Il Monza Calcio promosso in serie B. Il sindaco Allevi: ”Oggi é il tempo di urlare la nostra gioia dopo 19 anni”

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Monza, 8 giugno 2020. «Abbiamo dovuto aspettare 19 anni lunghissimi anni per poter provare un’emozione così forte. Per sentire il persistente sapore della felicità. Un periodo lungo che ha attraversato diverse stagioni sportive: i fallimenti, le retrocessioni in C2 e la Serie D. In 19 anni abbiamo versato tante lacrime. Oggi, però, siamo tornati in Serie B. Oggi è il tempo di urlare tutta la nostra gioia». Con queste parole il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore allo Sport Andrea Arbizzoni hanno accolto la decisione del Consiglio della Federcalcio che, oggi pomeriggio, ha ratificato la promozione nella Serie Cadetta dell’AC Monza.
Una promozione conquistata sul campo. «Il nostro primo pensiero – proseguono il Sindaco e l’Assessore – va ai tifosi e ai ragazzi della Curva “Davide Pieri” che non hanno mai, sottolineiamo mai, abbandonato la squadra, anche nei momenti più bui e nelle trasferte sui campi più improbabili. Il secondo va alla famiglia Colombo per aver rilevato la società dal fallimento e averla riportata nel calcio professionistico. Il terzo a Silvio Berlusconi e alla sua famiglia. Quando acquistò l’AC Monza il Presidente Berlusconi, con Adriano Galliani al suo fianco, ci aveva promesso che avrebbe riportato in città il grande calcio. Una promessa che, come al suo solito, ha mantenuto con una promozione che non è a tavolino, ma conquistata sul campo con 16 punti di vantaggio sulla seconda».
Un punto di riferimento per la comunità. «La dirigenza dell’AC Monza ha un altro importante merito, oltre quello sportivo, concludono Dario Allevi e Andrea Arbizzoni. Silvio Berlusconi è riuscito a portare in città un entusiasmo verso il Monza che non si vedeva dagli anni Ottanta. Una squadra di calcio può e deve diventare un vero e proprio punto di riferimento per una comunità. Soprattutto in un momento difficile come questo in cui la città ha dato grande prova di sé durante l’emergenza Covid, mettendo in campo un enorme “esercito del bene” formato da centinaia di volontari. Mai come adesso abbiamo bisogno di esempi positivi in grado di far ripartire con slancio il nostro territorio».
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