Negozi e grandi store semivuoti nonostante le promozioni: Varese paga lo scotto della crisi pandemica

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VARESE, 27 novembre 2021- di GIANNI BERALDO-

Emana un senso di tristezza (non solo per il grigiore del tempo autunnale) notare come gran parte degli esercizi commerciali situati in pieno centro cittá siano semivuoti, con i dipendenti intenti a riordinare la merce in attesa dei clienti.

Quali peró?

Questa mattina abbiamo girato tra le principali vie della cittá dalle 9.30 all 12.30, per vedere da vicino la situazione.

Nei negozi e store situati in Corso Matteotti, via Sacco, via Manzoni o via Volta (giusto per citarne qualcuno) la medesima situazione.

Cosí anche in grandi store come ad esempio Oviesse o Coin dove le cose non cambiano di molto, anzi.

Crisi economica manifesta, che nemmeno gli sconti promozionali del Black Friday pare porre rimedio. 

La triste realtá é che moltissime persone non hanno piú liquiditá, con salari sempre piú bassi esenza nessuno adeguamento significativo rispetto all’inflazione.

Questo per chi almeno una occupazione lavorativa la possiede.

Ma i dati piú preoccupanti sono quelli che iil lavoro l’hanno perso causa irreversibile crisi dei vari settori merceologici dovuta alla pandemia.

In tal senso i dati parlano chiaro. ome dicono quelli recenti stilati dall’Istat che evidenziano come  la diminuzione occupazionale coinvolge uomini e donne, dipendenti (meno 590mila) e autonomi (meno 355mila) e tutte le classi d’età. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 2,2 punti percentuali». Nell’arco dei dodici mesi, aggiunge l’Istat, si segnalano in crescita le persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a +21mila unità), ma soprattutto gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+5,4%, pari a +717mila). L’ente statistico ricorda che rispetto a gennaio si è registrata una sostanziale stabilità (+6.000).

Insomma un quadro negativo riflesso ovviamente anche negli acquisti.

«Oltre al discorso di liquiditá il problema é anche nella difficoltá a trovare la merce che si

Corso Matteotti

desidera», ci racconta una dipendente del Coin  «Le principali materie prime utili alla produzione di molti prodotti in vendita da noi, sono sempre piú difficili da reperire in quanto provenienti da Paesi dove, causa Covid, la produzione é bloccata o ridotta ai minimi termini. Tutto questo ovviamente incide poi sulla scelta da parte dei clienti che non trova certi prodotti» conclude la commessa.

Gli unici esercizi commerciali che funzionano bene anche a Varese, sono quelli che vendono prodotti economici di fascia medio bassa, ora ulteriormente ribassati per la promozione. 

Anche le librerie se la stanno cavando bene complice l’avvicinarsi del Natale ricorrenza in cui, come cosuetudine, l’acquisto di un libro risulta essere sempre un bel regalo e non impegna eccessivamente a livello economico.

Insomma, con la speranza che il mercato posso riprendersi almeno in parte il prossimo mese (vedi tredicesime o quattordicesime), l’attuale scenario vede negozi prevalentemente vuoti e una crisi palpabile che potrebbe portare alla chiusura di altri esercizi commerciali, svuotando di fatto la cittá da quell’attrattiva economica che negli scorsi decenni viveva di luce propria.

Ora le luci sono sempre piú fioche, le uniche a brillare sono quelle accese ieri sera ai Giardini Estensi e in Piazza Montegrappa.

direttore@varese7press.it

 

 

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1 commento

  1. Mi dispiace moltissimo. E pensare che era uno dei comuni più ricchi d’Italia. Ma quest’estate la situazione non mi era sembrata così tragica..

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