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“Libri scolastici per chi ha il diritto di averli”, appello ai dirigenti scolastici di Attività Alternativa

VARESE, 7 maggio 2024-Nell’anno scolastico 2023/24 meno di una scuola primaria su dieci ha adottato il testo specifico per il programma dell’Attività alternativa all’Insegnamento della religione cattolica (AA). È quanto risulta da un’elaborazione dell’Uaar sui dati forniti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’Uaar ha quindi inviato via Pec a 5403 dirigenti scolastici – e per conoscenza agli uffici scolastici regionali e provinciali – una lettera nella quale ricorda che per garantire davvero la pari dignità educativa è indispensabile che siano inclusi anche i libri di testo per l’AA. Soprattutto nella scuola primaria dove è prevista la fornitura gratuita dei libri scolastici alle famiglie e diversi editori specializzati forniscono volumi per il programma per tutti i cinque anni.

La lettera ai dirigenti scolastici fa seguito alla campagna dell’Uaar “Libri per chi ha diritto di averli”, lanciata a febbraio di quest’anno, in cui si invitavano i collegi docenti ad adottare i libri di testo, perché è compito della scuola garantire non soltanto i libri con l’imprimatur della diocesi. Grazie alla campagna, l’Uaar ha donato alle scuole primarie più di 1300 copie di testi per l’Attività alternativa.

«L’Uaar – dichiara il segretario Roberto Grendene – ha preso l’iniziativa di scrivere alle scuole. È urgente che i collegi docenti deliberino l’adozione del libro di testo per l’Attività alternativa all’Irc per tutte le classi delle primarie, in modo che sia davvero garantita la pari dignità educativa. Non ci sono infatti più scuse: almeno tre editori specializzati hanno pubblicato volumi che coprono il programma dell’Attività alternativa di tutti e cinque gli anni della scuola primaria.

Non deve più accadere che vi siano scuole con bambini senza libro di testo da un lato e bambini che invece lo hanno avuto gratuitamente all’inizio delle lezioni dall’altro. Senza contare che, grazie anche all’impegno dell’Uaar, sempre più famiglie scelgono di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nella scuola pubblica».

 

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