Il Covid ferma la finale di Miss Italia: solo in rarissimi casi non si è svolto l’atteso evento nazionale

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VARESE, 16 dicembre 2021-Slitta causa Covid la finale del concorso Miss Italia e rimane incerta anche la data per un eventuale recupero. Fondamentale sarà l’evoluzione della pandemia con la variante Omicron che potrebbe dilagare anche in Italia.

Diceva Enzo Mirigliani, storico patron del Concorso: “Miss Italia, con questo nome, è nata nel 1946, insieme alla nostra Repubblica e da allora non si è mai fermata. Il Festival di Sanremo è stato bloccato dalla contestazione giovanile, come anche la Bussola, il ritrovo simbolo delle vacanze della Versilia. Miss Italia è andata sempre avanti”. Soltanto la guerra era riuscita a fermarla, tra il 1942 e il 1945, quando il concorso si chiamava “Cinquemila lire per un sorriso”.

Ora però il Covid, che già l’anno scorso ha costretto l’attuale patron ad uno svolgimento di emergenza, ha interrotto l’elezione della Miss. Martina Sambucini, la miss romana con la mascherina proclamata a metà dicembre del 2020, rimane in carica in attesa che venga fissata la nuova data della finale.

Le soste forzate e i brevi rinvii del concorso si contano sulle dita di una mano. Si segnala, per esempio, l’inattività di due Miss Italia costrette a fermarsi: Carolina Stramare (2019), rimasta in casa a causa dell’emergenza Coronavirus, e Daniela Ferolla, eletta il 10 settembre 2001, alla vigilia dell’attentato alle torri gemelle a New York, altra data che ha cambiato il mondo.

Per chi ama conoscere altri eventi, si può aggiungere che nel 1987 la finale di Miss Italia venne ripetuta dopo qualche giorno a causa della squalifica della vincitrice Mirka Viola, sposata e mamma, in contrasto con il regolamento, che fu modificato successivamente. Il titolo andò poi a Michela Rocco di Torrepadula.

Nel 2000 RAI1 rinviò di due giorni la finale, prevista per il 9 settembre, a causa di una sciagura provocata dal maltempo a Soverato, in Calabria, dove una frana lungo il torrente “Beltrame” distrusse il camping “Le Giare”, in cui si trovava tra gli altri un gruppo di disabili, 13 dei quali persero la vita.

Quanto ai contrattempi, nel 1970 la contestazione mise a rischio la celebrazione della finale e la Polizia presidiò le strade di Salsomaggiore ma tutto procedette regolarmente; l’anno successivo, il 1971, ci fu una dura protesta degli operai della “Faini”, azienda di confezioni da donna e sponsor del concorso. Allora l’elezione di Miss Italia passò quasi in secondo piano. Un vero peccato per Maria Pinnone, romana, 17 anni.

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