“Chiudere immediatamente la scuola per verifiche”, così il consigliere Clerici dopo caduta calcinacci scuola Righi Varese

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La Scuola Righi di Varese

VARESE, 27 maggio 2021-“La caduta di calcinacci in un’ala della scuola Righi di Varese desta profonda preoccupazione, in un momento in cui l’Italia intera piange 14 persone morte per incuria e negligenza nella manutenzione di un’impianto che sulla carta avrebbe dovuto essere più che sicuro.

L’evacuazione dei bambini e i successivi controlli da parte dei tecnici comunali sono un atto dovuto, ma non sufficiente a tranquillizzare i genitori dei tanti ragazzi che frequentano la scuola” dichiara il consigliere comunale Stefano Clerici, capogruppo di Varese Ideale.

“Non basta un controllo su un’ala del plesso scolastico – continua Clerici – ma serve maggiore scrupolo e rigore assoluto nei controlli su tutto l’edificio: chiedo pertanto che la scuola venga chiusa e i bambini dirottati su altri istituti o in DAD, in attesa che i tecnici si esprimano sulla stabilità di tutto l’edificio e ne certifichino l’agibilità, senza fretta.

Non sono ammessi, a prescindere dal momento di grande commozione in seguito alla

Stefano Clerici

tragedia del Mottarone, superficialità e pressappochismo. Non si scherza sulla vita dei bambini e sono certo che il sindaco, che è padre, pretenderà risposte certe dai tecnici comunali e considererà la mia richiesta di chiusura dell’intero edificio, poiché la caduta di calcinacci, nonostante il controsoffitto abbia tenuto, non è un bel segnale di solidità di un edificio che necessita evidentemente di una profonda ristrutturazione.”

Infine conclude “A tal proposito ho provveduto ad effettuare l’accesso agli atti per visionare la documentazione relativa allo stato dell’edificio e a depositare un’interrogazione all’assessore competente per comprenderne le intenzioni, chiedendo altresì la pubblicazione, una volta ottenuta dai tecnici, della relazione sull’agibilità dell’intero edificio. È il tempo della trasparenza e della responsabilità, ce lo chiede la cittadinanza che vuole potersi fidare dei suoi amministratori”.

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