Astuti su riforma disabili: “La Regione taglia un terzo dei contributi”

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Samuele Astuti

MILANO, 10 gennaio 2020-“La Regione non può fare economia sulla pelle dei disabili più gravi, deve ritirare e modificare la delibera del 23 dicembre scorso.”

Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti, componente della commissione sanità e welfare del Consiglio regionale. In merito il Pd ha presentato una mozione che sarà discussa in Aula nella seduta di martedì prossimo, 14 gennaio.

La delibera regionale contestata è la n. 2720, approvata l’antivigilia di Natale, con cui la Regione prende atto dell’aumento delle risorse stanziate dal Governo per le politiche regionali in favore dei disabili, ma al contrario di quanto ci si aspetterebbe modifica in senso peggiorativo le misure dedicate ai disabili gravissimi (misura B1) a partire dal mese di febbraio 2020: viene per la prima volta introdotta una soglia di reddito Isee di 50mila euro per la percezione del contributo (65mila in caso il beneficiario sia minorenne) e viene abbassato il contributo minimo mensile da 600 a 400 euro. La quota aggiuntiva di 500 euro in caso di assunzione di un caregiver è vincolata ad un orario settimanale di servizio non inferiore alle 40 ore, con la conseguenza che chi ne ha bisogno per un tempo più limitato non avrà diritto a questa parte di contributo e che, comunque, anche chi ne avrà diritto dovrà integrare in modo sostanziale per poter pagare stipendio e contributi al caregiver. Si consideri che il contributo complessivo era di 1100 euro a prescindere dalle ore di assistenza contrattate.

“Per la prima volta, grazie al maggiore stanziamento del Governo – aggiunge Astuti – il fondo regionale per i disabili ha risorse per 91mila euro, circa un quarto in più dello scorso anno. Minima, invece, è la quota di partecipazione della Regione, che di suo stanzia solo 10 milioni aggiuntivi. È quindi paradossale che mentre il Governo aumenta il suo impegno per i disabili la Regione decida di diminuire le prestazioni a loro favore. Quante volte abbiamo sentito i leghisti dire che le risorse andavano utilizzate per gli italiani in difficoltà? Qui parliamo di disabili molto gravi, di persone non autosufficienti, chi più di loro ha bisogno di aiuto? Ora il peso ricadrà sulle famiglie, che sicuramente non avevano bisogno di altri problemi da affrontare. Martedì gli chiederemo in Aula di correggere la delibera e di ripristinare i contributi perlomeno alla situazione precedente.”

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