NAIROBI (Kenya), 9 dicembre 2025 – In occasione della settima Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEA-7), è stato lanciato oggi il Global Environment Outlook 7 (GEO-7), il nuovo e monumentale rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP). Definito come la più completa valutazione scientifica mai realizzata sullo stato dell’ambiente a livello globale, il GEO-7 suona un campanello d’allarme e, allo stesso tempo, offre una “mappa” per la trasformazione.
Frutto di un lavoro collaborativo che ha coinvolto 287 scienziati multidisciplinari provenienti da 82 Paesi e il contributo di oltre 800 revisori, il rapporto aggiorna il quadro delle tre principali crisi ambientali causate dall’uomo: cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento. Oltre a fotografare la situazione critica attuale, il GEO-7 analizza scenari futuri basati sulle scelte politiche ed economiche che verranno adottate, proponendo percorsi concreti per costruire società più eque, resilienti e sostenibili.
Tra gli elementi più significativi del rapporto vi è un esplicito e forte riconoscimento del ruolo cruciale delle conoscenze tradizionali delle popolazioni indigene. Questi popoli, che gestiscono oltre l’80% della biodiversità mondiale, sono presentati dal GEO-7 come un modello fondamentale di armonia tra uomo e natura, la cui saggezza è indispensabile per una governance ambientale efficace.
L’associazione Plastic Free Onlus, presente a Nairobi con una delegazione ufficiale, ha accolto la pubblicazione del GEO-7 come un “segnale forte e necessario”.
Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free, ha commentato: “La scienza oggi ci consegna una mappa chiara: non c’è più tempo per interventi frammentari. La transizione deve essere sistemica, inclusiva e fondata su giustizia ambientale e diritti umani”.
L’associazione ha posto un’attenzione particolare al contributo e alla vulnerabilità delle comunità indigene. “Le comunità indigene sono la prima linea nella difesa del pianeta, ma anche le più colpite da sfruttamento, insicurezza e violazioni”, ha aggiunto Pettinicchio. “Riconoscere il loro contributo non è un gesto simbolico: è una condizione necessaria per una governance ambientale realmente efficace e sostenibile”.
Secondo Plastic Free, il GEO-7 ha il potenziale di diventare un catalizzatore cruciale per una trasformazione globale, poiché integra evidenze scientifiche con prospettive socio-economiche e visioni culturali. Il rapporto indica con chiarezza le misure da adottare per invertire la rotta: riduzione dell’inquinamento, economia circolare, tutela della biodiversità, protezione dei difensori ambientali e contrasto alle disuguaglianze.
“È il momento della responsabilità condivisa,” ha concluso Pettinicchio. “Governi, imprese, società civile e comunità locali devono collaborare per costruire politiche integrate e coerenti. GEO-7 non è solo un documento tecnico: è un invito all’azione, un impegno verso le generazioni future”.


