Vedano Olona, mascherine alle famiglie offerte dall’industria LATI

VEDANO OLONA, 6 aprile 2020-Il Comune di Vedano Olona ha ricevuto una consistente donazione di mascherine da parte di LATI Industria Termoplastici S.p.A., importante e storica azienda del territorio.

Si tratta di 7.000 mascherine di tipo chirurgico che la Dott.ssa Michela Conterno (AD Lati) ha consegnato al Sindaco Cristiano Citterio, il quale le ha prontamente affidate al Gruppo locale di Protezione Civile, i cui volontari sono impegnati dall’inizio dell’emergenza per supportare gli uffici comunali nella prevenzione e sostegno ai cittadini.

Le mascherine saranno quindi imbustate per essere restituite alla Protezione Civile, la quale nei prossimi giorni provvederà a distribuirle nelle cassette delle lettere delle famiglie vedanesi (2 mascherine per famiglia). Ciò è stato possibile grazie ad altre due realtà del territorio: la ditta CELSA s.r.l., che fornisce gratuitamente le buste in cellophan, e la cooperativa B.Plano, i cui volontari provvederanno al confezionamento. Si può quindi dire che Vedano ha messo in campo una vera e propria rete di solidarietà!

“Siamo tutti orgogliosi e riconoscenti di avere sul territorio realtà produttive come queste che collaborano tra loro e si prodigano per il loro paese, – commenta il Sindaco Cristiano Citterio – . Ogni gesto di generosità è significativo in un momento di emergenza come questo ed indica quale sia la via per vincere la guerra contro l’epidemia: combattere tutti insieme, aiutandoci gli uni con gli altri. Ricordo l’invito comunque a tutti i cittadini a rimanere a casa e a non uscire se non per necessità di lavoro, sanitarie o per fare la spesa (limitatamente però ad un solo componente del nucleo familiare, una sola volta alla settimana). A Vedano oltretutto non mancano i servizi a domicilio: contattando B.Plano (al 388 8895547 dalle 10 alle 14, o via mail: cooperativab.plano@gmail.com) potrete richiedere il servizio di spesa a domicilio attivato dai Commercianti Vedanesi.”.




Nuovi percorsi per accedere al servizio di Radioterapia ospedale Circolo Varese

VARESE, 6 aprile 2020-La necessità di dedicare a pazienti positivi al Covid-19 dei posti letto all’interno della struttura di Cure Palliative ha richiesto la ridefinizione dei percorsi di accesso alla Radioterapia, che si trova al piano interrato dello stesso padiglione che ospita le Cure Palliative.
Due i percorsi previsti per gli utenti che devono accedere alla Radioterapia:
 
– i pazienti in carrozzina o barellati utilizzano l’ascensore che si trova nel Padiglione centrale, antistante le aule didattiche, per scendere nel tunnel centrale e quindi alla Radioterapia;
 
– i pazienti deambulanti passano dall’ingresso del Padiglione centrale che si trova nell’atrio che dà accesso allo spazio tra gli ambulatori di Urologia e la DAPSS. Devono quindi scendere le scale presenti nell’androne per accedere al tunnel centrale e raggiungere quindi la SC Radioterapia.
 
Lungo il percorso è comunque presente idonea segnaletica.
SPECALISTI AMBULATORIALI-Otorinolaringoiatri, Dermatologi, Ortopedici, Neurologi, Oculisti e Odontoiatri. Sono gli specialisti ambulatoriali in servizio nelle sedi di via Monte Rosa di Varese e in quella di Arcisate dell’ASST dei Sette Laghi che si sono messi a disposizione non più solo dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta, ma di tutti i cittadini per consigli e approfondimenti telefonici.

Una sorta di smart working svolto non da casa, ma dalle due sedi ambulatoriali citate secondo le modalità specificate qui di seguito e pubblicate a breve in home page del sito www.asst-settelaghi.it.
Da lunedì 23 marzo, dalle 9.00 alle 12.00 dei giorni indicati, diversi per le varie discipline, gli Specialisti Ambulatoriali saranno a disposizione di tutti i cittadini che necessitano di un’indicazione o un chiarimento.
Ambulatorio Monte Rosa Varese  ore 9.00 – 12.00
Tel. 0332 828435 
 
Medici specialisti disponibili :
 
Otorinolaringoiatria :  mercoledì e venerdì
Oculistica                :  da lunedì’ a venerdì
Ortopedia                :  lunedì, martedì, mercoledì e venerdì
Neurologia              :  lunedì e martedì
Dermatologia          :  martedì, mercoledì e venerdì
 
 
Ambulatorio di Arcisate   ore  9.00 – 12.00
Tel. 0332 479522
 
Medici specialisti disponibili :
 
Odontoiatria       : martedì, mercoledì, giovedì e venerdì
Otorinolaringoiatria : lunedì, martedì, giovedì e venerdì,
Oculistica            : martedì e mercoledì
neurologia           : venerdì
Ortopedia            : giovedì.



