lunedì, Agosto 10, 2026
Home Scienza e Tecnologia Infezioni ospedaliere, oltre 11.000 morti l’anno in Italia: la qualità dell’aria è...

Infezioni ospedaliere, oltre 11.000 morti l’anno in Italia: la qualità dell’aria è la nuova frontiera della prevenzione

0
891

VARESE, 9 luglio 2026-Le infezioni correlate all’assistenza (ICA) rappresentano una vera e propria emergenza di sanità pubblica globale.

Secondo i dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control, nell’Unione Europea si registrano ogni anno oltre 3,5 milioni di casi e più di 90.000 decessi. Il quadro è critico anche in Italia, dove il XV Rapporto MedMal Marsh rileva circa 430.000 casi annui, oltre 11.000 morti e costi aggiuntivi per il Servizio Sanitario Nazionale stimati in 800 milioni di euro, dovuti soprattutto al prolungamento delle degenze.

Poiché la letteratura scientifica stima che fino al 50% di queste infezioni sia evitabile, l’attenzione si sta spostando con decisione sui fattori ambientali e in particolare sulla qualità dell’aria interna (Indoor Air Quality – IAQ). Uno studio pubblicato su Health Providers evidenzia infatti che l’inquinamento indoor negli ospedali costituisce una minaccia concreta, spesso alimentata da un “paradosso terapeutico”: l’uso massiccio di disinfettanti industriali e il ristagno di gas medici generano nei reparti una concentrazione di inquinanti chimici e composti organici volatili (VOC) persino superiore a quella esterna.

Per fronteggiare questa situazione, la tecnologia offre oggi soluzioni innovative capaci di superare i limiti delle sanificazioni tradizionali, che agiscono solo periodicamente e sulle superfici accessibili.

Tra queste si distingue la nanotecnologia fotocatalitica eCoating sviluppata dall’italiana REair, un rivestimento

Professor Angelo Del Favero

trasparente brevettato che si attiva in modo passivo e continuo, 24 ore su 24, senza consumi energetici o costi operativi. Questa formulazione, registrata come Presidio Medico Chirurgico e già testata con successo in strutture come il Policlinico di Milano, è in grado di abbattere il 99,9% della carica batterica sulle superfici e nell’aria circostante, rimanendo attiva per anni. Come sottolineato dal Professor Angelo Del Favero, responsabile del comitato scientifico di REair, l’integrazione di queste tecnologie con i sistemi di filtrazione tradizionali permette di ridurre sensibilmente il rischio clinico e di generare importanti economie gestionali.

Il cammino verso la creazione di ospedali “infection resilient” richiede un approccio radicalmente nuovo e integrato. Gli esperti suggeriscono di superare il falso dualismo tra aria e superfici, estendendo la protezione continuativa anche alle aree meno accessibili come i controsoffitti, che possono trasformarsi in serbatoi di agenti patogeni.

Diventa inoltre fondamentale implementare una cultura del monitoraggio costante dei parametri ambientali, tutelando così non solo i pazienti vulnerabili ma anche il personale sanitario esposto.

In un Paese come l’Italia, dove circa il 70% degli ospedali ha più di cinquant’anni, privilegiare tecnologie facilmente applicabili all’esistente, senza interventi strutturali complessi, diventa una scelta strategica. Investire in una prevenzione ambientale mirata non risponde quindi soltanto a un imperativo di sicurezza clinica, ma rappresenta una leva fondamentale per garantire la sostenibilità economica dell’intero sistema sanitario.

redazione@varese7press.it