Governo, Serracchiani: “Non ci sono più scuse per donne dem, impariamo dura lezione”

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Debora Serracchiani (foto FB)

ROMA, 13 febbraio 2020 – “Non ci sono più scuse. Al Governo Draghi e in particolare al premier è affidato il compito di risollevare il Paese da una crisi unica nella storia. Non deve piacere, deve lavorare, bene e presto. Ma non ci sono più scuse nemmeno per le donne dem, che hanno da imparare una dura lezione: nessuno spazio ci sarà dato per gentile concessione. Quando si tratta di ruoli di potere vero, non funzionano le quote di genere come riserva indiana oppure gli articoli dello statuto come specchietto per la democraticità interna.

Le donne si sono forse illuse che funzionasse essere ‘in quota’ a capicorrente o inserite per prossimità anziché per competenza o consenso. Invece parlano i fatti. Per la prima volta nella storia del Pd e dei partiti che lo hanno preceduto, nella delegazione al Governo non c’è una rappresentanza femminile. Non ci sono donne dem tra i ministri di Draghi non solo perché la logica della stabilità interna ha vinto su quella di genere, ma soprattutto perché non abbiamo ancora preso sul serio la sfida per la leadership. E questa invece dev’essere una questione che le donne devono finalmente mettere sul tappeto senza nessuna timidezza. Perché il confronto con altre realtà, in Europa ma anche in Italia (sì, mi riferisco alla leadership della Meloni) dovrebbe incalzare il Pd.

La sfida è prima di tutto politica ma anche culturale. Perché siamo di fronte a un enorme problema, se le donne del più importante partito della sinistra italiana rinunciano a competere in prima persona per conquistare spazio alle loro idee. È un problema ‘nostro’ ma suggerisco che anche gli uomini ci dedichino un pensiero. Ora, nel contingente, con le assegnazioni dei sottosegretariati sembra si voglia riparare un vaso rotto col nastro adesivo. Meglio di niente, dirà qualcuno, ma certo così non si risponde alla domanda: il Pd è un partito per donne? Per quanto mi riguarda, dovrà esserlo.”

Lo scrive su facebook Debora Serracchiani.

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