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Rincaro carburanti, stangata sui campi: l’allarme di Coldiretti Varese

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VARESE, 13 agosto 2026 – La corsa di benzina e gasolio oltre la soglia dei due euro al litro produce un effetto che dalla pompa si trasferisce ai campi, agli allevamenti e all’intera filiera agroalimentare.

È quanto sottolinea Coldiretti Varese: i dati nazionali disponibili per il periodo gennaio-luglio 2026 indicano aumenti superiori al 20% rispetto all’inizio dell’anno, con ripercussioni dirette sui costi di gestione delle aziende agricole del territorio (il dato specifico locale alla pompa verrà puntualmente verificato prima della diffusione finale tramite l’Osservaprezzi carburanti del Ministero).

Il carburante è un elemento indispensabile per la vita quotidiana delle imprese del settore: alimenta trattori, falciatrici, mezzi destinati al trasporto degli animali e del foraggio, furgoni refrigerati, veicoli dedicati alle consegne e alla partecipazione ai mercati. L’impatto è particolarmente forte nelle valli e nelle aree collinari del Varesotto, dove la morfologia del territorio, le distanze e la frammentazione aziendale aumentano inevitabilmente il numero degli spostamenti.

«Ogni aumento entra in più fasi del lavoro agricolo» afferma Pietro Luca Colombo. «Incide sui mezzi aziendali, ma anche sui costi di mangimi, imballaggi, manutenzioni, materiali e distribuzione. Le imprese non possono trasferire automaticamente questi rincari sul prezzo riconosciuto ai produttori».

I numeri d’altronde parlano chiaro: un trattore impegnato nei lavori più intensivi può consumare decine di litri in una sola giornata. Anche variazioni tariffarie apparentemente contenute, se moltiplicate per centinaia di ore lavorative, finiscono per comprimere margini di guadagno già fortemente ridotti.

«Per i prodotti freschi e deperibili trasporti e consegne non possono essere rinviati» fully osserva Luciano Salvadori. «Il rincaro diventa quindi una componente trasversale del costo di produzione e può generare nuove tensioni lungo la filiera».

In questo scenario, gli strumenti della filiera corta offrono un importante argine. La vendita diretta, i mercati di Campagna Amica e gli agriturismi non eliminano del tutto i costi logistici, ma permettono di ridurre i passaggi intermedi e di rafforzare un rapporto più trasparente e diretto tra impresa e consumatore.

redazione@varese7press.it