A Varese il PCI inizia la campagna elettorale: ”Servono risposte condivise e partecipate”

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Il gazebo del Pci varesino

VARESE, 27 giugno 2021-Si avvicina la prossima scadenza elettorale locale, a Varese emerge con sempre maggiore urgenza la necessità di un progetto politico democratico, capace di ascoltare i bisogni antichi e nuovi della città e formulare risposte più umane, plurali, inclusive, condivise e partecipate.
L’attuale panorama politico che si profila non sembra dare sufficienti garanzie nella direzione auspicabile: costruire un progetto politico, socio-culturale e pedagogico, decisamente diverso, nei contenuti e nelle forme della gestione proposta e, di fatto, perpetuata dalle destre, che da decenni si alternano alla guida della città.
Siamo un gruppo di associazioni di cittadine e cittadini che insieme al Partito Comunista Italiano sezione di Varese (ieri in Piazza Montegrappa con gazebo), hanno deciso di impegnarsi in quanto non si riconoscono nel modo in cui si esercita la gestione della cosa pubblica anche nella città di Varese, espressione di un’idea quindi che affonda le radici in una cultura ispirata a principi antidemocratici e contrari al bene comune, così è stato a partire dalla messa in atto della cosiddetta “riforma dell’ente locale” inaugurata dal centro sinistra con le “riforme Bassanini”. Siamo contrari ad atteggiamenti che si ispirano al “me ne frego” , alla disaffezione della cosa pubblica, perché siamo animati da altri principi, quelli animati dall’interesse per il ruolo e funzione del pubblico .
Fino ad ora abbiamo letto e sentito di proposte di cambiamento di rotta per la nostra città che ci paiono insufficienti perché o votate in sostanza ad un “centrismo immobile”, che va dal centro destra fino al cosiddetto centro sinistra rappresentato dal Partito Democratico, tutti caratterizzati dall’accettazione di logiche neoliberiste, volte al pareggio del bilancio e conseguenti alla prona accettazione del “ Patto di Stabilità”, da una parte e dall’altra animate da una caratterizzate da una inaccettabile assenza di trasparenza e soprattutto di significativi riferimenti sociali circa l’area di partenza e la direzione della proposta.
Noi pensiamo che sia arrivato il momento di cambiare rotta e di fare un altro cammino , dove ad una destra così pesante si deve provare a dare una risposta di sinistra, anti neoliberista e anticapitalista anche nella gestione dell’ente locale. Alla città servono proposte chiare rispetto ai soggetti sociali di riferimento: alle donne, ai lavoratrici e lavoratori, ai giovani, risposte che devono significare un passaggio qualitativo significativo anche nella gestione della cosa pubblica.

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