Lombardia, approvata all’unanimità Risoluzione per la tutela dei diritti delle donne

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MILANO, 4 ottobre 2022-È stata approvata oggi all’unanimità, in Aula, la Risoluzione n. 59, “In merito a misure di sostegno a favore della conciliazione famiglia/lavoro e della tutela della maternità nell’ambito della valorizzazione dell’indipendenza e dei diritti della donna”, proposta dal consigliere della Lega Silvia Scurati.

“L’obiettivo che sta alla base di questa Risoluzione è tutelare di diritti delle donne e fornire loro sostegno concreto – spiega la relatrice Silvia Scurati – attraverso misure che abbiano un’effettiva utilità nella loro vita quotidiana e nel rimuovere gli ostacoli che ancora oggi creano un impedimento oggettivo alla parità tra donna e uomo. Il testo parte da un presupposto fondamentale: la tutela e la promozione della libertà della Donna e della sua totale e piena realizzazione nei vari aspetti che comprendono l’ambito sociale, familiare e lavorativo rappresentano un dovere per le Istituzioni pubbliche. Soltanto attraverso la realizzazione di misure specifiche per migliorare di sostegno si va a tutelare in modo reale i diritti delle donne”.

“Il metodo che abbiamo scelto è quello di un approccio concreto: la parità tra donna e uomo, infatti, dev’essere una parità effettiva, ma rispettosa delle diversità. Una donna non deve rinunciare al proprio essere donna, alla propria femminilità, per avere le stesse opportunità professionali, o di altro tipo, dell’uomo. E qui entra in gioco il ruolo fondamentale delle istituzioni, che hanno il dovere di garantire uguaglianza, senza che sia minata l’identità femminile” sottolinea l’esponente leghista.

“Proprio per rimarcare la difesa dell’identità – prosegue Scurati – ho fortemente voluto un passaggio, nel testo, in cui si sottolinea che le istituzioni hanno il dovere di fare in modo che le conquiste ottenute dalle donne, nel corso degli ultimi decenni, siano considerate un patrimonio acquisito dalla nostra società e non siano intaccate da correnti di pensiero, che

La promotrice Silvia Scurati consigliera regionale dela Lega

rischiano di svilire i diritti e l’identità delle donne stesse. Correnti di pensiero che spesso arrivano addirittura a promuovere la mercificazione del corpo femminile. Quando si parla di tutela dei diritti non si può dimenticare il rischio continuo di sfruttamento del corpo della donna che è insito nella società moderna: mi riferisco, per esempio, alla pratica dell’utero in affitto, dove la donna in difficoltà economica finisce per essere sempre la parte sfruttata”.

“La donna nel proprio percorso di autorealizzazione non deve risultare penalizzata, essendo suo diritto aspirare sia alla crescita professionale sia alla maternità: compito delle Istituzioni è appunto favorire la conciliazione tra questi due aspetti, attraverso misure incentrate sul welfare sociale e azioni mirate per la conciliazione famiglia/lavoro. Questo è possibile proseguendo sul cammino già intrapreso da Regione e rafforzando le politiche fin qui adottate, tra le quali la realizzazione di un servizio specifico, attraverso le Reti di Conciliazione territoriali, oltre alle numerose iniziative a sostegno della Famiglia, che trovano applicazione in misure come Nidi gratis, Dote scuola e sport, e ancora il sostegno alle scuole paritarie, gli interventi a sostegno dei coniugi separati o divorziati con figli minori o disabili. La Lombardia, inoltre, è la prima Regione ad avere approvato la Legge per l’istituzione del Fattore Familiare lombardo, prevedendone anche l’Osservatorio regionale, ed è altresì la prima ad avere adottato la Legge in materia di comunicazione tra genitori separati. È necessario successivamente studiare nuove forme di intervento, come la creazione di un nuovo e più forte patto sociale tra le Istituzioni e le aziende, ma anche misure di supporto per le lavoratrici autonome” aggiunge.

“È importante, inoltre, ricordare come il tasso di natalità italiano sia in costante calo da oltre vent’anni. E su questo punto è necessario intervenire, rimuovendo quelli che sono gli ostacoli impediscono a molte donne di fare la scelta della maternità, pur volendola” conclude.

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