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Torna al Teatro di Locarno, la compagnia del Teatro dell’Elfo di Milano con “Tre donne alte

LOCARNO, 6 marzo 2024-Mercoledì 13 e giovedì 14 marzo torna, al Teatro di Locarno, la compagnia del Teatro dell’Elfo di Milano con “Tre donne alte”. Un interno (o forse un inferno?) familiare con un tocco di assurdo, un testo del grande drammaturgo americano Edward Albee. Ferdinando Bruni, qui regista, affida i magnifici personaggi alla sensibilità di tre splendide interpreti: Ida Marinelli, Elena Ghiaurov e Denise Brambillasca, a loro il compito di incarnare tre differenti età nella vita di una donna.

Ferdinando Bruni rivolge nuovamente la sua attenzione alla drammaturgia degli Stati Uniti e sceglie di portare in scena un testo davvero poco rappresentato in Italia, sebbene scritto da un autore che gode di buona notorietà come Edward Albee. Il precedente allestimento di Tre donne alte risale infatti al 1994, diretto da Luigi Squarzina e interpretato da Marina Malfatti, Benedetta Buccellato e Gea Lionello.

La regia di Ferdinando Bruni affida i magnifici personaggi di questo testo alla sensibilità di Ida Marinelli e di Elena Ghiaurov, affiancate dalla giovane Denise Brambillasca: a loro il compito di incarnare tre punti di vista, tre differenti età nella vita di una donna. «Vincitore del Premio Pulitzer e del Lucille Lortel Awardsnel 1994, nonché dell’Evening Standard Award in Gran Bretagna (sia per il testo che per la protagonista Maggie Smith), Edward Albee ha creato con Tre donne alte un capolavoro di intelligenza, abilità teatrale e profondità.

Mentre un’autoritaria, sarcastica, impietosa signora novantaduenne sta morendo, viene accudita da due donne: una cinquantenne disillusa e dalla lingua tagliente e una venticinquenne arrogante e piena di energia. E viene visitata dall’apparizione fantasmatica di un bellissimo ragazzo. Con i suoi dialoghi, in cui affronta senza reticenze argomenti che spaziano dall’incontinenza all’infedeltà, Albee ci offre un ritratto della vecchiaia lontano anni luce da qualsiasi sentimentalismo. Le situazioni del testo sono cariche di intelligenza e dolore, ma anche di una bella dose di umorismo e divertimento e, fra le righe dei suoi dialoghi spesso impietosi, l’autore ci parla di perdono, riconciliazione e del nostro destino.  Ma è nel ritratto delle tre donne che sta la vera forza dell’opera: caratteri separati e ben distinti nel primo atto, si rivelano essere nel secondo la stessa persona in differenti età della vita.

Acuto e tagliente come Chi ha paura di Virginia Woolf?, Tre donne alte mette a nudo le verità della nostra esistenza: come viviamo, come amiamo, i nostri compromessi e infine il nostro rapporto con la morte.

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