Coronavirus, Piatti (Lega): “A Varese il sindaco ottiene aiuto dell’Esercito ma lascia a casa la Polizia Locale?”

VARESE, 5 aprile 2020 – “Quanti sono gli Agenti di Polizia Locale operativi in città in questo periodo di emergenza? È fondamentale sapere quante forze il Comune abbia messo in campo”.

Così Carlo Piatti, Vicecapogruppo della Lega in Consiglio comunale, in una interrogazione rivolta al Sindaco Galimberti e all’Assessore alla Polizia Locale Zanzi.

“Stiamo affrontando un’emergenza senza precedenti – spiega Piatti – è necessario che le istituzioni a tutti i livelli diano il massimo. Per questo motivo chiedo di sapere in quali e quanti turni gli Agenti di Polizia Locale siano impegnati nei controlli sul territorio per far rispettare le disposizioni per l’emergenza. E a quanti, eventualmente, sia stato chiesto o imposto di usufruire delle ferie maturate”.

“Ritengo sia anche importante sapere, data proprio l’emergenza che stiamo attraversando, ad eccezione dell’eventuale personale in malattia, perché non siano impegnati tutti gli Agenti di Polizia Locale in forza al nostro Comando, considerando anche il progetto “Città Sicura” del Comune di Varese” aggiunge il Consigliere.

“In alcune città della Lombardia, soprattutto quelle amministrate dal centrosinistra, la Polizia Locale non viene impiegata in forze per i controlli dovuti all’emergenza, in modo inspiegabile e contro la volontà degli stessi Agenti che vorrebbero invece operare per il bene delle rispettive comunità (ultimo esempio quanto scritto da un Ufficiale di P.L. di Milano al Sindaco Sala). A Varese, dai comunicati sulla stampa, si fa riferimento a una pattuglia per turno, incrementata nel fine settimana a quattro per turno, per quanto riguarda la Polizia Locale” sottolinea Piatti.

“Se così fosse sarebbe una situazione assurda, dal momento che il sindaco ha chiesto e ottenuto l’ausilio dell’Esercito ma non impiega adeguatamente la Polizia Locale” conclude Piatti




Niente sará piú come prima: come cambierá il nostro modo di vivere dopo il coronavirus

VARESE, 4 aprile 2020- L’unica certezza è un’ammissione di incertezza: “Tutto quanto non sarà più come prima”. Una prospettiva che in queste settimane di quarantena e dati statistici mette d’accordo chiunque: leader politici e speculatori, sociologi e influencer, star dello spettacolo e studenti, imprenditori e casalinghe.  “Non più come prima”. Lo stesso concetto diffidente che ha inaugurato fasi storiche come il dopoguerra, il post 11 settembre o l’avvento dell’euro, ma che applicato al quotidiano ci costringe a modificare il futuro. Dovremo abituarci a scambiare tempo in cambio di sicurezza, anteporre il binomio diffidenza-distanza alle abitudini post-globalizzazione, convivere con mascherine e guanti.

Quello che segue è il profilo della vita al tempo del virus.

– CASA: Ci siamo stati molto e alcune abitudini rimarranno. Dovendo diffidare dell’ascensore, nel quale è difficile mantenere le distanze, continuerà la riscoperta delle scale (almeno fino ai piani praticabili), utili anche all’esercizio fisico. Per garantire la sicurezza dell’ambiente domestico si è ormai diffusa l’abitudine “giapponese” di abbandonare le scarpe all’ingresso. Mascherine, guanti e detergente saranno i nuovi accessori obbligati che accompagneranno chiavi e portafoglio

– CONTROLLI: Dopo averla difesa a denti stretti saremo costretti a cedere sul piano della privacy. Il tracciamento da parte di app per individuare assembramenti o contatti con persone infette è cosa di giorni, ma il futuro non ha limiti. Le app potrebbero spingersi a individuare comportamenti a rischio o sintomi pericolosi, a segnalare tempi di attesa per i mezzi pubblici e per l’ingresso nei supermercati. In base ai dati virtuosi raccolti, alle app potrebbe essere affidata l’ultima parola per l’ingresso in luoghi di aggregazione

