VERONA, 9 ottobre 2026 – Il percorso espositivo di Palazzo Maffei a Verona si arricchisce nell’autunno 2026 di nuovi e prestigiosi ingressi. La celebre Casa Museo di Piazza delle Erbe, che custodisce la straordinaria Collezione Carlon, presenta al pubblico una serie di importanti opere firmate da alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte del dopoguerra, affiancate da un significativo focus dedicato alla fotografia contemporanea.
Dopo le recenti acquisizioni dedicate all’Antico Egitto, all’arte greco-italica e al ritorno in città di capolavori come “Il sogno del Melograno” di Felice Casorati, la “Vergine in preghiera” di Francesco Hayez e le opere grafiche di Dürer e Boccioni, il museo veronese compie un deciso affondo nell’arte della seconda metà del Novecento.
Tra le novità di maggior rilievo spicca il monumentale bronzo “Nudo seduto” (1949) di Alberto Viani. Alto circa 125 centimetri, il
lavoro rappresenta uno degli esiti più alti della ricerca con cui l’artista sintetizza il corpo femminile in forme astratte, lisce e sensuali. Allievo di Arturo Martini e figura centrale nell’ambiente culturale veneziano del Cavallino, Viani fonde nel suo lavoro suggestioni surrealiste, riferimenti a Picasso, Arp, Mirò e alla poesia ermetica, dando vita a un’originale metamorfosi organica della figura.
Accanto a Viani trova posto la bronzo “Figura Totemica” (1969) di Mirko Basaldella, opera realizzata nell’anno della sua scomparsa. L’artista udinese traduce la propria sensibilità archeologica e ancestrale in una presenzialità enigmatica, reinterpretando l’iconografia primitiva attraverso la lezione del Cubismo e una tensione formale di grande modernità.
Il percorso scultoreo comprende anche la recente acquisizione della “Scultura mobile” (1962-1967) di Julio Le Parc, pioniere dell’arte cinetica scomparso lo scorso maggio, donata al museo dal notaio Pio Salvatore. A questa si aggiunge un’importante e singolare opera ceramica “Senza titolo” (1956) di Lucio Fontana: una grandiosa cornice che esprime appieno la ricerca plastica dell’artista sul rapporto tra gesto, materia, luce e spazio.
Per la pittura e il disegno, spicca l’arrivo del poetico pastello su carta “Amoreux avec fleurs et nature morte” (1950) di Marc Chagall, insieme a nuovi interventi dedicati a Osvaldo Licini. Le nuove opere si inseriscono in un dialogo armonioso con i capolavori già presenti in collezione firmati da Picasso, Magritte, Burri, Manzoni, Tancredi, Santomaso, De Chirico e Medardo Rosso.
Con un patrimonio di oltre 850 opere, la Collezione Carlon continua a evolversi sotto la spinta della passione del suo fondatore, Luigi Carlon, e della direzione di Vanessa Carlon Valerio. Le nuove accessioni confermano la vocazione di Palazzo Maffei come spazio dinamico di restituzione culturale, capace di offrire ai visitatori chiavi di lettura sempre nuove sulla storia dell’arte antica, moderna e contemporanea.

