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Dieci anni di Legge Gadda: recuperati oltre 10 miliardi di euro di beni contro lo spreco

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VARESE, 6 ottobre 2026-Un valore complessivo stimato in 10,3 miliardi di euro in beni sottratti allo spreco e restituiti alla comunità. È il bilancio del primo decennio di applicazione della Legge 166/2016, nota come Legge Gadda, i cui risultati sono stati presentati nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio durante il convegno “Dieci anni che non si sprecano – La legge ‘Gadda’ 166/2016: i risultati, le alleanze, il futuro”. Nel corso dei dieci anni di operatività della norma, sono stati recuperati 1,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari e 40 milioni di confezioni di farmaci. I dati emergono dalla ricerca sulla valutazione d’impatto realizzata da Fondazione Terzjus ETS e Fondazione Valore con il sostegno di Fondazione Cariplo, illustrata da Gabriele Sepio e Luigi Bobba.

Approvata nel 2016 con un ampio consenso bipartisan, la legge ha scelto un modello fondato sulla semplificazione burocratica e sugli incentivi, mettendo in rete il mondo delle imprese e il Terzo settore per favorire il recupero e la redistribuzione delle eccedenze. Maria Chiara Gadda, vicepresidente dei deputati di Italia Viva-Casa Riformista e prima firmataria della norma, ha sottolineato come la politica migliore sia quella capace di riconoscere ciò che già genera valore per liberarne le energie, consentendo di trasformare quanto ha perso rilievo commerciale in una risorsa dal valore umano e sociale intatto. La scelta di puntare su incentivi e fiducia al posto di obblighi e sanzioni si è rivelata una decisione vincente.

All’incontro è intervenuto anche Matteo Renzi, presidente di Italia Viva e presidente del Consiglio all’epoca dell’approvazione della norma, il quale ha ricordato come la legge esprima l’attenzione al prossimo e la solidarietà radicate nel DNA del Paese. Renzi ha evidenziato la necessità di ripartire da questa esperienza per rafforzare il ruolo del Terzo settore, dell’associazionismo e della sussidiarietà di fronte alle nuove forme di povertà, alla solitudine e alle fratture sociali e generazionali.

Nel corso del decennio il raggio d’azione della normativa si è notevolmente ampliato, estendendosi dagli alimenti e dai farmaci ai prodotti per l’igiene personale, all’abbigliamento e ai giocattoli. Allo stesso tempo, il recupero si è allargato dalla grande distribuzione ai negozi di vicinato, dai mercati alla ristorazione, fino al settore alberghiero, ai congressi e ai grandi eventi. Tra il 2016 e il 2025 le eccedenze raccolte dal Banco Alimentare presso l’industria e la distribuzione sono aumentate del 95%, passando da circa 22 mila a 42.800 tonnellate all’anno. Il recupero dei farmaci si è inoltre consolidato come strumento contro la povertà sanitaria, generando anche esperienze di inclusione sociale e lavorativa.

Guardando ai prossimi anni, l’obiettivo principale resta quello di rimuovere gli ostacoli che ancora limitano le donazioni. Come evidenziato da Gadda, la povertà oggi riguarda anche chi lavora, gli studenti fuori sede e le famiglie del ceto medio in difficoltà, bisogni che spesso non rientrano nei parametri degli interventi pubblici tradizionali. Per potenziare l’impatto della legge, la proposta è quella di sostenere la logistica del Terzo settore attraverso un credito d’imposta per chi mette a disposizione mezzi e servizi, oltre a includere nella norma i farmaci per la salute mentale, un passaggio a costo zero reso possibile da anni di donazioni farmaceutiche gestite in sicurezza e trasparenza. Al confronto a Palazzo Montecitorio hanno preso parte i rappresentanti delle principali realtà produttive e del Terzo settore che attuano la legge, tra cui Caritas Italiana, Centromarca, Confcooperative, Banco Alimentare, Legacoop, Coldiretti, Federdistribuzione, Banco Farmaceutico, Federcongressi&eventi, ACLI, FIPE e Croce Rossa Italiana.

redazione@varese7press.it