VARESE, 14 ottobre 2026 –di GIANNI BERALDO
Cresce la tensione attorno allo stabilimento Beko Europe di Cassinetta di Biandronno, storicamente uno dei pilastri dell’industria elettrodomestica varesina e lombarda, nato dall’eredità di Ignis e poi diventato polo centrale della multinazionale Whirlpool.
La vertenza si trascina dall’integrazione societaria completata nell’aprile 2024, con cui il gruppo turco Arçelik (attraverso la controllata Beko) ha rilevato le attività europee di Whirlpool creando il colosso Beko Europe. Dopo mesi di trattative sulle garanzie occupazionali e produttive, il 14 aprile 2025 era stato sottoscritto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) un accordo quadro nazionale per il triennio 2025-2027. Il piano prevedeva investimenti complessivi per oltre 300 milioni di euro in Italia, con una quota significativa — circa 136 milioni di euro — destinata proprio al sito varesino di Cassinetta, hub europeo per i prodotti da incasso e centro di eccellenza per ricerca, sviluppo e design.
Tuttavia, le rassicurazioni governative si scontrano oggi con una realtà ben diversa. Nel corso del tavolo di verifica tenutosi l’8 ottobre 2026 al MIMIT alla presenza del Ministro Adolfo Urso, le rappresentanze sindacali (Fiom, Fim, Uilm, Uglm) e le RSU hanno lanciato un fermo allarme: gli investimenti promessi tardano a concretizzarsi, i volumi produttivi continuano a contrarsi ben al di sotto dei livelli di sostenibilità, la cassa integrazione si fa sempre più massiccia e stringente, mentre aumentano le preoccupazioni per un progressivo trasferimento delle linee produttive verso stabilimenti esteri a più basso costo.
Altro tavolo importante sulla crisi Beko è stato quello organizzato in Provincia lo scorso 28 settembre, durante il quale erano già emerse tutte le difficoltà nel mantenere aperto il sito produttivo di Cassinetta.
A fronte di questa situazione d’incertezza per le centinaia di famiglie varesine e per l’indotto locale, la politica regionale chiede un intervento immediato.
Sulla vicenda interviene con decisione Paola Pizzighini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle in Lombardia, annunciando il

deposito di un atto ispettivo al Pirellone: «Lo stato di crisi dello stabilimento Beko Europe di Cassinetta di Biandronno e il mancato rispetto dell’accordo quadro nazionale siglato al MIMIT il 14 aprile mi ha esortato a depositare un’interrogazione urgente alla Giunta regionale».
Un polo strategico per l’economia lombarda e nazionale
Pizzighini sottolinea il ruolo cruciale svolto da sempre dal sito del comasco e del varesotto nel panorama industriale:
«Lo stabilimento di Cassinetta è da anni un polo industriale strategico per la Lombardia e per l’intero settore manifatturiero nazionale, sede di funzioni direzionali, ricerca, sviluppo, design industriale e punto di riferimento europeo per i prodotti da incasso.
L’accordo 2025-2027 firmato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy prevedeva investimenti per almeno 300 milioni di euro in Italia, di cui circa 136 milioni destinati al sito varesino, insieme a impegni chiari su occupazione, gestione volontaria degli esuberi, uso corretto degli ammortizzatori sociali e monitoraggio istituzionale costante».
Riferendosi al confronto romano di pochi giorni fa, la consigliera pentastellata evidenzia le spaccature tra le promesse su carta e la realtà dei fatti:
«Nel tavolo di verifica dell’8 ottobre al MIMIT, alla presenza del Ministro Adolfo Urso, delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze territoriali, sono emerse gravi criticità sul rispetto di questi impegni, non solo a Cassinetta ma in tutti i siti italiani del gruppo, con un crescente clima di incertezza sulle prospettive industriali e occupazionali del comparto degli elettrodomestici.
Sindacati e lavoratori denunciano per Cassinetta una crisi aziendale ormai strutturale, il mancato avvio degli investimenti promessi, un ricorso massiccio e prolungato alla cassa integrazione e segnali di spostamento di produzioni all’estero, mentre i volumi produttivi restano ben al di sotto di quanto necessario a garantire una prospettiva stabile per il territorio».
“Il Pirellone non rimanga a guardare: difendere lavoratori e indotto”
Infine, il richiamo diretto alle responsabilità delle istituzioni regionali per evitare la desertificazione industriale della provincia di Varese:
«Non possiamo assistere passivamente al rischio di un lento smantellamento di un sito strategico come Cassinetta. Gli accordi firmati al MIMIT non possono restare lettera morta: Beko deve rispettare gli impegni su investimenti, volumi produttivi e occupazione.
Regione Lombardia ha il dovere di stare al fianco dei lavoratori e dell’indotto varesino, pretendendo trasparenza e tempi certi. Chiedo alla Giunta di alzare il livello di guardia, coinvolgere pienamente le parti sociali e utilizzare tutti gli strumenti disponibili perché il polo di Cassinetta resti un motore industriale e occupazionale per Varese e per la Lombardia. Non possiamo permettere che, dietro la retorica degli investimenti, si consumi un arretramento industriale ai danni dei lavoratori e del nostro tessuto produttivo».