– LAVORO E SMART WORKING: Indietro non si torna, o meglio solo un po’. Il lavoro a domicilio si sta diffondendo forzosamente nel mondo delle imprese e della PA. Superata la quarantena si tornerà in fabbrica e negli uffici, ma alcune attività, resteranno efficienti anche ai “domiciliari”. Un vantaggio per molte famiglie. Un rischio per molte situazioni di precariato che potrebbero essere ancor più marginalizzate

– COMMERCIO: Il coronavirus ha fatto volare l’online e la tendenza si rafforzerà ancora. Le nuove fasce di popolazione che si sono abituate durante la quarantena a fare acquisti a distanza forzeranno negozi e punti vendita anche di medie dimensioni a trasformarsi in centri di distribuzione a domicilio per ordini effettuati da cataloghi.

– TRASPORTI PUBBLICI: Dopo anni di campagne promozionali per scoraggiare l’uso dell’auto, ora bus, metropolitane e treni sono i nuovi “nemici”. Per riavvicinare pendolari e utenti le società di gestione stanno studiando nuovi piani operativi, con spazi delimitati per l’attesa e corse a “numero chiuso” in modo da garantire le distanze. Inevitabile l’aumento dei tempi di attesa e la necessaria dose di pazienza per affrontarli. Le stazioni della metro e quelle ferroviarie hanno il problema degli spazi comuni da gestire: dovremo abituarci a percorsi di distanziamento e controlli. I mezzi di trasporto verranno sottoposti a pulizie e disinfezioni dopo ogni corsa.

– TRASPORTO AEREO: Uno dei settori maggiormente rivoluzionato.  Dopo decenni di espansioni delle low cost, riduzioni tariffarie e analoghe contrazioni degli spazi fra i seggiolini, le compagnie dovranno riprogettare le procedure: termo scanner agli imbarchi, guanti e mascherine per i passeggeri, imbarco coi soli “finger”, posti contingentati e assegnati ad adeguata distanza, sanificazione frequente delle toilette, pasti rigorosamente sigillati, pulizia e sterilizzazione degli ambienti a fine volo. Per le sale transiti degli aeroporti valgono le considerazioni delle stazioni. I serpentoni fitti disegnati dalla colonnine “tendi nastro” apparterranno al passato

– SCUOLA: Scuole e università dovranno riorganizzarsi: distanze, buone pratiche e disinfettanti, maggior uso della tecnologia, con corsi e lezioni online. Le università in particolare adotteranno il numero chiuso per chi la lezione vuole seguirla dall’aula, predisponendo sale di ascolto o accessi da remoto per gli altri. Esami frammentati in più date, per gestire piccoli gruppi, limitando allo stretto necessario gli scritti

– RISTORANTI: Verrà limitato il numero di clienti che vi accedono, con distanza di oltre due metri tra i tavoli e camerieri in guanti e mascherina. Le prenotazioni diverranno la norma e le file per entrare dovranno essere distanziate. Per i ristoratori è ragionevole mettere in conto una riduzione dei coperti, meno accentuata per quelli che dispongono di spazi esterni. Per recuperare in parte i danni quelli che durante l’epidemia hanno spinto sulle consegne a domicilio potrebbero strutturare questo servizio. Modifiche anche nell’organizzazione del lavoro in cucina per garantire sicurezza ai lavoratori e piatti a prova di contagio per i clienti. Aumenteranno le dark kitchen, quelle cucine aperte solo per la consegna a domicilio.

– PALESTRE E SPORT: Le realtà di grandi dimensioni si attrezzeranno con percorsi su prenotazione costruiti sull’uso di macchine ad personam e sanificazione a fine turno. Ma la nuova situazione spingerà a puntare di più su corsi online con personal trainer in video che guidano lezioni ed esercizi a casa. Aumenteranno gli acquisti e gli affitti temporanei di attrezzi e strumenti. Difficile ipotizzare gli sviluppi per lo sport amatoriale di contatto come calcio e basket.

