Emergenza maltempo, Panza e Gava (Lega): ”Quando l’emergenza sarà finita urge seria riflessione, meno filosofia e più azione”

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I danni causati dal violento temporale che ha colpito l'Alta Val Pusteria, 06 agosto 2017. TWITTER VIGILI DEL FUOCO ALTO ADIGE +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA +++

BRUXELLES, 4 ottobre 2020- Il nord-ovest dell’Italia è in ginocchio per fenomeni atmosferici di portata eccezionale e purtroppo sempre più frequenti. Il cambiamento climatico è una realtà con cui dobbiamo fare i conti con meno ideologia e retorica e più pragmatismo se vogliamo farci trovare pronti di fronte alle sfide che il futuro ci pone dinnanzi – dichiarano la deputata Vannia Gava, responsabile del dipartimento Ambiente e l’europarlamentare Alessandro Panza responsabile del dipartimento Aree Montane della Lega – .

La tragedia che si sta consumando in queste ore deve riportare al centro il tema degli investimenti in merito al dissesto idrogeologico. Il mantenimento del territorio del nostro Paese, deve tornare nelle agende del Governo con un piano concreto, reale, che sia di concertazione e di piena condivisione con le Regioni. Non bastano gli interventi come quelli che partiranno domani, sempre gestiti in base alle emergenze, ora occorre una prospettiva di lungo periodo.

Ci troviamo in una situazione paradossale dove per ottusità politica si preferisce lasciare gli alvei dei fiumi pieni di alberi, che in queste situazioni diventano estremamente pericolosi e che invece potrebbero essere usati come risorsa energetica, con il doppio vantaggio di avere energia pulita, un presidio e un mantenimento costante del territorio.

Occorre sbloccare subito i fondi fermi al Ministero dell’Ambiente e dare autonomia alle Regioni, che conoscono il loro territorio e sono in grado di amministrarne le peculiarità, affinché non diventino criticità.

La Lega al governo ha stralciato 315 milioni di euro perché le Regioni potessero intervenire a prevenzione di catastrofi sempre più frequenti, nelle casse italiane ci sono 11 miliardi per il triennio in 2019/2021, tenendoli nelle casse continueremo a vedere ponti che cadono, dispersi e vittime innocenti.
Ci vuole meno filosofia e più azione».

 

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