetta davanti al cospetto di Dio e davanti agli uomini.

Clicca per raccolta firme

Gli ultimi




Banco Alimentare nei supermercati Carrefour: successo la raccolta in provincia

VARESE, 21 ottobre 2019-Sabato 19 ottobre il Passaparola è stato presente in diversi supermercati Carrefour del territorio per l’attività di Banco Alimentare. Dice il Presidente Devis Martinello: “Nel corso della giornata sono state tantissime le persone che hanno contribuito al buon risultato dell’iniziativa lasciando nei nostri carrelli alimenti e beni di prima necessità. Nelle prossime settimane la riproporremo di nuovo raccogliendo cibo non solo anche per i nostri amici a 4 zampe. Ci tengo a ringraziare tutti i volontari che ieri si sono impegnati nella raccolta”. Altresì degno di nota è il fatto che gli utenti del centro d’ascolto, nella giornata di ieri, a loro volta, hanno offerto il loro aiuto per il banco alimentare, portando così avanti uno dei messaggi cardine del Passaparola: “aiutare per essere aiutati”.
Il Passaparola comunica altresì che forti del successo del Centro d’Ascolto di Busto Arsizio, attivo da quasi un anno e mezzo, si è attivato per riproporre l’iniziativa anche in altre città del territorio, tra cui Saronno, Somma Lombardo e Lonate Pozzolo. Dice Luca Folegani: “Grazie alla sinergia con alcuni amministratori locali e grazie ad alcuni nostri associati presenti sui vari territori abbiamo avviato una serie di contatti che ci permetteranno di riproporre l’esperienza del centro d’ascolto anche in altre città. Siamo fiduciosi di poter iniziare già dall’inizio dell’anno venturo”.