– CINEMA, TEATRI, CONCERTI, DISCOTECHE: I posti potrebbero essere assegnati con prenotazione, numero limitato di spettatori, comportamenti meno espansivi. Percorsi filtrati

– RIFIUTI: La rivoluzione Greta ha dovuto incassare il colpo. Se è vero che lockdown e quarantene mondiali hanno azzerato o quasi i livelli di inquinamento, mascherine, guanti e confezioni usa e getta sono rifiuti non semplici da smaltire.(ANSA.IT)




Troppi contagi: situazione fuori controllo per chi lavora nelle strutture sanitarie varesine

VARESE, 4 aprile 2020-L’emergenza sanitaria e i suoi effetti su pazienti e operatori di Rsa, Rsd e ospedali del territorio è sempre più grave e rischia di essere fuori controllo, come hanno denunciato le organizzazioni sindacali al Prefetto di Varese, Dottor Enrico Ricci. Ora Cgil, Cisl Uil, allarmate per la situazione, chiamano in causa Ats Insubria con una lettera appena inviata.

Come sottolineano i Segretari territoriali di Cgil Varese, Cisl dei Laghi, Uil Varese, rispettivamente Umberto Colombo, Francesco Diomaiuta, Antonio Massafra: “Cgil Cisl e Uil territoriali, unitamente alle categorie sindacali dei Pensionati, del Pubblico impiego, dei Medici e del Personale di mense, pulizie e appalti, in seguito alle segnalazioni pervenute da molte strutture RSA, RSD e dal Territorio, dove si lamenta una condizione di mancato intervento,  supporto nell’attività di prevenzione emergenza Covid-19 da parte di codesta Agenzia di Tutela della Salute, richiedono una risposta urgente e tempestiva alla lettera inviata”.

Umberto Colombo, Francesco Diomaiuta, Antonio Massafra, chiedono “di avere comunicazione in merito alle procedure che ATS ha attivato e più in particolare informazioni rispetto a:

– procedure per controllo esame/ tampone agli ospiti delle strutture e agli operatori sanitari e socio sanitari;

– quanti punti prelievo tampone sono ad oggi stati attivati sul territorio e quanti, eventualmente, se ne programma di attivare;

– quanti operatori di ATS sono stati coinvolti per il controllo tampone sul territorio ATS Insubria;

– report delle strutture che hanno ricevuto il materiale messo a disposizione quali dpi e tamponi;

– chi sia stato individuato come responsabile per fornire risposte alle strutture e all’utenza”.

I tre segretari Cgil, Cisl e Uil, Colombo, Diomaiuta e Massafra, insieme alle proprie categorie, concludono: “siamo disponibili  ad un incontro in videoconferenza per la trattazione dei temi sollevati nella lettera, in modo da evitare che la situazione, già pesantemente fuori controllo, degeneri pericolosamente, causando ulteriori decessi e ancor maggiore diffusione dell’epidemia in provincia di Varese”.




Obbligo di utilizzo mascherine per chi esce di casa: nuova ordinanza regionale

VARESE, 4 aprile 2020-Da domani, domenica 5 e fino al prossimo 13 aprile, restano in vigore le misure restrittive gia’ stabilite per l’intero territorio lombardo lo scorso 21 marzo con ordinanza regionale”.
Lo comunica, in una Nota la Regione Lombardia. “In particolare – prosegue la Nota – il documento regionale conferma la chiusura degli alberghi (con le eccezioni gia’ in vigore), degli studi professionali, dei mercati e tutte le attivita’ non essenziali.
Inoltre, sara’ possibile acquistare articoli di cartoleria all’interno degli esercizi commerciali che vendono alimentari obeni di prima necessita’, gia’ aperti.
Sara’ anche possibile la vendita di fiori e piante solo con la consegna a domicilio.

“L’ordinanza del presidente della Regione – spiega la Nota – introduce anche l‘obbligo per chi esce dalla propria abitazione di proteggere se’ stessi e gli altri coprendosi naso e bocca  con mascherine o anche attraverso semplici foulard e sciarpe. Gli esercizi commerciali al dettaglio gia’ autorizzati (di alimentari e di prima necessita’) hanno l’obbligo di fornire i propri clienti di guanti monouso e soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani”.

“Infine, ai sensi del decreto legge del 25 marzo scorso che vieta alla Regione di intervenire sulle attivita’ produttive – conclude la Nota – e’ stato chiesto al Governo di confermare con
un dpcm specifico, la chiusura dei cantieri edili e di permettere, invece, le attivita’ legate alla filiera silvopastorale (come, ad esempio, il taglio della legna)”.




Busto Arsizio, fermato per controlli Covid in realtá era un ladro da appartamenti

BUSTO ARSIZIO, 4 aprile 2020-Continua incessante l’attività di controllo del territorio da parte del personale della Squadra Volante del Commissariato P.S. di Busto Arsizio, Nel pomeriggio di ieri, venerdì, una pattuglia ha notato transitare a piedi, nei pressi del Commissariato, un cittadino cinese ultrasessantenne già noto agli uffici per furti commessi in passato.

