Home Politica Lega Nord L’ultimo addio a Umberto Bossi: Pontida si stringe intorno al Senatur

L’ultimo addio a Umberto Bossi: Pontida si stringe intorno al Senatur

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La bara di Umberto Bossi

PONTIDA, 22 marzo 2026 – Il pratone e il sagrato della Basilica di San Giacomo si sono trasformati oggi, domenica 22 marzo, nell’ultimo palcoscenico per Umberto Bossi. I funerali del fondatore della Lega, scomparso lo scorso 19 marzo all’età di 84 anni, hanno richiamato nel borgo bergamasco migliaia di militanti arrivati da ogni parte del Nord, in un clima sospeso tra la commozione solenne e il ritorno ai ruggiti identitari delle origini.

Il primo ad arrivare sul sagrato è stato il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, seguito a breve distanza dal “delfino” Marco Reguzzoni. All’ingresso del feretro nell’abbazia, il silenzio è stato rotto dai cori: «Padania, Padania!» e «Bossi, Bossi!».

Il protocollo del commiato ha rispettato l’estetica di una vita intera: la bara è apparsa avvolta nella bandiera del Sole delle Alpi, il primo vessillo storico del movimento, simbolo di quella battaglia autonomista che Bossi ha guidato per oltre quarant’anni.

Leghisti sul sagrato della chiesa a Pontida

Se l’interno della basilica ha ospitato il raccoglimento, l’esterno è stato teatro di una tensione politica palpabile. All’uscita del feretro, gli animi si sono scaldati: i militanti hanno intonato cori d’altri tempi contro il centralismo romano e l’unità nazionale. È dovuto intervenire personalmente lo stesso Giorgetti per invitare la folla alla calma, chiedendo con un gesto delle mani di abbassare i toni in segno di rispetto per il momento.

Il clima si è fatto particolarmente aspro all’arrivo dei rappresentanti di governo. Mentre il premier Giorgia Meloni e il vicepremier Antonio Tajani sono stati accolti da applausi e grida di «libertà» (pur accompagnati dal coro «Secessione»), sorte diversa è toccata a Matteo Salvini. Il segretario della Lega è stato bersagliato da urla di contestazione («Cialtrone», «Vergogna») e dall’invito perentorio a «mollare la camicia verde» da parte di alcuni esponenti del Patto per il Nord. Fischi anche per l’ex premier Mario Monti, presente alle esequie.

Particolarmente accorato l’intervento del Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che ha voluto sottolineare il legame indissolubile tra l’Uomo e il Luogo:

«Nessun luogo migliore di Pontida poteva essere scelto per il suo distacco dalla vita terrena. I raduni qui sono stati l’espressione più vera della Lega dei territori e della gente. L’Umberto resterà per sempre, anche da lassù, la stella polare di ogni vero leghista».

Con la partenza del carro funebre, si chiude definitivamente l’era del “Capo”, lasciando una Lega che oggi, proprio nel suo luogo sacro, si è riscoperta divisa tra la nostalgia delle origini e le sfide del presente di governo.

redazione@varese7press.it

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