Molti lavoratori frontalieri licenziati causa coronavirus. Astuti (Pd): ”Non vorrei fosse solo speculazione”

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VARESE, 2 aprile 2020-“L’offesa meno pesante verso i frontalieri è stata di essere degli untori: non possiamo accettarlo e per questo abbiamo chiesto che le istituzioni intervengano a difesa dei nostri lavoratori. La vera questione è che dobbiamo fare in modo che questi nostri concittadini lavorino in sicurezza”, lo dice Samuele Astuti, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, riunitasi stamani, dopo tanto tempo, per fare il punto della situazione tra le due regioni contermini durante il coronavirus.

“Abbiamo chiesto al presidente di Commissione di prendere posizione a difesa dei frontalieri di fronte a una sorta di berlina pubblica e quotidiana cui vengono messi dal consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Quadri – racconta Astuti –. Tuttavia, la risposta alla nostra sollecitazione è stata tiepida”.

Secondo, importante aspetto il tema delle merci: “Rischiano di rimanere in Italia perché ci sono seri problemi di sdoganamento – ha fatto presente Astuti in Commissione –. Potrebbe significare che a danno economico si sommi danno economico”.

Ma il punto vero di confronto sono stati loro, i 70mila frontalieri: “Vogliamo essere sicuri che i nostri operatori che ancora oggi vanno all’estero a lavorare, siano dotati di adeguati dispositivi di sicurezza e che non vengano messe a rischio la loro incolumità e la loro salute”, aggiunge ancora Astuti.

Non solo: “Il rischio di licenziamenti è altissimo. In molti hanno già segnalato di aver perso il lavoro con la motivazione della ridotta operatività delle aziende a causa del coronavirus. Non vorremmo che fosse solo un motivo di speculazione economica”, dice l’esponente dem.

La Commissione si è conclusa con l’impegno a redigere un documento che contenga tutti i punti affrontati nella seduta odierna e che confluirà in una mozione generale sull’emergenza Covid-19 e i suoi risvolti, da discutere in consiglio regionale giovedì 16 aprile.

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