Dopo aver chiesto le ragioni per cui lo stesso si trovava fuori dall’abitazione, viste le limitazioni ai movimenti poste dai decreti emessi per contrastare il contagio del Coronavirus, non avendo fornito alcun valido motivo, l’uomo è stato opportunamente controllato. Lo stesso è stato trovato in possesso di due parti di un metro a nastro in metallo con apposte delle strisce di biadesivo.

Una estremità del metro risultava sagomata a forma di uncino, rendendolo uno strumento idoneo all’apertura di serrature.

La denuncia per il reato di possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli è scattata a carico del cittadino stranieri, già scoperto in passato a rubare le monete custodite nelle cassette delle offerte delle chiese cittadine




A Varese Solidarietá Nazionale continuerá a distribuire pacchi alimentari a famiglie in difficoltá

VARESE, 4 aprile 2020-Da lunedì 6 a sabato 11 aprile, Solidarietà Nazionale Provincia di Varese, come le altre rappresentanze operative in tutt’Italia,  consegnerà a domicilio i consueti pacchi alimentari per le famiglie italiane in difficoltà. Il rispetto delle prescrizioni sanitarie legate all’emergenza coronavirus non può infatti in alcun modo far passare in secondo piano la crisi sociale ed economica che in diverse parti del nostro paese è già una tragica realtà.
È un momento difficile per tutti, ma soprattutto per quelle migliaia di famiglie che i volontari di Solidarietà Nazionale aiutano con i pacchi alimentari ogni mese.
L’impegno dell’Associazione è indirizzato ad alleggerire le difficoltà e donare un po’ di serenità, in questa Santa Pasqua, alle famiglie italiane più bisognose.
Un impegno che SN svolge ininterrottamente da diversi anni e che è volto a ridare dignità e forza agli italiani discriminati da scelte politiche ed economiche scellerate e antinazionali.



Coronavirus, allarme alla Sacra Famiglia di Cocquio Trevisago: contagiati alcuni ospiti e operatori

COCQUIO TREVISAGO, 4 aprile 2020-Allarme coronavirus alla Sacra Famiglia di Cocquio Trevisago, residenza sanitario assistenziale per disabili.

Sono già 4 anziani ospiti sono risultati positivi, oltre a 8 operatori, asintomatici. 

Interviene sul problema Davide Farano, rappresentante Fp Cgil Varese: “Quando si sono verificati i primi casi Covid positivi, ci siamo mossi subito perché mancavano gli occhiali protettivi. Abbiamo chiesto all’azienda, per ragioni di tutela e sicurezza, di sottoporre tutti, disabili, lavoratrici e lavoratori, al tampone. Come sindacato seguiamo la partita della tutela della salute di operatori e ospiti all’interno di tutte le strutture del nostro territorio con estrema forza, vicinanza e con la dovuta sensibilità di fronte a persone”.

 Continua Farano: “Sono stati fatti i tamponi dopo l’intervento sui media del sindaco Danilo Centrella, che è un medico. Il punto vero resta il ruolo dell’Ats, l’autorità preposta a intervenire in materia: è lacunosa. Succede non solo a Cocquio, ma anche in altre strutture della provincia”.

Crediamo che per vincere la battaglia sulla sicurezza – conclude Farano – si debba agire di concerto, facendo rete, ognuno per la propria parte di responsabilità. Se gli interventi dell’Ats non sono efficienti c’è anche il venir meno di un’altra istituzione: Regione Lombardia, dov’è? Dà direttive, ma poi non controlla se e come vengono applicate”.




Più controlli nel weekend a Varese. Zanzi: “Siamo preoccupati, state a casa”

VARESE, 3 aprile 2020-Più controlli sulle strade, soprattutto nel weekend ormai alle porte. Resta alta l’attenzione per evitare nuovi contagi da Covid19: domani e dopo si intensificheranno le verifiche delle Forze dell’ordine per il rispetto delle restrizioni rinnovate dal decreto emanato il 1° aprile dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.

“Restiamo preoccupati – le parole del vicesindaco di Varese Daniele Zanzi – per la situazione nel nostro territorio. È importante non vanificare tutti i sacrifici che abbiamo fatto fin qui e, per questo, chiediamo un nuovo sforzo ai cittadini. Restate a casa e uscite solo per comprovate esigenze lavorative, per situazioni di necessità o per motivi di salute”.